Il cyberstalking e l'ansia da prestazione del legislatore

di Fulvio Sarzana di S.Ippolito (www.lidis.it) - Con il decreto antistupri si disciplina il cyberstalking. Chi sono le vittime delle molestie mediate dalla rete? Basta rifiutare l'amicizia di un nickname per rischiare il carcere?

Roma - Una disposizione contenuta all'interno di quello che è già stato ribattezzato "decreto antistupri", approvato in Consiglio dei Ministri venerdì scorso, sembrerebbe avere un impatto molto forte nel mondo dei cosiddetti social network. Si tratta in particolare delle norme sulle molestie o atti persecutori, meglio conosciuto come stalking (o cyberstalking), che aveva fatto parte di un disegno di legge approvato alla camera all'unanimità e che doveva essere approvato dal senato, e che è invece stato preso "di peso" dal Governo e trasfuso all'interno del cd. "decreto antistupri".

Il motivo generale per il quale è stata approntata una disciplina ad hoc delle molestie risiede probabilmente nel fatto che nel nostro ordinamento, allo stato attuale, non esiste una vera e propria definizione dello stalking, visto che la disciplina applicabile sino all'entrata in vigore della futura norma approvata dalla camera era (è) costituita dal reato ex art. 660 c.p. intitolato "molestia e disturbo alle persone" la quale sembrerebbe in effetti inadeguata a reprimere il fenomeno che si va sempre più allargando.

L'art 660 è infatti una contravvenzione, dal profilo edittale estremamente contenuto, caratterizzata tra l'altro da una difficile applicazione al mondo telematico, visto che la condotta illecita deve essere attuata in "luogo pubblico o aperto al pubblico o con il mezzo del telefono" e sorge il dubbio che internet sia effettivamente un luogo pubblico o aperto al pubblico. Questa lacuna aveva costretto di fatto le vittime delle molestie a ricorrere a fattispecie già esistenti, e le autorità di polizia ad adottare provvedimenti quali l'ammonimento o la diffida che già di fatto erano applicate per tentare di arginare il fenomeno.
Sotto quest'ultimo punto di vista le fattispecie "procedurali", che facevano parte della prassi, e che dovrebbero precedere la vera e propria indagine penale sono state semplicemente trasfuse in un testo normativo. Ciò che genera gravi dubbi, per la formulazione alquanto "contorta" e per gli impatti che può avere sul mondo dei "social network", è la definizione di "atti persecutori".

Da quello che è dato apprendere dai media, il decreto avrebbe introdotto nel nostro ordinamento un nuovo articolo ovvero l'art. 612-bis, che così reciterebbe:
(Atti persecutori) - ╚ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.


La definizione si caratterizza a prima vista per due elementi.
Il primo, l'ambito di applicazione generalizzato: scompare la differenza tra stalking telefonico o con altri mezzi e stalking telematico, quindi il fidanzato lasciato che si "apposta" sotto casa della fidanzata (e viceversa), il falegname che è venuto a sistemare i mobili e si è invaghito della figlia dei padroni di casa e il (o la) giovane che attraverso un social network si invaghisca di un altro individuo e cominci a cercarlo insistentemente in chat sono considerati la stessa cosa.

Il secondo è la figura centrale della vittima dello stalking: a prescindere dalle ipotesi aggravate che sono perseguibili d'ufficio, l'iniziativa è lasciata alla vittima che deve avere un "grave stato di ansia o di paura". Da che il sottoscritto ricordi è la prima volta che un reato, e di tale gravità stando alla sanzione edittale, si basa in maniera esclusiva su elementi così "poco giuridici" e così sfuggenti come uno stato d'ansia. In altri casi infatti, ad esempio nel caso dell'abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, che si realizza quando ad esempio un insegnante sottoponga a trattamenti umilianti il bambino a scuola, vi devono essere rischi di malattia nel corpo o della mente, ma lo stato d'ansia di per sé non può costituire l'elemento unico su cui basare l'incriminazione. Paradigmatico è il caso del mobbing, su cui sarebbe stato forse necessario intervenire visto che è ormai al centro dell'attenzione delle norme europee ed italiane, e che non costituisce al momento di per sé un reato ma viene posto comunemente in relazione a diversi ipotesi di reato quali ad esempio l'ingiuria, la minaccia, la violenza privata, anche se l'ipotesi che è apparsa finora preminente nelle azioni giudiziarie è quella di maltrattamento legato a vessazioni nei luoghi di lavoro, elementi, questi tutti, che possono portare la persona oggetto del mobbing a disturbi ansioso-depressivi e che possono far configurare quindi il delitto di lesione personale oppure di maltrattamenti. Quindi lo "stato d'ansia" in tutte queste ipotesi è la conseguenza non l'origine del reato, mentre nello stalking diventa l'origine di tutto. Ed in ogni caso nelle norme citate (e nei procedimenti conseguenti) ci si muove con molta cautela, anche da punto di vista edittale, per evitare clamorosi "abbagli" giudiziari.

