Comitato antipirateria, 60 giorni posson bastare?

Cittadini e operatori della rete si rivolgono al presidente del Comitato contro la pirateria Mauro Masi: chiedono partecipazione e confronto, chiedono di non liquidare la questione in due mesi. Il testo della lettera aperta

Roma - I termine che il Comitato tecnico contro la pirateria si è imposto per concludere i lavori è di 60 giorni. Attori della rete e innovatori, consumatori e provider invocano riflessione e partecipazione, studi approfonditi e trasparenza. Lo chiedono con una lettera aperta indirizzata al presidente del Comitato tecnico per la lotta alla pirateria, il professor Mauro Masi. Gli organizzatori invitano i cittadini a manifestare la propria adesione sul thread aperto presso il forum che il Comitato ha istituito presso il sito del governo per confrontarsi con la rete.

Punto Informatico ha ricevuto il testo della lettera, che pubblica di seguito.


Internet, 2 febbraio 2009
Egregio Prof. Mauro Masi
Coordinatore del Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Palazzo Chigi
Roma

Egregio Professore,

il mondo della cultura digitale italiana negli ultimi mesi ha assistito da spettatore all'istituzione prima e all'insediamento poi del comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale da Lei coordinato, apprendendo, peraltro, della Sua intenzione di concludere i lavori di tale Comitato entro sessanta giorni.

La brevità di tale intervallo di tempo in relazione alla complessità delle questioni sottese alla regolamentazione della materia nella quale il Suo Comitato è chiamato ad elaborare proposte e soluzioni costituisce, come comprenderà, un elemento di grande preoccupazione per le associazioni di categoria, gli addetti ai lavori ed i consumatori ed utenti di contenuti culturali digitali.

Infatti, come riteniamo Le sia noto, il tema della pirateria digitale e multimediale costituisce solo un aspetto - rectius una patologia - della più ampia materia relativa alla circolazione dei prodotti culturali in formato digitale, alla loro accessibilità per via telematica ed alla necessaria attività di promozione della creatività e, più in generale, dello sviluppo culturale del Paese cui Governo ed Istituzioni non possono sottrarsi.

Una regolamentazione utile ed efficace di tale materia ha, a nostro avviso, per presupposti indefettibili, studi ed analisi - indipendenti e con metodo scientifico - circa le cause, gli effetti e le dimensioni del fenomeno della pirateria digitale e multimediale nonché sulle conseguenze dell'adozione di eventuali misure sanzionatorie e di enforcement dei diritti di proprietà intellettuale anche in relazione all'Ordinamento europeo ed ai trattati e accordi internazionali cui il nostro Paese ha aderito.

È a tutti evidente l'inidoneità dell'attuale quadro normativo - non solo in materia di diritto d'autore - a disciplinare il fenomeno della circolazione dei contenuti digitali in ambito telematico così come, di conseguenza, l'esigenza di procedere a delineare un contesto legislativo idoneo a tutelare i diritti e gli interessi dei creatori di opere dell'ingegno fruibili in formato digitale e, ad un tempo, quelli degli utenti e fruitori delle medesime opere che, peraltro, le nuove tecnologie abilitano a trasformarsi, essi stessi, in autori e creatori di ulteriori opere attraverso un virtuoso processo di moltiplicazione del patrimonio culturale globale.

Tale situazione, tuttavia, non può e non deve spingere il Parlamento ed il Governo a commettere - come già accaduto in passato - l'errore di varare nuove misure antipirateria esclusivamente in una logica di emergenza e senza un'analisi preventiva basata sull'impatto della norma sullo sviluppo del mercato e, in generale, sulla società.

Il contrasto alle diverse forme di illecita messa a disposizione di contenuti nelle reti digitali necessita di risposte equilibrate e basate anche sulla contestuale adozione di incentivi e misure di ampio spettro per favorire la creazione di un'offerta legale di contenuti digitali secondo modelli trasparenti e flessibili, offerta che rappresenta uno dei più efficaci strumenti per disincentivare l'accesso ai contenuti senza il consenso dei titolari dei diritti.

In questa prospettiva soluzioni e principi enucleati nel disegno di legge pubblicato in Rete nei giorni scorsi ed attribuito alla SIAE - che ne ha, tuttavia, poi smentito la paternità - non risultano condivisibili ed appaiono insuscettibili di garantire in modo efficace lo sviluppo e la promozione della cultura digitale nel nostro Paese, risultando, al contrario, idonee ad ostacolarla.

