Gaia Bottà
lunedì 26 gennaio 2009

Ratzinger: una rete per evangelizzare

Benedetto XVI invita a colmare il digital divide: tutti devono poter accedere al mondo digitale. Le autorità ecclesiastiche intravedono nella rete uno strumento per disseminare la buona novella: YouTube non fa eccezione

Roma - "La nuova arena digitale, il cosiddetto cyberspace, permette di incontrarsi e di conoscere i valori e le tradizioni degli altri. Simili incontri, tuttavia, per essere fecondi, richiedono forme oneste e corrette di espressione insieme ad un ascolto attento e rispettoso". Sono parole del pontefice Benedetto XVI che, in occasione della 43esima giornata mondiale delle comunicazioni sociali, non esita nell'individuare nella rete uno strumento di evangelizzazione e di amicizia.

Tra la presentazione di agnelli benedetti e la revoca di una manciata di scomuniche, il papa trova il tempo di esplorare la rete: "Non ne ho la prova diretta - spiega il presidente del pontificio consiglio per le Comunicazioni sociali monsignor Claudio Maria Celli - ma penso proprio che Benedetto XVI navighi in Internet". Dall'esperienza che le autorità ecclesiastiche hanno accumulato online, dall'osservazione di una scena politica che si va travasando in rete, l'idea di lanciare un canale su YouTube, già popolato di clip in cui il papa promuove la rete come uno "strumento per la ricerca del vero", come uno "strumento di dialogo e di solidarietà", come "una nuova via per parlare di Dio".

Il Vaticano ha sempre mostrato di saper tenere il passo con l'evolvere dei mezzi di comunicazione: Vatican.va è online da quando online si aggiravano pochi smanettoni e ha saputo resistere agli empi affondi di diabolici cyberattivisti, il mondo cattolico ha imbracciato appieno i nuovi media per evangelizzare a mezzo telefonia e a mezzo Web. Ma la rete non sembra essere per la chiesa un solo strumento di comunicazione fatto per veicolare in nuovi formati bolle ed encicliche: la rete deve essere terreno in cui i fedeli possano seminare. Ratzinger si rivolge ai "giovani cattolici", che quotidianamente si nutrono della rete, affinché portino "nel mondo digitale la testimonianza della loro fede", così come fecero "gli Apostoli e i loro discepoli nel mondo greco romano": "Sentitevi impegnati - ammonisce il papa - ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita! A voi, giovani, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo continente digitale".
roblisameehan - The PopeEsponenti della gerarchia ecclesiastica come il portavoce della CEI don Domenico Pompili sono insospettiti dai fenomeni di "individualismo interconnesso" che potrebbero "ridisegnare il territorio umano e dunque la dinamica relazionale", rappresentanti della chiesa come il direttore di Radio Maria padre Livio Fanzaga sostengono che "Satana sa utilizzare Internet e tutti i mezzi di comunicazione molto meglio di noi". Il papa, che in passato aveva richiamato l'attenzione dei giovani sui rischi della virtualità a cui sono esposti online, ha ripercorso i passi del suo predecessore e ha affermato che la rete è altresì amicizia, un concetto che "ha goduto di un rinnovato rilancio nel vocabolario delle reti sociali digitali emerse negli ultimi anni" e che "occorre essere attenti a non banalizzare".

"Se le nuove tecnologie devono servire al bene dei singoli e della società - esorta il pontefice - quanti ne usano devono evitare la condivisione di parole e immagini degradanti per l'essere umano, ed escludere quindi ciò che alimenta l'odio e l'intolleranza, svilisce la bellezza e l'intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi". Se pornografia e empietà restano inopportune online, la chiesa è lungi dall'invocare censure e scomuniche: "Da sempre si sogna una sorta di strumento di controllo, se non di governo, a proposito di Internet - ha ricordato il cardinale Tettamanzi in occasione dell'inaugurazione del nuovo portale della diocesi ambrosiana, festeggiando il santo patrono dei giornalisti - Mi domando se tutto ciò sia possibile e opportuno". Tettamanzi propone che siano le agenzie educative, dalla famiglia alle scuole passando per la "comunità cristiana" ad indurre i giovani cittadini della rete ad un uso consapevole dei media e "ad accostarsi ad essi in modo positivo e fecondo".

