massimo mantellini

Contrappunti/ Il fattore umano

Per un'ora sparisce Google e per un'ora spariscono anche i punti cardinali del web. Panico, paura? No, forse è solo pigrizia. Ora di guardare oltre la grande G?

Roma - Nella giornata di sabato, quando in Italia era primo pomeriggio, è andato in onda l'interessante esperimento sociologico dal titolo: "Mezzoretta senza Google". Come quasi tutti sanno, visto che la notizia è stata drammatizzata ed urlata a squarciagola da ogni media possibile, per una manciata di minuti il motore di Mountain View ha restituito per ogni ricerca, in tutto il mondo, un unico bizzarro consiglio: "Vuoi andare su questo sito? Lascia perdere, potrebbe essere pericoloso". Il sistema di segnalazione del malware di Google, improvvisamente ipertrofico, ha di fatto azzerato l'attività di ricerca di centinaia di migliaia di persone in tutto il pianeta, pur se per lo spazio temporale di una breve passeggiata al parco.

Nulla di drammatico ovviamente, ma un episodio capace di segnalare gli straordinari imbambolamenti di una generazione che senza Google si ritrova improvvisamente perduta. Ed è proprio in occasione di simili inconsueti episodi che la normalità delle nostre vite legate a doppio filo con spiccioli di tecnologia del genere si rivela nei suoi aspetti più imbarazzanti.

Un numero consistente di utenti della rete in tutto il mondo non sente più nemmeno la necessità di utilizzare i bookmark. Recuperare un indirizzo web dalla form di google è una operazione velocissima e automatica, i bookmark vanno invece mantenuti, organizzati, ripuliti, trasferiti da un computer all'altro. Tutto troppo complicato, semplicemente per una vasta fascia di utenza internet non c'è partita: con Google si fa prima. Almeno fino al momento in cui Google non funziona più, anche solo per mezz'ora.
Poco importa che Google non sia l'unico motore di ricerca, che esistano alternative forse altrettanto efficaci o comunque certamente in grado di sostituirlo per un breve periodo. Con l'abitudine è difficile combattere. Non ci aiuta nemmeno sapere che Google rappresenti un potenziale pericolo per la nostra privacy, data l'ampia messe di informazioni che è in grado di raccogliere. Esiste una soglia di normalità molto difficile da raggiungere ma superata la quale, e nel caso di Google tale soglia è stata ampliamente oltrepassata, l'identità fra strumento e suo utilizzo non può più essere ragionevolmente discussa.

Noi pensiamo intimamente che Google non possa "rompersi". Ce lo dicono intanto anni di onorato ininterrotto servizio, lo raccontano le storie epiche della ridondanza fantascientifica dei datacenter di Mountain View, centinaia di migliaia di computer collegati uno all'altro all'interno di enormi misteriosi capannoni in regioni sperdute del midwest americano, ce lo spiega, soprattutto, il nostro intimo bisogno di sicurezza nel momento in cui un numero di persone impressionante in tutto il mondo ha incaricato Google di cercare per loro il numero della pizzeria all'angolo, un antico testo medioevale, una foto per la ricerca scolastica dei figli.

L'errore umano di un dipendente di Google (difficile essere nei suoi panni oggi) è servito a ricordarci questa nostra nuova dipendenza, che si aggiunge ad altre misconosciute abitudini alle quali non facciamo più caso da tempo. Ci ha anche consentito di osservare una certa velocità di Google stessa, capace di riparare il danno nel giro di poche decine di minuti e di postare sul suo blog la spiegazione di quanto accaduto a firma di uno dei suoi più alti dirigenti, Marissa Mayer, circa un'ora e mezzo dopo. Questo ha limitato fortemente la ridda di speculazioni su ipotetici attacchi informatici a Google, virus e cedimenti improvvisi del pagerank che da subito sono iniziati a circolare in rete.

Ma in un enorme sistema informativo i cui fili avvolgono ormai il pianeta intero basta una slash di troppo, digitata un sabato mattina presto durante uno sbadiglio, per spegnere il giocattolo di tutti. E questa, tutto sommato, è oggi la notizia.

Massimo Mantellini
Manteblog

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52 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Il fattore umano
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  • Ad esempio del come entra in crisi quando tenta (senza riuscirci) di indicizzare i milioni di queries-links messigli a disposizione attraverso un banalissimo database MySql... Indicizza i links ma su di un milione di essi oltre il 50% sono fasulli, cioè creati "al volo" e pericolosamente fuorvianti per il navigatore abituale oltre che per quelli esperti.

