Il grande amore di Sony? Linux

Negli anni pių recenti, Sony ha lanciato sul mercato un notevole e insospettabile numero di device consumer basati su Linux, tra i quali foto e videocamere digitali. L'ultimo prodotto č una fotocamera con browser web integrato

Roma - Che Linux stia conquistando fette sempre più ampie del mercato dell'elettronica di consumo, dagli smartphone alle set-top box, è cosa risaputa, ma spesso non ci si rende esattamente conto di quali e quanti dispositivi implementino il kernel Linux. Pochi sanno, ad esempio, che ad oggi Sony ha introdotto sul mercato centinaia di device Linux-based, tra i quali oltre una ventina di fotocamere digitali della nota famiglia Cyber-shot.

Per farsi un'idea del grande numero di prodotti Sony che celano al proprio interno un spesso insospettato cuore Linux, è sufficiente dare un'occhiata al Source Code Distribution Center di Sony.net, una pagina web dove l'azienda mette a disposizione il codice di tutti i componenti open source utilizzati nei suoi prodotti.

Tra i dispositivi in elenco si trovano, oltre alle già citate fotocamere digitali, anche server, pc desktop, notebook, router, ebook reader, videoregistratori, player Blu-ray, appliance di rete, set-top box, player portatili, navigatori satellitari, sistemi di videocomunicazione, telecamere per la videosorveglianza, televisori, sistemi di storage a cornici digitali.
Oltre al kernel Linux, nella versione 2.4 o 2.6, tra i componenti più utilizzati da Sony vi è BusyBox, una celebre suite di comandi e utility Unix "compressa" in un singolo eseguibile. Questo componente, per altro utilizzatissimo in campo embedded, è stato recentemente al centro di una campagna legale portata avanti dalla Software Freedom Law Center contro quelle aziende che utilizzano software GPL nei propri dispositivi senza dichiararlo e senza rilasciarne il codice.

Il grande amore di Sony? LinuxLinux e BusyBox trovano posto anche sull'ultima fotocamera digitale, la DSC-G3, che la scorsa settimana è riuscita ad attrarre l'interesse del pubblico del CES. Ad attirare l'attenzione non è stato tanto Linux - che Sony neppure menziona tra le specifiche del device - bensì il fatto che la DSC-G3 è una delle prime fotocamere ad includere un browser web. La connettività ad Internet è fornita da un modulo 802.11b/g e da un abbonamento al servizio di hotspot dell'americana AT&T, che tra le altre cose permette di accedere all'Easy Upload Home Page di Sony e uploadare video e foto.

Dotata di un sensore Super HAD CCD da 10 megapixel, la DSC-G3 si caratterizza inoltre per il display touchscreen da 3,5 pollici con oltre 900mila pixel di risoluzione, la memoria flash interna di 4 GB e, naturalmente, il software interno, che come si è detto poggia sul kernel Linux. Stando a quanto riportato da Linux Magazine Online, il sistema operativo utilizzato dalla DSC-G3 è Access Linux Platform (ALP), noto soprattutto per implementare un emulatore di Palm OS Garnet. Come si ricorderà, la giapponese Access ha acquisito PalmSource e il suo noto sistema operativo mobile nel 2005.

Nel corso del CES, un dirigente di Sony ha affermato che la propria azienda guarda con grande ottimismo agli sviluppi di Linux sul mercato consumer. Entro i prossimi cinque anni, la mamma della PlayStation conta di utilizzare Linux su un numero sempre maggiore di dispositivi consumer, ed offrirlo come alternativa a Windows in una grande varietà di PC desktop e di notebook. E chissà che questa scelta non aiuti il gigante giapponese a contrastare gli effetti dell'attuale recessione economica.
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