Alfonso Maruccia

Novell licenzia, Red Hat rilancia

La crisi colpisce anche il mondo dell'open source. Eppure per OpenSUSE che perde sviluppatori, c'č un concorrente che allarga la propria offerta. Tutto a causa di Microsoft?

Roma - Non sarà forse una risposta diretta al recente accordo per l'interoperabilità per la virtualizzazione stipulato tra Microsoft e Red Hat, ma certamente il tempismo è a dir poco singolare: Novell ha annunciato la volontà di mandare a casa un numero non specificato di sviluppatori openSUSE, adducendo come motivazione la crisi economica che non risparmia nessuno, nemmeno le aziende alle prese con codice FOSS.

"Come già saprete", scrivono i membri della board di openSUSE Pascal Blesser e Bryen Yunashko, "recentemente Novell ha preso la decisione di ridurre la forza lavoro nell'organizzazione come conseguenza diretta della corrente prospettiva economica che sta condizionando tutti in ogni settore. Sfortunatamente, ciò ha impattato anche su alcuni membri della community openSUSE impiegati da Novell quando, all'inizio di questa settimana, sono stati licenziati".

Novell aveva già provveduto a lasciare a casa 100 dei suoi 4.200 impiegati complessivi all'inizio del mese, e ora la nuova decisione coinvolge direttamente quegli sviluppatori che, assieme alla comunità di collaboratori volontari del progetto openSUSE, erano impegnati da più di due anni al miglioramento della interoperabilità tra sistemi Windows e Linux-Novell (o per meglio dire SUSE Linux), come previsto dallo storico accordo stretto nel 2006.
La decisione di Novell di usare le forbici, come detto, giunge proprio subito dopo che Microsoft ha stretto un nuovo patto di collaborazione con il competitor Red Hat, un patto che non ha la stessa valenza ed estensione di quello con Novell ma che evidentemente è destinato a far sentire i suoi effetti nel mondo Linux.

Come conseguenza dell'accordo con Microsoft, inoltre, Red Hat non ha perso tempo e ha annunciato in una conferenza stampa la nuova famiglia di prodotti dedicata alla virtualizzazione, che integra l'ipervisore KVM al posto di Xen ed è tutta rivolta a facilitare una perfetta integrazione tra soluzioni virtualizzate Windows e Linux.

I nuovi software di Red Hat (Red Hat Enterprise Virtualization Manager for Servers; Red Hat Enterprise Virtualization Manager for Desktops; Red Hat Enterprise Linux (RHEL); Red Hat Enterprise Virtualization Hypervisor) intendono coprire tutti gli ambiti di impiego della tecnologia di virtualizzazione, provando così a superare le barriere che ancora ne impediscono un uso esteso nel settore enterprise.

"Le ramificazioni della virtualizzazione per quanto riguarda la sicurezza non sono state ancora pienamente comprese" ha dichiarato il direttore del settore virtualizzazioni di Red Hat Navin Thadani, concedendo che le società "vogliono essere sicure che le soluzioni stiano perfettamente in piedi prima di adottare un nuovo livello di virtualizzazione".

Alfonso Maruccia
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