    Quanto al PageRank di Google, si tratta della bufala del secolo in quanto - allo stato attuale non esiste nessun algoritmo in grado di dare un peso alle pagine web.

    Allo stato attuale, il valore di un sito web è una cosa molto difficile da determinare e dipendente da alcune molti parametri.

    Ai webmasters non suggerisco di non fidarsi di Google ma di incominciare ad uscire dal tunnel dell'ignoranza del fatto che - allo stato attuale - esistono strumenti di ricerca che vanno molto oltre la mediocrità del Google.
    non+autenticato
  • Finalmente qualcuno ha capito che il PageRank non esiste! Lavorando da freelancer per Google ho scoperto molte cose che pochi sanno... per esempio, lo sapevate che ogni singola pagina web indicizzata dal motore viene controllata da persone vere? Google ovviamente sceglie in automatico quali pagine devono essere visualizzate per prime in base alle parole chiave e ad altri fattori, ma ci sono anche migliaia di persone che controllano e VALUTANO le pagine, decidendo se sono valide o meno, e "quanto" sono valide.

    Oh, e ricordiamoci che il 98% del web NON è indicizzato da nessun motore di ricerca (nemmeno Google)... ciò che possiamo vedere è soltanto la punta di un iceberg.
    non+autenticato
  • Direi piuttosto che se il fattore umano che Google Inc. utilizza fosse più qualificato avremmo un motore di ricerca molto più vicino al "semantic web"

    Con Google si potevano fare delle cose che nemmeno Google Inc. immaginava Occhiolino. La "beta" di Google (molti, molti anni fa) era veramente impareggiabile. Purtroppo, negli ultimi 5 anni hanno messo male le mani "sotto il cofano".

    Ma il difetto di cui parlavo nel mio precedente post non è il solo: in tre anni ho potuto riscontrare (monitorando una decina di siti notissimi) che vi è una incredibile discrepanza fra il basso PR (1-2) attribuito loro da Google e l'effettiva "notorietà" e "saturazione di rete" di fatto abbondanti e riscontrabili utilizzando altri sei motori di ricerca diversi da Google. Con questo non voglio dire che gli altri engines siano meglio ma, perlomeno, restituiscono dei dati che - pur grezzi - sono molto più attendibili di quelli offerti da Google.

    Grazie alle decine di bugs mostrati da Google in questi anni (e non ancora risolti) ho capito come NON deve essere un vero motore di ricerca.

    Forse il peggior difetto di Google sta proprio nell'incapacità dei suoi inventori e gestori di farlo diventare un progetto opensource, cioé migliorabile da coloro che lo utilizzano.

    Senza voler fare pubblicità a nessuno, le alternative ci sono e sono molto più serie del nostro, vecchio e asmatico Google...Triste
    non+autenticato
  • Son un vecchio utente di Altavista, Google solo come seconda scelta...

    Chissà che mi perdo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: MAC EVANGELIST
    > Son un vecchio utente di Altavista, Google solo
    > come seconda
    > scelta...
    >
    > Chissà che mi perdo...

    Credo non molto...
    non+autenticato
  • bastava disabilitare l antivirus e il messaggio scompariva....ma si sa cercare le soluzioni per gli utonti e' cosa impossibile..sempre con la pappa pronta...come quelli che sclerano per la dottrina sarkozy...meglio meno idioti ad occupare la rete chattando con facebook e tavanate simili...lasciate la rete libera per chi ci lavora.
    non+autenticato
  • - Scritto da: jobb
    > bastava disabilitare l antivirus e il messaggio
    > scompariva....ma si sa cercare le soluzioni per
    > gli utonti e' cosa impossibile..sempre con la
    > pappa pronta...come quelli che sclerano per la
    > dottrina sarkozy...meglio meno idioti ad occupare
    > la rete chattando con facebook e tavanate
    > simili...lasciate la rete libera per chi ci
    > lavora.

    Abbhe! ... mo è arrivato il furbone il giudice di ciò che è lecito fare e non fare sulla rete... un altro dispensatore di "valori" superiori...

    Aho! è vero! sulla rete c'è un sacco di gente che fa cose discutibili... e anche il mondo è pieno di tali individui!
    Propongo la riedizione della "soluzione finale" adottata dall'imbianchino austriaco...

    "Arbeit macht frei" ....

    Bravo!
    Cominciamo pure da te....
    non+autenticato
  • - Scritto da: jobb
    > ... lasciate la rete libera per chi ci lavora.

    E chi ci lavora, PER CHI ci lavora?
    Per chi li progetto i siti se poi non ho utenti che li navigano?
    E chi riempie di contenuti un servizio che offre informazioni mediche? Gli sviluppatori ajax?

