Italia.it rivive con 10 milioni di euro

Un'intesa tra ministri per rimettere in piedi Italia.it. Con nuovi strumenti tecnologici e con il riciclaggio dei vecchi contenuti di valore - L'approfondimento di Massimo Mantellini

Italia.it rivive con 10 milioni di euroRoma - Che l'elefantiaco portale del turismo italiano si dovesse reincarnare in un'altra entità web era notizia che aleggiava da tempo. Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta ed il Sottosegretario di Stato con delega al Turismo Michela Vittoria Brambilla hanno ora siglato un protocollo d'intesa: verranno infusi 10 milioni di euro nella realizzazione di un nuovo portale, nel quale potranno trovare spazio i migliori contenuti ospitati dall'ormai defunto Italia.it.

Italia.it si è ufficialmente spento il primo di gennaio del 2008: avrebbe dovuto stimolare globalmente l'interesse dei turisti e catalizzare le loro prenotazioni affinché godessero delle meraviglie del belpaese. Il travagliato parto del portale, i ritardi e le dolorose doglie con cui Italia.it è venuto alla luce nel febbraio 2007 non sono stati che un preludio alle più aspre critiche. Italia.it nasceva inaccessibile, i milioni di euro profusi per la realizzazione del portale non sono bastati per alimentare una creatura che aveva ancora un disperato bisogno di essere sostenuta.

I cittadini della rete italiani si erano mobilitati: c'era chi segnalava di giorno in giorno disservizi e perniciose inesattezze, c'era chi chiedeva trasparenza. Se dalle istituzioni era giunto un chiarimento riguardo alla ripartizione dei 45 milioni di euro stanziati per riqualificare e aggiornare la comunicazione a sfondo turistico italiana, i documenti ufficiali non sono mai stati messi a disposizione dei cittadini. Che hanno però potuto contare su meticolose ricostruzioni che calcolavano per il progetto cifre più esorbitanti di quelle a cui avevano accennato le istituzioni.
Mentre Italia.it vacillava ancora sul Web, nei mesi successivi alla nascita c'era chi spingeva per alimentare artificialmente di denaro sonante un progetto che altri rappresentanti dei cittadini già meditavano di sopprimere. L'allora vicepresidente del consiglio Rutelli aveva promesso di staccare la spina nel mese di ottobre 2007, aveva assicurato che nella "mostruosità di questo apparato" che "ha finito per travolgere le più buone volontà degli attori" l'Italia aveva investito "sì e no un milione di euro". Poi, l'improvvisa e sommessa sparizione dalla Rete.

Ma nel giro di pochi giorni le promesse di una nuova finestra online spalancata sull'Italia si sono alternate al pungolo di operatori del turismo che scalpitavano per convergere in rete, e alle richieste di danni milionarie. Il governo aveva approntato il necessario per ridare vita all'imperfetto ciclope: sfrigolavano già i contatti che avrebbero dovuto trasmettere la carica da 30 milioni di euro capace di rianimare il portalone, quando è stata avviata la nuova legislatura.

Ma, a distanza di mesi, l'accanimento nell'imbarcarsi in una nuova avventura web non si è mai sopito nella classe politica. Avanzate ed esitazioni si sono concretizzate in un protocollo d'intesa sottoscritto dal ministro Brunetta e dal ministro in pectore Brambilla.

"Lo strumento informatico - si spiega nel documento - costituisce elemento importante attraverso il quale è possibile assicurare la tutela ed il rilancio del marchio Italia per la promozione degli interessi e delle competenze italiane all'estero": per questo motivo l'Italia non rinuncerà a dotarsi di un punto di riferimento in rete nel quale convergeranno le strategie per allettare stranieri e per informare i cittadini. Ma non si può ricostruire il portalone basandosi sugli strumenti adottati negli scorsi anni: "L'evoluzione della tecnologia e delle sue potenzialità anche sul piano comunicativo oltre che su quello commerciale rendono necessaria una revisione del Portale nazionale del turismo attraverso modalità aggiornate e tecnologicamente avanzate". Modalità attraverso cui passerà lo sviluppo di strategie di "promo-commercializzazione". "Perché è ormai chiaro - assicura Brambilla - che solo l'informazione non è sufficiente"

Con l'obiettivo di una rinascita, il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, o il futuro ministero del Turismo, verrà foraggiato con 10 milioni di euro: serviranno per la "riprogettazione e realizzazione del Portale nazionale del turismo", che "potrebbe richiedere il completo superamento della piattaforma tecnologica disattivata", serviranno a dare lo spunto per avviare le attività preliminari come la definizione degli obiettivi, la valutazione del possibile riutilizzo di contenuti tecnologici o informativi presenti nella precedente realizzazione, serviranno a sospingere i lavori di controllo e monitoraggio di cui si occuperà un comitato di sei membri. Vigilerà su quello che Brambilla ha definito un "portale di seconda generazione che possa far conoscere il nostro Paese, diffonderne il marchio e le eccellenze, renderlo accessibile ai flussi turistici internazionali nel modo più semplice e immediato".

Gaia Bottà
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