Alessandro Del Rosso

Atom: dai netbook ai server, il passo Ŕ breve

╚ solo un prototipo, ma un piccolo rack equipaggiato con decine di CPU a basso consumo esiste e funziona. Promette risparmi pazzeschi in fatto di consumo, e pure sui costi di allestimento

Roma - In tempo di crisi, e quella energetica specie in USA è iniziata ben prima di quella economica, la priorità delle medie e grandi aziende è ridurre al massimo gli sprechi di energia elettrica. Per venire incontro a questa esigenza, negli ultimi anni i produttori di hardware hanno migrato verso il settore server buona parte delle tecnologie nate in ambito mobile: così, oggi non è inusuale trovare nei datacenter sistemi basati su CPU a basso consumo, hard disk da 2,5 pollici e chipset altamente integrati. In futuro, tra i protagonisti del cosiddetto "green IT" potrebbe esserci anche la piccola ed economica CPU di casa Intel, Atom, oggi impiegata quasi esclusivamente su netbook e nettop.

"Guardare ad Atom come a un componente dei futuri server aziendali non è così bizzarro", ha spiegato Jim Larus, director of software architecture di Microsoft Research, durante il recente evento TechFest 2009. "Questi chip non sono molto potenti, pertanto potreste doverne utilizzare molti nei vostri server, ma dal momento che ciascuno di essi consuma assai meno energia rispetto ad una CPU tradizionale, l'intero datacenter può diventare più efficiente e produrre la stessa quantità di lavoro risparmiando energia".

L'idea è che oggi la potenza di calcolo erogata dai moderni processori per server viene in gran parte inutilizzata, e questo perché, nonostante l'avvento delle architettura multi-core, le unità di calcolo complessive sono ancora troppo poche e troppo potenti per consentire una gestione dei consumi realmente efficiente: anche quando tutti i core di una CPU sono accesi, e dunque impegnati in una qualche elaborazione, raramente la potenza del processore viene sfruttata appieno. Ma se al posto di due o quattro CPU quad-core si utilizzano, per ipotesi, 50 Atom, il sistema di ripartizione del carico di lavoro tra le varie CPU potrebbe funzionare in modo più preciso e granulare, disattivando i chip non necessari e sfruttando al massimo quelli attivi.
Stando ai dati riportati da Microsoft, oggi un tipico server enterprise resta mediamente inattivo (idle) per circa il 75 per cento del tempo. Mentre con le CPU tradizionali un server può continuare ad assorbire decine di watt anche in stato di inattività, BigM afferma che con Atom i consumi in idle non supererebbero i 3-4 watt: secondo l'azienda, ciò potrebbe tradursi in un risparmio energetico del 90 per cento.

Se a ciò si aggiunge che, a parità di potenza, i processori Atom forniscono un rapporto performance per watt migliore di quello di tante CPU per server, a prezzi inferiori, si comprende perché un chippetto nato per equipaggiare i PC ultra-low cost potrebbe mirare ad una tipologia di macchine completamente differente.

Durante la TechFest, Larus ha mostrato in azione proprio un server rack costituito da 50 processori Atom: grazie al bassissimo livello di consumo di questi chip, il ricercatore ha spiegato che tale sistema può essere lasciato acceso 24 ore su 24 senza l'ausilio di grandi ventole di raffreddamento. Sulle singole CPU, tuttavia, i ricercatori hanno montato un piccolo dissipatore attivo.

Nel prossimo futuro, macchine come questa potrebbero essere utilizzate all'interno dei datacenter di Microsoft e di altre aziende, ma di sicuro Intel farà di tutto per scoraggiare questa pratica: il prezzo di un chip Atom è infatti decine di volte inferiore a quello di un processore Xeon, e i relativi margini di guadagno sono ridotti all'osso. Tanto ridotti che Intel è stata costretta (annuncio di ieri) a trasferirne la produzione presso la taiwanese TSMC, le cui fabbriche possono produrre Atom a costi inferiori.

Va poi aggiunto che Atom, a differenza di Xeon o dell'Opteron di AMD, non è stato progettato per l'uso in ambienti mission-critical, e per tale motivo non è garantito per carichi di lavoro intensi e continuati né è contornato da una infrastruttura tecnologica (interconnessioni, chipset, controller di memoria ecc.) altrettanto potente e robusta come quella che caratterizza i fratelli maggiori.

Alessandro Del Rosso
27 Commenti alla Notizia Atom: dai netbook ai server, il passo Ŕ breve
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  • Racconto una storiella che si ripete un po' ovunque nel mondo IT...