Il papa ha sottolineato che la rete deve unire. "Ci si deve tuttavia preoccupare - ha avvertito Ratzinger - di far sì che il mondo digitale sia un mondo veramente accessibile a tutti". Il digital divide non deve attentare all'uguaglianza delle popolazioni: "Sarebbe un grave danno per il futuro dell'umanità - denuncia il papa - se i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera più rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell'informazione e della socializzazione umana".

Gaia Bottà

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280 Commenti alla Notizia Ratzinger: una rete per evangelizzare
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  • Chi crede ancora agli amici immaginari dovrebbe iniziare a crescere ed affrontare il mondo senza cercare esistenze superiori per ovviare alle proprie mancanze.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Stein Franken
    > Chi crede ancora agli amici immaginari dovrebbe
    > iniziare a crescere ed affrontare il mondo senza
    > cercare esistenze superiori per ovviare alle
    > proprie
    > mancanze.


    guarda che il mondo lo affronti anche se credi.

    Anzi, oserei dire SOPRATTUTTO se credi.

    e se non ti lasci accecare da fanatismi

    specialmente quelli atei
    SiN
    1120
  • >> Chi crede ancora agli amici immaginari dovrebbe
    >> iniziare a crescere ed affrontare il mondo senza
    >> cercare esistenze superiori per ovviare alle
    >> proprie mancanze.

    > guarda che il mondo lo affronti anche se credi.
    > Anzi, oserei dire SOPRATTUTTO se credi.

    In pratica stai dicendo che dio è un'invenzione umana che serve ad aiutare le persone più deboli ad affrontare la vita.
    Una sorta di Prozac.
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ateo Anticleric ale

    >
    > In pratica stai dicendo che dio è un'invenzione
    > umana che serve ad aiutare le persone più deboli
    > ad affrontare la
    > vita.


    imparare a leggere ti sembrava brutto?
    SiN
    1120
  • >> In pratica stai dicendo che dio è un'invenzione
    >> umana che serve ad aiutare le persone più deboli
    >> ad affrontare la vita.

    > imparare a leggere ti sembrava brutto?

    Guarda che hai fatto tutto tu!
    Sei tu che dici che la vita si affronta meglio se si crede.
    La mia affermazione è semplicemente una logica conseguenza.

    http://www.uaar.it
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ateo Anticleric ale

    > Guarda che hai fatto tutto tu!
    > Sei tu che dici che la vita si affronta meglio se
    > si
    > crede.
    > La mia affermazione è semplicemente una logica
    > conseguenza.


    allora dovresti studiare meglio la logica
    SiN
    1120
  • >> Guarda che hai fatto tutto tu!
    >> Sei tu che dici che la vita si affronta meglio se
    >> si crede.
    >> La mia affermazione è semplicemente una logica conseguenza.

    > allora dovresti studiare meglio la logica

    Allora dimmi dove sarebbe il presunto errore... che sono proprio curioso di vedere cosa ti inventerai A bocca aperta

    http://www.uaar.it
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ateo Anticleric ale

    >
    > Allora dimmi dove sarebbe il presunto errore...
    > che sono proprio curioso di vedere cosa ti
    > inventerai


    eccoti servito:

    dalla mia guarda che il mondo lo affronti anche se credi.

    Anzi, oserei dire SOPRATTUTTO se credi.



    tu hai tirato fuori dal cilindro un
    In pratica stai dicendo che dio è un'invenzione umana

    (il resto della frase ci stava anche)
    SiN
    1120
  • >> Allora dimmi dove sarebbe il presunto errore...
    >> che sono proprio curioso di vedere cosa ti inventerai

    > dalla mia guarda che il mondo lo affronti anche se
    > credi.
    > Anzi, oserei dire SOPRATTUTTO se credi.

    > tu hai tirato fuori dal cilindro un
    > In pratica stai dicendo che dio è
    > un'invenzione umana


    L'implicazione è ovvia.
    Se credi affronti meglio la vita.
    Quindi dio è stato inventato per affrontare meglio la vita.
    CVD

    Non mi sembra difficile da capire...

    http://www.uaar.it
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ateo Anticleric ale


    > L'implicazione è ovvia.

