Giovanni Arata
giovedì 29 gennaio 2009

Cox: il traffico di rete si può rallentare

La priorità allo streaming, alle telefonate e alla navigazione, tutto il resto, dal download ai software update, possono mettersi in coda. Ecco come qualcuno reagisce alla congestione dei backbone

Roma - Cox Communications, il terzo più grande ISP statunitense, inizierà a febbraio la sperimentazione di un nuovo metodo di prevenzione delle congestioni di rete. I responsabili garantiscono: nessuna infrazione alle linee guida in materia di filtraggio dei dati. Ma la mossa è destinata a scatenare nuove polemiche nell'infuocato dibattito sulla neutralità della rete.

In caso di congestione delle reti, i server di Cox rallenteranno temporaneamente le applicazioni ritenute "non time sensitive" (quelle cioé la cui fruizione non presuppone un download in tempo reale), mentre manterranno inalterata la velocità di quelle time sensitive. In altre parole l'apertura di una pagina web, una webfonata o lo stesso streaming video continueranno in modo inalterato, mentre applicazioni come l'update di un software, od il download di un file subiranno lievi contrazioni di banda.

Al servizio, che sarà sperimentato inizialmente in Kansas ed Arkansas, Cox dedica una pagina apposita all'interno delle FAQ del proprio sito. In quella scheda, l'azienda argomenta la piena aderenza del sistema alle linee guida definite dalla Federal Communication Commission (FCC) in materia di neutralità della rete e spiega "la tecnica impiegata dal nuovo sistema è basata sulla natura time sensitive intrinsecamente posseduta dal traffico internet. E crediamo che essa potrà produrre una esperienza migliore per i nostri utenti".
All'inizio del 2008, rilevazioni compiute presso il Max Planck Institute avevano mostrato come Cox impiegasse tecniche di congestion management discriminatorie, analoghe a quelle utilizzate da ComCast. A quei tempi, Cox non aveva rivelato i particolari del proprio sistema ma aveva ammesso di impiegare strumenti di protocol filtering. Nei mesi successivi, però, ulteriori test svolti dallo stesso Planck hanno documentato la progressiva diminuzione nell'impiego (e poi la dismissione) del sistema da parte di Cox.

Adesso, con l'introduzione di un nuovo e diverso apparato procedurale, l'azienda spera di poter disinnescare sul nascere possibili polemiche legate alla violazione del principio di neutralità della rete.
D'altra parte le associazioni dei consumatori sono sul chi va là. Ben Scott, direttore di uno dei gruppi che avevano denunciato Comcast alla FCC, si è riservato di formulare un giudizio sull'iniziativa di Cox dopo che avrà conosciuto il suo funzionamento in maggiore dettaglio. "In linea di principio - ha spiegato - sono a disagio con qualsiasi sistema di network management che non offra all'utente la scelta in ordine al trattamento dei propri dati".

È un periodo caldo per la network neutrality: i service provider argomentano da tempo l'utilità di filtrare la rete per garantire a tutti un migliore servizio, mentre attivisti e alcuni grandi produttori di contenuti sono schierati contro ogni forma di limitazione in questo senso. Ed ora, con l'insediamento della nuova amministrazione di Barack Obama, al centro della cui agenda tecnologica si pone la preservazione del principio di Net Neutrality, la questione sembra destinata a scaldare nuovamente il (già surriscaldato) dibattito.

Giovanni Arata
22 Commenti alla Notizia Cox: il traffico di rete si può rallentare
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  • Ogni volta la stessa manfrina, la rete si rallenta e quindi IO VI BLOCCO O VI LIMITO.
    Allora...la vogliamo finire?
    SE mi vendi la connessione a 7mbit io ci faccio quello che mi pare...se mi dici che e' 7 mbit ma solo quando faccio quello che a TE interessa di piu' che io faccia, allora io NON mi collego tramite il tuo servizio.
    LA gente deve essere informata PER BENE, e poi sceglie.
    E' ovvio che il problema si pone se questo non avviene o se i vari ISP si coalizzano per uno "standard" che impedisca la scelta.
    Le fanno o no ste maledette pubblicita' in cui sparano a zero su velocita' , megabit, tutto compreso e via dicendo!?
    E allora facciano un po quello che dicono...invece di inventarsi sempre modi per NON TIRARE FUORI SOLDI IN INFRASTRUTTURE!
    Comunque, siccome la banda NON E' GARANTITA nella maggior parte dei casi, e' chiaro che e' inutile agitarsi.
    Anche se le modalita' sono da fetenti, resta difficile mpedirlo.
    non+autenticato
  • @Ricky:
    Giusta la seconda parte di quel che dici: banda non garantita. Ci si potrebbe appellare al fatto che la cosa non sia evidenziata nella pubblicità strombazzata, che quindi si configurerebbe come ingannevole, ma sta di fatto che non si tratta in nessun caso di banda garantita. Tu paghi per quel ch c'è (più o meno evidenziato) nel contratto, e non per i Mbps max strombazzati. Se credi possiamo anche parlare di clausole vessatorie, che sono praticamente un cartello tra i vari ISP. Ma le authority (o ties) preposte a tal controllo, dormono alla grossa.
    non+autenticato
  • Update e aggiornamenti servono per la sicurezza e quindi non trovo giusto che lo streaming abbia la priorità su questioni di sicurezza.

