massimo mantellini
lunedì 26 gennaio 2009

Contrappunti/ A volerci credere

di Massimo Mantellini - Per la prima volta in tanti anni un progetto di governo elettronico non parte da dati di propaganda ma dalla triste realtà del ritardo italiano. Con un ottimismo comprato a caro prezzo

Roma - C'è una cosa che salta immediatamente agli occhi leggendo il corposo Piano E-Gov 2012 presentato dal Governo nel corso della settimana passata: su alcune valutazioni di massima dello scenario, per la prima volta da molti anni, si è scelto di abbandonare le patetiche bugie di un tempo, le statistiche camuffate, i comunicati stampa nei quali si diceva solo quanto fossimo belli e bravi, ad uso e consumo dei pochissimi che ci avrebbero creduto. Il piano del Ministro Brunetta parte invece da una constatazione di realtà necessaria che viene spesso ripetuta:

In Italia solo il 17% delle famiglie usa Internet
La media europea è del 32%
Nei grandi paesi europei il valore sale al 40%
Nei paesi del nord Europa raggiunge il 60%


Questi sono i dati che conosciamo da anni e che mai in Italia avevamo visto scritti con tanta chiarezza. È possibile si tratti di una nuova volontà di trasparenza di cui essere grati al Ministro Brunetta o potrebbe anche trattarsi della constatazione che ormai non c'è più nulla da difendere, siamo gli ultimi degli ultimi (a parte la Grecia che comunque ha alcuni tassi di crescita migliori dei nostri) superati da Portogallo, Ungheria, Polonia e doppiati da quasi tutti gli altri. Non abbiamo insomma davvero nulla di cui vantarci.Tornando al piano: non c'è dubbio che la Pubblica Amministrazione e la sua discesa online giochino un ruolo importante nella complessiva digitalizzazione del paese, cosi come è vero e sacrosanto che la scuola e la sua capacità di dotarsi delle nuove tecnologie siano forse l'altro campo fondamentale sul quale incidere per immaginare una rincorsa italiana allo sviluppo tecnologico europeo.

Il progetto del Ministero per la Pubblica Amministrazione e Innovazione si occupa di questi due punti e di molti altri: dalla sanità alla giustizia, dalla sicurezza agli affari esteri, fino al portale turistico nazionale e alla customer satisfaction dei cittadini della repubblica che potranno dare un giudizio sull'operato della amministrazione dello stato mediante un sistema di ranking ad emoticons.

Molte delle iniziative di Innovazione nella PA contenute nel piano sono ferme da anni (la carta di identità elettronica, l'anagrafe digitale, la cartella clinica digitale, la posta elettronica certificata, la fatturazione elettronica) mentre secondo il Piano dovranno tutte andare a regime entro il 2012. Il che è francamente difficile da credere.

Per quanto attiene alla scuola ci sono molte parti del progetto interessanti, come quella ormai annosa della necessità di mettere in rete tutte le scuole italiane e di dotarle di tecnologie adeguate o come quella che allude all'introduzione di contenuti digitali nella didattica in forma gratuita o a pagamento, anche mediante l'utilizzo di blog e wiki. Colpiscono invece le pochissime misure previste per l'Università (sostanzialmente solo la copertura in wifi delle sedi) e crea più di un dubbio il progetto "Compagno di Classe" che si propone di "dotare gli studenti della scuola primaria di un PC a loro dedicato (resistente - leggero -sicuro - a basso costo) come strumento didattico". Forse in un deserto dei tartari digitale come quello del nostro paese fornire ai bambini delle elementari un notebook "alla Negroponte" potrebbe non essere una delle priorità, a maggior ragione se il progetto, come sembra, sarà economicamente sostenuto da partner come Intel, Telecom e Microsoft.

La messa in opera e gli avanzamenti del Piano saranno disponibili online su un sito web apposito, così che i cittadini possano controllare direttamente l'esito delle iniziative: i cittadini stessi saranno chiamati ad una fattiva collaborazione anche attraverso la disponibilità di un numero verde nazionale che prenderà il nome rassicurante di "Numero amico".