    Fai un favore a te stesso e all'umanità:

    vai a ripassarti logica




    > Se credi affronti meglio la vita.
    > Quindi dio è stato inventato per affrontare
    > meglio la
    > vita.




    Se metto una pietra davanti alla ruota di un'auto parhheggiata in pendenza, sono più sicuro che non si muoverà

    Quindi le pietre sono state inventate per stabilizzare le auto parcheggiate in pendenza
    SiN
    1120
  • >> Se credi affronti meglio la vita.
    >> Quindi dio è stato inventato per affrontare
    >> meglio la vita.

    > Se metto una pietra davanti alla ruota di un'auto
    > parhheggiata in pendenza, sono più sicuro che non
    > si muoverà
    > Quindi le pietre sono state inventate per
    > stabilizzare le auto parcheggiate in
    > pendenza

    Analogia del tutto SBAGLIATA.

    dio è stato inventato apposta per quello.
    La pietra no.

    http://www.uaar.it
    non+autenticato
  • Ecco:
    Ratzinger si rivolge ai "giovani cattolici" - quelli che sono più facili da strumentalizzare -, che quotidianamente si nutrono della rete, affinché portino "nel mondo digitale la testimonianza della loro fede", - i nuovi martiri cattolici? - così come fecero "gli Apostoli e i loro discepoli nel mondo greco romano": "Sentitevi impegnati (di farci ingrassare ancora e continuare la menzogna) - ammonisce il papa - ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita!
    Valori !?
    Ma che ipocrisia, che schifo, che pena!!

    A voi, giovani idioti, - perché a noi qui non ci ascolta più nessuno - che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo continente digitale".

    Venite, venite che ci saranno bastonate virtuali anche per voi.

    La cattiva notizia: non c'è nulla lassù né quaggiù.
    La buona: non hai bisogno di nessuna religio per vivere.
    La triste: che ci sia ancora chi prova a pecorizzare il mondo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nemo.glider

    > La triste: che ci sia ancora chi prova a
    > pecorizzare il
    > mondo.


    si: un sacco di atei in particolare
    SiN
    1120
  • >> La triste: che ci sia ancora chi prova a pecorizzare il mondo.

    > si: un sacco di atei in particolare

    NO.

    Gli Atei non hanno alcun interesse a fare proseliti.

    L'unica cosa che fanno è spingere la gente ad usare la propria testa.

    Cosa estremamente pericolosa per le religioni perché se la gente comincia a pensare con la propria testa poi non crede più alle loro ridicole favole.

    Piuttosto sono i credenti che pensano di essere i detentori della verità e quindi si arrogano il diritto di imporre agli altri la loro morale.

    http://www.uaar.it
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ateo Anticleric ale

    >
    > NO.
    >
    > Gli Atei non hanno alcun interesse a fare
    > proseliti.


    Vero. preferiscono demolire quelle altrui

    (alcuni: conosco un sacco di atei che sono davvero di mente aperta)


    >
    > L'unica cosa che fanno è spingere la gente ad
    > usare la propria
    > testa.


    NEl senso "la testa degli atei" .-D

    > Cosa estremamente pericolosa per le religioni
    > perché se la gente comincia a pensare con la
    > propria testa poi non crede più alle loro
    > ridicole
    > favole.


    ROTFL

    ma ti rendi conto di quanto dogmatico sei?
    SiN
    1120
  • >> Gli Atei non hanno alcun interesse a fare
    >> proseliti.

    > Vero. preferiscono demolire quelle altrui

    Quindi mi stai dando ragione!

    Invitare le persone a pensare con la propria testa demolisce le religioni.

    >> L'unica cosa che fanno è spingere la gente ad
    >> usare la propria testa.

    > NEl senso "la testa degli atei" .-D

    NO.

    Con la propria testa. Se poi questo le porta a diventare atee è un'altro discorso.

    >> Cosa estremamente pericolosa per le religioni
    >> perché se la gente comincia a pensare con la
    >> propria testa poi non crede più alle loro
    >> ridicole favole.

    > ma ti rendi conto di quanto dogmatico sei?

    Nulla di dogmatico.

    E' semplicemente un dato di fatto.

    http://www.uaar.it
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ateo Anticleric ale

    >
    > > ma ti rendi conto di quanto dogmatico sei?
    >
    > Nulla di dogmatico.
    >
    > E' semplicemente un dato di fatto.

