Gaia Bottà
lunedì 9 febbraio 2009

Danimarca, ISP e pirati al contrattacco

Filtri DNS isolano la Baia. Se i provider non riusciranno a dimostrare ai magistrati che sono i tassisti della connettività, interverrà The Pirate Bay. Denunciando IFPI, accusandola di tutelare i propri interessi in maniera disonesta

Roma - Se non saranno i provider danesi a dimostrare che il blocco di The Pirate Bay non è legale, sarà The Pirate Bay a confrontarsi con i giudici e a scodellare una denuncia rivolta a IFPI. Per concorrenza sleale.

Non sono trascorse che una manciata di settimane dal momento in cui Tele2 ha capitolato. Pressato dall'industria dei contenuti, che accusava il provider di corresponsabilità nella violazione dei diritti d'autore, l'ISP per due volte è stato invitato a far calare filtri DNS che dirottassero il traffico dei cittadini della rete danesi verso altri lidi. Il provider ha smesso di lottare, ha smesso di dimostrare ai giudici che i sequestri di traffico, inefficaci, non hanno altro risultato se non quello di alimentare curiosità e visite alla Baia.

Ma come Tele2 ha ceduto al volere dei tribunali, ci sono ISP danesi che hanno imposto il filtro in maniera preventiva: lo ha fatto l'incumbent TDC, a cui si rivolge la maggior parte dei netizen del paese, lo ha fatto per prevenire l'abuso del file sharing da parte dei suoi utenti e per evitare scontri con l'industria dei contenuti.Ora, l'ordinanza del tribunale rivolta a tutti i provider che operano in Danimarca: nessuno potrà essere esonerato dall'imposizione di filtri DNS che complichino per gli utenti della Baia l'accesso al motore di ricerca per torrent. Sul capo dei provider pendono sanzioni che sembrano scoraggiare la disobbedienza. Ma gli ISP hanno promesso di rivolgersi al tribunale per dimostrare che non possono agire sul libero arbitrio dei propri abbonati. I provider, ha spiegato Jens Ottosen di Telia in rappresentanza degli altri ISP, non possono farsi arbitri della legalità: "Il nostro compito è quello di rendere accessibile l'informazione: quando le persone prendono un taxi e comunicano la destinazione, l'autista non mette in questione la legittimità dell'indirizzo". Due sono gli argomenti sfoderati dai provider: l'inefficacia dei filtri e l'impossibilità di vietare l'accesso a un sito che non sia di per sé illegale. "Accedere a The Pirate Bay non è di per sé una violazione del copyright - ha chiarito Ottosen - noi offriamo l'accesso ai nostri abbonati e spetta a loro decidere se agire in maniera illegale".

Queste le argomentazioni che i provider tenteranno di spiegare alla Corte Suprema, appellandosi alla decisione del giudice che ha imposto loro il filtraggio. Queste le motivazioni con cui, in Australia, il provider iiNet si sta difendendo dagli affondi dell'industria dei contenuti: "È come denunciare un fornitore di energia elettrica - hanno spiegato al giudice da iiNet - per quello che le persone fanno con la corrente".

Da tempo i provider danesi combattono contro coloro che vorrebbero attribuirgli un ruolo diverso da quello del mero intermediario: se non dovessero riuscire nel loro intento interverrà The Pirate Bay. BrokeP, al secolo Peter Sunde, ha promesso di scagliarsi contro IFPI. Non chiederà risarcimenti, come avvenuto lo scorso anno: The Pirate Bay minaccia di denunciare IFPI per aver turbato la competizione sul mercato danese dei contenuti. IFPI ha esercitato pressioni sui provider e si è rivolta alle autorità affinché la Baia non fosse più immediatamente raggiungibile: "Avevano un monopolio sulla distribuzione dei contenuti ma noi abbiamo infranto quel monopolio - aggredisce Sunde - e in cambio denunciano le persone che rendono possibile l'accesso al nostro sistema distributivo". IFPI, inoltre, secondo l'amministratore della Baia si sarebbe limitata ad agire animata da spirito vendicativo: in Danimarca il resto dei tracker torrent continua ad essere accessibile.

Ma la battaglia condotta da The Pirate Bay si combatte anche sul fronte svedese. Nei prossimi giorni gli admin verranno chiamati al cospetto della corte distrettuale di Stoccolma, e vogliono che tutti i cittadini della rete assistano a quello che si prospetta un epico scontro. The Pirate Bay chiede che tutti possano accedere al webcast della seduta: "Vogliamo mostrare come funziona - chiede BrokeP - mettiamo le carte in tavola, che tutto sia trasparente". Sull'altra sponda dell'oceano sono numerosissimi, fra netizen e operatori dell'informazione, a chiedere che RIAA giochi a carte scoperte in tribunale contro il giovane Joel Tenenbaum, a chiedere che i cittadini della rete possano assistere alla partita in cui si deciderà della costituzionalità delle strategie con cui l'industria dei contenuti tutela i propri diritti.

