Gaia Bottà
martedì 13 gennaio 2009

La Cina online è un brand

Pechino tutela la propria immagine chiudendo siti e costringendo i colossi della rete alle scuse. Assolda netizen per smontare opinioni pericolose e conta su un esercito di volontari devoti alla causa

Roma - La Cina chiama a raccolta i cittadini della Rete: se le autorità statali si occuperanno di epurare la rete da sconcezze e trivialità, i netizen sono invitati a dimostrare online tutto il loro amore per la madrepatria.

Non tutti i siti si adoperano per promuovere il rigore e l'autarchia: la campagna condotta da Pechino nei confronti dei siti web immorali e volgari incede senza posa. La divisione cinese di Google, colpita dall'invettiva delle autorità per l'abitudine di linkare materiale inappropriato, si è profusa in scuse, ha rinunciato ad agire da semplice intermediario e ha rimosso i collegamenti sgraditi, ha promesso servizi a favore del pubblico indignato. Così hanno fatto i principali portali nel mirino di Pechino.

Ma non sono bastate le scuse per evitare che le richieste di conversione scagliate dalle autorità nei giorni scorsi si tramutassero in chiusure e rimozioni coatte: le blacklist diramate dai media di stato si sono moltiplicate, su 91 siti è calato il silenzio. Se le immagini oscene che si affollano online, responsabili di corrompere le malleabili menti dei giovani cittadini, sono l'obiettivo principale della purga, non vengono risparmiati nemmeno gli spazi online dedicati al commento politico e ai diritti civili."Parlando con le persone che lavorano qui nelle web company emerge con chiarezza che si sentano sempre più sotto pressione, pressate per controllare tanto i contenuti a sfondo politico quanto il porno - ha spiegato Rebecca McKinnon, esperta di Cina e cofondatrice di Global Voices Online - Sono venuta a sapere che numerose aziende stanno rimpinguando il loro staff impiegato a vigilare sui contenuti e stanno introducendo strumenti software e altri meccanismi per segnalare quanto potrebbe metterle nei guai". Gli intermediari della rete prendono dunque provvedimenti, rinunciano ad agire da inerti canali e ricreano per i cittadini cinesi una Internet a misura di Pechino.

Per gli operatori della rete si tratta di una strategia indispensabile per tutelare la loro sopravvivenza online. Ma ci sono cittadini della rete cinese che agiscono compatti come un motore di ricerca umano, che operano spontaneamente e che spontaneamente pattugliano il Web alla ricerca di casi da risolvere e di ingiustizie da vendicare. Si tratta di operazioni delicate, che rischiano di sfociare in lapidazioni a mezzo Web. Per questo motivo i netizen cinesi che si sentono investiti del ruolo di giustizieri si sono dati delle regole: oltre a promettere di non mettere a repentaglio la privacy degli individui che andranno smascherati, oltre a stabilire che è necessario opporsi alla corruzione e perseguire il bene comune senza rinunciare a mantenere l'"armonia di Internet", concordano nel definire imprescindibili "l'amore per la madrepatria e l'amore per il Partito Comunista".

Se i soggetti che compongono i motori di ricerca umani agiscono mossi dal senso della giustizia, Pechino si occupa di costruire e di tutelare la propria immagine ricorrendo a strategie adottate dalle aziende e da comunicatori votati alla riesumazione di divette decadute. Sono innumerevoli i cittadini cinesi assoldati da Pechino per intessere una conversazione con la rete e placare i dibattiti innescati da coloro che si mostrano recalcitranti nell'accettare le regole e restii a condividere le versioni ufficiali. Vengono ricompensati con il corrispettivo di 5 centesimi di euro per ogni intervento che sappia contenere le sortite di cittadini animati da sconvenienti fervori politici ed evangelizzare i netizen latori di notizie sgradite alle autorità. Nel giro di venti minuti, ha raccontato a BBC uno dei commentatori stipendiati, la notizia che un netizen ha postato su un popolare sito cinese e che avrebbe potuto fomentare un putiferio si è trasformata in un'opinione innocua, subissata dalle critiche di 120 netizen foraggiati da Pechino.

