Marco Calamari
venerdì 16 gennaio 2009

Cassandra Crossing/ Informatica decadente

di Marco Calamari - Sotto la superficie dei moderni sistemi informatici, nascoste da splendide interfacce grafiche ci sono tecnologie degli anni '70 ed '80, cioè di 30 o 40 anni fa. E non è una bel segnale, ecco perché

Roma - Guardando indietro di una trentina d'anni resto sempre stupito di quanto certe tecnologie, in particolare quelle software, siano non vecchie ma addirittura antiche, pur restando ancora le più avanzate. Una situazione che si riscontra anche in altri campi ad alto valore aggiunto della tecnologia, come i sistemi d'arma ed i veicoli aerospaziali, ma che nel caso del software è particolarmente accentuata.

Ad esempio, nel campo dei sistemi d'arma le cosiddette bombe intelligenti sono spesso solo proiettili d'obice a cui viene fissata una struttura a gabbia che contiene sensori, attuatori ed un sistema di impennaggi per la guida; il mortale carico pagante è perfettamente adeguato e non subisce modifiche significative da 40 anni. Nel campo delle tecnologie aerospaziali gli Space Shuttle (quelli che non sono ancora finiti male) sono figli degli anni '80, ed il loro sistema di guida è costituito da antiquati sistemi mainframe su scheda singola IBM 360.
Le nuove tecnologie aerospaziali dei futuri razzi americani Aressono niente di più che quelle dei razzi a combustibile solido della guerra fredda, già riutilizzate nei famigerati booster degli shuttle.

Nello stesso modo, appena sotto la superficie dei moderni sistemi informatici, nascoste da splendide interfacce grafiche di gestione se server o da interfacce utente sempre più sofisticate (anche se spesso poco usabili) ci sono tecnologie degli annì70 ed '80, cioè di 30 o 40 anni fa.
Pensiamo a tutti i computer che girano GNU/Linux, quindicennale creatura parente strettissima di Unix, nato ancora quasi venti anni prima. Ce lo ritroviamo nella maggioranza dei server internet, negli access point che abbiamo sulla scrivania, nei telefonini più sofisticati e/o piu liberi, nei laptop sofisticatissimi dell'Apple.

"Ma la maggioranza dei computer al mondo girano Windows - dirà qualcuno - i computer Windows sono ben più moderni".
Pochi sanno che il kernel di Windows fin dai tempi di NT 3.51 è (tanto per cambiare) una tecnologia acquistata da Microsoft, e precisamente la versione unix Prism, progetto abbandonato e ceduto dalla Digital, e che il filesystem NTFS è stato anche lui ottenuto da quello Digital (gli Alternate Data Stream vengono appunto da lì).
Si potrebbe continuare ricordando i protocolli di rete WAN come il TCP/IP o LAN come Ethernet, anche loro sulla trentina, fino all'instruction set delle CPU Intel e a tantissime altre tecnologie "minori" ma pur sempre fondamentali.

Un ottimista potrebbe dire che queste tecnologie hanno raggiunto praticamente la perfezione, e sono così diffuse e statiche proprio per questo. Io che ottimista non sono, ritengo invece che si tratti di tecnologie funzionanti ma appena soddisfacenti, che vengono continuamente stiracchiate per continuare a funzionare e semplificare la vita di chi continua a sfornare a getto continuo nuovi prodotti informatici che di nuovo hanno ben poco, perché sono costituiti da tecnologie ormai non vecchie ma quasi decrepite, rivestite di un sottile strato di novità per incantare i consumatori od i CIO.

Ma dove sono gli inventori del ventunesimo secolo? I successori di quelli degli anni '70 ed '80, ormai morti o in pensione a fare conferenze. Dove sono le loro invenzioni che dovrebbero diventare gli standard di domani, il cyberspazio prossimo venturo?

In effetti sono miope, ma non li vedo. Non certo nell'industria, ma poco anche nelle università, una volta tempio della ricerca. Tutto è oggi completamente guidato dal mercato in senso consumistico, e probabilmente quelli che in un'altra situazione sarebbero stati i geni di oggi sono impegnati a nazionalizzare Word 2007 in Urdu, a velocizzare la copia di una cartella di file in Windows Vista o a creare la prossima, ancora più vampiresca, comunità sociale.

