Gaia Bottà

Facebook, una pace da 65 milioni di dollari

Questo è quanto versato da Facebook a ConnectU per risolvere il contenzioso che li ha visti opposti in materia di proprietà intellettuale

Roma - Ad esserselo lasciato sfuggire è lo studio legale che ha supportato i fratelli Winklevoss nella causa intentata contro Facebook, accusata di aver clonato il loro ConnectU: il caso è stato archiviato con una compensazione di 65 milioni di dollari.

La causa si trascinava da tempo: i fratelli Winklevoss e il loro compagno di corsi Divya Narendra avevano fondato ConnectU durante la loro carriera universitaria. Mark Zuckerberg, il CEO di Facebook, a quel tempo non era che un programmatore assoldato dai tre compagni. Èstato accusato di aver trafugato il codice e le idee su cui si edificava ConnectU. Non si conoscevano finora i dettagli dell'esito dell'accordo extragiudiziale che ha sanato il contenzioso: mantenere il riserbo, per lo studio legale che rappresentava i fondatori di ConnectU, significava rinunciare a visibilità e autorevolezza. È così che la cifra strappata a Facebook è trapelata in una newsletter.

Sono in molti coloro che si soffermano a soppesare i 65 milioni di dollari e a valutare l'impatto dell'accordo sulle casse di Facebook: è probabile che la liquidazione a favore dei fondatori di ConnectU sia avvenuta in denaro e in quote della società, ma non è dato sapere quali siano le proporzioni.
Facebook e ConnectU non si sono dimostrate disponibili a fornire alcun indizio. Nonostante il netto ridimensionamento del suo valore azionario, 65 milioni di dollari sembrano essere poca cosa per Facebook: quanto basta per sgomberare il campo dagli ostacoli alla propria ascesa. (G.B.)
32 Commenti alla Notizia Facebook, una pace da 65 milioni di dollari
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  • Se una cosa non serve a qualche "bisogno primario" è una cosa che NON server e se ne può fare a meno.

    Ma magari mi sbaglio vero?
    Mi potete elencare qualcuno dei "bisogni primari" a cui serve FB?
    Grazie.

    Questo è uno:
    - http://www.altraconsapevolezza.it/?p=65
    ma non è un nostro B.P.

    Ciao.
    non+autenticato
  • > Ma magari mi sbaglio vero?
    > Mi potete elencare qualcuno dei "bisogni primari"
    > a cui serve
    > FB?
    > Grazie.
    >

    Il bisogno irresistibile e atavico di farsi i ca**i degli altri...A bocca aperta
    non+autenticato
  • C'e' sempre la discussione usarlo / non usarlo.

    Ecco qualche punto interessante di discussione:

    http://www.guardian.co.uk/technology/2008/jan/14/f...

    http://lists.autistici.org/thread/20090207.225820....


    Personalmente lo trovo un bellissimo sistema di PROFILAZIONE che, con tanto di foto, invia a una azienda tutte le persone che conosciamo.

    E' bello scambiare foto con i propri amici e metterle online ma magari sarebbe il caso di farlo su uno spazio proprio invece che accettando le condizioni di licenza d'uso di una azienda.

    I miei piccolissimi 2 cent.
    non+autenticato
  • Non sai proprio come spendere le 8 ore di lavoro eh?
    Meno facebook e piu vita reale...sono tutti belli e simpatici sul web...e ovviamente coraggiosi...
    non+autenticato
  • Ma hai capito quello che ha scritto Graziano ....??

