Gaia Bottà

Processo a Google, ritirata la denuncia

I genitori del ragazzo vittima di abusi filmati e postati rinunciano ad accusare Mountain View: la visibilità del caso non aiuta il giovane. Il tribunale ha accolto invece le parti civili

Roma - La denuncia è stata ritirata: la famiglia del ragazzo down, che aveva querelato i responsabili di Google per corresponsabilità nella diffamazione e nella violazione della privacy per non essere intervenuta sui contenuti postati dagli utenti, ha ritenuto che non fosse più opportuno proseguire.

"Il ragazzo e la sua famiglia - ha chiarito il legale dell'accusa Michela Malerba - hanno deciso di non costituirsi parte civile nel procedimento penale pendente avanti il Tribunale di Milano nei confronti dei responsabili di Google Italia (sic) perché ciò non corrisponderebbe ad una sua effettiva tutela". Il giovane, bersaglio di angherie filmate e postate sulla piattaforma della Grande G, sarebbe altresì bersaglio dell'attenzione dei media, che non fanno che rilanciare e amplificare la risonanza del caso avvenuto oltre due anni fa.

L'avvocato non ha accennato al ruolo di intermediario di Google: si è limitato a fare riferimento al fatto che i responsabili dell'azienda avrebbero "espresso solidarietà per quanto accaduto" e avrebbero dimostrato "attenzione e sensibilità verso le problematiche delle persone diversamente abili e del grave fenomeno del bullismo". C'è chi parla di un accordo tra Google e la famiglia del ragazzo sancito da un risarcimento in denaro, l'avvocato accenna al fatto che Google avrebbe "messo in cantiere una serie di iniziative a favore del ragazzo che verranno realizzate nei prossimi mesi".
Se la famiglia ha ritirato la denuncia, l'associazione Vividown non desiste: il tribunale ha accolto la costituzione di parte civile sia per quanto riguarda l'accusa di diffamazione, sia per quanto riguarda l'accusa di violazione della privacy. Anche la costituzione in parte civile del Comune di Milano è stata accolta per il capo di imputazione della diffamazione. La prossima udienza è fissata per il 17 marzo. (G.B.)
17 Commenti alla Notizia Processo a Google, ritirata la denuncia
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  • Direi che è tempo di far arrivare i Stella Awards anche in Italia:
    http://www.stellaawards.com/
    non+autenticato
  • All'Italia occorre una (dura) lezione da parte dei fornitori di tecnologia.
    Finivano in prigione, G. oscurava tutti i propri servizi all'italia, gmail compresa e l'Italia si sarebbe ritrovata in un medioevo informatico mezzo disconnesso.
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > All'Italia occorre una (dura) lezione da parte
    > dei fornitori di
    > tecnologia.
    > Finivano in prigione, G. oscurava tutti i propri
    > servizi all'italia, gmail compresa e l'Italia si
    > sarebbe ritrovata in un medioevo informatico
    > mezzo
    > disconnesso.

    Appoggio quanto proposto.
    Togliamo anche msn, yahoo, aol i pc nell'apparato burocratico e torniamo alla carta scritta a mano..
    :(
    Il brutto è che siamo sulla strada buona
    non+autenticato
  • Bene, vedo che la famiglia ha scelto un atteggiamento responsabile, sconfessando di fatto l'associazione, che invece sfrutta il tutto per farsi pubblicità gratis. Questo è un processo importante, perché contribuirà a scrivere le prossime regole per casi analoghi ed è destinato ad impattare con forza sulla legislazione sulla Rete. Perciò è disgustoso vedere questi avvoltoi costituirsi parti civili solo per demonizzare il web e sfruttare la risonanza mediatica del caso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sergio
    > Bene, vedo che la famiglia ha scelto un
    > atteggiamento responsabile,
    Ehmm, se rileggi quanto detto dall'avvocato si capisce che l'atteggiamento responsabile non e' disinteressato..
    non+autenticato
  • Il comportamento tenuto da quei ragazzi, comunque, è la manifestazione di una delle più infime meschinità esistenti al mondo, e mi auguro davvero che siano stati puniti. Non solo, con loro tutti quanti si approfittano quotidianamente di chi è più debole, vedendo in chi è disabile soltanto delle vittime da deridere, e non, invece, dei piccoli gioielli pieni di infinite splendide cose da donare a chi si prende la briga di conoscerli.
    non+autenticato
  • tutto bellissimo, ma, devi convenire, ha poco a che fare con la "colpa di youtube/google e di internet".
    Il bullo, che uploadi o meno, sempre strunzo rimane. Al limite citerei in tribunale i canali TV [*], per istigazione e corresponsabilita nell accrescimento dell'ego dei balordi, avendo enfatizzato sino alla morte vicende come queste.

