Alfonso Maruccia

Scaricateci, siamo disposti a pagare

C'è una band indipendente che propone la propria opera in Rete. Niente di nuovo in questo: ma per incoraggiare il download, offre soldi ai navigatori. Da tenere, o da offrire in beneficenza

Roma - Gli sforzi dell'industria dei contenuti non sono tutti volti alla repressione del fenomeno del file-sharing: c'è anche chi gli utenti dediti alla "pirateria" pensa a conquistarseli, magari ricorrendo a misure non proprio ortodosse come il ribaltamento dei ruoli tra chi paga per scaricare con chi paga per far scaricare qualcosa.

La banda indipendente Officer Roseland, per esempio, arriva da Philadelphia con furore col suo carico di ironia nei confronti di RIAA, Big Four e compagnia, utilizzandole come argomento principale dell'ultimo album Stimulus Package. Il download dell'album è disponibile al sito MyStimulusPackage.org ed è a pagamento, nel senso che la band paga un dollaro a ogni utente che decidesse di installarselo sul PC, ascoltarlo, canticchiarlo sotto la doccia, condividerlo sul P2P e passarlo ad amici, vicini di casa e perfetti sconosciuti.

Sul sito è possibile scegliere l'opzione "Give", con cui il dollaro di cui sopra verrà donato alla Mr. Holland's Opus Foundation, o l'opzione "Take" che prevede il versamento della minuscola somma di denaro su un account PayPal valido. Rimane pacifico il fatto che in entrambi i casi il download di Stimulus Package è gratuito.
L'iniziativa della band americana, che ha verosimilmente l'obiettivo di tastare il polso ai fan e alla risposta di Internet allo "stimolo" del dollaro dato in regalo, si inserisce nello stesso filone degli esperimenti dei Radiohead e dei Nine Inch Nails alla ricerca di nuovi orizzonti promozionali e di contatto diretto con il pubblico musicale.

Le critiche però, nel caso degli Officer Roseland non mancano, e c'è chi accusa il gruppo di aver svenduto la propria musica e la musica indipendente in generale. Alle critiche la band ha risposto che i due obiettivi principali della campagna di marketing sono il desiderio di aiutare una causa benefica e il tentativo di conquistare nuovi ascoltatori con un album che, visto il periodo, non potrebbe essere più appropriato.

Sia come sia, la tendenza a utilizzare gli strumenti di rete in una prospettiva differente avanza per ogni dove in seno all'industria multimediale. In Australia, ad esempio, dove la stazione TV Nine Network mette in condivisione su BitTorrent versioni in alta qualità dello show Underbelly 2 incitando gli appassionati a non perdersi un solo episodio, a far circolare il più possibile lo show e a rimanere coinvolti con la visione televisiva.

Alfonso Maruccia
17 Commenti alla Notizia Scaricateci, siamo disposti a pagare
Ordina
  • ho scaricato le loro orrende canzoni e ho rikiesto il dollaro su paypal...ma non mi è arrivato nulla. che idioti.
    non+autenticato
  • Dopo che paghi migliaia di euro per fare un mix decente in uno studio umano con infine un costoso master sul mix che possa far suonare il disco bene, alto, standard, non troppo "adinamico" non solo devi prenderla in quel posto dalla "mafietta" che domina ogni cosa in questo settore che di certo non si democratizzerà grazie a "Internet", devi PURE pagare perchè ti ascoltino...

    La prossima volta offro anche mia madre, così magari come dice qualche ritardato, "mi vendo meno e ho più voglia di farmi sentire"...

    Questo sistema è quello che ha portato alla creazione delle veline, le letterine etc quello che la "democratizzazione" dei ruoli vuole in fondo a suffragio se non universale, sicuramente amplissimo. Mamma mia la mancanza di logica che danni che produce... Cos'è troppa wikipedia?
    non+autenticato
  • Oddio, le veline non producono cultura...
    L'iniziativa e' anomala vediamo cosa succedera'.