E tuttavia il rischio concreto è che questo Progetto, bello o brutto che sia, come tanti che l'hanno preceduto rimanga poco più di una dichiarazione di intenti, non tanto e non solo per l'oggettiva difficoltà di risollevare questo paese e la sua amministrazione dal suo medioevo tecnologico, un medioevo fatto di mille differenti gap primariamente culturali e come tali di difficilissima risoluzione, quanto perchè manca, ancora una volta, una chiara, già decisa e condivisa, volontà economica di sostenerlo. Molti degli avanzamenti previsti dovrebbero iniziare già nel 2009, quindi adesso, eppure la larghissima parte del fabbisogno economico complessivo (1380 milioni di euro) risulta ancora da finanziare. Per la precisione manca all'appello, da qui al 2012, la bella somma di 1133 milioni di euro e con l'aria che tira francamente appare ottimistico immaginare che le dichiarazioni di intenti sulla centralità di una simile rivoluzione digitale si trasformino poi in una delle priorità economiche del governo. Specie quando lo stesso governo dichiara di affidarsi al piano E-gov 2012 per ridurre del 25% la spesa per la pubblica amministrazione.

Se saranno le solite nozze con i fichi secchi alle quali siamo ormai da tempo dolorosamente abituati ce lo dirà (forse) il monitoraggio web dell'avanzamento dei lavori previsto dal Ministro Brunetta. A quel punto e non prima potremo disperarci con ragione e utilizzare così finalmente i servizi di cura del cliente previsti dal governo, inondando i siti web della amministrazione di emoticon con faccine tristi. Una modesta consolazione in puro stile web 2.0.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
27 Commenti alla Notizia Contrappunti/ A volerci credere
Ordina
  • andate a vedere di cosa stiamo parlando:

    http://www.funzionepubblica.it/ministro/pdf_home/e...

    una presentazione di 12 paginette (compresa copertina) di vuoto spinto... con una paginetta di costi (che non si capisce come siano stati determinati) da cui risulta:

    TOTALE FABBISOGNO = 1380
    DISPONIBILITA' = 248 (18%)
    FONDI DA REPERIRE = 1133 (82%)

    il fumo di una sigaretta è più consistente di questo fantomatico "piano" (che sarebbe meglio chiamare spot pubblicitario)

    d'altra parte parole come "vergogna", "ritegno" e "sfacciataggine" stanno sparendo da tutti i dizionari...

    ma tant'è... comunque l'importante è che ci siano i soldini (e quelli ci sono) da elargire agli amici M$ che sono un po' in crisi e da poco sono venuti a battere cassa...
    non+autenticato
  • E' evidente che Brunetta e' figlio del governo attuale, e' evidente che spara boiate a tutto tondo TANTO IL PROSSIMO GOVERNO AVRA' TUTTE LE COLPE.
    In sunto,quello che propone , nel modo e nei tempi, e' assurdo.
    O si procede per gradi, ammodernando e FORMANDO le strutture pubbliche o non se ne esce.
    Oltretutto esistono gia' realta pubbliche LIBERE DA HARDWARE IMPOSTO O DA SOFTWARE IMPOSTO...usano pc qualsiasi con sistemi operativi unix e software open.
    Il risparmio e' immenso e si lavora benissimo comunque.
    Queste realta' esistono e sono da prendere come esempio MA BRUNETTA NON LO FA e gia' qui casca l'asino.
    I nostri politici hanno molti brutti difetti, uno di questi e non ascoltare la gente che NE SA' e fare tutto solo epr loro convenienza.
    Quindi avremo delle gran vaccate che andranno a riempire solo le taschwe degli "amichetti" e non risolveranno i nostri annosi problemi.
    Tutto come copione insomma...
    non+autenticato
  • .... sono recentemente apparsi articoli in cui si
    inneggia al fatto che siamo informaticamente arretrati,
    anzi articoli in cui si plaude all'abbandono della rete,
    faccio un esempio

