Gaia Bottà
lunedì 19 gennaio 2009

La Germania approva le pedoliste

Gli ISP faranno affidamento su in indice delle pagine che contengono contenuti illegali. E bloccheranno l'accesso alla massa dei netizen che non sa come aggirare l'ostacolo

Roma - Per sottrarre alla vista dei cittadini tedeschi la mole di immagini pornografiche che si affolla in rete, per scoraggiare lo scambio di contenuti illegali. Il governo tedesco ha annunciato che nel giro di pochi mesi verrà stilata una lista nera: i siti elencati saranno inaccessibili alla stragrande maggioranza dei netizen tedeschi.

Il governo si legherà con i provider in un accordo vincolante: gli ISP dovranno quotidianamente consultare la blacklist, dovranno implementare gli strumenti per redirezionare verso altri lidi gli utenti che si imbattano in pagine che ospitino contenuti pedopornografici. Sarà la Bundeskriminalamt, la polizia federale, a mantenere aggiornata la lista: le autorità tedesche, ministero per le Famiglie e ministero degli Interni in primis, assicurano che a finire nella blacklist saranno solo i siti che contengono immagini illegali di abusi sui minori. "Si tratta di un problema chiaramente identificabile" ha spiegato il ministro von der Leyen, un problema che coinvolge quotidianamente 300mila netizen: per questo motivo si procederà a spron battuto per negoziare i dettagli dell'accordo, al quale cui provider che servono il 95 per cento dei cittadini tedeschi si sono già dimostrati favorevoli.

Le autorità tedesche sono estremamente realiste nel guardare al progetto: "Gli utenti esperti di Internet troveranno in ogni caso il modo di aggirare le restrizioni - si spiega dal ministero della Famiglia - ma ciò che importa è che le pagine vengano bloccate per la grande massa degli utenti con una media esperienza". Gli utenti, illustrano le autorità, si imbatteranno in un segnale di stop: un segnale che li farà riflettere e, qualora abbiano volontariamente cercato di addentrarsi in siti che ospitano immagini degli abusi, vedranno proiettato su di loro una sorta di stigma sociale.Così come avviene in Italia secondo le disposizioni del decreto Gentiloni, sarà la legge a regolare l'applicazione dei blocchi del traffico. Così come è avvenuto in Italia e negli altri paesi in cui si censura il Web nel nome della sicurezza, in Germania si affollano dubbi e perplessità riguardo alla adeguatezza dei filtri: potrebbero impedire ai cittadini della rete l'accesso a contenuti pienamente legittimi, potrebbero essere impugnati dalle autorità per rimuovere dalla rete contenuti sgraditi.

Una preoccupazione che non può che essere alimentata dalle cronache europee: nel Regno Unito, dopo il blocco della pagina di Wikipedia dedicata ad un album degli Scorpions con una copertina considerata improvvisamente illegale, ad essere investita dalle censure è stato Internet Archive. Agli utenti del provider londinese Demon Internet e di altri ISP nei giorni scorsi risultavano inaccessibili gli 85 miliardi di pagine web ripescabili con la Wayback Machine: Internet Watch Foundation, l'organizzazione che nel Regno Unito si occupa di scandagliare la rete e di mantenere aggiornato l'indice delle pagine proibite, aveva semplicemente inserito nella blacklist le URL di certe immagini da bloccare. Non è chiaro come ciò si sia potuto tradurre nella completa inaccessibilità dell'archivio del Web: IWF sostiene che nel proprio metodo di lavoro "il rischio di danni collaterali o di bloccare pagine che non vadano bloccate è ridotto al minimo".

L'accesso a Internet Archive è stato ora ripristinato, il provider ha risolto certe "questioni tecniche" legate al filtro contro la pedopornografia. I cittadini tedeschi che temano l'insorgere di analoghi problemi sono stati rassicurati da un agente esperto che in Norvegia si occupa di gestire il sistema di filtraggio: "la maggior parte delle persone - ha spiegato - non si accorgerà nemmeno di questi blocchi".

Gaia Bottà
22 Commenti alla Notizia La Germania approva le pedoliste
Ordina
  • ...di finire per sbaglio su un sito pedofilo?