    Io personalmente preferirei procurarmi la loro musica gratis, non mi piace esser pagato. Magari ci daro' un'occhiatina, ma credo che il dollaro lo lasciero' all'associazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andy
    > Dopo che paghi migliaia di euro per fare un mix
    > decente in uno studio umano con infine un costoso
    > master sul mix che possa far suonare il disco
    > bene, alto, standard, non troppo "adinamico" non
    > solo devi prenderla in quel posto dalla
    > "mafietta" che domina ogni cosa in questo settore
    > che di certo non si democratizzerà grazie a
    > "Internet", devi PURE pagare perchè ti
    > ascoltino...

    E a noi che non siamo nel "commercio", che ce frega?

    > La prossima volta offro anche mia madre, così
    > magari come dice qualche ritardato, "mi vendo
    > meno e ho più voglia di farmi
    > sentire"...

    Fai pure, ma a noi non ci interessa.
    Basta solo che il CD non costi 20 euro per 13 canzoni, di cui una bella e le altre buttate li, giusto per fare volume.

    > Questo sistema è quello che ha portato alla
    > creazione delle veline, le letterine etc quello
    > che la "democratizzazione" dei ruoli vuole in
    > fondo a suffragio se non universale, sicuramente

    Ma che stai addì?

    > amplissimo. Mamma mia la mancanza di logica che
    > danni che produce... Cos'è troppa
    > wikipedia?

    No, è mancanza di idee, da parte di chi insiste ancora con un modello vecchio, con una spanna di muffa sopra e che ancora non sono stati in grado di tirare fuori qualcosa di nuovo.
    Ogni altra iniziativa, che non abbracci un modello vecchio e stantio, è comunque benvenuta e vagliata.
    I mix da migliaia di euro penso che ne possiamo anche fare a meno. Mozart non ne ha mai fatto uso, eppure le sue sono musiche sono tutt'ora famose e imperiture nel tempo.
    Strano nevvero? La mancanza di logica, che brutta bestia Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • L'idea in sé potrebbe avere del geniale.
    In realtà fino a poco tempo fa si chiamava pubblicità.
    Si pagava per acquisire una visibilità sul mercato.
    Una volta che il prodotto diviene famoso, si inizia ad incassare e a rientrare degli investimenti fatti.

    La genialità sta nell'aver inventato un nuovo canale pubblicitario.

    La cosa ancora più interessante è che puntino ad un approccio che coinvolge la sfera etica delle persone (e lo si può riscontrare anche dai commenti già fatti a questa notizia).
    Un dollaro non cambia la vita a nessuno, ma l'idea di poterlo devolvere in beneficenza offre lo stimolo per cui 'non solo non ci perdo niente, ma faccio anche del bene', e non solo, rendendosi conto che il dollaro in sé non cambia la propria vita, interviene anche l'orgoglio di pagare per ciò che si prende, invece che farsi pagare.

    Auguro molta fortuna a questi novelli inventori.
  • Sono d'accordo con te, in effetti c'e' un "doppio fine", ma mi sta benissimo, loro si fanno pubblicita', io mi sento la musica e l'associazione si spera dia una mano a qualcun altro.

    Chi resta fuori sono la solita mafia delle major, i network di comunicazione principali (sempre a 90 gradi) ed i soliti magna-magna del marketing (intendo le aziende).

    Speriamo che abbiano successo, sai che beffa!
    non+autenticato
  • Molto bella questa tattica, e anche originale... che dire, vado a vedere, anzi, a sentire Sorride
    non+autenticato
  • Mi sembra troppa estrema come idea il fatto di pagare gli utenti...
    Però l'idea è quello che auspico da sempre: Internet come diffusione agevole ed accessibile dell'arte che poi da un riscontro tramite concerti, merchandising, vendita del "prodotto completo" online e magari anche donazioni spontanee...

    Bisogna resposabilizzare prima di tutto gli artisti e far capire loro che Internet è uno strumento e non un nemico... Ed è un posto che accomuna tutta la gente che potrebbe comprare un loro cd o pagare per entrare ad un loro concerto... Quindi è inutile incattivirsi l'utenza... Ma tornare ai tempi in cui l'artista aveva voglia di farsi ascoltare e non solo voglia di vendersi...
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 8 discussioni)