Come concludere questo piccolo ragionamento molto terra terra?
Non potendo (purtroppo) trasformare me stesso o qualcuno dei miei lettori nei futuri rivoluzionari dell'informatica, mi viene solo da interpretarlo come un motivo in più per restare aldifuori da questo vortice nelle cattedrali marketing informatico e frequentare sempre di più il mondo, solo apparentemente più arretrato, dei bazar del software libero.

Un motivo validissimo per tenere i vostri computer fino a quando funzionano e poi comprarne di nuovi con solo quello che veramente vi serve e niente di più.

Tanto i prodotti più scintillanti sono per la maggior parte roba vecchia resa scintillante verniciandola con una patina di novità. E le novità il più delle volte non vi servono, anzi probabilmente servono solo a farvi perdere tempo e spendere inutilmente soldi. E così facendo potremmo anche rompere le uova nel paniere ai produttori di scintillanti inutilità.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
173 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Informatica decadente
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  • un bellissimo articolo...

    ma immagino la tristezza dell'autore nel leggere la maggior parte dei commenti al suo articolo... pieni zeppi di travisamenti, ottusità, qualche volta malafede...

    lo immagino chiedersi, a fronte di questi commenti, quali speranze possano ancora esserci per il futuro...

    esprimo tutta la mia profonda comprensione e solidarietà all'autore
    non+autenticato
  • Vorrei mettere in evidenza solo un piccolo dettaglio ...

    La distribuzione del software in forma compilata si spiega solo con motivazioni commerciali ed è stata, e continua ad essere, uno dei maggiori ostacoli ad una vera competizione sia sul versante dei sistemi operativi che su quello dell'hardware.
    non+autenticato
  • Per chi come me esercita la professione di programmatore da oltre 20 anni, penso che i ragionamenti fatti da Calamari lasciano il tempo che trovino.
    Purtroppo questo articolo non è una eccezione ma è la norma.

    Probabilmente Calamari non ha mai sviluppato codice.
    Forse si è limitato a copiare il codice quando apparivano, un po' di tempo fa, i listati in Basic x il C64...

    Certo è, che se il SW è piu' vicino alla matematica che all'HW, si capisce bene che la sua evoluzione non puo' seguire la tecnologia hw dei materiali, della chimica e della fisica.

    Se guardiamo a come si sono "evoluti" i linguaggi di programmazione si puo' dire che si avverte una certa "convergenza" come ha fatto MS con .NET all'inizio del nuovo millennio: la sintassi di VB e C# è diventata talmente simile da rendere quasi impossibile il porting delle vecchie applicazioni.

    Già. Perchè se ai bei tempi di DEC e HP esistevano computer proprietari, nei quali c'erano CPU proprietarie, su cui giravano S.O. proprietari e SW proprietari, si capisce bene che "la standardizzazione" ha avuto il sopravvento...
    La retrocompatibilità ha cominciato ad avere un certo peso unita al riutilizzo del codice: perchè si devono sempre riscrivere SW per realizzare funzionalità già implementate?

    Non a caso l'uso delle Virtual Machine di Java va verso questa direzione: SW multipiattaforma, quindi maggiore compatibilità, standardizzazione appunto!

    A volere ben vedere anche il codice macchina X86 è ormai vetusto eppure le moderne CPU x PC lo supportano ancora!!

    Forse lo sviluppo di GPU, CPU e micro (l'HW piu' vicino al SW) non è poi così "innovativo".

    Per superare i limiti della programmazione a "linee di codice", programmo in LabVIEW...
    non+autenticato
  • ...calamari parla di software e di utilities, non di codice. e poi, con tutto questo nuovo ed evolutissimo codice di cui parli, ma ci fai anche qualcosa? magari un'utility che ti aiuti a restare in tema! A bocca aperta
    salutoni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: luca
    > ...calamari parla di software e di utilities, non
    > di codice. e poi, con tutto questo nuovo ed
    > evolutissimo codice di cui parli, ma ci fai anche
    > qualcosa? magari un'utility che ti aiuti a
    > restare in tema!
    > A bocca aperta
    > salutoni.

