Vincenzo Gentile
giovedì 5 febbraio 2009

Cina, lo smartphone esplosivo non c'entra?

I primi rilievi sulla scena del delitto scagionerebbero la batteria del dispositivo: l'uomo coinvolto nell'incidente sarebbe morto per un colpo di arma da fuoco

Roma - Sembra assumere connotati diversi la notizia riportata quest'oggi da Punto Informatico relativa all'incidente che ha causato la morte di un giovane cinese: stando ai primi pareri dei medici accorsi sul luogo, Huang Heping - questo il nome della vittima - non sarebbe morto a causa dell'esplosione della batteria del suo telefono cellulare, bensì si sarebbe tolto la vita utilizzando una rudimentale arma da fuoco.

Stando a quanto riportato dal Telegraph, la polizia locale accorsa sulla scena del crimine avrebbe sì trovato il cellulare in frantumi, ma avrebbe poi constatato che non sarebbe stata la sua batteria a generare l'esplosione. Accanto al corpo della vittima sarebbero stati trovati infatti i resti di un'arma da fuoco probabilmente fabbricata dalla vittima stessa, più una decina di ulteriori proiettili.

Attualmente l'ipotesi più accreditata è quella dell'episodio fortuito: l'arma avrebbe fatto fuoco dopo essere caduta accidentalmente. Il singolo colpo partito avrebbe quindi ammazzato Huang. Al momento, comunque, le indagini proseguono: la dinamica dell'incidente appare poco chiara, così come è da verificare la posizione in tutta la vicenda dello smartphone. Allo stesso modo, restano da chiarire le motivazioni che avrebbero portato l'uomo a portare con sé l'arma nel negozio. (V.G.)
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