Gaia Bottà
venerdì 6 febbraio 2009

DDL intercettazioni, il sonno della ragione digitale

Blog costretti alla rettifica, anche quando la rete è abbastanza matura per autoregolamentarsi. Netizen come direttori responsabili, in barba a Cassinelli. Indagini impantanate per blindare la privacy. L'intervista a Giuseppe Corasaniti

DDL intercettazioni, il sonno della ragione digitale PI: Se il DDL Cassinelli e il DDL che regola le intercettazioni dovessero entrambi diventare leggi, c'è possibilità che riescano a convivere?
GC: È una domanda difficile: così come sono stati concepiti e così come sono stati articolati, speriamo proprio di no. Ripeto: è fondamentale distinguere tra attività professionali e attività non professionali. Il cuore del problema è proprio questo, e la sentenza della Cassazione del 2008 pone anche problemi molto seri di tutela costituzionale, che peraltro già la Corte Suprema degli Stati Uniti affrontò nel ben noto caso ACLU-RENO del 1997.

PI: Crede che sia possibile bilanciare la posizione dei cittadini della rete che non operano in maniera professionale con il diritto del cittadino a non subire lesioni della propria reputazione? Suggerimenti?
GC: Incentivare in ogni modo l'autodisciplina, promuovere le mediazioni anziché i conflitti e non diffidare della rete, che dimostra alla fine nei suoi operatori e nei suoi servizi professionali molta più maturità e capacità di autoregolarsi di quanto si creda, o si lasci credere.

PI: Il DDL sulle intercettazioni precede in ordine di tempo il DDL Cassinelli. È possibile pensare che la disposizione sull'obbligo di rettifica per i "siti informatici" sia frutto di un mancato coordinamento, piuttosto che di una scarsa attenzione nutrita dal legislatore nei confronti della tecnologia? Oppure è lecito credere, come suggerisce qualcuno in rete, che il DDL sulle intercettazioni sia un'occasione per "far rientrare dalla finestra" delle regole che potrebbero spingere la rete all'autocensura con la minaccia di sanzioni, somministrate qualora non si adempisse all'obbligo di rettifica?
GC: Il legislatore esprime una società che ha qualche imbarazzo nel comprendere la tecnologia: sbagliare è umano, ma perseverare come si sta facendo in Italia è diabolico (e comunque gli errori sono equamente divisi tanto a destra quanto a sinistra, è un fatto generazionale e culturale). Confido solo nella Presidenza Obama per una svolta nel concepire e comprendere i problemi della rete: sarà una nuova era della speranza. E confido sui molti parlamentari di maggioranza e di opposizione che almeno sanno cosa è Internet, la usano e perciò non ne hanno paura. Il rischio purtroppo è evidente, e per chi si occupa dei difficili rapporti tra diritto e tecnologia ogni giorno porta la sua pena sotto forma di disegni di legge variopinti ed arroganti che vorrebbero disciplinare a tutti i costi - ed anche a costo di un deficit delle libertà civili - quello che invece può trovare una regolamentazione ampia in sede europea ed internazionale.PI: La disposizione relativa alla rettifica non è che un tassello del complesso DDL che dovrebbe regolare la disciplina delle intercettazioni. Si vorrebbe introdurre una stringente tutela della privacy: in che modo influirà sul dipanarsi delle indagini?
GC: È qui che sta il vero dramma del disegno di legge, che unifica intercettazioni, acquisizione di dati di traffico e riprese visive. Le indagini sul cyber crime saranno di fatto abolite: esse hanno senso solo se si svolgono nell'immediatezza, con buona pace della nuova legge attuativa della Convenzione di Budapest del 2001 e degli impegni internazionali che ci siamo appena assunti di "tempestiva" cooperazione. E mi limito a questo perché gli effetti saranno ben peggiori. Se il testo resta così come è, sarà anche praticamente impossibile utilizzare dati di traffico in via d'urgenza per i magistrati, come nel caso delle rapine violente o violenze sessuali commesse da ignoti cioè di persone ancora non identificate. Servirebbe il consenso della persona offesa per acquisire i tabulati e analizzarli: va bene, si fa per dire, in caso di rapina del cellulare, ma se l'interessato viene trovato cadavere? E nelle frodi, per esempio, se l'interessato non sa neppure, per le complesse tecniche utilizzate, di essere stato truffato? C'è tutto il tempo per i criminali, cyber e non, di cambiare aria con calma finchè si ottengono le doverose autorizzazioni, e più in là godere i disonesti frutti dei propri crimini. Speriamo di no, mi auguro di no. L'ansia di privacy, a volte pompata dai media, quegli stessi media tradizionali come stampa e TV che poi la violano in mille modi evidenti e in mille momenti, oltre che il (consueto) sonno della ragione digitale, sta per partorire un mostro.