    Togliamo anche di mano i computer a chi no è in grado di progettare una cpu e facciamo prima.

    E le auto? Le lasciamo solo ai meccanici? O meglio i piloti? O meglio gli ingegnieri? Uhm.
    non+autenticato
  • è forse una notizia? è degna di interesse?
    mezzora di guasto a un sito seguita immediatamente da riparazione scuse e spiegazioni deve rimbalzare sulla rete per 3giorni?? dai per piacere su
    non+autenticato
  • se non ti interessa perchè posti?
    Su internet c'è spazio per tutti, almeno finchè non finiscono gli IP o lo spazio di archiviazione, quindi vai pure a cercarti altre notizie se queste non sono di tuo gradimento.
    Wolf01
    3341
  • beh intanto posto perchè è giusto che io possa dire la mia come ogni altra persona, e poi non è questione di interesse o meno, sarà anche una notizia (vedi risposta sotto decisamente ragionevole), quello che mi premeva sottolineare (e magari mi sono male espresso) è che non credo che se ne debba parlare così tanto, in fondo per tre giorni i miei RSS non hanno fatto altro che ripetermi la stessa cosa forse si fa un po' troppo overload di informazione non credete?
    non+autenticato
  • - Scritto da: okats
    > è forse una notizia? è degna di interesse?
    > mezzora di guasto a un sito

    Condivido la nota di Mantellini. Sì, è una notizia e deve interessare.

    Se il sito è quello usato da centinaia di milioni di persone per iniziare a navigare. E se il guasto può avvenire su scala planetaria per opera di un singolo operatore umano distratto, sì. E' una notizia.

    Il problema è stato circoscritto in pochi minuti. Ma so di persone e aziende allarmate che hanno iniziato una procedura di verifica antivirus sui propri sistemi. Perdendo tempo e soldi. Moltiplicato milioni di volte... sì, mi sembra sia emersa una vulnerabilità rilevante, che dovrebbe interessarci tutti.

    Invece, non concordo con l'ottimo Mantellini l'idea che il web si è fermato per pigrizia. La maggior parte delle persone non ha pensato a un guasto (e quindi a cercarsi un motore alternativo) perché ha creduto a Google.

    Ciao.
  • In effetti troppa abitudine limita l'uso del cervello.
    Come non ricordare che chi ha imparato ad usare windows solo nella sua forma grafica, è estremamente restio ad usare un altro SO e talvolta non si vuol neanche usare una forma grafica diversa o cambiare certe abitudini d'uso, come pretendere che basta un clik su di un file e si "apre" la pagina word... senza neanache sapere che quel file può essere aperto da un programma di word processor diverso o aprire prima Word e poi aprire il file...
    Oppure usare un certo formato e rimanere imbambolati quando il formato di un file di testo non ha la solita estensione .doc... Altri esempi si potrebbero fare...
    Una certa versatilità mentale non farebbe male.A bocca aperta
  • Molte persone utilizzano i computer come dei semplici strumenti e non ritengono di dover variare il loro approccio per ogni singola funzionalità ogni volta.
    Nessuno sarebbe contento, una volta imparato a programmare la lavastoviglie, di ricominciare da capo perchè gli hanno cambiato l'interfaccia grafica.
    Volendo posso entrare nella mia auto anche dal baule, ma sono abituato diversamente ed è probabile continuerò ad entrare dalla portiera.
    non+autenticato
  • Si ma se ti si rompe la portiera allora non piangere, ma ingegnati ed entra dal baule!
    Wolf01
    3341
  • - Scritto da: ede
    > Molte persone utilizzano i computer come dei
    > semplici strumenti e non ritengono di dover
    > variare il loro approccio per ogni singola
    > funzionalità ogni
    > volta.
    > Nessuno sarebbe contento, una volta imparato a
    > programmare la lavastoviglie, di ricominciare da
    > capo perchè gli hanno cambiato l'interfaccia
    > grafica.
    > Volendo posso entrare nella mia auto anche dal
    > baule, ma sono abituato diversamente ed è
    > probabile continuerò ad entrare dalla
    > portiera.

    Certo, piccolo particolare però: è che il computer non è un'auto o una lavastoviglie, neanche un tostapane... Perplesso
  • Quello che gli smanettoni continuano a non capire è che per gli utenti normali i computer non sono niente di più di normali strumenti di lavoro, gioco, svago, proprio come qualunque altro elettrodomestico.
    ...oohhhh è uscito il firmware 2.0 della lavatrice, vado subito a fare l'aggirnamento...
    non+autenticato
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