Roma - Passano le settimane e, uno ad uno, i tasselli vanno al loro posto: se qualcuno aveva pensato che a Redmond avessero deciso di ridurre il numero di versioni di Windows per semplificare l'offerta, si era sbagliato. Di Seven esisteranno almeno
sei diverse varianti: non tutte però saranno a disposizione dei consumatori, alcune saranno riservate alle aziende che assemblano PC o a mercati particolari. E Microsoft
farà di tutto per chiarire quale sia la sigla giusta da scegliere tra versioni Home, Professional, Premium e Starter.
Come già anticipato subito dopo il CES da alcune indiscrezioni, Windows 7
seguirà grossomodo lo stesso approccio di Vista per differenziare la nomenclatura dell'offerta. Oltre alla
Starter edition, pensata per i mercati emergenti e limitata sia sotto il profilo dell'interfaccia che su quello del multitasking (dovrebbe essere possibile lanciare un massimo di 3 applicazioni contemporaneamente), verrà rilasciata anche una
Home Basic dotata di funzionalità di rete e file manager superiori alla precedente, di multitasking illimitato, ma priva dell'interfaccia completa del nuovo Windows.
Quest'ultima versione, comunque, non dovrebbe essere disponibile ovunque: BigM parrebbe intenzionata a metterla in commercio, anche al dettaglio, solo nei paesi in via di sviluppo - quelli dove oggi veniva commercializzata la Started edition, che invece ora dovrebbe essere distribuita ovunque. Le ragioni dell'esistenza di queste versioni dovrebbero essere ricercate, probabilmente, nella necessità di
offrire al pubblico licenze a basso costo: il loro utilizzo su macchine come i netbook, tuttavia,
parrebbe essere stato escluso dalla stessa Microsoft.
Secondo quanto
riferito da
BetaNews, infatti, a Redmond avrebbero lavorato alacremente per rendere il codice di W7 quanto più possibile scalabile. In questo modo,
tutte le versioni commercializzate dovrebbero poter girare tranquillamente su computer relativamente recenti, compresi i netbook: per questo stesso motivo Microsoft vorrebbe puntare tutto sulla versione
Home Premium, vale a dire quella fornita di interfaccia Aero Glass completa, gestione multimediale avanzata, funzionalità multitouch e modalità media-center, per spingerla all'attenzione della maggioranza del pubblico consumer.
Accanto a questa versione, farà la sua comparsa l'equivalente
Professional: quest'ultima si differenzierà unicamente per la possibilità di gestire protocolli di rete tipici dei network aziendali, nonché per l'adozione di tool avanzati per il backup (anche via rete) e la cifratura dei dati. Infine, le versioni
Ultimate ed
Enterprise includeranno ulteriori funzionalità dedicate agli utilizzi più evoluti dell'OS, ma verranno distribuite, rispettivamente, in edizione limitata o alle aziende che abbiano sottoscritto licenze a volume per il proprio parco macchine.
Infine,
non si
spengono le
polemiche sulle modifiche apportate alle procedure di
sicurezza implementate in Seven, riviste e ammorbidite rispetto a quelle di Vista. A
suscitare qualche dubbio è la nuova scoperta fatta dagli
stessi autori del caso precedente,
Rafael Rivera e Long Zheng: alcuni programmi, secondo quanto da loro ricostruito, sarebbero in grado di acquisire privilegi da amministratore senza che l'utente sia informato o abbia il controllo di questo processo.
L'unico modo per evitarlo sarebbe quello di spostare da "default" a "high" le preferenze del modulo
UAC (User Account Control), in modo da ottenere il controllo manuale e diretto di tutte queste procedure. Da parte sua, Microsoft
ha ribadito la correttezza dell'approccio seguito con W7, alla luce delle modalità di utilizzo del sistema operativo nel mondo reale.
Luca Annunziata