Alla luce di tali considerazioni, i firmatari della presente, Le chiedono:

(a) di voler rappresentare al Governo l'esigenza di modificare tempi e modalità di lavoro del Comitato tecnico antipirateria trasformandolo in un tavolo aperto sul più generale tema della circolazione dei prodotti culturali digitali per via telematica;

(b) di invitare a partecipare a tale tavolo, per l'intera durata dei lavori, i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei consumatori, il mondo dell'impresa, gli addetti ai lavori ed esperti della materia;

(c) di commissionare ad enti ed istituti di ricerca super partes i citati studi sulle cause, gli effetti e le dimensioni del fenomeno della pirateria digitale e multimediale nonché sulle conseguenze che eventuali misure di enforcement potrebbero produrre sul terreno, ad esempio, della libertà di manifestazione del pensiero a mezzo Internet o, piuttosto, dell'esercizio, da parte dei cittadini, dei propri fondamentali diritti civili e politici per via telematica;

(d) di coinvolgere nel processo di studio ed elaborazione di possibili soluzioni normative gli esperti che hanno sin qui presieduto il comitato permanente per il diritto d'autore nonché l'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni e quella Garante per la privacy ed il trattamento dei dati personali;

(e) di pubblicare su piattaforma aperta tutti i documenti prodotti nel corso dei lavori del comitato, dando così opportuna trasparenza alla sua attività che concerne una materia di ampio interesse per cittadini ed imprese.

È ferma convinzione dei firmatari della presente che, solo per questa via, il Governo, il Parlamento e le Istituzioni tutte possano dimostrare di avere effettivamente compreso che la Cultura - soprattutto nella Società dell'informazione - costituisce il più prezioso tra i beni comuni e che, pertanto, la sua promozione e la circolazione dei prodotti culturali costituiscono diritti insopprimibili dei cittadini.

Distinti saluti,

Giorgio Sebastiano
Mauro Vergari
Adiconsum

Paolo Nuti
AIIP

Marco Pierani
Altroconsumo

Michele Ficara Manganelli
Assodigitale

Dino Bortolotto
Assoprovider

Leonardo Chiariglione
Stefano Quintarelli
Dmin.it

Enzo Mazza
FIMI

Marco Pancini
Google Italia

Stefano Trumpy
Isoc Italia

Guido Scorza
Istituto per le politiche dell'innovazione

Roberto Scano
IWA ITALY - International Webmasters Association Italia

Juan Carlos de Martin
Centro NEXA su Internet & Società - Politecnico di Torino

Pier Luigi Dal Pino
Microsoft

Vittorio Bertola
NNSquad Italia

Marco Contini
Conoscere per deliberare
50 Commenti alla Notizia Comitato antipirateria, 60 giorni posson bastare?
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  • e lamentarvi non fate un salto su questo forum:

    http://antipirateria.governo.it/

    è il forum del comitato che sta finendo in mano ai videotecari, e c'è una ridotta rappresentanza di utenti normali, che sono ben accetti, ma guardacaso nessuno si iscrive, si preferisce piangere su decisioni che non sono ancora state prese.
    Magari avete ragione a lamentarvi, ma unendoci e facendo qualche proposta interessante non si lascerà nulla di intentato.
    Sennò lasciamolo pure in mano ai videonoleggiatori, che (e basta leggere i post) per il loro tornaconto sarebbero disposti a mettersi sotto i piedi persino i nostri diritti fondamentali.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • hai ragione, ci sono ancora pochi utenti. Spero che qualcun'altro si iscriva
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ast
    > e lamentarvi non fate un salto su questo forum:

    > http://antipirateria.governo.it/

    > è il forum del comitato che sta finendo in mano
    > ai videotecari, e c'è una ridotta rappresentanza
    > di utenti normali, che sono ben accetti, ma
    > guardacaso nessuno si iscrive, si preferisce
    > piangere su decisioni che non sono ancora state
    > prese.

    Ma non hanno ancora chiuso tutti i videotecari ? Non si rendono conto che stanno venendo sostituiti da degli script ???