    Fantastico.
    Questo scambio è da incorniciare.
    SiN
    1120
  • >>> ma ti rendi conto di quanto dogmatico sei?

    >> Nulla di dogmatico.
    >> E' semplicemente un dato di fatto.

    > Fantastico.
    > Questo scambio è da incorniciare.

    Tra fatti e dogma c'è una differenza abissale.

    La stessa che c'è tra realtà e fantasia.

    http://www.uaar.it
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ateo Anticleric ale

    > La stessa che c'è tra realtà e fantasia.
    >


    e sta tranquillo, sei libero di tenerti le tue fantasie...
    SiN
    1120
  • >> La stessa che c'è tra realtà e fantasia.

    > e sta tranquillo, sei libero di tenerti le tue fantasie...

    Certo che me le tengo.

    Difatti il problema non è la fantasia in sé, il problema è saper distinguere la realtà oggettiva dai prodotti della fantasia (come dio, babbo natale, le fate, ecc.)

    http://www.uaar.it
    non+autenticato
  • ne aggiungo una triste. Che ci siano atei che trattino abitualmente chi non la vede come loro con la supponenza di chi ha la Vera Verità in tasca, per poi spiegare ai reprobi "dissenzienti" che in aggiunta hanno un atteggiamento da "superiori"
    il bue che da del corntuo all'asino insomma
    non+autenticato
  • > ne aggiungo una triste. Che ci siano atei che
    > trattino abitualmente chi non la vede come loro
    > con la supponenza di chi ha la Vera Verità in
    > tasca,

    Primo, non si tratta di supponenza.

    Secondo, non si tratta di avere la verità in tasca, si tratta semplicemente del fatto che continuate a parlare di dio, ma in millenni di storia non siete riusciti a portare uno straccio di prova della sua esistenza.

    E quando ve lo fanno notare, l'unica cosa che sapete dire è "dimostrami tu che non esiste".
    Come se io andassi da uno e gli dicessi "Tu mi devi 1000 euro".
    E lui mi rispondesse "Non è vero. Dimostrami che te li devo"
    E io a mia volta "E no, sei tu che devi dimostrare che non me li devi."

    Quelli che pretendono di avere la verità in tasca siete voi.

    http://www.uaar.it
    non+autenticato
  • Io credo che tutti i credenti dovrebbero soffermarsi a pensare che nel giardino dell'Eden non c'era guardia alcuna, ne' alcun recinto attorno all'albero delle mele. Secondo il modo cattolico comune di pensare cio' che è male o come tale è recepito è da fermare da impedire, in realta' la morale cristiana (e non solo cattolica), anche se spesso disattesa, non è mai questo che ha professato.

    Se il buon Dio avesse metaforicamente voluto che Adamo ed Eva rimanessero nell'Eden non credo avrebbe avuto problemi a piazzare un piccolo recinto attorno a quell'unico albero vi pare?

    E' altresi' vero che una volta che termina il ciclo della vita, d'innanzi al Creatore ognuno rispondera' delle sue azioni e delle sue intenzioni secondo i suoi ordinamenti... ma non di quelle degli altri.

    Se realmente un cattolico fosse ligio alle regole del suo stesso credo dovrebbe anche sapere rispettare e accettare il prossimo suo come diverso da se' stesso visto che persino il suo Dio non ha mai fatto differenza fra i suoi figli.

    Anche il figliol prodigo sarebbe stato poco prodigo se non avesse mai potuto lasciare la casa del padre, no? Meglio perdere una strada per poi ritrovarla che seguire un sentiero privo di biforcazioni...
    non+autenticato
  • Hai perfettamente ragione. Al punto di smentirti da solo.
    Se ci fosse stato i lrecinto intorno all'albero della conoscenza, che libertà avrebbe avuto l'uomo se scegliere di ubbidire o meno, a Dio o al padre nel caso del figliol prodigo?