    A me mai, al massimo mi sono beccato un po' di banner porno navigando per siti di cracks e warez (roba di parecchi anni fa, poi sono passato a LinuxA bocca aperta ).

    IO penso che ci vada a finire solo chi se li va a cercare apposta.
    Funz
    9150
  • > ...di finire per sbaglio su un sito pedofilo?
    >
    > A me mai, al massimo mi sono beccato un po' di
    > banner porno navigando per siti di cracks e warez
    > (roba di parecchi anni fa, poi sono passato a
    > LinuxA bocca aperta
    > ).
    >
    > IO penso che ci vada a finire solo chi se li va a
    > cercare
    > apposta.

    Non credo proprio!
    Io mi sono beccato l'avviso della polizia postale cercando di guardare un sito porno (lo ammettoImbarazzato , d'altronde sono maggiorenne da un pezzo...) ma dalle foto i modelli sembravano tutto tranne che minorenni!!!
    Mi piacerebbe TANTO sapere chi decide per ME quello che posso vedere!
    non+autenticato
  • > Io mi sono beccato l'avviso della polizia postale
    > cercando di guardare un sito porno (lo ammettoImbarazzato
    > , d'altronde sono maggiorenne da un pezzo...) ma
    > dalle foto i modelli sembravano tutto tranne che
    > minorenni!!!
    > Mi piacerebbe TANTO sapere chi decide per ME
    > quello che posso
    > vedere!

    Capitato uguale.
    E grazie a dio qualcuno ha deciso che non lo potevo vedere. Mi avrebbe dato assai fastidio trovarmi quelle foto sullo schermo.
    Benvengano il controllo e la censura in questo caso.
    non+autenticato
  • Anche perchè i siti che commerciano quelle cose, dubito che si facciano indicizzare nei motori di ricercaA bocca aperta
    Sgabbio
    22633
  • - Scritto da: Funz
    > ...di finire per sbaglio su un sito pedofilo?

    Si e no.
    Circa dieci anni fa, una GIF ANIMATA in fondo a una pagina web. Due ragazzini con organi genitali implumi.

    La cosa mi lascio' molto perplesso ed impiegai qualche minuto per decidere di segalarlo alle autorita'.
    Ma appena tornato su quella pagina per prendere nota dell'indirizzo la GIF era cambiata con un piccolo spot e allora lasciai perdere.
    ciao
  • ...fatemi capire, non so bene come funzia ma... nel momento in cui la polizia trova un sito con immagini pedo eccetera, il sito in questione non viene subito eliminato/bloccato?

    L'esistenza dei filtri implica la consapevolezza che quesi siti contengono quel tipo di materiale...perchè mettono il filtro invece di eliminare definitivamente il sito?
    non+autenticato
  • semplice
    chiaro
    e fattibile

    troppo facile, troppo semplice per essere messo in pratica...
  • - Scritto da: ndr
    > ...fatemi capire, non so bene come funzia ma...
    > nel momento in cui la polizia trova un sito con
    > immagini pedo eccetera, il sito in questione non
    > viene subito eliminato/bloccato?
    >
    >
    > L'esistenza dei filtri implica la consapevolezza
    > che quesi siti contengono quel tipo di
    > materiale...perchè mettono il filtro invece di
    > eliminare definitivamente il
    > sito?
    perche' se il sito e' in un altro stato se va bene ci possono volere mesi a farlo chiudere....
    inoltre se in quello stato non ci sono particolari leggi contro la pedopornografia li potrebbe anche essere legale e quindi non chiudibile.
    Pienamente daccordo con questi blocchi.
    In questa maniera uno non puo' capitare per caso su certi siti e quindi se si impegna ad aggirarli poi puo' essere perseguito in quanto ha sicuramente agito sapendo cio che faceva.
    non+autenticato
  • > Pienamente daccordo con questi blocchi.
    > In questa maniera uno non puo' capitare per caso
    > su certi siti e quindi se si impegna ad aggirarli
    > poi puo' essere perseguito in quanto ha
    > sicuramente agito sapendo cio che
    > faceva.
    Certo, certo e le marmotte continuano a fare la cioccolataA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: luca

    > Pienamente daccordo con questi blocchi.
    > In questa maniera uno non puo' capitare per caso
    > su certi siti e quindi se si impegna ad aggirarli
    > poi puo' essere perseguito in quanto ha
    > sicuramente agito sapendo cio che
    > faceva.


