Gaia Bottà
martedì 27 gennaio 2009

Regno Unito, Sarkozy crea zizzania

Provider contro industria dei contenuti, utenti contro la legge. Anche le istituzioni divergono: c'è chi sostiene che legiferare sarà impossibile, c'è chi sembra invocare norme e authority

Roma - "Non sono sicuro che possa davvero essere messo in pratica": così il ministro britannico della Proprietà Intellettuale David Lammy si è espresso riguardo all'eventualità di orchestrare un sistema alla francese di contenimento del file sharing illegale.

Era il mese di luglio quando i provider si sono ammorbiditi, hanno ceduto alle pressioni delle autorità e dell'industria dei contenuti e hanno firmato un accordo con cui si assumevano la responsabilità di agire da messaggeri: sei ISP, Virgin Media, Sky, Carphone Warehouse, BT, Orange e Tiscali, si erano accordati per recapitare lettere di avvertimento agli indirizzi IP individuati dai detentori dei diritti come impenitenti downloader. Ai moniti si sarebbero dovute aggiungere delle segnalazioni, affinché il downloader si potesse rivolgere a servizi legali. Le prime comunicazioni provider-famiglia avevano raggiunto gli utenti del Regno Unito: l'industria dei contenuti si aspettava di convertire alla legalità 8 pirati su 10.

Se a parere di molti è assodato che le comunicazioni possano sospingere anche i più recidivi sulla retta via, se alcuni provider hanno accettato di buon grado di collaborare con i colossi del copyright, l'esito di una consultazione pubblica che da ottobre ha coinvolto gli operatori e gli utenti della rete del Regno Unito ha lasciato emergere un risultato di segno opposto.A sostenere la necessità di un approccio al file sharing che si fondi sulla collaborazione e sull'assunzione di responsabilità da parte dei provider sono naturalmente i rappresentanti dell'industria dei contenuti: BPI, che raduna l'industria fonografica oltremanica, sostiene che il P2P illegale rappresenti un problema condiviso fra detentori dei diritti, provider e consumatori, e che come tale vada affrontato. BPI propone un approccio combinato di codici di condotta e di leggi che determinino come i provider debbano comportarsi nei confronti degli utenti che si intrattengono in rete violando il diritto d'autore. Leggi che dovrebbero altresì stabilire come vadano sanzionati i provider che non prendano gli adeguati provvedimenti per arginare la condivisione illegale. ISPA, l'associazione che raccoglie il 95 per cento dei provider del Regno Unito, è di parere contrario. Gli ISP avevano già espresso perplessità riguardo all'eventualità di assumersi la responsabilità di quello che i propri utenti avessero fatto con la connettività, e nella consultazione ribadiscono che si dovrebbe porre l'accento sulla proposta di alternative legali alla condivisione selvaggia. Gli utenti sottolineano invece come il file sharing non sia necessariamente una catastrofe per l'industria dei contenuti.

Dalla consultazione pubblica sono emersi diversi fronti, il governo sembra aver rinunciato a trovare una conciliazione. Il ministro Lammy ritiene che sia improbabile che si ricorra all'imposizione di una legge che obblighi i provider alla disconnessione dei downloader recidivi segnalati dall'industria: sarebbero troppi i diritti da tutelare e le esigenze reclamate dalle parti in causa. Lammy aveva inoltre già spiegato che "non è possibile creare un sistema che preveda di arrestare i ragazzini nelle loro camerette": sarebbe poco proporzionato imporre sanzioni che agiscano da deterrente parimenti su coloro che "rubano una saponetta dalla propria stanza d'albergo" e coloro che "se ne vanno portandosi via la televisione".

L'industria dei contenuti, muovendosi nella metafora materiale della ruberia tracciata da Lammy, aveva già ribattuto appellandosi al fatto che "il costo del furto di una saponetta da un hotel potrebbe essere insignificante, ma se sette milioni di persone si portassero via una saponetta ogni anno, che è quello che succede all'industria della musica, sono sicuro che la catena alberghiera prenderebbe provvedimenti". Non è dato sapere se l'albergatore in questione avrebbe meditato di coinvolgere il governo nella propria crociata contro i ladri di saponette. L'industria spera invece nel Digital Britain report che nei prossimi giorni dovrebbe essere rilasciato nella sua interezza dal ministro della Comunicazioni: secondo le prime indiscrezioni, peraltro non confermate dalle istituzioni, il Ministro intenderebbe proporre l'istituzione di una Rights Agency, un'authority che, foraggiata da colossi dei contenuti e ISP, avrebbe il compito di vigilare sul rispetto delle policy scaturite da una nuova autoregolamentazione. Nell'agenda delineata dal report, spiega il Financial Times, si accenna ad un nuovo obbligo che graverebbe sui provider: dovrebbero raccogliere dati sugli indirizzi IP recidivi. Dati pronti da consegnare all'agguerrita industria dei contenuti.

