Alfonso Maruccia
giovedì 8 gennaio 2009

Nine Inch Nails, il fenomeno Creative Commons del 2008

L'album più venduto dell'anno su Amazon non costa niente, ma soprattutto è stato distribuito con licenza di remixare e scaricare a volontà. Le CC crescono e dimostrano la validità di un modello di business alternativo

Roma - Esploso tra le mani delle Big Four del disco nel marzo del 2008, il caso Ghosts I-IV continua a far discutere a quasi un anno di distanza, dopo che Amazon ha comunicato la lista di best seller musicali del suo store di MP3. Il lavoro di Trent Reznor e dei NIN è finito in prima posizione, battendo pezzi da novanta del calibro di Coldplay, Beck e Death Cab for Cutie.

L'album era stato distribuito da Reznor in una molteplicità di formati, ferma restando la licenza Creative Commons che permetteva la sua libera circolazione (sul P2P, sul web, dovunque) posto che la paternità dell'opera rimanesse inalterata. Nonostante questo, con Ghosts I-IV i NIN hanno incamerato guadagni per milioni di dollari, hanno esaurito con facilità le scorte delle edizioni su disco (anche quelle extra-lusso dal costo di 300 dollari e passa) e soprattutto non hanno dovuto lasciare un solo centesimo alle etichette discografiche.

Nonostante la disponibilità gratuita dei dischi, i fan hanno apprezzato l'iniziativa dei NIN e hanno risposto in massa acquistando l'album da Amazon e altrove, dimostrando che distribuire il proprio operato sotto licenza Creative Commons (quindi "gratis" a una lettura superficiale) non solo non priva l'autore di introiti ma costituisce un'occasione senza precedenti per contribuire allo sviluppo di una community di appassionati in grado di esaltare ulteriormente l'esposizione dei contenuti e degli artisti.Le Creative Commons, questa l'idea di fondo evidenziata anche dal blog ufficiale, hanno infine dimostrato di rappresentare ben più di un'alternativa frikkettona da invaghiti del "web 2.0" al classico contratto succhia-soldi con la EMI di turno. In un periodo in cui le vendite di CD-Audio continuano inesorabilmente a crollare ma il volume di affari musicale complessivo cresce grazie ai download digitali e al boom dei dischi in vinile, l'adozione delle CC può valere per la carriera di un'artista molto più di quanto il copyright tradizionale abbia mai fatto.

Anche nel caso in cui l'artista di turno debba ancora farsi un nome e non sia già una star come i NIN, spiega Fred Benenson, le licenze CC favoriscono l'approccio da indipendenti alla musica professionale, un approccio che preserva la stragrande maggioranza dei guadagni futuri (altrimenti destinati a finire per la quasi totalità nelle pingui casse delle major) e permette di ingaggiare manager e promotori alla bisogna.

Le etichette discografiche tradizionali, inoltre, stanno cominciando ad adottare le CC in maniera esclusiva senza per questo temere di finire in bancarotta per mancanza di introiti. Benenson fa l'esempio di Magnatune e cita l'esistenza di "una dozzina" di label già convertite al bene comune al netto del copyright.

Certo qui non si parla ancora di Universal, Sony, EMI e Warner, ma il futuro delle CC appare più che mai roseo, soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale, in cui l'incertezza contribuisce grandemente a destabilizzare lo status quo per abbracciare nuove e più moderne alternative per quanto riguarda i modelli di business del mercato dei contenuti. L'economia scende, ma l'organizzazione che sostiene Creative Commons è riuscita, nonostante tutto, a raggiungere l'obiettivo di 500mila dollari di finanziamento necessari alla sua attività.

Alfonso Maruccia
44 Commenti alla Notizia Nine Inch Nails, il fenomeno Creative Commons del 2008
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  • appunto era il fenomeno dell'anno scorso...
    Non mi sembra un gran modello di business dare gratis la roba, sperando che la gente onesta ti compri il cd su amazon...

    Per me va bene cosi e' gratis, ole' super..... ma mi puzza di moda del momento solo per farsi pubblicita' e farsi amici i fans, vediamo se faranno i milioni quando tutti rilasceranno gli album gratis in rete.
  • Ci sono potenzialità enormi per il gratis per tutti. Prima su tutti visibilità. Considera che noi italiani ci arriviamo sempre tardi, ma il metodo funziona.

    Siamo o non siamo GLOBALIZZATI? E' stato un processo iniziato dalla polita qualche anno fa ma su internet, solo, è stato utilizzato nel miglior modo possibile. Condividendo la propria cultura GRATIS.

    Penso che sia un mezzo per promuovere la propria musica a livello mondiale. Se un gruppo è forte, è licenziato CC, pubblica i propri album senza bollino MAJOR sul proprio sito...a prezzi accessibili da tutti, perchè non dovrei compralo?