La collocazione all'interno del decreto approvato dal Governo ci fa capire invece che le norme sullo stalking, nonostante siano state formalmente collocate dopo i reati di minaccia, siano in realtà modellate sulle ben più gravi ipotesi di violenza sessuale che, però, diversamente dallo stalking e al fine di evitare processi meramente indiziari, hanno un chiaro riferimento ad azioni antigiuridiche oggettivamente intese, e trovano conferme all'interno del processo nei riscontri anche fisici legati alle violenze subite. Questo non sembra accadere per lo stalking, che di fatto presenta come unica condizione incriminatrice lo stato d'ansia della vittima. A questo punto sorge spontanea la domanda: come si farà a stabilire oggettivamente uno "stato d'ansia" tale da far scaturire l'incriminazione?

Facciamo esempi pratici: nei social network ci si scambia spesso immagini, filmati e si intavolano conversazioni che spesso non avrebbero mai visto la luce nel mondo tradizionale. In caso di querela come si farà a stabilire quando e come è avvenuta la molestia? Dal numero di foto scambiate?
Dall'ansia che ha provato colui o colei che ha inviato foto e che magari si è pentito di averlo fatto? Dal timore che il (o la consorte?) possano
venire a sapere dello scambio? Dalla paura che il mondo esterno possa venire a sapere che si è chattato con un nickname? E il soggetto che riproponga più volte la richiesta di essere accettato tra i propri amici, se questo sia in grado di generare ansia al soggetto che riceve la richiesta di connessione, sarà responsabile di molestie, sino a rischiare quattro anni di reclusione? Ed il (o la) capoufficio che avrà chattato con la (il) dipendente sarà a rischio di incriminazione qualora qualcosa tra i due vada storto?

Insomma, come si farà a stabilire una demarcazione netta tra ciò che è lecito e ciò che illecito, considerando anche le mutevoli condizioni dell'animo umano, che difficilmente sembrano potere avere una univoca definizione normativa?

Tutto questo rende la norma talmente generica da far prevedere un potenziale abuso del ricorso a questo strumento ed un'enorme discrezionalità di
applicazione da parte degli organi di polizia e delle autorità inquirenti che non sembra poter avere risposta dall'infelice formulazione normativa.

Fulvio Sarzana di S.Ippolito
www.lidis.it
26 Commenti alla Notizia Il cyberstalking e l'ansia da prestazione del legislatore
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  • A mio modesto avviso stanno esagerando nel normare. Che lo stalking dovesse essere definito come tipologia di reato e che se ne sentisse la mancanza sono d'accordo. Quello e' un comportamento "reale", che spesso prelude ad azioni reali e in taluni casi drammatiche.
    Quindi benvenuta la legge sullo stalking; ma da qui a dire che anche chi si accanisce a cercare di entrare nella mia cerchia di un social network sia uno stalker beh! ce ne passa...non sono affatto d'accordo. Se poi lo stesso individuo decidesse di passare ai fatti e mi si presentasse sotto casa allora e' altra cosa e (difatti) a mio avviso dovrebbe essere un'altra tipologia di reato.
    non+autenticato
  • infatti si sta man mano perdendo il criterio che distingue i reati contro la persona

    quando fu creato il codice Rocco ( ebbene si eravamo in piena era fascista ) giustamente il legislatore pensò di affibiare pene più gravi ai reati contro la persona....il perchè è ovvio, se si pensa che un reato contro la persona è quello commesso dal numero che, pistola in pugno, ti picchia, ti rapina e poi ti stupra la ragazza

    lo stalking è anch'esso un reato contro la persona, quindi estenderlo ad un mezzo immateriale fa sinceramente un pò ridere, soprattutto quando lo si estende ad uno strumento, come i social network, che danno la facoltà o meno di accettare un contatto...in sostanza che stalking è se la vittima è parte attiva ed è in grado di tenere alla larga lo stalker?

    lo stalking è configurabile quando la vittima è alla merce ( fisica o psicologica ) dello stalker, cosa che sinceramente in internet è impossibile....
  • Boh Raga, io spezzo una lancia a favore di questo decreto.