    Ci sono spesso in giro queste specie di enormi aziende di caporalato tipo l'azienda con l'Accento, che popongono mirabolanti soluzioni IT, e spesso cercano sedicenti esperti Siebel.

    Siebel è uno dei tanti application server che permette di creare logiche di business su DB Oracle in maniera visuale montando componenti. Un po' come si fanno le interfacce grafiche col Visual Studio.

    Il problema è che questo AS tira fuori query con join inutili tra decine di tabelle e assolutamente non ottimizzate in grado di mettere in ginocchio hardware da mezzo milione di euro.

    Quando i loro applicativi sono talmente pesanti da mangiarsi un'intera SunFire 25000 con tutte le sue CPU e partizioni, questi signori non cercano di assumere degli esperti SQL e PL/SQL per fargli ottimizzare le query, ma chiedono al cliente di acquistare più risorse CPU, memoria ecc. Con conseguente spreco di denaro, ma soprattutto di energia.

    Come potrà la semplice adozione delle CPU Atom ridurre costi e consumi davanti a simili comportamenti nella progettazione degli applicativi?
    non+autenticato
  • Ciao Roby,
    come dire... una cpu per ogni query e due per ogni tabella Geek
    non+autenticato
  • Ciao!

    Hai poi trovato il libro di Pekka Himanen (Etica Hacker)? In versione economica costa solo 7 euro.
    non+autenticato
  • ok grazie
    non+autenticato
  • I calcoli che vengono fatti dalle amministrazioni sono: che ce ne facciamo delle risorse umane? Gli esperti di informatica costano, infatti di solito riutilizzano sedicenti esperti interni che di sql non sanno nulla! Sicuramente l'Italia risparmierebbe tanta energia soltanto formando il personale o assumento esperti competenti.
  • Lo scenario che ho esposto, che proviene da esperienza personale, è valido nel pubblico come nel privato.
    non+autenticato
  • Ti ringrazio per questo magnifico post che sottoscrivo in toto. La tua esperienza, che per altro (in maniera simile e in aziende diverse) ho vissuto anch'io, mette in luce quello che è forse il principale problema dell'informatica: è messa in mano ad incompetenti e incapaci, non si punta sulla qualità, ma sulla quantità, si sforna SW come se fosse pane a tonnellate.
    Una volta mi ritrovai a dover rivedere la logica su cui era costruito un portale (parlo di un progetto bello grosso, decine di migliaia di utenti): il portale era stato dato in mano ad un gruppo in cui non erano presenti ingegneri e men che mai informatici. Le pagine si facevano con Dreamweaver, le query con l'interfaccia visuale: in una pagina trovai la creazione di 15 connessioni verso 4 sorgenti dati differenti per pescare dati da 15 tabelle; una follia! I server andavano riavviati ogni 4 ore al massimo, le connessioni al db saturavano ben presto. Oggi si stanno ancora chiedendo come è possibile che il lavoro di un mese di un singolo ingegnere abbia potuto risolvere problemi che quel gruppo di 10 persone non aveva nemmeno individuato in 3 anni di lavoro.

    Epilogo: ho saputo che in 3 anni di servizio i server sono stati riavviati solo 5 volte (meno di quanto prima in una singola giornata). Quel lavoro me lo sono fatto pagare profumatamente: ma l'azienda ci ha guadagnato tantissimo, a cominciare dal fatto che ha potuto licenziare 8 persone e risparmiare sull'acquisto di 3 server.
  • ma in ms hanno provato a far girare un'applicazione enterprise .net su atom ?
    non+autenticato
  • che s anche questo progetto dovesse decollare quella sola di chipset 945 però resterebbe a terra!

    yuk!
    non+autenticato
  • http://www.server8.it/index.php?page=prodotti

    Intel avrà presentato un prototipo ma in italia ce già chi integra mother board atom sui propri blade server.
    non+autenticato
  • Unita' backup.
    Server SOLARIS con due CPU SPARC32.
    Due Giga di ram.
    Tutto per gestire una cappero di unita' a nastri.
    Sarebbe bastato un Pentium 3.

    sistema Firewall.
    Server dualcore intel con windows 2003 server.
    Due giga ram.
    Tutto per gerstire una cappero di connessione a 10Mb/s
    Sarebbe bastato un pertium 3.

    E cosi' via.

    Il fatto e' che i marckettari comprano sistemi sovradimensionati e non tengono mai conto dei suggerimenti del reparto IT.
    non+autenticato
  • Mi sembra una buona idea, invece di avere i soliti server che sembrano delle stufe...
    non+autenticato
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