    Andiamo ad iscriverci va'...
    krane
    22544
  • Considerando che loro hanno già deciso cosa fare e il resto del mondo (in particolare la rete) ha già deciso che loro sono già morti e quindi ignoreranno (come da un pezzo a questa parte) ogni loro pretesa unilaterale!
    non+autenticato
  • mi sa che ti sei perso il fulcro della situazione: non si discute di contenuti legali o illegali (da contrastare in ogni modo), ma del fatto che si possa controllare quello che stai facendo sulla rete.... dal download di file ai siti che guardi..... e chi dovrebbe controllare il tuo operato: gli ISP ? se fosse cosi' sarebbe una situazione MOLTO simile alle intercettazioni telefoniche fatte su chiunque abbia un telefono. Svegliati e pensa che il tuo pc, le tue mail, le tue chat..... potrebbero essere intercettate o quanto meno *marchiate* per dre piu' o meno priorità al tuo traffico in rete.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gommino
    > mi sa che ti sei perso il fulcro della
    > situazione: non si discute di contenuti legali o
    > illegali (da contrastare in ogni modo), ma del
    > fatto che si possa controllare quello che stai
    > facendo sulla rete.... dal download di file ai
    > siti che guardi..... e chi dovrebbe controllare
    > il tuo operato: gli ISP ? se fosse cosi' sarebbe
    > una situazione MOLTO simile alle intercettazioni
    > telefoniche fatte su chiunque abbia un telefono.
    > Svegliati e pensa che il tuo pc, le tue mail, le
    > tue chat..... potrebbero essere intercettate o
    > quanto meno *marchiate* per dre piu' o meno
    > priorità al tuo traffico in
    > rete

    Mi sa che tu hai interpretato male il senso di quanto ho detto.
    Mi sa anche che tu abbia una visione un pochino singolare della rete e delle sue funzioni.
    Non tutto passa per gli ISP e non tutto è o può essere controllato dipende da molte circostanze.
    In ogni caso non è possibile farlo su base giurisdzionale solo nazionale.
    Del resto se le cose fossero così semplici come le descrivi non esisterebbero milioni di computers aggregati in bot-net e neppure il problema dello spam o dei contenuti cosidetti illegali!
    Fossi in te ci rifletterei un attimo prima di sentenziare con faciloneria su quello che un ISP o un paese può essere in grado di fare in termini di "controllo"...
    Un pochino più di modestia e di conoscenza su come funziona la rete non guasterebbe.
    È un consiglio amichevole.
    Prendilo pure con beneficio di inventario.
    non+autenticato
  • che ridicoli...ma che si vogliono controllare...lol...
    non+autenticato
  • Non capisco perche' molti commentatori di questa notizia vogliano mostrare l'ignoranza di essere guidati solo dal pregiudizio, saltino a vedere le firme e non riescano a condividere il contenuto di questa lettera.
    Leggiamola bene: e' semplicemente una lettera che chiede qualcosa a nostro vantaggio. E tra le firme ci sono persone autorevoli e che ragionano, oltre ai rappresentanti di qualche ente e qualche azienda che si sono messi li' per farsi un po' di propaganda lavacoscienza.
    Se il contenuto di questa lettera venisse accolto sarebbe un bel passo in avanti.

    Mi spiegate il perche' di tutta questa rassegnazione e perche' scrivete "e' gia' tutto deciso'?
    non+autenticato
  • Beh penso che sia la rassegnazione di chi non vede ascoltate le proprie ragioni quando protesta.. ecco spiagato il motivo della tristezza digitale. Anche se, sembrerebbe che anche autorevoli soggetti chiedino la riflessione a chi è nella stnza dei bottoni.
  • Vorrei fare una riflessione sulla questione della pirateria, come loro la chiamano (che poi secondo me gli unici pirati sono loro).
    Allora mettiamo i puntini sulle i.
    1) Perchè ci sono riviste che sponzorizzano programmi per scaricare materiale illegale ecc... (emule ecc...non mi raccontate cavolate perchè su emule nn cè niente di legale)
    Cioè addirittura è uscita una rivista sponzorizzata solo ed escusivamente per emule.
    2) Perchè io consumatore dovrei comprare un prodotto originale che costa sui 20 euro l'uno per dire poco quando magari sono passati hanni dalla sua uscita (certo se un bel film o un bel cd musicale che ne vale la pena si).
    3) Vorrei tanto sapere dove vanno questi soldi, ma arrivano veramente al suo autore originale? Per esempio cd musicali come Mozart; Schubert; Pavarotti ecc... che sono ormai deceduti o film come Charlie Chaplin; Franco e ciccio (Grandi) ecc... arrivano ai proprietari o cosa?
    4) Perchè ci sono connessioni come ad esempio 10 mbit o addirittura in fibra ottica (non mi raccontate balle che ci vedete filmati da youtube perchè per vederli si possono vedere anche con una 2 mbit).
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Non posso crederci che ci sono ancora persone che pagano per scaricare filmatini porno piuttosto che andare sui siti free(e ce ne sono tanti "ma ormai non ci vado piu'perchè non serve"). E cmq scaricare filmati porno da internet è illegale soprattutto se sono a pagamento.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Sotto il profilo penale l’art. 171 ter l.d.a. 22 aprile 1941 stabilisce che “È punito, se il fatto è commesso per uso non personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da cinque a trenta milioni di lire chiunque per fine di lucro:
    a) abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un’opera dell’ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento”.
    Se non mi sbaglio è questa.
    non+autenticato
  • La legge che hai citato non è la risposta che ti è stata chiesta. Non cita affatto il porno, ne a pagamento ne gratis; dice solamente che è vietata la riproduzione senza diritti e per uso non personale di un'opera d'ingegno.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Naruto
    > > E cmq
    > > scaricare filmati porno da internet è illegale
    > > soprattutto se sono a
    > > pagamento.
    >
    > Citami la legge o taci.


