Gaia Bottà
giovedì 15 gennaio 2009

I minori non sono vittime della rete

Spesso si infilano in situazioni pericolose, in rete come nella realtà. Le tecnologie di parental control? Utili solo se affiancate all'educazione. L'indagine della task force statunitense per la protezione dei giovani netizen

Roma - Internet non è troppo diversa dal mondo tangibile: le relazioni fra giovani non sono più intrise di angherie di quanto lo siano nei corridoi delle scuole, la pornografia è accessibile, ma è accessibile anche nelle edicole più defilate. Lo strumento migliore per proteggere i piccoli dai pericoli? Come nella quotidianità analogica, è la vigilanza e l'educazione impartita dai genitori.

P Pogo - Glowing ThomasA temperare apprensioni alimentate dalle cronache e dal mondo politico è un documento stilato dalla Internet Safety Technical Task Force statunitense: la squadra speciale voluta dai procuratori generali degli stati americani e votata a combattere gli abusi mediati dalla rete si è dovuta ricredere. Nei mesi scorsi le istituzioni che la guidano avevano promesso battaglia a cyberbulli e a predatori sessuali; per spingersi su terreni che la legge ancora non lambisce avevano coinvolto attori della rete convincendoli a collaborare per fare del Web un ambiente rassicurante e accogliente. Ora, dopo aver terminato un'indagine stilata dal Berkman Center for Internet and Society di Harvard e supportata dal parere di frotte di accademici e dalla testimonianza di realtà della rete come Facebook e Yahoo, MySpace e Google, pare sia il momento di ammorbidire i toni.

Una delle principali preoccupazioni di procuratori e famiglie è il diritto dei minori a scorrazzare in un ambiente che non turbi il loro sviluppo con malizie a sfondo sessuale e che non nasconda loschi figuri che bazzicano online per derubare la loro innocenza. "La circonvenzione sessuale dei minori ad opera degli adulti resta una preoccupazione, sia online che offline" si spiega nel report, ma le ricerche analizzate nel documento sembrano testimoniare che "queste situazioni tipicamente hanno coinvolto giovani postpubescenti che erano consapevoli di incontrare uomini adulti con lo scopo di intrattenersi in attività sessuali". La task force raccomanda di condurre ulteriori ricerche, di indagare tutti gli aspetti del fenomeno per non trarre conclusioni superficiali: a contribuire a creare situazioni problematiche sono sovente i minori stessi, forse inconsapevoli dei rischi ai quali si sottopongono.
Lo stesso atteggiamento è assunto dai ricercatori nei confronti della pornografia, la cui accessibilità online è considerata da molti un attentato al corretto sviluppo dei giovani cittadini: "Internet aumenta la disponibilità di contenuti dannosi, problematici e illegali - si spiega nello studio - ma ciò è automaticamente correlato con un aumento dell'esposizione da parte dei minori". Non solo l'esposizione indesiderata non sempre costituisce un turbamento per i giovani: i ricercatori rivelano che "la maggior parte di coloro che vedono pornografia online sono coloro che se la vanno a cercare, come accade fra i ragazzi più grandi".

Il cyberbullismo? A parere dei ricercatori è un concetto troppo sfumato per essere misurato e contenuto: le ricerche condotte in precedenza e analizzate dalla task force rivelano che le angherie che i ragazzi subiscono nella quotidianità sono decisamente più comuni rispetto alle persecuzioni mediate dalla rete. Non si intende sottovalutare l'impatto psicologico delle provocazioni online, ma si sottolinea che le vittime di bullismo versano spesso in condizioni psicosociali delicate: è più impellente agire su questo contesto, piuttosto che tentare di arginare la aggressioni che i ragazzi subiscono in rete.

La leva per creare a favore dei minori un ambiente più sicuro, spiegano i ricercatori, risiede nelle famiglie. La task force è stata incaricata di scandagliare, in anticipo sulla FCC, il panorama delle tecnologie dedicate alla tutela dei minori: ne è emersa la raccomandazione di non affidarsi totalmente alle tecnologie di controllo e protezione, di adottare un approccio stratificato fatto di tecnologie di parental control, ma soprattutto di controllo e di educazione genitoriale. I genitori dovrebbero stare più vicini ai pargoli e scoprire la rete insieme a loro, senza rinunciare a sperimentare con le tecnologie per proteggerli, affidandosi alle aziende e alle istituzioni, ammonite ad impegnarsi per imbracciare strumenti adeguati a tutelare i minori senza per questo limitare le libertà degli adulti.

Non mancano le voci di dissenso: ad esprimersi è Richard Blumenthal, procuratore generale del Connecticut impegnato da tempo per epurare dalla rete quanto possa danneggiare i minori. Il report a suo parere "sottovaluterebbe le minacce dei predatori sessuali" che si aggirano impuniti fra i profili dei social network. "I ragazzi sono costantemente provocati online - denuncia - alcuni diventano delle prede, e i risultati sono tragici: questa dura realtà sbaraglia le statistiche prese in considerazione dal report". Ma sono anche molti i genitori a non lasciarsi soggiogare dal clima di terrore con cui i media ritraggono questa dura realtà.