    [*] in realta' deploro queste tecniche patetiche e ingolfatrici della macchina giudiziaria... ma visto che le cose fungono cosi....
    non+autenticato
  • Mi pare che la vicenda (che D'Alia ha pure citato a campione per le nuove leggi censura) abbia in se tutto quello che è l'iter.
    Google/Youtube avrà anche pagato la famiglia del povero ragazzo (spero) ma è anche vero che senza la pubblicazione del video nessuno si sarebbe reso conto di quello che è avvenuto.
    Google, Youtube e la rete possono essere grandi strumenti di denuncia, immensi arieti in grado di devastare muri di omertà e vicende di ogni genere.
    Sarà la nuova verità del futuro, la rete. Censure permettendo, che in itaGlia sono alla porta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Loiar

    > Sarà la nuova verità del futuro, la rete. Censure
    > permettendo, che in itaGlia sono alla
    > porta.

    gli italiani hanno i governanti che si meritano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Loiar
    > Mi pare che la vicenda (che D'Alia ha pure citato
    > a campione per le nuove leggi censura) abbia in
    > se tutto quello che è
    > l'iter.
    > Google/Youtube avrà anche pagato la famiglia del
    > povero ragazzo (spero) ma è anche vero che senza
    > la pubblicazione del video nessuno si sarebbe
    > reso conto di quello che è
    > avvenuto.
    > Google, Youtube e la rete possono essere grandi
    > strumenti di denuncia, immensi arieti in grado di
    > devastare muri di omertà e vicende di ogni
    > genere.
    > Sarà la nuova verità del futuro, la rete. Censure
    > permettendo, che in itaGlia sono alla
    > porta.

    Mi sembra una lettura corretta e realistica della vicenda. Se i "media" la facessero propria, i mentecatti che abusano del mezzo mediatico, potrebbero convincersi che internet è un'arma a doppio taglio. In questo caso in senso positivo. Effettivamente gli autori delle angherie si sono "autodenunciati" inserendo il video su internet !!!
    Alla faccia di quelli che vorrebbero mettere il bavaglio alla Rete.
    non+autenticato
  • ma perchè mai Youtube avrebbe dovuto PAGARE la vittima ? è stata lei a girare il filmato vergognoso ? è stata lei a pubblicarlo ?
    l'UNICA responsabilità oggettiva è delle persone che hanno fatto e girato e pubblicato il filmato. punto.
    Quanto notificata YT ha rimosso il contenuto. Ha fatto tutto quanto poteva e doveva. Il resto non la riguarda.
    non+autenticato
  • A che fare.
    Prendiamo atto che IL TUO TUBO pubblica senza filtri (menomale) ma questo può urtare la sensibilità altrui. Si cade nel tranello dei titoli dei video postati. Non moderare porta in se una vaga colpevolezza. Dico moderare, censurare è sbagliato ma moderare lo trovo corretto. Poi ci sarà l'etreno dibattito del: "chi controlla il controllore". Trovo abberrante moltissimo materiale pubblicato su YOUTUBE esempio: morti in incidenti, vittime di pestaggi, uso demagogico di immagini. Il tutto ovviamente e postato sotto finti titoli. Tu dirai:" lo vedi non ti piace, spegni!". Sono in accordo sullo spegnere ma non in accordo sulla "filosofia". Di fondo Google può permettersi di ripagare una famiglia umiliata anche perchè ne è parte in causa. Niente Google niente umiliazione ma...anche niente condanne a quei maledetti infami che hanno fatto e postao il video. Google è un editore e come tale dovrebbe valutare. Non valuta (e gli fa gioco) ma le scuse sono d'obbligo, negli USA è di rito chiedere scusa a suon di cause milionarie. Esempio: Donna esce da noto Fast-food con il caffè in mano, se lo appoggia tra le gambe in macchina, le cde si scotta e paga il Fast Food, incredibile ma è successo; perchè? Perchè il Fast-Food non deve vendere bevande oltre una certa temperatura. MA il costruttore dei macchinari? Il problema è la temperatura...anche un video può avere una temperatura 'alta' quindi....
    Mediatiamo gente meditiamo.
    La libertà è di tutti ma se è troppo libera toglie il fiato a qualcuno e questo non è giusto, un sano senso civico magari...
    Ciao a tutti
    non+autenticato
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