    1) La norma attuale parla di "luogo pubblico o aperto al pubblico o con il mezzo del telefono" dunque di fatto lo stalking era autorizzato in Italia fino ad oggi. Almeno ora si prende in considerazione anche internet.
    2) Vero che la legge è vaga, ma la legge va cmq interpretata da un giudice; questo perché è impossibile creare leggi-algoritmo che si applicano a pennello su ogni cosa; se il giudice poi dovesse interpretarla male (in quanto essere umano), ci sono altri 2 gradi di giudizio.

    Insomma, meglio questa bozza mal scritta che niente.
    Ciao.
    non+autenticato
  • > 2) Vero che la legge è vaga, ma la legge va cmq
    > interpretata da un giudice;
    In un paese cidile le leggi sono chiare e si applicano, non si interpretano.
    L'unico risultato di avere delle leggi che devono essere interpretate è che alla fine non sono uguali per tutti
    guast
    1319
  • - Scritto da: guast
    > > 2) Vero che la legge è vaga, ma la legge va cmq
    > > interpretata da un giudice;
    > In un paese cidile le leggi sono chiare e si
    > applicano, non si
    > interpretano.

    L'unico paese che mi riesce di pensare con un sistema del genere e' forse lo Yemen. O neanche.

    In OGNI paese la legge e' applicata, con interpretazioni e attenuanti del caso, da un giudice.

    > L'unico risultato di avere delle leggi che devono essere > interpretate è che alla fine non sono uguali per tutti

    In Svezia le multe si pagano in proporzione al reddito, ti pare una cosa cosi' incivile?
    non+autenticato
  • Certo perchè in Italia le leggi vengono applicate come in Svezia Rotola dal ridereRotola dal ridere
    guast
    1319
  • - Scritto da: guast
    > Certo perchè in Italia le leggi vengono applicate
    > come in Svezia
    > Rotola dal ridereRotola dal ridere

    fino a prova contraria la Svezia adotta il diritto civile come in Italia, per cui si.

    Se invece stessi cercando molto sagacemente di alludere che lÝ sono onesti/lÝ stanno bene/qui é tutto uno schifo signora mia allora con tanta amicizia e simpatia puoi ben andare a ordinarti un tamarindo al bar di quel paese che i discorsi da vecchio scorreggione mi causano un perdurante e grave stato di ansia o di paura e poi mi vedo costretto a denunziarti per stalking.
    non+autenticato
  • (ah giß: A bocca apertaA bocca apertaFan Commodore64 tanto per non essere da meno)
    non+autenticato
  • > Se invece stessi cercando molto sagacemente di
    > alludere che lÝ sono onesti/lÝ stanno bene/qui é
    > tutto uno schifo signora mia allora con tanta
    > amicizia e simpatia puoi ben andare a ordinarti
    > un tamarindo al bar di quel paese che i discorsi
    > da vecchio scorreggione

    Non è certo a forza di insulti che puoi cambiare la realtà.
    guast
    1319
  • - Scritto da: Eusebio Sbazzeguti
    > Se invece stessi cercando molto sagacemente di
    > alludere che lÝ sono onesti/lÝ stanno bene/qui é
    > tutto uno schifo

    Perché non é vero? Io si, se chiedo ad altri anche, 2 ore di aereo e sei in vacanza in Italia anche per 2-3 settimane grazie al telelavoro INCLUSO nel contratto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr.God
    > Perché non é vero? Io si, se chiedo ad altri
    > anche, 2 ore di aereo e sei in vacanza in Italia
    > anche per 2-3 settimane grazie al telelavoro
    > INCLUSO nel
    > contratto.

    Il punto non é se sia vero o meno. In Svezia ci ho passato 2 anni e, credimi, ne conosco bene i pro e i contro che non sono sicuramente sintetizzabili nei 4 sentito dire che quivi esponete.

    Il punto é che si va off-topic. Si vuole discutere la bontß e l'efficacia di una legge ITALIANA, se questo per voi deve essere occasione per tirare fuori il trito quanto inutile discorso "ahhh, fuori si che stan bene, ahhh, qui é tutto uno schifo", che nulla centra e nulla risolve, fate il favore, prendete un maledettissimo aereo andateci e restateci il pi˙ possibile.

    Ma piantatela di lamentarvi, specie quando off-topic.
    non+autenticato
  • >
    > Ma piantatela di lamentarvi, specie quando

    Tu preferisci arrenderti e subire io no e non la pianto

    > off-topic.
    Si parla di una legge tanto generica da essere soggetta ad interpretazione, per questo rischia di essere applicata in maniera diversa per persone diverse. Non è OT
    guast
    1319
  • - Scritto da: Eusebio Sbazzeguti
    > fate il favore, prendete un maledettissimo aereo
    > andateci e restateci il pi˙ possibile.

