Giovanni Arata
mercoledì 7 gennaio 2009

La crisi non tocca i videogiochi

Tutti i grandi del settore sono concordi: il Natale 2008 non è stato niente male per il settore videoludico. Alla faccia della recessione. I videogame piacciono a tutti: a grandi, a piccini e a scrittori in fuga

Roma - Non sembrano risentire della recessione economica, i videogiochi. I dati di vendita appena rilasciati da Microsoft parlano del Natale più ricco di sempre, con 28 milioni di Xbox 360 acquistate nel mondo. Ed anche tutto il resto dell'industria videoludica continua a crescere, conquistando nuove fette di pubblico e testimonial del tutto inaspettati.

In realtà le statistiche definitive sulle vendite natalizie non saranno disponibili fino al 15 di gennaio, quando NPD rilascerà il proprio report ufficiale. Ma nel frattempo Aaron Greenberg, direttore del product management di Xbox 360, ha voluto offrire ai giornalisti alcune anticipazioni basate sui dati reali già disponibili per alcune aree (ad esempio l'Europa) e sulle proiezioni derivanti dalle vendite di novembre.

I risultati sono importanti. Stando alle stime di Greenberg, nel periodo festivo sarebbero state vendute nel mondo 28 milioni di Xbox 360, contro i 20 milioni di Playstation 3 smerciate nello stesso periodo. Aumentano anche, 3 milioni in più tra novembre e dicembre, le iscrizioni ai servizi Live. Ma Microsoft non è certo l'unica a sorridere. Nintendo, per esempio, ha venduto a novembre 2008 oltre 2 milioni di Wii nei soli Stati Uniti, e anche in questo caso le previsioni di vendita per il periodo festivo sono estremamente rosee. In molti grandi magazzini le scorte di console inizialmente inviate si sono rivelate insufficienti a soddisfare le richieste. "Dal punto di vista dell'hardware, penso che il vincitore della guerra natalizia sia sicuramente stato Nintendo, mentre Microsoft ha beneficiato soprattutto del taglio di prezzo sull'Xbox realizzato in Settembre", ha raccontato Colin Sebastian, analista specializzato in videogiochi presso Lazard Capital Markets.

Anche Sony annuncia risultati positivi, seppur con accenti meno entusiastici rispetto ai concorrenti. "Abbiamo avuto un'ottima stagione festiva e abbiamo realizzato una crescita consistente nel corso di tutto l'anno", ha spiegato Ian Jackson, vice presidente delegato alle vendite di Sony Computer Entertainment America.

A confortare i responsabili della casa nipponica, d'altra parte, ci sono anche i risultati di una recente ricerca Nielsen sui tempi di utilizzo delle varie console, ripresa da The Register. Esaminando la quantità di tempo complessiva passata davanti allo schermo dai videogiocatori, infatti, i ricercatori hanno rilevato che la preferita è ancora la buona vecchia Playstation 2, dinanzi alla quale viene passato il 31,7% dei minuti-gioco complessivi. Xbox 360, la seconda classificata, segue staccata con il 17,2% dei minuti-gioco.

Al di là degli score singoli, tuttavia, i dati appena forniti raccontano soprattutto della tenuta del settore videoludico in tempi di crisi: mentre in altri comparti si licenzia, i videogiochi almeno per ora sembrano continuare a tirare.

Secondo Ron Meiners, community director per l'Hollywood Interactive Group intervistato da Cnet, questo successo è dovuto a due fattori combinati. "Da una parte c'è il fatto che durante le crisi le persone si rifugiano nel divertimento - spiega - È accaduto con il cinema negli anni 30, quando le persone si distraevano dai loro guai guardando i grandi musical dell'epoca, ed accade oggi con i videogiochi". E poi, chiosa l'analista, c'è la dimensione di interattività garantita dai giochi: "a differenza dei film, i videogame non sono solo passivi, ma garantiscono un elevato livello di coinvolgimento, ciò che li rende ancor più apprezzabili".