Popolata da commentatori di stato e contenuta dagli intermediari del web, la rete cinese ha reagito alla campagna di contenimento dei contenuti scomodi e illegali: nonostante si affollino online i commenti favorevoli all'epurazione, le voci del dissenso riescono a trapelare.

Gaia Bottà
29 Commenti alla Notizia La Cina online è un brand
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  • Perchè eliminare l'unica voce di collegamento con la Cina.
    Far oscurare il portale della Cina perchè non si può dire nulla.
    L'intermediario Stato Cina, eventualmente non si fida.
    Della monnezza informativa che arriva dall'occidente.
    non+autenticato
  • sti cinesi hanno proprio rotto...io per conto mio evito di comprare nei negozi cinesi o mangiare cinese(purtroppo con l elettronica non si salva nessuno), non si capisce perche non debbano pagare le tasse come noi...ripigliatevi la globalizzazione stavamo meglio prima, ognuno nel paesello suo. solo certi italioti possono ancora sognare il REGIME comunista...a parte che il caso LIBERAZIONE fa sganasciare, litigano pure tra di loro per la supremazia sul potere che non hanno piu' ...pensa se l avessero...ma prodi and company ce li ricordiamo bene come il sign. VISCO che ammazzava di tasse tutti...altro che social card...mai visti 40 euro da un governo di sinistra....a casa coi cinesi. Sono belle le democrazie aperte all esterno cosa che il mondo arabo e cinese(se non per copiare) non mi sembra proprio faccia.
    non+autenticato
  • E quindi i cinesi non sarebbero aperti all'esterno? Aspetta... fammi rivedere il passaporto perchè mi sembra di esserci stato un paio di volte... Non ti rendi proprio conto di chi stai offendendo...
    Caro leghista qualche volta esci da Bergamo e gira il mondo prima di parlare a sproposito delle grandi nazioni.
    non+autenticato
  • "Pechino si occupa di costruire e di tutelare la propria immagine ricorrendo a strategie adottate dalle aziende e da comunicatori votati alla riesumazione di divette decadute."

    e adottate anche per le campagne mediatiche a favore di interventi militari dei nostri illuminati governi

    "Sono innumerevoli i cittadini cinesi assoldati da Pechino per intessere una conversazione con la rete e placare i dibattiti innescati da coloro che si mostrano recalcitranti nell'accettare le regole e restii a condividere le versioni ufficiali. Vengono ricompensati con il corrispettivo di 5 centesimi di euro per ogni intervento che sappia contenere le sortite di cittadini animati da sconvenienti fervori politici ed evangelizzare i netizen latori di notizie sgradite alle autorità."

    mentre da noi basta pagare i giornalisti e gli opinionisti, si spende di più ma il risultato é migliore
    non+autenticato
  • Guarda che la maggior parte lo fa pure gratis in Italia.
    Altro che vendersi per 5 centesimi a pezzo...
    non+autenticato
  • "brand" è una parola intraducibile in italiano... oppure se è traducibile, che so, in "marchio" "firma" etc. l'uso dell'orribile parola inglese è assolutamente ingiustificato, servile verso gl'anglosassoni, ridicolo e patetico ai loro occhi... circa la Cina: è una nazione totalitaria, molto nazionalista e con velleità imperiali, come la Russia di Putin e si comporta allo stesso modo, perfin peggio, non c'è da stupirsi se, non contenti di imbavagliare o uccidere i loro oppositori interni, vogliano fare altrettanto col resto del mondo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rognardo
    > "brand" è una parola intraducibile in italiano...
    > oppure se è traducibile, che so, in "marchio"
    > "firma" etc. l'uso dell'orribile parola inglese è
    > assolutamente ingiustificato, servile verso
    > gl'anglosassoni, ridicolo e patetico ai loro
    > occhi... circa la Cina: è una nazione
    > totalitaria, molto nazionalista e con velleità
    > imperiali, come la Russia di Putin e si comporta
    > allo stesso modo, perfin peggio, non c'è da
    > stupirsi se, non contenti di imbavagliare o
    > uccidere i loro oppositori interni, vogliano fare
    > altrettanto col resto del
    > mondo.