    Hai ragione anche sul dovere di rispettare le idee diverse. Si puo' discutere confrontando le idee. Ma chi non rispetta la diversità e pretende di convertire con la forza, come anche chi va in guerra in nome di Dio (Gott mit uns), non puo' essere un cattolico ma uno che usa la religione per usi diversi. Come certamente è successo piu' volte nella storia.
    non+autenticato
  • visto che parlare di filosofia con chi non è filosofo non si va lontano provo a mettere una storiella non per dimostrare che Dio esiste..ci mancherebbe..ma per dimostrare che è ancora più assurdo avere la pretesa di dimostrare la sua non esistenza.

    Un tizio si reca da un barbiere per farsi tagliare i capelli e radere la barba.
    Appena il barbiere comincia a lavorare, iniziano ad avere una buona conversazione.
    Parlano di tante cose e di vari argomenti.
    Quando alla fine toccano l'argomento Dio, il barbiere dice:
    Io non credo che Dio esista.


    Perchè dice questo? chiede il cliente.
    Beh, basta uscire per strada per rendersi conto che Dio non esiste.
    Mi dica, se Dio esistesse, ci sarebbero così tante persone malate?
    Ci sarebbero bambini abbandonati?


    Se Dio esistesse, non ci sarebbero più sofferenza nè dolore.
    Io non posso immaginare che un Dio amorevole permetta tutte queste cose.
    Il cliente pensa per un momento, ma non replica perchè non vuole iniziare una discussione.
    Il barbiere finisce il suo lavoro ed il cliente lascia il negozio.


    Appena dopo aver lasciato il negozio del barbiere, vede un uomo in strada con dei capelli lunghi, annodati e sporchi e con la barba sfatta.
    Sembrava sporco e trasandato. Il cliente torna indietro ed entra di nuovo nel negozio del barbiere e gli dice:
    La sa una cosa? I barbieri non esistono.
    Come può dire ciò? chiede il barbiere sorpreso.
    Io sono qui e sono un barbiere. Ed ho appena lavorato su di lei!
    No! esclama il cliente. I barbieri non esistono perchè se esistessero non ci sarebbero persone con lunghi capelli sporchi e barbe sfatte come quell'uomo là fuori.


    Ma i barbieri ESISTONO! Questo è ciò che succede quando la gente non viene da me.
    Esattamente! afferma il cliente. Questo è proprio il punto! Anche Dio ESISTE!
    Questo è ciò che succede quando la gente non va da Lui e cerca il Suo aiuto.
    Questo è il motivo per cui c'è tanto dolore e sofferenza nel mondo.
    non+autenticato
  • lol questo discorso nasce quando si vogliono paragonare le mele con le pere...o meglio i barbieri con dio!
    apparte che il discorso del tizio che non crede in dio perchè c'è la sofferenza nel mondo è un discorso da bambini e che solo bambini farebbero, ma la storiella è completamente inconsistente e senza alcun senso, tu vuoi parlare con una storiella demenziale di un'argomento che per secoli ha sbattuto miliaia di filosofi e religiosi, che ha fatto da perno per Platone e Aristotele, cosè un essere e quando un qualcosa è ed esiste oppure il contrario, ridurlo a un discorso da catechista per undicenni è alquanto ridicolo...
    non+autenticato
  • Penso sia inutile farti notare che la tua storiella non dimostra un bel niente.

    E' però istruttiva perché mostra la classica logica circolare dei credenti.
    non+autenticato
  • ... il messaggio era per ilmassi
    non+autenticato
  • si tranquillo si era capitoOcchiolino
    non+autenticato
  • beh sono le motivazioni poste in questo forum...che evidentemente sono ferme al livello di undicenni..
    non+autenticato
  • Guarda che quello che chiude gli occhi e non vuole crescere sei proprio tu...Sorpresa
    non+autenticato
  • Interessante,
    ma credo che ti sfugga l'aspetto principale della esistenza o meno dell'entita' superiore all'uomo a cui ti riferisci: la presenza. Che esista o non esista conta poco... la differenza fra chi non c'è e chi non è partecipe è pressappoco la stessa.

    Quindi tornando in tema, io non ho idea se esista o meno un Dio, pero' son certo che
    non l'ho mai visto,
    sentito,
    conosciuto,
    ne' ci ho mai parlato,
    tu si'?
    Per me che non esista o che semplicemente non sia presente non è una grossa differenza.

    Non puoi dimostrare l'esistenza di Dio perchè anche ammesso tu ce la facessi (e in modo convincente) significherebbe credere per conoscenza e non per fede.