    Giß fatto, forza Svezia!
    non+autenticato
  • E' inutile, ogni governo messo in piedi fallirà sempre, e non risolverà mai un granchè, che cosa stupida credere in persone umane che sbagliano ogni giorno, ancor di più eleggere dei governatori che poi avranno le facoltà di poter mettere le mani nelle vite altrui, e di poter fare quello che a loro pare. Padroni e schiavi, una volta con le catene, oggi con leggi e regole al posto delle catene. Non è mai cambiato nulla dall'inizio del genere umano, un essere umano che cerca di dominare il suo simile, ne risulta solo un danno per entrambi.
    non+autenticato
  • tutte queste norme, cosi' come il decreto stesso, sono solo una campagna di pubbliche relazioni per far vedere che il governo sta facendo qualcosa (anche se inutile)

    secondo me bisognerebbe bloccare la promulgazione di qualsiasi nuova legge di carattere penale finche' non si risolvono i problemi strutturali della giustizia, altrimenti rimane tutto come al solito lettera morta, perche' non ci sono i mezzi per perseguirle, se vengono perseguite si fa fatica a giudicare e soprattutto in caso di condanna non ci sono posti in carcere! quindi si deve fare l'indulto per far uscire il mafioso per poter mettere in carcere il cyberstalker??

    prima dovrebbero costruire carceri per 20-30-40000 nuovi posti.
    poi far funzionare la giustizia.
    poi far rispettare le leggi gia' vigenti.
    solo dopo si puo' cominciare a parlare di leggi nuove tipo cyberstalking.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tizio incognito

    Quoto tutto.

    > prima dovrebbero costruire carceri per
    > 20-30-40000 nuovi posti.

    Quanti anni è che lo dicono? Intanto hanno tagliato brutalmente i fondi alle forze di polizia.

    > poi far funzionare la giustizia.

    Quanti anni è che lo dicono? Intanto hanno tagliato brutalmente i fondi ai tribunali.

    > poi far rispettare le leggi gia' vigenti.

    Magari, ma intanto eccetera eccetera.
    E fanno leggi per impedire a PM e giudici di fare il loro lavoro.
    Funz
    13021
  • come direbbe marco travaglio

    sono quelle leggi che solo apparentamente sono cosi senza senso ed improvvisate, scollegate ed inserite nei vari provvedimenti senza collegamento tra di loro ma che prese insieme costituiscono un sistema organico di controllo di una materia

    una norma nella legge sulle intercettazioni, una norma nella legge sulla giustizia, una norma nel pacchetto sulla sicurezza e non dimentichiamoci tutto il resto la miriade di leggi o provvedimenti attuativi vari con migliaia di articoli e commi che nessuno ha il tempo o la pazienza di leggere magari il tutto approvato in 4-5 anni cosi nessuno ci fa caso perche tra tutte le notizie di cronaca fare il collegamento tra una norma di oggi ed una approvata 2 anni fa insomma

    e tutte queste norme in qualche modo hanno anche risvolti per quello che riguarda internet (come in questo articolo affatto "piacevoli" visto che "alterare" lo stato EMOTIVO di una ragazza e la cosa piu facile del mondo) che casualita e coincidenza ma forse non abbiamo ancora visto niente

    Berlusconi: ôal G20 proporrò di creare una regolamentazione per Internetö. <- e uno che ha cominciato a navigare su internet quando non c'era ancora windows95 trema solo al pensiero di avere un internet ridotta a reality tv come sanremo o grande fratello perche ricorda ancora quei tempi come i migliori della sua vita tempi di una liberta mai provata nel mondo reale e di cui ha ancora nostalgiaOcchiolino
    non+autenticato
  • > visto che
    > "alterare" lo stato EMOTIVO di una ragazza e la
    > cosa piu facile del mondo)
    con questo volevo dire semplicemente che personalmente sono una persona che spesso riesce incosapevolmente a creare grandi emozioni aspettative (e conseguenti delusioni) nelle ragazze e quindi per questa ragione c'e spesso una reazione emotiva da parte delle signorine a base di calci pugni e vaf***** (giustamente arrabbiate devo dire pero' considerando la mia non indifferente "antipatia")

    temo che con queste leggi dovro' incominciare a fare la persona seria e dai sani principi morali finalmente integrato adeguatamente nella societa' in cui vivo un bravo cittadino insommaOcchiolino
    non+autenticato
  • Esattamente quanto descritto dettagliatamente qua:

    non+autenticato
  • quoto tutto e rilancio,
    con una valutazione della legge pisANU

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