    Beh! vedo che non hai letto bene ne' l'articolo che il mio commento!!!

    Ti cito la frase che secondo me è la chiave dell'articolo
    ----------------------------------------------------------
    Un ottimista potrebbe dire che queste tecnologie hanno raggiunto praticamente la perfezione, e sono così diffuse e statiche proprio per questo. Io che ottimista non sono, ritengo invece che si tratti di tecnologie funzionanti ma appena soddisfacenti, che vengono continuamente stiracchiate per continuare a funzionare e semplificare la vita di chi continua a sfornare a getto continuo nuovi prodotti informatici che di nuovo hanno ben poco, perché sono costituiti da tecnologie ormai non vecchie ma quasi decrepite,
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    Penso che nessuno sia pervaso dall'insano ottimismo che Calamari pensa possa esistere. Sicuramente chi non è ne' pessimista, nè ottimista ritenga che la situazione attuale sia semplicemente il frutto di una scelta di mercato. Non ha vinto il migliore, ma quello che "costa" meno". Il successo di Intel e MS è dovuto principalmente alla diffusione dei PC cloni (all'epoca PC IBM COMPATIBILI).

    Ora che la diffusione è capillare e non ci sono nuovi territori da esplorare, siamo nella stessa situazione che si era creata quando tutte le terre emerse erano state raggiunte dall'uomo: esiste ancora nel Nostro pianeta qualche angolo rimasto incontaminato dalla presenza dell'uomo, ma stiamo parlando di una piccolissima parte, forse le profondità marine...

    Tornando all'informatica Tutto va verso la standardizzazione e alla compatibilità e questa è una cosa positiva nonostante sia nel contempo una limitazione perchè nessuno ormai si può permettere di sviluppare SW partendo da zero.

    La cosa "strana" semmai è che il "compatibile" che fa rima con "il più diffuso" ha un alleato + forte dei soldi: l'abitudine.
    Se è vero che il successo del PC compatibile ha decretato la morte di tanti HW e SW proprietari grazie hai prezzi contenuti, oggi il fatto che un + economico Linux non si diffonda come e + di Windows è dovuto al fatto principalmente che gli utenti sono "abituati" all'uso di alcuni prodotti e non vogliono sufficientemente "sperimentare" delle alternative anche se costano meno.

    Si sa che le abitudini sono difficili da estirpare ma...
    prima o poi, anche contro la nostra volontà, tutti cambiamo...
    non+autenticato
  • Non ha vinto quello che costa meno,
    ma quello che produce maggiore guadagno.

    Andare sul mercato al massimo prezzo tollerabile dalla clientela, è questa la strategia in opera.
    O, meglio, al prezzo che, moltiplicato per le corrispettive vendite attese, conduce al massimo guadagno.

    Si tratta della applicazione della disparità cognitiva e operativa tra domanda e offerta.

    L'Open Source e il Free Software stanno sparigliando le carte, ormai, e infatti è in atto uno spostamento degli investimenti verso l'hardware.

    Prima o poi il paradigma Open entrerà anche nel settore hardware, e allora ne vedremo delle belle.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ANOnimo
    > Per chi come me esercita la professione di
    > programmatore da oltre 20 anni, penso che i
    > ragionamenti fatti da Calamari lasciano il tempo
    > che
    > trovino.
    > Purtroppo questo articolo non è una eccezione ma
    > è la
    > norma.
    >
    > Probabilmente Calamari non ha mai sviluppato
    > codice.

    E probabilmente tu ne hai sviluppato troppo... talmente tanto da esserti rimasto poco tempo per alzare la testa quel tanto che basta a guardarti attorno anche al di la' del tuo naso.
    Se non sei d'accordo non sputare sull'autore ma indica un Alan Turing, o un Kurt Goedel ... viventi.