Gaia Bottà

fonte immagine
56 Commenti alla Notizia I minori non sono vittime della rete
Ordina
  • qualcuno che dice che internet non e' la causa di tutti i mali e di tutte le perversioni!!!!! internet e' libertà pura!!!!!!!
    sta nell'educazione del singolo capire dove fermarsi e dove no! andrebbero spesso arrestati i genitori! che non controllano i figli!
    non+autenticato
  • hai bambini si insegna a non accettare caramelle dagli sconosciuti perche' tutti sostengono che su internet questo concetto non funzioni????
    forse perche' i giovani vengono bombardati da telefilm sit-com o non so' come si chiamano di minorenni che vivono una vita schizzofrenica hai limiti della follia! forse e' la televisione il male non internet!!!! con internet puoi scegliere cosa guardare con chi comunicare !!!!in televisione no!!!! non c'e' iterazione!!!! si da la colpa ad internet perche' si ha paura ma di cosa?accendi la televisione e non fai altro che vedere ragazzini di 12 anni che non fanno altro che pensare al sesso! e queste nelle ore protette! e poi si da la colpa ad internet??? hahahahahahahahah ipocrisia follia
    non+autenticato
  • Hai è un verbo, non va l'h nella preposizione articolata
    Comunque sono completamente d'accordo con te, si dà tanto la colpa ad internet mentre in tv sembra che mentre alcune cose (cartoni) vengano censurate aspramente, altre (telefilm e reality?) vengano trasmesse solo per fare vedere le cose censurate dalle prime... e soprattutto nella stessa fascia oraria, nello stesso canale e per lo stesso pubblico
    Wolf01
    3227
  • ho un febbrone australiano a 40° che brucia le mie cellule celebrali! comunque il punto e' questo bambino guarda sito internet o una chat si accorge che qualcosa non va cambia sito internet cambia chat i genitori possono bloccare controllare sorvegliare temporizzare filtrare solo parti dei contenuti delle immafini etc... e cmq trovare sempre migliaia di alternative simili ma probabilmente + adatte al bambino!!! ora se lo metti a confronto con il ragazzino che torna da scuola accende la televisione ha alla fine 2 massimo 3 alternative tutte uguali e di dubbia moralità dove il tema principale e' sempre il sesso!
    non+autenticato
  • Che vuoi che sia?
    Gli adulti, tutti, maschi particolarmente, ragionano con le gonadi quindi non puoi aspettarti qualcosa di diverso da quello che c'è in tv e in internet.
    Un fattore di boom è stata la "liberalizzazione sessuale" dal dopoguerra in poi, prima le soubrette erano vestite con i vestiti da pagliaccio, quelli larghi per non mostrare le curve, ora le letterine di passaparola usano filo interdentale e ciuffetti di coda di coniglio!
    Perchè tutto ciò? ma per appagare gli adulti, infatti ai bambini sarebbe vietato vedere queste cose tanto che le censurano dai cartoni (già tanto se riescono a trasmettere Lamù su qualche emittente locale, su italia 1 non potrebbero trasmettere manco la sigla), però chissà perchè sono compiacenti verso le curve in carne e ossa (ok, lo ammetto, preferisco una letterina di passaparola a Lamù).
    Wolf01
    3227
  • Guarda che Passaparola non si vede in TV da un bel pò
    Sgabbio
    21456
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > hai bambini si insegna a non accettare caramelle
    > dagli sconosciuti perche' tutti sostengono che su
    > internet questo concetto non funzioni????

    Il fatto e' che questo concetto funziona SIA su internet CHE nella vita reale. Il problema e' che troppo spesso si addita internet come la causa del male, quando invece ci si dimentica che forse quel "non accettare caramelle dagli sconosciuti" i genitori dovrebbero insegnarlo.

    Se poi lo sconosciuto e' su internet, o per strada, un adolescente/bambino che "non accetta caramelle da sconosciuti" sara' SICURAMENTE piu' sicuro. Ma non c'entra internet. Centra l'educazione. Il problema e' che TROPPO SPESSO i genitori demandano l'educazione dei propri figli alla televisione. Soprattutto i genitori "odierni".
  • Si ma li educano con amore!
    Così poi diventano idioti, ma con tanto amoreA bocca aperta
    Wolf01
    3227
  • - Scritto da: Wolf01
    > Si ma li educano con amore!
    > Così poi diventano idioti, ma con tanto amoreA bocca aperta

    Anche con troppo amore, visto che la percentuale piu' alta dei reati di pedofilia e' proprio da ascriversi ai membri del gruppo familiare, come per gli stupri !!

    Tanto.. tanto amore....
    Io fa' amole lungo lungo.... (cit.)
  • Concordo appieno.