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=319999

    saluti

    Alberto
    non+autenticato
  • Ti sei sbagliato.
    Il Giornale non è "stampa".
    La citazione è errata.
    non+autenticato
  • Confermo.
    Il Giornale viene venduto nelle edicole del nostro paese, ma ad uso e consumo dei venditori di ortofrutta/pesce, che sono soliti avvolgervi le loro mercanzie all'atto di consegnarle ai loro clienti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: isaia panduri
    > Confermo.
    > Il Giornale viene venduto nelle edicole del
    > nostro paese, ma ad uso e consumo dei venditori
    > di ortofrutta/pesce, che sono soliti avvolgervi
    > le loro mercanzie all'atto di consegnarle ai loro
    > clienti.

    Da me l'ho visto usare per fare i cartocci delle caldarroste.

    Tuttavia mi hanno detto che non puo' essere utilizzato come sostituto della carta igienica in quanto la carta non e' sufficientemente morbida.
  • La motivazione è semplice e soprattutto non è tecnologica.
    In Italia quasi sempre manca il principio di responsabilità.
    In pratica se chi deve rispondere è reso responsabile di quello che dice non c'è da meravigliarsi se non mi risponde.

    Facendo un esempio, in Svizzera se fai una domanda alla finanza su come devi fare una certa cosa, ti rispondono e quell'atto è presentabile in caso di visita fiscale.

    Qui invece ciascuno ti dice la sua 'informalmente' salvo poi essere 'cazziati' dal suo collega che la pensa diversamente, e visto la miriade di leggi spesso contaddittorie che ci assilla è un caos.
  • Anche in Italia è così. La differenza è che in Italia c'è il comitato per l'interpello che giudica e avalla un comportamento. Se il comportamento approvato risulta poi errato si è comunque protetti.
  • Scusate, ma secondo voi dove trovano il tempo gli insegnanti delle elementari per spiegare l'impiego di tale dispositivo.
    Non me ne vogliano tutti gli amici di sinistra e di destra, ma da più parti (amici anch'essi genitori come me) ho sentito che molti di questi sono impegnati a far imparare ai bambini che i politi sono Orchi, hanno fino mai composto canzoncine politiche da far imparare ai bambini...

    Scusate. Forse è meglio che prima facciamo imparare ai bambini a suonare qualche strumento musicale, così sarà più vicino ai programmi dei nostri maestri...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ferdinando Bignamini
    > Scusate, ma secondo voi dove trovano il tempo gli
    > insegnanti delle elementari per spiegare
    > l'impiego di tale
    > dispositivo.

    Se il problema fosse solo il tempo, quello lo si potrebbe anche trovare.
    Il problema e' che gli insegnanti delle elementari (diciamo una buona maggioranza, tanto per non generalizzare) il computer lo usano alla stregua di utenti/utonti.
    Computer = Windows XP.
    Scrivere = Word.


    > Non me ne vogliano tutti gli amici di sinistra e
    > di destra, ma da più parti (amici anch'essi
    > genitori come me) ho sentito che molti di questi
    > sono impegnati a far imparare ai bambini che i
    > politi sono Orchi,

    politi?

    > hanno fino mai composto
    > canzoncine politiche da far imparare ai
    > bambini...

    fino mai?
    ma che stai dicendo?

    > Scusate. Forse è meglio che prima facciamo
    > imparare ai bambini a suonare qualche strumento
    > musicale, così sarà più vicino ai programmi dei
    > nostri
    > maestri...

    Come sopra: per insegnare uno strumento musicale occorre prima saperlo suonare.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 13 discussioni)
 

La soluzione ideale per Security and Video Managed: le innovazioni Cisco.

SQL Server aspetti avanzati

SQL Server aspetti avanzati

Microsoft SQL Server per molti versi non è solo un database. Lo si può considerare come un ambiente completo che espone al programmatore funzionalità complesse che abbracciano a 360 [...]