    Art. 528 del codice penale
    Pubblicazioni e spettacoli osceni.

    Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni di qualsiasi specie, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 103.


    da notare la congiunzione "e" tra la pena detentiva e la multa. quindi si vanno a sommare. Angioletto
    non+autenticato
  • Vero ma non e' tutto pero' all'articolo 529:

    ...
    Non si considera oscena l'opera d'arte o l'opera di scienza, salvo, che, per motivo diverso da quello di studio, sia offerta in vendita, venduta o comunque procurata a persona minore degli anni diciotto.


    A giudicare dal fatto che in tutte le edicole si vendono tranquillamente riviste e film porno, direi che la giurisprudenza ormai le considera opere d'arte... per cui legali (anche su internet).

    L'ipocrisia di tutto cio' spero non sfugga a nessuno...
    non+autenticato
  • Art. 528 del codice penale
    Pubblicazioni e spettacoli osceni.

    Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni di qualsiasi specie, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 103.


    da notare la congiunzione "e" tra la pena detentiva e la multa. quindi si vanno a sommare.

    - Scritto da: Miao
    > Vero ma non e' tutto pero' all'articolo 529:
    >
    > ...
    > Non si considera oscena l'opera d'arte o l'opera
    > di scienza, salvo, che, per motivo diverso da
    > quello di studio, sia offerta in vendita, venduta
    > o comunque procurata a persona minore degli anni
    > diciotto.
    >
    >
    > A giudicare dal fatto che in tutte le edicole si
    > vendono tranquillamente riviste e film porno,
    > direi che la giurisprudenza ormai le considera
    > opere d'arte... per cui legali (anche su
    > internet).
    >
    > L'ipocrisia di tutto cio' spero non sfugga a
    > nessuno...

    per opera d'arte non si intende un pornazzo.tranquillo.Occhiolino
    le edicole, infatti, non espongono pubblicamente immagini "ostetriche" ma eventualmente solo tette e culi (che non offendono più il comune senso del pudore),il porno esplicito è posizionato in modo che solo chi lo vuole vedere vi può accedere (l'esempio migliore di questo lo trovi in tutti gli autogrill d'italia, dove le riviste hard sono dietro all'espositore con la striscia verde e la scritta per adulti)

    poi ti svelo anche una cosa che pochissimi sanno... sempre per l'ipocrisia tutta italiana che circonda il porno... una edicola (e soltanto l'edicola, nessun altro nè privato nè commerciante) ha la facoltà, per legge, di vendere materiale porno vietato ai minori di 18 anni a chiunque ne abbia compiuti almeno 16 di anni.Anonimo
    non+autenticato
  • 1) Come risposto in un altro post, la pirateria permette la diffusione in larga scala di software. L'importante è che le aziende che lo usano lo paghino. Chi userebbe Office se non fosse stato piratato, con il prezzo che ha? Perchè tutte le aziende lo usano? Perchè i "pirati", il resto della giornata lavorano, e continuano ad usare il software che già conoscono.
    2) Beh, per quanto riguarda questo...perchè l'azienda che l'ha prodotto lo vende. La Divina commedia che fai? Vai a rubarla in libreria? Se ne vuoi uno gratis, cercati uno OpenSource. Io mi auguro si gestisca la faccenda in modo meno poliziesco, ma è ovvio che deve essere gestita.
    3) I soldi arrivano a chi l'ha prodotto, partendo dall'autore (o chi ne detiene i diritti), passando per produttori e distributori. La catena è lunghetta...
    4) Non vi sono dubbi che se pago 20Mb di ADSL non lo faccio certo per leggere la posta. Per questo non so quanto convenga al mondo dell'Informatica e delle Telecomunicazioni il metodo francese.
    non+autenticato
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