    CI lamentiamo sempre che gli album sono troppo costosi, ma poi quando ci capita di poter avere un album di qualità gratis siamo scettisci!
  • speriamo che ha rotto che se canto per strada multa -.-
    non+autenticato
  • Era ora che si cominciasse a parlare di distribuzione "gratuita" della musica. Io è da quando ho tirato su la mia tesi di laurea che vado dicendo che in alcuni settori, che hanno perso il treno delle nuove tecnologie, le soluzioni CC sono le migliori al momento.
    Ci sono diversi gruppi che già hanno utilizzato questa forma di distribuzione (vedi Radiohead e Pennywise) e, venendo io da un retaggio piuttosto underground (facciamo da strada), posso assicurare che per gli artisti è la cosa migliore. Niente intermediazioni, viene pagato chi deve essere pagato ed ha effettivamente lavorato al progetto, marketing più efficace ed immediato che porta maggiori partecipazioni ai live e possibilità di distribuire la propria merce direttamente in sede di concerto.
    Quindi è evidente come il ruolo delle "major" (major solo per quanto riguarda il giro di affari/mafia-discografica oramai) si vada assottigliando. Sarebbe bene che magari la gente cominciasse a farsi girare la testa e cominciare a crearsi i propri canali di lavoro.
    non+autenticato
  • Ecco un' altra dimostrazione di come la libertà (dalla parola free) non comporti necessarariamente che tutti ne fruiscano a scrocco.
    Il concetto si può applicare in molti campi e la sostanza è sempre quella: chi è bravo e sa proporsi bene va avanti, gli altri rimangono indietro e sparano a zero sull' open source e sulle creative commons, senza avrene capito un' acca e solo perchè non gli porta profitto.
    Che sia finalmente giunto l' inizio del tramonto del copyright?
  • > Che sia finalmente giunto l' inizio del tramonto del copyright?
    Evidentemente non hai capito niente. La licenza CC tutela proprio il copyright.
    non+autenticato
  • giusta osservazione, mi sono espresso male; intendevo del copyright tradizionale, quello che favorisce le major a scapito di tutti gli altri, artisti e utenti
  • infatti:   free as in free speech, not as in free beer
    non+autenticato
  • QUALCUNO ha capito che la gente si e' stufata di essere presa per il culo...ha capito che far girare album con fruizione e DISTRIBUZIONE gratuita ha un numero di pregi maggiore delle possibile fregature.
    Intanto tu metti l'album in un luogo e TUTTA LA RETE LO SPARGE GRATIS (PER TE) OVUNQUE NEL GLOBO.
    Poi, essendo gratuita la versione in rete, tutti possono apprezzare la bonta' dell'opera e premiarla con l'acquisto.
    Questo impatta sui famosi GRANDI NUMERI della rete, creando le possibilita' per l'acquisto di qualsiasi cosa, coprese le versioni cosi' costose.
    Pero' non cantiamo vittoria, i numeri si ridimensioneranno quando TUTTI faranno cosi', i soldi non si moltiplicano dal nulla, se li dai a Tizio, Caio resta a secco.
    Avremo un nuovo mercato di premiati per la qualita' e di bastonati per la mediocrita'.
    In tutto questo mi chiedo la SIAE e RIAA e via dicendo COSA DIAVOLO CENTRANO PIU'...e come agiranno per pararsi il culo.
    non+autenticato
  • moriranno e falliranno
    e il nostro amico mazza finira sotto i ponti ^^
    non+autenticato
  • Quoto alla grande.

    Prima o poi chi è bravo esce... internet è una macchina straordinaria che si muove da sola senza alcun bisogno di forzarla. Basta scegliere i giusti canali ed emergi. Poi con la nuova corrente CC, si sta andando verso una musica diversa... per tutti. Su Jamendo ho ascoltato dei gruppi straordinari, moltissimi italiani, che sono licenziati sotto CC. E se vi dicessi che a Napoli un gruppo di persone che credono nella musica free e per tutti, stanno realizzando una serie di eventi LIVE per dare visibilità a chi vuole promuovere i propri pezzi?
  • non credevo che ci fosse chi commenta dopo una settimana! benvenuto Sorride

    Mi fa piacere che a napoli si muova qualcosa, speriamo bene.
  • Beh meglio tardi che mai, no?

    Ebbene sì, per quanto l'immagine della nostra città sia stata oscurata dai soliti non troppo "ignoti" qualcosa si muove. SI muove seguendo la corrente ma cercando di esaltare quella fantasia partenopea che ci contraddistingue. Siamo al lavoro su progetto che quando sarà pronto, potrebbe divenire il mezzo migliore per promuovere i gruppi CC e quindi la libera circolazione della musica.
  • Cosa accadrebbe se tutti rilasciassero sotto Creative Commons?
    non+autenticato
  • le major fallirebbero e gli artisti guadagnerebbero comunque da vivere se, seguendo l'esempio di reznor, continueranno a vendere supporti fisici a prezzi economici e con iniziative speciali. io ho scoperto i NIN scaricando Ghost I gratuitamente, e ho poi comprato in download digitale a 5$ l'opera completa (sono 36 tracce, neanche su iTunes compri 36 tracce a 5$) in formato flac. però per la miseria di 10$ potevo comprarmi il doppio cd con libretto e tutto quanto. inutile dire che se sei uno al primo ascolto compri quello a meno soldi o la versione gratuita, ma se sei un fan sborsi volentieri qualche lira in più per avere di più, ed è questo su cui si deve puntare, la fidelizzazione dei fans.
    non+autenticato
  • - Scritto da: umbe
    > io ho scoperto i NIN
    > scaricando Ghost I gratuitamente

    E prima che ascoltavi? Gigi D'Alessio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nathaniel Hornblower
    > - Scritto da: umbe
    > > io ho scoperto i NIN
    > > scaricando Ghost I gratuitamente
    >
    > E prima che ascoltavi? Gigi D'Alessio?
    Rotola dal ridere

    comunque Trent è sempre stato più avanti di tutti.

    anche se certi album hanno fatto scuola, gli ultimi non mi hanno entusiasmato a livello di pretty hate machine, broken e downward spiral.
    non+autenticato
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