    Fanno figli ma poi non dedicano loro il tempo necessario. Eh ma "fanno tutti così"... In lacrime
    non+autenticato
  • - Scritto da: Stein Franken
    > Concordo appieno.
    >
    > Fanno figli ma poi non dedicano loro il tempo
    > necessario. Eh ma "fanno tutti così"...
    > In lacrime

    mmmmmaknckkkkkkkkkkkkkkkkkkk
    non+autenticato
  • Indubbio che si subiscano provocazioni online..ma generalmente ogni persona è libera di dire no. E trattare i "bambini" in questo modo è come trattarli da idioti. Poichè non saranno tanto sciocchi da vedersi con sconosciuti adulti. Al massimo con semi-sconosciuti coetanei. E il male non c'è. Senza contare che parlare di "contenuti dannosi" per i bambini(identificati con la pornografia)sono un ossimoro piuttosto scadente e palese..ora i bambini fanno sesso gia dai 13 anni(io personalmente a 8 praticavo petting)ed è giusto cosi, perchè se la natura gli permette di farlo è giusto che lo facciano..il resto è un rimasuglio delle censure bigotte e clericali.

    Saluti Gaia, sei un ottima giornalista.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vins
    > Indubbio che si subiscano provocazioni online..ma
    > generalmente ogni persona è libera di dire no. E
    > trattare i "bambini" in questo modo è come
    > trattarli da idioti. Poichè non saranno tanto
    > sciocchi da vedersi con sconosciuti adulti. Al
    > massimo con semi-sconosciuti coetanei. E il male
    > non c'è. Senza contare che parlare di "contenuti
    > dannosi" per i bambini(identificati con la
    > pornografia)sono un ossimoro piuttosto scadente e
    > palese..ora i bambini fanno sesso gia dai 13
    > anni(io personalmente a 8 praticavo petting)ed è
    > giusto cosi, perchè se la natura gli permette di
    > farlo è giusto che lo facciano..il resto è un
    > rimasuglio delle censure bigotte e
    > clericali.
    >
    > Saluti Gaia, sei un ottima giornalista.

    Mah.. non credo affatto che i minori siano "vittime" della rete, credo piuttosto che ne siano i veri padroni!

    Nulla rappresenta realmente una minaccia per loro, a mio parere, tutto è semplicemente o divertente, o buffo, o semplicemente idiota..
    non+autenticato
  • Francamente mi viene tristezza a leggere questi commenti... se per te qualsiasi valore UMANO - prima ancora che religioso - è "un rimasuglio delle censure bigotte e clericali" soltanto perché differisce dalla tua _arbitraria_ ed edonista visione del "tutto è lecito", stiamo messi veramente, veramente male.
    non+autenticato
  • Libertà, niente di più. Se voi bigotti non la volete, non la togliete agli altri
    non+autenticato
  • Non degno di una risposta compiuta a chi offende ed etichetta in questo modo.

    2/10, anche riuscito male come tentativo di trolling.
    non+autenticato
  • P.S.: assolutamente fiero di essere un bigotto, se questo significa impedire ai miei figli di essere educati con film porno et similia.
    non+autenticato
  • Sei tu un trollone, trasmissioni con donne che incitavano a chiamare per soddisfare i propri bisogni sessuali c'erano in TV quando io ero bambino e le guardavo, non sono diventato un maniaco sessuale e non mi sento ferito nel mio intimo per questo. Sono altre le cose che devono spaventare i genitori, non queste stron..te. Se parliamo di educazione dei figli, partiamo da l'istruzione che riceveranno e dalle persone che frequentano, perché se io avessi un figlio adesso sarei molto più angosciato dal futuro che non gli ho costruito (inteso come cittadino Italiaota) e dalle possibilità che non avrà in questo paese ridicolo. Questo esce un po dalla discussione, ma è per spiegare che secondo me, non è il sesso che distorce le menti dei bambini
    non+autenticato
  • Io non ho offeso nessuno per cominciare, e certamente non ho detto che è solo il sesso il problema.

    Ma sicuramente sono contrario ad una visione del mondo di sessualità "free for all", slegata dai propri doveri verso la famiglia e la società in generale.
    non+autenticato
  • Non ti capisco, mi dispiace, mi arrendo.

    Ti lascio così:

    Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.
    (Benjamin Franklin)
    non+autenticato
  • Mettiamola così:

    come si comporta la maggior parte dei giovani?


    E hai trovato la risposta (poi ci si chiede perchè va tutto in malora).

    Colpa spesso dei genitori, e così andare diventa sempre peggio. Non è un discorso moralista, ma se uno è un grande perchè è vestito di marca o ha un conto in banca gonfiato, è sempre una tristezza.
    non+autenticato
  • Come dicevano le battute finali di un film autoprodotto da un mio conoscente, che narrava la storia di un mondo completamente invaso dagli zombie:

    <<E cosa facciamo adesso>>

    la risposta dell'altro era geniale:

    <<Scappiamo!!!>>

    Io mi sento così
    non+autenticato