Gaia Bottà
32 Commenti alla Notizia Danimarca, ISP e pirati al contrattacco
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  • - Scritto da: Synt
    > - Scritto da: jobb
    > > a morte the pirate bay e tutti quei fannulloni
    > > mangiapane a tradimento del lavoro
    > altrui...ossia
    > > di quelli che programmano e passano 15 ore al
    > > giorno al pc invece che non fare un piffero e
    > > campare alle spalle degli altri...stavolta e' la
    >
    > Potrei anche usare vocaboli estremamente
    > offensivi per commentare il tuo messaggio. Ma non
    > lo farò, semplicemente perchè non mi abbasserò
    > mai al livello delle major e delle persone che le
    > appoggiano. Ok, io faccio principalmente
    > freeware, per me è un divertimento programmare,
    > anche se mi piacerebbe che mi desse da mangiare.
    > I miei programmi si spingono oltre, perchè è
    > questo il mio concetto. Mi sarebbe piaciuto fare
    > anche dello shareware, ma se il prezzo da pagare
    > è quello di stare sotto una pancia unta grassa e
    > fetente che scoreggia tutto il giorno, allora no,
    > grazie.
    > NO. NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO.
    > Capisci?
    > Grazie a te mi sto convincendo sempre di piu che
    > fare freeware e magari open source è l'unico modo
    > per combattere mentalità ottuse come la tua...
    > senza
    > offesa.
    >
    > Viva il freeware puro, e viva anche l'open source
    > che permette di fare
    > freeware.
    >
    > Ciao a tutti Innamorato

    Hai tutta la mia stima e il mio appoggio per questo, se magari mi indichi anche quali software hai fatto potrei magari essere interessato ad usarli.Sorride
  • Luco, non posso farlo qui, ma mi avranno preso l'IP, ommioddio... ho paura, ho paura!A bocca aperta Il giorno che lo faranno, pubblicherò tutto il contenuto dei miei hard disk su internet, sorgenti compresi.
    E che buon pro, vi faccia Indiavolato
    non+autenticato
  • nell'articolo si dice che tele2 sta reindirizzando il traffico fatto verso la baia, vorrei sapere:
    1) ma è tele2 italiana (mio provider)?
    2) se si come mai io al sito accedo ma qualsiasi torrent legale cerco di scaricare anche se con tanti peer o seed rimane a zero?
    3) se il contenuto è realmente oscurato cosa devo cambiare in utorrent x bypassare filtro, in explorer cambio i dns ma su utorrent?
    grazie
    non+autenticato
  • La tele2 citata nell'articolo non è quella italiana.
    Tele2 italiana però adotta i filtri anti p2p, ed è per questo che non riesci a scaricare; che io sappia l'unica soluzione è cambiare provider. Telecom Italia ad esempio non usa i filtri...
    non+autenticato
  • - Scritto da: antonio
    > nell'articolo si dice che tele2 sta
    > reindirizzando il traffico fatto verso la baia,
    > vorrei
    > sapere:
    > 1) ma è tele2 italiana (mio provider)?
    > 2) se si come mai io al sito accedo ma qualsiasi
    > torrent legale cerco di scaricare anche se con
    > tanti peer o seed rimane a
    > zero?
    > 3) se il contenuto è realmente oscurato cosa devo
    > cambiare in utorrent x bypassare filtro, in
    > explorer cambio i dns ma su
    > utorrent?
    > grazie

    Tele 2 in italia in maniera ufficiale non esiste più, la divisione italiana è di proprietà della Vodafone.
    UTorrent se non erro ha un sistema di offuscamento che dovrebbe aggirare il controllo dei pacchetti.
    Sgabbio
    22633
  • tele 2 in italia filtra tutto. Io sto mandando la lettera di disdetta.
    non+autenticato
  • Eppure le patch d'aggiornamento della Blizzard si scaricano regolarmente dal relativo Uploader anche su Tele2 Italia, ed usano BitTorrent come protocollo di trasmissione dei dati.

    Il problema con i filtri era tutto là: molte aziende usano BitTorrent per la distribuzione di patch ed aggiornamenti molto corposi, perché questo protocollo permette di rendere più rapido il download: i filtri inficiavano funzioni regolari di programmi legalmente posseduti dall'utenza. Pare che i filtri al protocollo siano stati rimossi. E' probabile che siano stati alzati dei filtri mirati alle sorgenti dei dati: è ovvio che un tracker in una blacklist venga filtrato.

    Un esempio? http://beta.legaltorrents.com/
  • - Scritto da: ultrastudio
    > E' probabile che siano stati
    > alzati dei filtri mirati alle sorgenti dei dati:
    > è ovvio che un tracker in una blacklist venga
    > filtrato.

    In questo caso è senz'altro possibile usare Azureus o uTorrent configurati in modo da usare TOR (o altro sistema simile) per quanto riguarda la connessione al tracker (non quelle tra i peer).
    Funzionava egregiamente quando era stato bloccato TPB per tutti gli italiani quindi penso che nel caso di Tele2 possa funzionare.
    Naturalmente solo limitato alle connessioni al tracker per non rallentare il resto (e non intasare la rete TOR)
  • ...potrebbero esserci buone possibilità che forse il loro operato non sia tutto veramente legale come sostengono!!
    Quindi il fatto dei processi privati e non pubblici potrebbe dare problemi in questo senso.
    Se si scopre che non operano legalmente, per IFPI, RIAA e company è la fine. Oltre che poi rimettere in discussione chissà quanti casi di accuse contro gli utenti.
    non+autenticato
  • Grande Joel Tenenbaum, grande! Io non avrei tutto il coraggio che ha lui di esporsi così.
    Vai vai, dimostra a quei maledetti che non ci fermeranno mai, che sono destinati a fallire tutti quanti! Siamo tutti con te!
    non+autenticato
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