    p.s.: no, Jobs, Gates e Stallman sono semplici implementatori... parliamo di innovatori reali... di quelli che diffondendo le proprie scoperte permettono alla specie di trovare poi il modo di metterle a frutto... non di chi le mette a frutto. Calamari parlava degli inventori, degli innovatori, non dei furbetti del quartierino ...
  • - Scritto da: ANOnimo
    > Per chi come me esercita la professione di
    > programmatore da oltre 20 anni, penso che i
    > ragionamenti fatti da Calamari lasciano il tempo
    > che
    > trovino.
    > Purtroppo questo articolo non è una eccezione ma
    > è la
    > norma.
    >
    > Probabilmente Calamari non ha mai sviluppato
    > codice.
    > Forse si è limitato a copiare il codice quando
    > apparivano, un po' di tempo fa, i listati in
    > Basic x il
    > C64...
    >
    > Certo è, che se il SW è piu' vicino alla
    > matematica che all'HW, si capisce bene che la sua
    > evoluzione non puo' seguire la tecnologia hw dei
    > materiali, della chimica e della
    > fisica.
    >
    > Se guardiamo a come si sono "evoluti" i linguaggi
    > di programmazione si puo' dire che si avverte una
    > certa "convergenza" come ha fatto MS con .NET
    > all'inizio del nuovo millennio: la sintassi di VB
    > e C# è diventata talmente simile da rendere quasi
    > impossibile il porting delle vecchie
    > applicazioni.
    >
    > Già. Perchè se ai bei tempi di DEC e HP
    > esistevano computer proprietari, nei quali
    > c'erano CPU proprietarie, su cui giravano S.O.
    > proprietari e SW proprietari, si capisce bene che
    > "la standardizzazione" ha avuto il
    > sopravvento...
    > La retrocompatibilità ha cominciato ad avere un
    > certo peso unita al riutilizzo del codice: perchè
    > si devono sempre riscrivere SW per realizzare
    > funzionalità già
    > implementate?
    >
    > Non a caso l'uso delle Virtual Machine di Java va
    > verso questa direzione: SW multipiattaforma,
    > quindi maggiore compatibilità, standardizzazione
    > appunto!
    >
    > A volere ben vedere anche il codice macchina X86
    > è ormai vetusto eppure le moderne CPU x PC lo
    > supportano
    > ancora!!
    >
    > Forse lo sviluppo di GPU, CPU e micro (l'HW piu'
    > vicino al SW) non è poi così
    > "innovativo".
    >
    > Per superare i limiti della programmazione a
    > "linee di codice", programmo in
    > LabVIEW...

    scusa ma mi sa che non hai capito un bel nulla...

    non si parla di linguaggi, di codice, di implementazione di un "qualcosa"... si parla DEL "qualcosa" (protocolli, tecnologie, ecc.)... che rimane praticamente identico da decenni...
    non+autenticato
  • Richard Matthew Stallman con il suo Progetto intendeva sviluppare un sistema operativo che fosse compatibile con Unix, ma che non fosse Unix, inquanto Unix era protetto da CopyRight e per una comunità che voleva apportare modifiche era improponibile.

    da qui si sviluppò l'acronimo ricorsivo GNU'S Not Unix !

    http://www.gnu.org/gnu/thegnuproject.html

    http://fsfeurope.org/documents/rms-fs-2006-03-09.e...

    per il resto prendete irc

    irc.freenode.net e andate sul #gnu e li avrete modo di apprendere più notizie non certo quelle scritte dall'autore dell'articolo che sembra non abbia mai visto un calcolatore

    fortunatamente io alla bellezza di 11 anni ebbi modo di visitare nel lontano 1982 il centro informatico che una volta era presso l' aeroporto di Fiumicino, poi cambiò nome in Aeroporti di Roma
    non+autenticato
  • " Pensiamo a tutti i computer che girano GNU/Linux, quindicennale creatura parente strettissima di Unix, nato ancora quasi venti anni prima. Ce lo ritroviamo nella maggioranza dei server internet, negli access point che abbiamo sulla scrivania, nei telefonini più sofisticati e/o piu liberi, nei laptop sofisticatissimi dell'Apple."

    Sulle macchine blindate di Apple assolutamente non gira nessun sistema GNU/Linux!

    Se invece si riferiva a Unix, la frase non è scritta molto chiaramente, anche qui non è del tutto esatto: da molto poco osx (2007) ha una certificazione SUS 03, prima, per anni, non l'ha avuta (per quello che vale).
    non+autenticato
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