    Vallo a dire ha quei proprietati di siti che si sono trovai oscurati in italia solo perchè condividevano lo stesso IP del sito del Boy love dayA bocca aperta (tra l'altro l'oscuramento di quest'ultimo è stata pure un'azione illegaleA bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta )
    Sgabbio
    22633
  • - Scritto da: ndr

    > perchè mettono il filtro invece di
    > eliminare definitivamente il
    > sito?

    La Germania non ha nessuna autorita' su un sito hostato nel TajikistanSorride
    10972
  • Verissimo, peccato che però molti altri siti legittimi rischiano l'oscuramento con questo metodo.
    Sgabbio
    22633
  • E' assodato che i blocchi sono facilmente aggirabili, quindi chi volesse consapevolmente usufruire del contenuto di tali siti non avrebbe difficoltà ad accedervi.

    E' però più difficile che per caso qualcuno ci capiti dentro per sbaglio magari contenuti per
    bambini (i motori di ricerca sono raffinati, ma non infallibili)... se non sbaglio anche Google fa una cosa del genere per altri tipi di sito.

    Se il fltro non ha la pretesa di bloccare l'accesso, come si voleva fare per PirateBay ad esempio , ma serve solo come avvertimento, perché no?
    non+autenticato
  • Il problma è che i siti che condividono lo stesso IP del pedosito, diventa inraggiungibile per molti.
    Sgabbio
    22633
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Il problma è che i siti che condividono lo stesso
    > IP del pedosito, diventa inraggiungibile per
    > molti.

    e come fanno a condividere l'IP?
    sono IP dinamici?
    non+autenticato
  • - Scritto da: name and surname

    > e come fanno a condividere l'IP?

    un web server da oslo può ospitare centinaia di siti sullo stesso IP.
    Le richieste possono essere differenziate per porta piuttosto che per sottodominio (il sottodominio viene inviato dal browser come stringa nelle intestazioni http, anche se il browser si connette ovviamente al solo indirizzo IP).
    Comunque, anche le soluzioni di filtering più artigianali (ne era stata recensita una qui su PI) permettono di filtrare i singoli sottodomini o persino arrivare a filtrare le singole cartelle virtuali e le pagine in esse contenute senza agire sul resto.
    Direi che il rischio maggiore per la libertà non è dovuto ai sistemi di filtro che sulla carta funzionano bene, quando alla eventuale leggerezza di chi li usa (si veda l'esempio citato in questo articolo: www.archive.org, fitlrato per sbalgio, ha miliardi di pagine ed è un servizio incredibilmente utile.
    Fossi in loro non esisterei a fare cause milionarie in modo che si responsabilizzi che con leggerezza prende certe decisioni.
  • > Direi che il rischio maggiore per la libertà non
    > è dovuto ai sistemi di filtro che sulla carta
    > funzionano bene, quando alla eventuale leggerezza
    > di chi li usa (si veda l'esempio citato in questo
    > articolo: www.archive.org, fitlrato per sbalgio,
    > ha miliardi di pagine ed è un servizio
    > incredibilmente
    > utile.
    Già!
    non+autenticato
  • Il problema è che filtrano IP di un sito è la cosa da grossi problemi...meno sbattimento filtrare IP che cercare i dettagli.

    Comunque in italia filtrano siti che non c'entrano nulla con Pedoporgnografia pure...vedi pirate bay ad esempio...
    Sgabbio
    22633
  • non è necessario bannare l'ip...
    non+autenticato
  • A no ? A bocca aperta Giusto, filtriamo i DNS....ma se cambi il DNS hai già aggirato il tuttoA bocca aperta
    Sgabbio
    22633
  • tra le pedoliste..... ci metterei anche i siti dei politici tedeschi , tanto per cambiare !
    non+autenticato
  • Intanto gaf contro wikipedia inglese fa bene capire che tali strumenti sono inutili è fanno danni....
    Sgabbio
    22633
 

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