E la popolarità dei sistemi di gaming potrebbe crescere ulteriormente in futuro. Sono molte ormai le ricerche che attestano il successo dei videogiochi tra donne e senior, è curioso osservare che uno scrittore come Salman Rushdie abbia sovente ingannato il tempo giocando. Mentre, tra annunci e smentite incrociate, i giganti del settore ampliano sempre più il range delle proprie proposte, offrendo ai consumatori pacchetti in grado di coniugare gioco, networking, collaborazione lavorativa a distanza.

Giovanni Arata
61 Commenti alla Notizia La crisi non tocca i videogiochi
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  • ... libera molti soldi per altri mercati. Conosco MOLTI ragazzi che con il primo stipendio corrono a comprare la macchina strafiga, e si accollano secoli di rate pesanti.

    Una xbox o una ps3, alla fine ti fa risparmiare: giocare online costa al mese come qualche pacchetto di sigarette.
    non+autenticato
  • Ma quale crisi? dappertutto si vedono code!
    Code per le vacanze in paesi esotici
    Code sulle piste di sci
    Code fuori dai negozi per i saldi
    Centri commerciali presi d'assalto nei giorni prima di natale!

    Iphone a 500 euro venduti come se fossero noccioline, altro che crisi, la gente dopo un novembre d'attesa, spaventata dai disastri delle borse vedendo che la situazione si è stabilizzata e probabilmente avendo poca fiducia negli investimenti ha deciso di spendere!
    Chi perde il lavoro certo non compra l'Xbox! Evidentemente per ora in Italia ma anche nel resto del mondo non sono poi così tanti quelli che il posto di lavoro lo hanno perso sul serio!
  • o forse è l'abitudine al consumismo coadiuvata anche da tutte queste diavolerie tipo finanziamenti o "pagamenti virtuali" tramite carte, cartine e cartelle di credito che fanno perdere il senso della misura alla gente?
    l'italia è il paese degli indebitati, nn ce lo scordiamo!
    non+autenticato
  • questo è falso, non siamo il paese degli indebitati, visto che, ad oggi, il debito privato è il più basso dell'intera Europa Occidentale. Senza parlare poi degli Stati Uniti.

    Semmai siamo il paese di chi mangia pane (anzi no, costa troppo) e cipolla tutto l'anno pur di andare in vacanza alle Maldive.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Daniele
    > questo è falso, non siamo il paese degli
    > indebitati, visto che, ad oggi, il debito privato
    > è il più basso dell'intera Europa Occidentale.
    > Senza parlare poi degli Stati
    > Uniti.
    >
    > Semmai siamo il paese di chi mangia pane (anzi
    > no, costa troppo) e cipolla tutto l'anno pur di
    > andare in vacanza alle
    > Maldive.

    beh mi risulta che qui pagano tutti a rate, con finanziamenti e cavolatelle varie...
    i numeri che citi secondo me significano ben poco, come tutti i numeri e le statistiche che vengono dall'alto.
    guardati intorno piuttosto.
    non+autenticato
  • certo, bisogna guardarsi intorno, ma bisogna stare attenti a non cadere nell'eccesso opposto, cioè non generalizzare a livello nazionale quello che è il proprio orticello.

    In una zona più ricca ci sarà meno credito al consumo, in una zona più depressa (o nei quartieri popolari delle grandi città) ce ne sarà di più.
    non+autenticato
  • e ancora, ci saranno più finanziamenti in una realtà metropolitana (il cosiddetto "consumo vistoso" o semplicemente l'oggetto come status di distintività sociale) rispetto ai centri piccoli e medi dove c'è più propensione al risparmio.
    non+autenticato
  • che contrasta qnto hai detto prima.
    non+autenticato
  • non contrasta affatto, o forse pensi che la ricchezza sia concentrata nelle città? (attenzione, parlo di media)
    non+autenticato
  • assolutamente no! anzi!
    non+autenticato
  • - Scritto da: di passaggio
    > o forse è l'abitudine al consumismo coadiuvata
    > anche da tutte queste diavolerie tipo
    > finanziamenti o "pagamenti virtuali" tramite
    > carte, cartine e cartelle di credito che fanno
    > perdere il senso della misura alla
    > gente?
    > l'italia è il paese degli indebitati, nn ce lo
    > scordiamo!