Gaia Bottà
6 Commenti alla Notizia Regno Unito, Sarkozy crea zizzania
Ordina
  • Secondo il principio dell'equo compenso si potrebbe prospettare una richiesta di ogni lavoratore di, diciamo, 200€/mese in più di stipendio a titolo di compenso PER EVENTUALI irregolarità (mobbing, sfruttamento, inadempimenti vari) da parte dell'azienda...
    L'onere della prova è morto con l'ideale di Democrazia.
    Homo homini lupus.
    H5N1
    1610
  • "Gli utenti sottolineano invece come il file sharing non sia necessariamente una catastrofe per l'industria dei contenuti."

    NOOOO!

    Gli utenti hanno il dovere morale di "prendere a randellate", legali, virtuali e pure qualcuna vera (se serve) qualunque parte dell'industria che provi anche solo a porre la questione...

    "Démos - Kratos"

    Secondo Platone, la Democrazia nasce nella piazza della Polis ed è caratterizzata dall'autoaffermazione di sè stessa, attraverso lo strumento della "Conversazione".

    In un sistema che vede la quasi totale assenza di "Conversazione" da ambo le parti: Utenti - ISP/Associazioni Contenuti/Stato,
    si potrebbe tranquillamente affermare che nel sistema preso in esame viene a mancare il principio democratico per quanto riguarda l'aspetto in questione.

    ---

    Sebbene il caso è stato ampiamente dibattuto, è proprio la mancanza di dialogo e di confronto tra le fonti che continua ad oscurare la realtà delle cose a riguardo.

    1.Industrie che recriminano un furto agli utenti.

    VS

    2.Utenti che recriminano (IMHO giustamente) un reato alle Industrie (e ai Governi).

    Punto Primo: Stabilire il reale margine di utenza a favore del primo o del secondo punto.

    Punto Secondo: Stabilire il margine di pericolosità per la radice democratica della prima o della seconda casistica.

    Punto Terzo: Occuparsi del "problema" giudicato più grave.


    Questo è il compito dello Stato, Fine del Discorso.

    ---

    Se questo non viene fatto, non solo lo Stato non tutela, ma denota caratteri di corruzione nella sua stessa Natura, il che sarebbe molto peggio che il semplice ammettere una colpevolezza di Governo..

    Il punto focale per risolvere la questione è l'opinione pubblica.

    Contro la quale, non esiste regime, corte massonica, lobby o corporation che possa qualcosa.

    Ecco perchè, diviene vitale (per chi ne ha interesse) controllare l'Informazione.


    <!-- Rem2Del: Flashata personale..
    Mah... sarà che sono le 13.35, ho fame e sono stanco, ma questi sono ideali Cyberpunk rivisti al contrario..

    Cavoli i veri Hackers sono loro! e sono pure cattivi!A bocca storta
    --!>
    non+autenticato
  • questi fanno finta di non capire, è palese...
    non+autenticato
  • Quanti anni hai?
    non+autenticato
  • Le saponette che trovi nelle stanze d'albergo sono comprese nel prezzo della camera: sono tue, le puoi usare per lavarti o portartele via, non importa, le paghi in ogni caso, anche se le lasci lì!

    L'albergatore si lamenta del costo dei "furti" di saponette? non coinvolge certo il governo o chissà quali poteri forti, alza di un euro il prezzo della camera oppure smette di distribuire saponette!
    non+autenticato
  • Il paragone non e' azzeccato comunque, le saponette le hai pagate e ne puoi fare quello che vuoi.
    Secondo loro invece le saponette restano INCHIODATE NELL'ALBERGO e le hai comunque pagate.
    O torni nell'albergo o CIAO CIAO SAPONETTE.
    E allora cosa ho pagato!?
    La FRUIZIOE DELLE SAPENETTE!
    Assurdo...!
    Oltretutto e' ancora piu' "strampalata" come cosa perche' si presume che le saponette vengano comunque "rubate da tutti" in misura di N milioni di pezzi.
    In realta' si dovrebbe dire che SOLO IN POCHI LE RUBEREBBERO COMUNQUE mentre i piu' finirebbero solo per annusarle un po per poi lasciarle LI perche' INSIGNIFICANTI ED INUTILI.
    Le saponette non si possono DUPLICARE...Sorride
    non+autenticato
 

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