    Io credo molto banalmente che quando i nostri corpi cesseranno il loro ciclo vitale finira' semplicemente tutto... una cosa tanto banale quanto propria di una pecora e di un lupo se preferisci. Ma sono certo mi dirai che con la fede anche i morti risorgono... nemmeno questi ho mai incontrato... mi accontento di sapere che ho un lasso di tempo ben definito prima della fine "totale" e non cerco illusioni per continuare la mia esistenza post mortem. O c'è qualche altra ragione per una religione?
    Ne esiste davvero qualcuna che non preveda delle "regole" e che non professi una vita dopo la morte? Non sono uno studioso > magari qualcuna ci sara' ma non la conosco. Certo che sarebbe davvero buffo andare in giro a dire alla gente di non fare cio' che vorrebbero fare senza addurre
    una valida motivazione, non ti pare?
    non+autenticato
  • Ho provato a raccontare la tua storiella a mio nipotino di 6 anni per convincerlo dell'esistenza di Babbo Natale. Non ci sono riuscito...

    E tu speri di convincere un ateo razionalista?
    non+autenticato
  • ti ripeto ateo razionalista...la chiesa ha dato risposte al concetto di infinito, cosa che la mente umana non è in grado di capire. Tu che risposta hai?

    Cristo ha dato un senso a donare la vita per un altra persona..per te che senso avrebbe? e totalmente idiota morire per salvare tuo figlio..sprecheresti la tua unica occasione. Poi scusa se ti cade una tegola in testa domani e tutto finito così...ma che tristezza.

    Io non devo convincere nessuno, e credendo ammetto la possibilità di sbagliarmi. Sei tu che non riconoscendo la possibilità dell'esistenza di un creatore pretendi di avere la verità e vuoi imporla senza ammettere altre opinioni.

    Visto che alcuni parlavano di presunta superiorità dei credenti rispetto agli 'altri'..non so che persone hai conosciuto, forse avevano questo problema, ma questa è una peculiarità dei testimoni di geova. Per il vangelo tutti sono uguali e hanno tutti la stessa possibilità di salvezza fino alla morte, quindi non capisco se ti riferisci a una persona o alla fede.

    La stessa pretesa di dire che la fede porta infelicità è assurda quando miliardi di persone sono convinte del contrario.
    non+autenticato
  • Sei talmente triste che non meriteresti nessuna risposta.

    Comunque:
    la chiesa ha dato risposte al concetto di infinito, cosa che la mente umana non è in grado di capire.

    Come fai a dire che ha dato risposte, se la mente umana non riesce a capire? Allora è pura supposizione.

    Dovresti iniziare a svegliarti fuori, ragazzo.
    non+autenticato
  • Lo sapevate che le religioni sono nate tanto tempo fa quando si moriva giovanissimi, dato che era un modo per non far impazzire la gente, e farla comportare "bene" (dato che crede in un aldilà).

    Quindi in quei pochi anni di vita non vanno ad ammazzarsi, e questo è positivo.

    Al giorno d'oggi questo modo di ragionare è completamente superato dai tempo. Il peggio è che come i complottisti, chi crede nelle religioni spesso si sente superiore a chi non crede, dandoli dei "limitati".

    Non è il fatto che la scienza possa spiegare tutto o meno, ma qui parliamo di concezioni vecchie.

    Stesso discorso applicabile anche a chi crede ancora che il Quoziente Intellettivo abbia veramente un senso (ricerca fatta ad inizio secolo su qualcosa, il cervello, che neanche oggi la medicina più avanzata riesce a spiegare.)



    Certe cose sono superate dai tempi. Ma certi argomenti sono duri a morire. La religione al giorno d'oggi non fornisce dei valori morali adeguati. Spetta sempre ai genitori crescere dei figli decenti, per il futuro della società, e la religione è solo una vecchia imposizione.
    non+autenticato
  • io sono un non cristiano, ma comunque posso dirti che le religioni sono ancora più antiche di quanto pensi, e sono nate per spiegare le cose che gli uomini non riuscivano a capire come un fulmine ad esempio, o la morte,la vita,ecc...si può affermare certamente che le religioni siano state nell'antichità strettamente legate alla fisica e ai suoi fenomeni, così la religione diventa una sorta di prima scienza(senza alcun metodo scientifico però per quello bisogna aspettare molto tempo...).
    Però poi fu inventato anche il metodo scientifico e allora hai ragione di li le religioni furono superate da una spiegazione più forte della realtàOcchiolino
    non+autenticato
  • Allora permettimi di aggiungere qualcosa che penso completa il tuo discorsoOcchiolino ovvero che le religiono dopotutto sono nate da osservazioni di carattere astronomico e di quello che li circondava.

