Roma -
Conficker, il worm della
tempesta perfetta che ha conosciuto
una diffusione senza precedenti a causa (almeno inizialmente) della nota vulnerabilità del servizio
Windows Server descritta nel bollettino
MS08-067, è diventato l'obiettivo dichiarato di una peculiare alleanza tra
OpenDNS e
Kaspersky, seriamente intenzionati a "tagliare i viveri" al worm
bloccando la diffusione e augurabilmente gli effetti ultimi (tutt'ora ignoti) dell'epidemia informatica.
Alla base dell'alleanza c'è la funzionalità
Botnet Protection, che OpenDNS intende offrire agli amministratori di sistema come remota (in tutti i sensi) difesa contro la diffusione di Conficker: evento inevitabile una volta che il worm fosse riuscito a infettare anche una sola macchina all'interno di una LAN aziendale.
Kaspersky fornirà a OpenDNS le sue conoscenze sull'algoritmo di generazione casuale dei nomi di dominio codificato nel malware, caratteristica grazie alla quale i malware writer possono scegliere ogni giorno un dominio, registrarlo e posizionarvi l'infrastruttura software che servirà da interfaccia tra il codice aggiornato (o gli eventuali ordini) in remoto e il vermicello ben nascosto sulla macchina zombificata in locale.
Se la protezione da botnet di OpenDNS si allerta e individua la presenza di Conficker, la summenzionata comunicazione tra client e sever viene bloccata, lo scambio di dati all'interno della botnet tagliato e l'admin della LAN protetta contattato sul tentativo di
outbreak in corso sul suo network.
Passando poi a Kaspersky, oltre che a occuparsi di sicurezza informatica la società russa con sede a Mosca deve anche difendersi dalle polemiche scaturite dal
recente incidente ai suoi server USA, dove un hacker è riuscito a sfruttare una falla per mettere a rischio la sicurezza delle informazioni di migliaia di utenti.
Nel chiarire i retroscena dell'incidente, Kaspersky
sostiene che l'hacker ha lasciato ben poco tempo (1 ora) per la replica dopo aver avvertito la società dell'esistenza della falla,
una falla le cui conseguenze sull'immagine di una società impegnata nella sicurezza potrebbero essere pesanti. Tra l'altro Unu, l'hacker che ha preso di mira il dominio usa.kaspersky.com, gongola dicendo di essere riuscito a penetrare anche nei server di
BitDefender, altra nota azienda che produce software antivirale.
Alfonso Maruccia