    Comunque l'importante è che il Provider informi correttamente i suoi clienti in modo che possano decidere!
    non+autenticato
  • > Comunque l'importante è che il Provider informi
    > correttamente i suoi clienti in modo che possano
    > decidere!
    Si potrai scegliere se la padella o la brace...
    :D
    non+autenticato
  • Forse ho frainteso l'articolo, ma queste tecnologie di rallentamento o contenimento del traffico esistono da tempo soprattutto negli Internet Service Provider, che hanno clienti così detti prioritari(che pagano tanto) per avere livelli di servizio (SLA) di un certo tipo.
    Ne consegue che la maggior parte dei contratti casalinghi sono a volumi di traffico non garantiti, per lasciare spazio a chi paga salato(quando necessario).

    Si chiama QoS...quality of service, e permette di classificare e limitare il traffico in base ad una miriade di criteri per tenere a bada il traffico non essenziale.

    Dall'articolo sembra una cosa nuova, invece si usa da tanto.

    Avrò capito male?
    non+autenticato
  • - Scritto da: MArco
    > Forse ho frainteso l'articolo, ma queste
    > tecnologie di rallentamento o contenimento del
    > traffico esistono da tempo soprattutto negli
    > Internet Service Provider, che hanno clienti così
    > detti prioritari(che pagano tanto) per avere
    > livelli di servizio (SLA) di un certo
    > tipo.
    > Ne consegue che la maggior parte dei contratti
    > casalinghi sono a volumi di traffico non
    > garantiti, per lasciare spazio a chi paga
    > salato(quando
    > necessario).
    >
    > Si chiama QoS...quality of service, e permette di
    > classificare e limitare il traffico in base ad
    > una miriade di criteri per tenere a bada il
    > traffico non
    > essenziale.
    >
    > Dall'articolo sembra una cosa nuova, invece si
    > usa da
    > tanto.
    >
    > Avrò capito male?


    no hai capito bene, il problema è che il QoS solitamente ha linee guida riguardo la tipologia di pacchetti che passa nella rete, ora presa visione che tu in un pacchetto puoi scrivere quello che ti pare e il discriminante più blando rimane UDP o TCP, si cerca di analizzare statisticamente che tipo di pacchetto sia in arrivo, se sia un pacchetto necessario a breve termine o a lungo termine, quindi attuare la politica di interesse.
    non+autenticato
  • so che a dirlo dopo non ci si crede, ma è da quando è partito youtube (e derivati) che mi aspetto questa notizia. I video sono la cosa più pesa e ingestibile che esista.

    La banda di internet non è infinita e non si fa altro che aggiungere nuovi contenuti spesso e volentieri superflui.

    Non basta: ora arrivano i filmati full-hd (che ciucciano il triplo per avere le stesse menate); ma tranquilli, stanno già sperimentando il 4K2K (3840x2160, wow, così mi godo tutti i peli del c*lo di jessica alba, via....)

    E per finire in bellezza, ecco fiorire tutti i servizi streaming dei vari provider, Alice Casa, Fastweb, Vodafone e quelli esteri.. (ah, già, anche quelli in hd, che diamine)

    quanti minuti mancano al collasso della rete?
    non+autenticato
  • ma cosa ti sei fumato stamattina?
    non+autenticato
  • perchè, tu hai ragione?
    non+autenticato
  • Questa volta anonimo va quotato in pieno.
    non+autenticato
  • Se questi "filtrano" i protocolli non "time sensitive", non pensate che si possano incapsulare i protocolli p2p o ftp dentro RTSP per aggirare tali filtri? Non sono un "networker", quindi è probabile che la mia sia una vaccata, però... Newbie, inesperto
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 29 gennaio 2009 09.29
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  • - Scritto da: Gica78R
    > Se questi "filtrano" i protocolli non "time
    > sensitive", non pensate che si possano
    > incapsulare i protocolli p2p o ftp dentro RTSP
    > per aggirare tali filtri? Non sono un
    > "networker", quindi è probabile che la mia sia
    > una vaccata, però...
    > Newbie, inesperto
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 29 gennaio 2009 09.29
    > --------------------------------------------------


    analisi statistica del traffico, non del protocollo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gica78R
    > Se questi "filtrano" i protocolli non "time
    > sensitive", non pensate che si possano
    > incapsulare i protocolli p2p o ftp dentro RTSP
    > per aggirare tali filtri? Non sono un
    > "networker", quindi è probabile che la mia sia
    > una vaccata, però...
    > Newbie, inesperto

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