    Difatti molte religioni hanno tratti in comune non da poco, e questo è sconosciuto ai più.
    non+autenticato
  • sei di una banalità disarmante...molte credenze popolari e religioni sono nate come dici tu per spiegare fenomeni. Dire questo del cristianesimo è un'assurdità. Cristo ha introdotto per la prima volta nella storia il concetto di amore inteso come donare la vita al prossimo. Prima non aveva nessun senso morire per salvare un altro, così come mi chiedo che senso possa avere per un non credente. Il cristianesimo da risposte plausibili e molto attuali sulle domende esistenziali, cosa che la scienza e gli atei non sono mai stati in grado di fare. Poi la chiesa è fatta di persone ed è chiaro che ci sono persone più o meno capaci e addirittura criminali, ma il cristianesimo va oltre le persone.
    non+autenticato
  • cristo apporta delle novità? mmm non sei molto ferrato in religioni che non siano il cristianesimo vedo...ti cito solo un esempio giusto che tu forse puoi conoscere meglio, l'ebraismo già predicava da tempo immemore quello di cui parli tu, cristo è solo la realizzazione di un LORO credo, quindi non porta novità anzi se vogliamo è anche piuttosto banale, dal punto di vista prettamente innovativo delle religioni intendo.
    Poi togliendo di mezzo discorso, mi spiaghi quale sarebbero le cose plausibili che la chiesa spiega che invece la scienza non riesce a spiegare? e se mi dici il senso della vita non basta nominarlo poi devi pure dire come lo spiega, illuminaci
    non+autenticato
  • Il cristianesimo da come racconta la storia ha portato grande infelicità e controllo forte sul popolo.

    Ma probabilmente sei ancora incatenato in idee completamente fuori di testa.


    Domande esistenziali? La gente che cerca un senso nella vita è semplicemente idiota. Accetta il fatto che sei nato e sfrutta la tua UNICA vita invece di pensare a fantasie.

    E questo non significa affatto mancare di valori, anzi. Perchè fare cavolate è comunque buttare via la propria vita, come nel cercare risposte a domande assurde e prive di senso.
    non+autenticato
  • dare la vita per una persona è una cosa banale?? Negli stati viene premiata questa cosa..ma per voi non avrebbe alcun senso..sarebbe perfettamente idiota.
    non+autenticato
  • Dare la propria vita per un'altra persona è semplicemente stupido e romantico.

    Persone come te cercano di dare un senso ad un gesto folle e completamente contro la natura stessa.

    La vita è un dono prezioso, e quindi nella proprie priorità la propria vita è al primo posto, poi vengono gli altri.



    Non tirarmi fuori scuse patetiche, perchè sono certo che tu andresti per estremi pur di giustificare la tua mancanza di buon senso.
    non+autenticato
  • > Cristo ha introdotto per la prima
    > volta nella storia il concetto di amore inteso
    > come donare la vita al prossimo.

    Ma per piacere, cerchiamo di essere seri...

    > l cristianesimo da risposte plausibili
    > e molto attuali sulle domende esistenziali,

    OH, ECCO CHE CASCA IL PALCO.

    dio "esiste" in quanto è stato inventato per dare "risposte plausibili e molto attuali sulle domende esistenziali"

    > cosa che la scienza e gli atei non sono mai stati in
    > grado di fare.

    Per il semplice fatto che non c'è nulla da spiegare.

    Noi siamo soltanto degli animali, siamo frutto del caso.
    Tutto qua.
    Le religioni sono soltanto un paliativo dato a chi non è capace di accetta il semplice fatto che al sua vita non ha alcun senso "supremo".
    Rassegnati. Prima lo farai e prima farai pace con il mondo.

    http://www.uaar.it
    non+autenticato
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