a cura di Gaia Bottà
18 Commenti alla Notizia DDL intercettazioni, il sonno della ragione digitale
Ordina
  • Sembra che l'attenzione sia sulla rete piuttost che non nella realtà.

    Che senso ha bloccare i gruppi su facebook che inneggiano alla mafia, quando si può affermare che Mangano è un eroe?
    Aldo
    non+autenticato
  • Condivido pienamente e provo a trovare il senso: il discorso dominante controlla perfettamente il mainstream media e sta cercando di fare altrettanto con la rete. Ogni discorso in proposito ammantato di etica è una sovrastruttura, tanto più falsa quanto più manca un dibattito serio su cosa significa in Italia libertà d'epressione, beninteso quando non si è d'accordo con quelli che inneggiano a Mangano.
    non+autenticato
  • > Sembra che l'attenzione sia sulla rete piuttosto
    > che non nella realtà.

    Ormai la rete e` diventata il centro di tutta la cultura mondiale. Le cose accadono in rete, perche` la rete e` parte della realta`.

    E` ora di cominciare a prenderne atto.
    non+autenticato
  • com'è ora di prendere atto che se permettiamo ai poteri forti di censurare pure internet, allora siamo fritti
  • T1000? Dove sei?!? Vienimi a censurare perchè mi vien voglia di parlare di DDoS ai DNS italiani!!!A bocca aperta
    H5N1
    1610
  • La rete e' fatta in modo da essere di difficile coercizione.
    Sta' di fatto che le leggi CANAGLIA Italiane non hanno effetto altrove.
    Sta' anche di fatto che le leggi europee sono ancora incerte su argomenti cosi' importanti e questo non e' un bene.
    Quando le perfezioneranno, sempre se lo faranno con criterio, prevarranno sulle porcate all'italiana dei nostri CAPO'.
    Il problema e' che certe cose hanno tempi biblici e non possiamo permetterci di aspettare, visto quante veemenza sti "esseri" mettono per far passare tutto quello che torna loro comodo.
    Basta osservare quanto da loro fatto sino ad oggi, solo questo e' oltremodo INDECENTE, solo qui potevano passare certe porcherie.
    non+autenticato
  • Mi scuso in anticipo, ma non posso trattenermi. L'immagine della manina verde che espone la tessera DS (quella che interrompe la lettura dell'articolo) mi fa venire in mente che bisogna essere davvero dei marziani per aderire oggi ai DS.
    non+autenticato
  • Cosa aspettarci da un governo di criminali conclamati? La colpa resta però della dilagante ingoranza degli italiani.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hol
    > Cosa aspettarci da un governo di criminali
    > conclamati? La colpa resta però della dilagante
    > ingoranza degli
    > italiani.

    Giusto.
    Tutto quello che questo governo fa (e che quello prima evitava di toccare) è volto a proteggere e favorire i delinquenti.
    Funz
    9137
  • Se guardi i lavori preparatori del disegno di legge in questione, noterai che nelle proposte di legge concorrenti di settori della maggioranza e dell'opposizione vi sono le stesse fesserie in materia di "rettifica" su siti informatici.