    sai cos'è un sistema di Profilazione ???
    non+autenticato
  • Semplice, chiunque faccia indagini di mercato considera un socialnetwork come facebook una miniera a costo quasi 0 (zero). Il traffico generato da chi sfoglia i milioni di pagine generate dagli utenti è enorme. I vantaggi sono che non hai più bisogno d fare interviste telefoniche, stradali, sondaggi sui treni o nei locali (anche i supermarket fanno sondaggi!)per sapere cosa vendere o come migliorare un servizio, basta "sbirciare" sui vari socialnetwork.
    Immaginate quando tutto sarà automatizzato via software, le nostre preferenze, critiche, debolezze etcetc (chi più ne ha più ne metta!) saranno tutte organizzate e messe in ordine pronte per esser vendute a terzi...una vera miniera d'oro.
    non+autenticato
  • nella rivista l'Espresso di qualche mese fa (scusate se non do coordinate precise, ma non ricordo neanche che mese fosse) c'era un'articolo che parlava del boom dei social network... e il succo del discorso, secondo l'autore dell'articolo, era che questi siti internet non guadagnano una "cippa-lippa" in termini monetari, in particolare facebook, chiudendo tra l'altro il tutto affermando che sono solo una moda passeggera.
    Io personalmente non sono iscritto a nessuno di questi siti e per quel che mi riguarda potrebbero morire tutti (mi chiedo che senso abbia stare passare delle ore con 250 amici online quando me ne bastano 2 di reali al bar) ma la domanda che mi sorge spontanea è: ma da dove li fanno tutti questi soldi?
    grazie
    non+autenticato
  • - Scritto da: the architect
    > nella rivista l'Espresso di qualche mese fa
    > (scusate se non do coordinate precise, ma non
    > ricordo neanche che mese fosse) c'era un'articolo
    > che parlava del boom dei social network... e il
    > succo del discorso, secondo l'autore
    > dell'articolo, era che questi siti internet non
    > guadagnano una "cippa-lippa" in termini monetari,
    > in particolare facebook, chiudendo tra l'altro il
    > tutto affermando che sono solo una moda
    > passeggera.
    > Io personalmente non sono iscritto a nessuno di
    > questi siti e per quel che mi riguarda potrebbero
    > morire tutti (mi chiedo che senso abbia stare
    > passare delle ore con 250 amici online quando me
    > ne bastano 2 di reali al bar) ma la domanda che
    > mi sorge spontanea è: ma da dove li fanno tutti
    > questi
    > soldi?
    > grazie
    non+autenticato
  • - Scritto da: the architect
    ma la domanda che
    > mi sorge spontanea è: ma da dove li fanno tutti
    > questi
    > soldi?
    > grazie
    Molto molto semplice. Pubblicità.
    Ti sei mai fatto la stessa domanda per la tv? Come guadagnerebbero?
    Più visitatori ci sono più puoi vendere pubblicità e quindi più entrate.
    non+autenticato
  • La pubblicità è piccola cosa rispetto ai soldoni che si fanno con il profiling dei gusti della popolazione. Tutti quei giochetti tipo "scegli la tua band preferita", "scopri se hai gli stessi gusti dei tuoi amici", "scopri se vesti come i tuoi amici", "dimmi la meta preferita dei tuoi viaggi", etc... producono risultati che ad ottenerli con le tradizionali statistiche si spenderebbero milioni di euro. non crederete mica che Facebook quei risultati appetitosi li regali alle case discografiche, editoriali, di moda, culinarie, etc....? Sorride

    Se voglio sapere, che so, nel nord della Francia in che cosa mi converrebbe investire( in che musica, in che abito, in che locale, etc...) chi più informato di Facebook? Certo, tutto ha un prezzo, ed è da lì che Facebook si fa i milioni!
    non+autenticato
  • appunto ! pubblicità mirata, ma sempre pubblicità è !
    non+autenticato
  • - Scritto da: the architect
    > nella rivista l'Espresso di qualche mese fa
    > (scusate se non do coordinate precise, ma non
    > ricordo neanche che mese fosse) c'era un'articolo
    > che parlava del boom dei social network... e il
    > succo del discorso, secondo l'autore
    > dell'articolo, era che questi siti internet non
    > guadagnano una "cippa-lippa" in termini monetari,
    > in particolare facebook, chiudendo tra l'altro il
    > tutto affermando che sono solo una moda
    > passeggera.
    > Io personalmente non sono iscritto a nessuno di
    > questi siti e per quel che mi riguarda potrebbero
    > morire tutti (mi chiedo che senso abbia stare
    > passare delle ore con 250 amici online quando me
    > ne bastano 2 di reali al bar) ma la domanda che
    > mi sorge spontanea è: ma da dove li fanno tutti
    > questi
    > soldi?
    > grazie

    La Greylock Venture Capital ha infatti investito sul social network la somma di 27,5 milioni di dollari. Fra i dirigenti della Greylock figura Howard Cox, anche lui ex capo della NVCA che è anche fra i dirigenti della In-Q-Tel, che credeteci o no è la società no-profit di Venture Capital della CIA!!!
    C'è scritto chiaramente sul loro sito (Clic su MISSION->Our AIM):
    "In-Q-Tel identifies and partners with companies developing cutting-edge technologies to help deliver these solutions to the Central Intelligence Agency and the broader U.S. Intelligence Community (IC) to further their missions."
    Se l'Espresso addormenta i gonzi, questi gonzi possono sempre svegliarsi e informarsi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: the architect

    > Io personalmente non sono iscritto a nessuno di
    > questi siti e per quel che mi riguarda potrebbero
    > morire tutti (mi chiedo che senso abbia stare
    > passare delle ore con 250 amici online quando me
    > ne bastano 2 di reali al bar) ma la domanda che
    > mi sorge spontanea è: ma da dove li fanno tutti
    > questi
    > soldi?
    > grazie

    seguendo il tuo ragionamento:
    che senso ha chiamare col cellulare o col telefono quando puoi andare a bussare alla porta di casa dei tuoi amici? Che senso ha andare a un bar se ci si può accendere un falò e cuocersi il mammut appena cacciato? Sarà che forse ci stiamo socialmente evolvendo?

    Probabilmente chi vive in un paesino di campagna di 300 abitanti gli basta andare al bar per vedere i suoi 2 amici. Fortunatamente strumenti come Facebook sono stati creati per chi ha gli orizzonti un po' più ampi del suo bar di paese (o di quartiere): chi vive all'estero, chi ha amici in altri Paesi, o città, etc.
    non+autenticato
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