    per il momento a imbavagliare e aggredire il resto del mondo c'é solo una nazione, che peraltro si dichiara faro della democrazia
    non+autenticato
  • Sono due, ma la Cina non si dichiara Democratica (ma lavora molto "sotto")
    H5N1
    1610
  • Questa Cina, per decenni rimasta rinchiusa nel proprio cortile e avendo in buona parte distrutto e rinnegato tutto il suo passato storico/culturale (tranne quando si devono rivendicare diritti sul Tibet, in questo caso il passato diventa fondamentale), vuole improvvisamente aprirsi all' esterno, carpire la fiducia degli altri, competere con gli altri ma stando alle PROPRIE REGOLE, senza prima CAPIRE l' esterno, capire i soggetti coi quali si vorrebbe relazionare ma TUTTI devono capire loro.

    Se non avessero un immenso (per ora soprattutto potenziale) mercato interno, se non avessero una immensa quantita' di manodopera a costi irrisori (chiaramente senza diritti ma colma di doveri verso la "patria"), sarebbero un paese qualsiasi. E' la quantita' che determina la loro principale qualita'.

    Le nostre istituzioni NON sapendo rinunciare ai facili guadagni ed essendo prone agli interessi delle multinazionali che pensano solo a incamerare profitti economici, ovviamente favoriscono questo stato di cose: favoriscono la partecipazione della Cina alla SUE condizioni, perche' la contropartita che la Cina oooffre sul piatto li alletta fortemente, potentemente.

    la Cina serve per aumentare la TORTA dei guadagni, dei profitti, perche' ogni soggetto partecipante alla spartizione possa avere una fetta consistente.
  • - Scritto da: Alessandrox
    > Questa Cina, per decenni rimasta rinchiusa nel
    > proprio cortile e avendo in buona parte distrutto
    > e rinnegato tutto il suo passato
    > storico/culturale (tranne quando si devono
    > rivendicare diritti sul Tibet, in questo caso il
    > passato diventa fondamentale), vuole
    > improvvisamente aprirsi all' esterno, carpire la
    > fiducia degli altri,

    le parole sono importanti:
    carpire e non conquistarsi

    > competere con gli altri ma
    > stando alle PROPRIE REGOLE, senza prima CAPIRE l'
    > esterno, capire i soggetti coi quali si vorrebbe
    > relazionare ma TUTTI devono capire
    > loro.

    mentre invece le regole sono solo quelle dell'occidente, chi ne é al di fuori non deve capire gli stati canaglia sono loro che devono capire noi

    > Se non avessero un immenso (per ora soprattutto
    > potenziale) mercato interno, se non avessero una
    > immensa quantita' di manodopera a costi irrisori
    > (chiaramente senza diritti ma colma di doveri
    > verso la "patria"), sarebbero un paese qualsiasi.
    > E' la quantita' che determina la loro principale
    > qualita'.

    beh se altri paesi non avessero le armi e i soldi sarebbero paesi qualsiasi

    > Le nostre istituzioni NON sapendo rinunciare ai
    > facili guadagni ed essendo prone agli interessi
    > delle multinazionali che pensano solo a
    > incamerare profitti economici, ovviamente
    > favoriscono questo stato di cose:

    ooh ci siamo arrivati, e ricordiamo che le istituzioni a cui ti riferisci e le multinazionali sono occidentali
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonymous
    > - Scritto da: Alessandrox
    > > Questa Cina, per decenni rimasta rinchiusa nel
    > > proprio cortile e avendo in buona parte
    > distrutto
    > > e rinnegato tutto il suo passato
    > > storico/culturale (tranne quando si devono
    > > rivendicare diritti sul Tibet, in questo caso il
    > > passato diventa fondamentale), vuole
    > > improvvisamente aprirsi all' esterno, carpire la
    > > fiducia degli altri,
    >
    > le parole sono importanti:
    > carpire e non conquistarsi
    >
    > > competere con gli altri ma
    > > stando alle PROPRIE REGOLE, senza prima CAPIRE
    > l'
    > > esterno, capire i soggetti coi quali si vorrebbe
    > > relazionare ma TUTTI devono capire
    > > loro.
    >
    > mentre invece le regole sono solo quelle
    > dell'occidente, chi ne é al di fuori non deve
    > capire gli stati canaglia sono loro che devono
    > capire
    > noi

    Il fatto e' che nemmeno tutte le regole decise IN occidente hanno una legittimazione democratica, certamente NON quelle sul commercio internazionale.
    Inoltre se la Cina fosse considerata uno stato canaglia gli USA non sarebbero cosi' economicamente compromessi con loro e non li avrebbero fatti entrare "nella grande comunita'" che tuttavia NON riconosco personalmente come legittima dato che e' definita quasi esclusivamente dai grandi potentati economici mondiali, tra i quali adesso ci sono comunque anche quelli Cinesi.

    > > Se non avessero un immenso (per ora soprattutto
    > > potenziale) mercato interno, se non avessero una
    > > immensa quantita' di manodopera a costi irrisori
    > > (chiaramente senza diritti ma colma di doveri
    > > verso la "patria"), sarebbero un paese
    > qualsiasi.
    > > E' la quantita' che determina la loro principale
    > > qualita'.

    > beh se altri paesi non avessero le armi e i soldi
    > sarebbero paesi
    > qualsiasi

    Vero, ognuno usa le armi che crede ma non sto giustificando ne ARMI, ne SOLDI (usati per il male) ne lo sfruttamento della prole.

    > > Le nostre istituzioni NON sapendo rinunciare ai
    > > facili guadagni ed essendo prone agli interessi
    > > delle multinazionali che pensano solo a
    > > incamerare profitti economici, ovviamente
    > > favoriscono questo stato di cose:
    >
    > ooh ci siamo arrivati, e ricordiamo che le
    > istituzioni a cui ti riferisci e le
    > multinazionali sono
    > occidentali

    DACCORDO MA QUELLE AZIENDE MULTINAZIONALI NON CI RAPPRSENTANO MICA!
    e neppure tutte le istituzioni, come il WTO.

    In ogni caso preferisco vivere qua' che in Cina, almeno ho il diritto di dire la mia senza timore di essere prelevato e buttato in carcere... almeno entro certi limiti ben superiori agli standard cinesi. Su questo c'e' veramente poco da contestare.

    Il fatto e' che in questo il modello cinese e' sempre piu' usato come riferimento e questo NON mi pare proprio positivo.
    La Cina ha sicuramente tanti aspetti positivi, questo NON e' fra quelli.
  • Che spasso! Quando si parla di Cina mi sembra di andare a caccia di formiche con il carro armato! Ma quanto siete ignoranti?
    E quindi se non fossero tanti sarebbero un Paese come tutti gli altri? Ma ci sei stato? Hai mai visitato la Città Proibita o visto le opere d'arte di qualche loro museo? Sai niente di Taoismo, Confucianesimo, Feng Shui, strategia tipo Sun Tzu ed affini? Ma di che parli? Pensa a smanettare il tuo PC...
    E' gente raffinata. Come civiltà siamo ai livelli di Greci, Romani ed Egiziani. Non vi rendete conto...
    Ma la cosa più triste da vedersi qui in Italia e che voi oli disprezzate ma loro ci adorano.
    Sai che negozi c'erano ai due lati dell'entrata del mio albergo a Pechino? Lamborghini e Ferrari. Per loro l'Italia è il massimo e noi li ripaghiamo così...
    non+autenticato
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