Vincenzo Gentile
martedì 3 febbraio 2009

Social network, confidarsi troppo è un rischio

L'abuso di instant messaging e social network innesca nei più giovani la ruminazione collaborativa dei sentimenti. La depressione sarebbe dietro l'angolo

Roma - Abusare dei social network può portare le giovani menti alla depressione: questo è quanto emerso da un recente studio effettuato da alcuni psicologi statunitensi che hanno tentato di stabilire una relazione tra l'utilizzo intensivo di aggregatori sociali frequentati soprattutto da teenager e le possibili conseguenze.

Lo studio è stato effettuato dalla dottoressa Joanne Davila, docente di psicologia presso la Stony Brook University di New York ed è stato suddiviso in due parti: nella prima parte la dottoressa ha intervistato 83 ragazzine di età media intorno ai 13 anni, chiedendo loro quanto tempo dedicassero nell'arco della giornata a comunicare via Internet con i loro amici riguardo ai loro primi batticuori, alle prime vicende affettive. La seconda fase è avvenuta ad un anno di distanza: in una nuova seduta la dottoressa ha valutato gli eventuali progressi, sottoponendo poi le teenager ai consueti test volti a determinare la presenza di eventuali sintomi depressivi.

Dai risultati dello studio, secondo la dottoressa Davila, sembrerebbe emergere una stretta relazione tra l'aumentare del tempo passato a discutere dei propri problemi su Internet e l'aumentare del rischio di cadere in depressione. Il tutto sarebbe amplificato poi dal massiccio diffondersi di piattaforme di social network come Facebook, senza dimenticare i blog e l'instant messaging.
"C'è così tanta tecnologia a disposizione dei teenager di oggi che viene utilizzata per comunicare all'infinito sugli stessi problemi emotivi. E tutto ciò può far crescere in loro uno stato di ansia che può portare alla depressione. Abbiamo deciso di iniziare a comprendere il processo partendo dall'inizio per poi seguirli e vedere cosa sarebbe successo" dichiara la dottoressa a capo della ricerca. "Parlare molto può essere utile solo se le persone coinvolte hanno delle spiccate capacità di problem-solving, poiché ciò le aiuta a trovare una soluzione e nel contempo rafforza i legami di amicizia". La ricerca ribadisce quanto sostenuto in uno studio analogo dalla dottoressa Amanda J. Rose della University of Missouri.

Da tutto ciò emergerebbe un nuovo tipo di comportamento, il cui nome scientifico lascia ben poco all'immaginazione: gli scienziati parlano di co-rumination. Di ruminazione collaborativa.

Vincenzo Gentile
20 Commenti alla Notizia Social network, confidarsi troppo è un rischio
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  • Beh verissimo quello che dice l'autore e il risultato della ricerca ma non lo è se si pensa al social magazine. il primo e il migliore in italia è http://www.dillinger.it/ vi consiglio di scrivere lì. ormai 400 autori sono affezionatissimi.
    non+autenticato
  • La depressione da comunicazione via internet coinvolge non solo le adolescenti ma anche gli adulti.Io ho 30 anni e per colpa della comunicazione via internet ho perso il mio ragazzo. Passavo troppe ore al computer, sono diventata nervosa, preferivo il pc a lui e adesso....mi ritrovo nella disperazione più assoluta. Ma ho imparato uso le chat solo per necessità: per comunicare con un amico che è all'estero o per mettermi in contatto con gli amici d'accordo per uscire, ma mai e poi mai racconterei la mia vita...ho già sbagliato. Internet è uno strumento di comunicazione non un confidente...
    non+autenticato
  • Certo, 84 casi studiati non sono certo sufficienti per stilare una regola sociale fondata, ma di sicuro fanno pensare: ricordo quando da piccolo non c'erano molte possibilità di confidarsi con qualcuno senza che altri sapessero, ognuno per la maggiore viveva le proprie gioie, le proprie sofferenze, insomma cresceva! Poi nei momenti dedicati alla socialità (la partita di calcio, lascuola, le serate con gli amici) imparava a mettere a frutto ciò che aveva pensato.
    Oggi con cellulari, e-mail e social network vari ogni individuo ha la possibilità di condividere, di chiedere aiuto o gioire con decine di persone in qualsiasi momento, tutte cose molto positive, ma l'altra faccia della medaglia è che si perde la voglia, o meglio la necessità, di fare un percorso di crescita personale, che permetta di rafforzare la propria mente ed affrontare in prima linea le situazioni che la vita ti impone, portando così le menti più deboli ad una sorta di depressione.
    non+autenticato
  • A parte le giuste considerazioni sulla scarsa significatività di un campione infimo, ma siamo sicuri che è il social networking in quanto tale ad essere nocivo o non sarà che essendo una nuova ulteriore attività online che si aggiunge alle altre, aumenta il tempo passato in rete a scapito di quello nel mondo esterno, aumentando quindi i rischi per le personalità già a rischio? Analoghi effetti ancora più amplificati sui singoli, seppur meno diffusi, in rapporto alla popolazione, che nel social networking sono stati osservati anche in una minoranza di giocatori di MMORPG, ma già prima si era visto che individui a rischio sviluppavano comportamenti ossessivi-compulsivi verso la posta elettronica, con continui ed eccessivi controlli della propria casella per vedere se erano arrivati nuovi messaggi.
    E non dimentichiamoci che al di fuori di internet, già al tempo della prima guerra del Golfo, diversi telespettatori svilupparono una dipendenza ossessiva dai telegiornali, e spesso anche dal televideo.
    non+autenticato
  • Un depresso passa molte ore nei social network, ovvio... si sente "comunity"
    non+autenticato
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