    Ti sbagli di grosso, l'Italia è il paese dei risparmiatori! In Italia il finanziamento esteso ai beni di consumo semidurevoli è pratica recente, con una percentuale di consumatori che la utilizzano di gran lunga inferiore a quanto non capiti nel resto d'europa e negli stati uniti!
    Che in questi ultimi anni si stia diffondendo anche da noi è sotto gli occhi di tutti, ma come già detto per fortuna siamo fra gli ultimi in Europa anche in questo campo (essere ultimi non è sempre un male!)
  • recente ma già ben diffusa.
    Cellulari, auto, abbigliamento, accessori vari, viaggi..
    chi più ne ha più ne metta.
    non+autenticato
  • Sono sempre troppo alti. Non vengano a raccontare dei costi di sviluppo e che chi compra paga anche per chi copia... Una scatola di plastica con un disco di plastica non puo' costare 60, 70 euro. Poi scaricando legalmente da internet i giochi dovrebbero costare pochi euro. Apple ha successo con iPhone anche perche' paghi le applicazioni 1 euro o poco piu'. E non centra "il peso". Per l'utente ha solo senso l'utilita' e il divertimento. Le ditte produttrici devono cambiare prima o poi strategia...
    non+autenticato
  • Ma lo sai quanto costa sviluppare un videogioco te?

    E lo vuoi pagare meno di un album musicale?
    non+autenticato
  • Cosa molto fare un videogioco, però questo non giusticia certi prezzi sovradimensionati.

    Comunque c'è da ricordareche una perte del prezzo di un gioco su console, sono dovuti anche a licenze e royalty del produttore di quest'ultimo.
    Sgabbio
    22633
  • Più che altro non giustifica che un gioco per PC costi 30-50€, mentre lo stesso gioco per console costi 55-70€ quando è più semplice sviluppare per console (a parte PS3) visto che non si hanno problemi con l'hardware che è sempre lo stesso, oltre al fatto che sviluppare per X360 o per PC è esattamente la stessa cosa, cambia solo il target di compilazione visto che fanno tutto con XNA
    Inoltre i giochi per pc sono sempre più farciti con DRM, magari è quello che porta ad un abbassamento di prezzi
    Wolf01
    3276
  • in realta quei 20/30€ di più vanno direttamente nelle casse di Sony, Microsoft e Nintendo.
    Cmq lo sviluppo di un gioco può durare anche 3 anni con un costo complessivo di centinaia di milioni. Cmq quando il produttore si è ripagato i costi, il prezzo cala arrivando a 30€ a 20 ed infine a 10€.
    Possiamo paragonare ormai il costo dello sviluppo videogiochi con quello di un film, ma a differenza del primo, quest'ultimo si ripaga il film solo con il botteghino al cinema, i dvd li potrebbero pure regalare.
    non+autenticato
  • al giorno d'oggi per creare un videogame all'avanguardia si hanno costi pari a quelli holliwoodiani se non di piu...

    e tu credi davvero che il prezzo che spendi per un videogioco sia per la scatola e il cd di plastica?

    ma va va va....
    non+autenticato
  • I costi di sviluppo li ha contemplati, ma ha anche detto che non sono solo questi che fanno aumentare il prezzo dei giochi.
    Sgabbio
    22633
  • E' vero che sviluppare un gioco oggi ha costi hollywoodiani, ma un film in DVD non lo paghi mica 50-70 euro...
    non+autenticato
  • non mi sembra molto saggio vendere un gioco a prezzi simili,
    si adeguassero
  • Da notare che queste cifre parlano di pezzi venduti non di soldi incassati. L'xbox 360 questo natale costa molto meno di quello che costava lo nel 2007 sette quindi non è da escludere che a maggior pezzi venduti corrisponda comunque una perdita di incasso.
    Per non parlare del fatto che la microsoft sta per licenziare il 13% dei suoi dipendenti quindi non sono poi tutte rose e fiori.
    non+autenticato
  • Ricorda che il processo di fabbricazione è stato migliorato molto e quindi li costa molto meno.

    Il vantaggio di una console è che l'hardware è lo stesso, ma col tempo si miniaturizza e costa meno.
    non+autenticato
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