    Unica nota di colore è l'emendamento soppressivo dell'articolo in questione (il 15) presentato da Di Pietro e Palomba.
    non+autenticato
  • Evidentemente si sono messi d'accordo per limitare una libertà di opinione che rischia di diventare "importante" e contro l'interesse dei poteri forti di entrambi gli schieramenti.
  • Tu sei un grande, ti stimo e questa legge è una porcata.
    Ma in questo caso sbagli, perché la tua proposta non tiene conto del fatto che la legge deve tutelare tutti, anche quelli che non hanno un computer e quelli che non lo sanno usare.

    Inoltre il link di trackback non ha la stessa visibilità del post originario, come non ce l'hanno i commenti.
    Esiste in realtà la possibilità di integrare i trackback direttamente all'interno dei commenti, quindi si potrebbe fare in modo che vengano integrati direttamente nel corpo del post originario, ma il risultato sarebbe un guazzabuglio inestricabile.

    Purtroppo l'unica soluzione è la rettifica standard, con una versione UPDATE del post originario che includa anche la rettifica.

    Sono stato diffamato in rete in passato e ti posso garantire che non è bello e non è nemmeno facile, come sostiene l'intervista qui sopra, farsi pubblicare delle rettifiche.
    Io sono dovuto arrivare agli avvocati per farmi dar retta.

    E mi rendo conto però che questa legge resta una porcata.
    Non invidio chi deve legiferare mantenendo l'equilibrio tra l'articolo 2 della Costituzione e il 21...
  • - Scritto da: Momento di inerzia
    > Tu sei un grande, ti stimo e questa legge è una
    > porcata.
    > Ma in questo caso sbagli, perché la tua proposta
    > non tiene conto del fatto che la legge deve
    > tutelare tutti, anche quelli che non hanno un
    > computer e quelli che non lo sanno
    > usare.
    >
    > Inoltre il link di trackback non ha la stessa
    > visibilità del post originario, come non ce
    > l'hanno i
    > commenti.
    > Esiste in realtà la possibilità di integrare i
    > trackback direttamente all'interno dei commenti,
    > quindi si potrebbe fare in modo che vengano
    > integrati direttamente nel corpo del post
    > originario, ma il risultato sarebbe un
    > guazzabuglio
    > inestricabile.
    >
    > Purtroppo l'unica soluzione è la rettifica
    > standard, con una versione UPDATE del post
    > originario che includa anche la
    > rettifica.
    >
    > Sono stato diffamato in rete in passato e ti
    > posso garantire che non è bello e non è nemmeno
    > facile, come sostiene l'intervista qui sopra,
    > farsi pubblicare delle
    > rettifiche.
    > Io sono dovuto arrivare agli avvocati per farmi
    > dar
    > retta.
    >
    > E mi rendo conto però che questa legge resta una
    > porcata.
    > Non invidio chi deve legiferare mantenendo
    > l'equilibrio tra l'articolo 2 della Costituzione
    > e il
    > 21...

    Se ne sbatto assai di questo equilibrio sinceramente.
    Sgabbio
    22607
  • Non parliamo più male della Cina, non ne abbiamo il diritto...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tez
    > Non parliamo più male della Cina, non ne abbiamo
    > il
    > diritto...

    Concordo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tez
    > Non parliamo più male della Cina, non ne abbiamo
    > il
    > diritto...

    Peccato che chi governa ha ancora la faccia tosta di definirsi anticomunista...
    non+autenticato
  • Io invece mi riservo il diritto di parlar male di Cina ed Italia.
 

La soluzione ideale per HP Software: Application Lifecycle Management

Android Programming

Android Programming

Questo approfondimento tematico è pensato per chi vuol imparare a programmare e creare software per gli smartphone con sistema operativo Google Android. La prima parte del testo [...]