Gaia Bottà

Un'università per studiare il futuro

Cavalcare tecnologie e discipline che evolvono in maniera esponenziale per affrontare le sfide che attendono l'umanità: l'università di Kurzweil aprirà a giugno

Roma - Genetica e bioinformatica, networking e economia, nanotecnologie e cognitive computing: scienziati, ricercatori ed aspiranti tali troveranno spazio nella Singularity University, che promette di "preparare l'umanità al cambiamento tecnologico che accelera".

Fortemente voluta dal futurologo Ray Kurzweil e da Peter Diamandis, a capo della X Prize Foundation, supportata da NASA, Google e da altre organizzazioni, l'università aprirà agli studenti nel giugno 2009, presso il NASA Research Park della Silicon Valley.

Gli studenti verranno addestrati ad affrontare il futuro, verranno coinvolti in percorsi multidisciplinari in cui si intrecceranno le scienze più diverse per guardare alle grandi sfide che attendono l'umanità. Gli ambiti di studio sono vari, si spazia dall'etica alla legge, fino a sfiorare le neuroscienze e l'interpretazione del futuro. I corsi proposti si articolano in tre soluzioni: mini-corsi da 2 o da 3 giorni e un corso di specializzazione per laureati di 9 settimane, che si dispiegherà in tre fasi, abbracciando 10 materie nelle prime 3 settimane, concentrandosi su una singola disciplina nelle seguenti tre settimane, e riversando poi quanto appreso in un progetto concreto.
"Siamo nel bel mezzo di una fase ripida della traiettoria di crescita esponenziale dell'IT, delle nanotecnologie e dell'intelligenza artificiale - ha spiegato Kurzweil - sono queste tecnologie in accelerazione a dover affrontare le grandi sfide dell'umanità, dall'energia all'ambiente, alla lotta contro le malattie e la povertà". (G.B.)
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