Gaia Bottà

ITU, un mondo di telefonini

La telefonia mobile è in netta crescita, trainata dalla diffusione dei cellulari nei paesi emergenti. Le linee fisse languono. La banda larga avanza e il 3G potrebbe essere il viatico per colmare il digital divide

Roma - Un globo disseminato di cellulari e sempre meno collegato dalla telefonia fissa, moderatamente coperto da connettività broad band e progressivamente innervato da connettività mobile: questo il panorama tracciato dai dati rilasciati dalla International Telecommunication Union, l'agenzia delle Nazioni Unite che definisce gli standard nell'ambito delle TLC.

connettivitàÈ la crescita della telefonia mobile la tendenza che si rivela con più evidenza. Quanto era stato anticipato da ITU è stato ora confermato dai dati ufficiali: globalmente esistono sei abbonamenti a servizi di telefonia cellulare per ogni dieci persone, le sottoscrizioni sono ora 4 miliardi.

Sono servizi, spiega ITU, che connettono coloro che solo fino a pochi anni fa erano isolati: se nel 2002 le sottoscrizioni ad abbonamenti di telefonia mobile nei paesi emergenti rappresentavano il 44 per cento della globalità, queste aree del mondo detengono ora il 64 per cento degli abbonamenti a servizi di telefonia mobile. A sospingere la crescita, l'Africa: il 28 per cento della popolazione è ora dotata di un cellulare, mentre nel 2002 poteva telefonare una sola persona su 50. Una crescita che procede di pari passo con l'avvento di servizi ad hoc, capaci di innescare circoli virtuosi nelle economie locali.
Le linee fisse invece languono: diminuiscono nei paesi più connessi, sostituite da alternative meno onerose e più flessibili, crescono a ritmi bassissimi nei paesi emergenti.

Anche la connettività Internet avanza, mostrano i dati ITU, sebbene a sprazzi e in maniera meno propulsiva rispetto alla telefonia mobile: alla fine del 2007 una persona su cinque era online. Dati recenti collezionati da Comscore suggeriscono che i netizen abbiano superato il miliardo, ma la penetrazione di Internet nei paesi emergenti sembra arenarsi intorno al 13 per cento della popolazione, con il continente africano in cui sono meno di 5 su cento i cittadini connessi e il continente asiatico che, nonostante ospiti aree a forte densità di popolazione connessa, presenta una penetrazione pari al 15 per cento. Europa e Americhe totalizzano rispettivamente il 43 e il 44 per cento. Si tratta per il 60 per cento di connessioni a banda larga, banda larga che ancora non innerva le periferie.

Se negli States si lavora per consolidare le infrastrutture di comunicazione che potrebbero sospingere le economie fuori dalla contingenza delle recessione, le autorità europee si sono mosse sulle orme di Obama: la Commissione ha da poche ore annunciato di ritenere prioritario l'obiettivo di garantire "banda larga per tutti" entro il 2010, un obiettivo che passerà per le infrastrutture rese disponibili anche nelle aree rurali, un obiettivo che dovrebbe, nelle parole stesse della Commissione, "favorire una rapida ripresa economica".

Se istituzioni e privati guardano alle infrastrutture fisse per alimentare di connettività le aree digitaldivise, ITU prende in considerazione la connettività mobile: le stime dell'agenzia delle Nazioni Unite calcolano in 335 milioni gli utenti di servizi per l'accesso a Internet in mobilità, con una penetrazione pari al 14 per cento della popolazione nelle aree più industrializzate e pari a meno dell'1 per cento nei paesi emergenti. Si tratta di numeri che, suggerisce ITU, potrebbero crescere con l'aumentare degli operatori che investono nelle reti 3G e con il disseminarsi di dispositivi che supportano questo tipo di servizi.

Il superamento del digital divide è strettamente connesso anche con i costi della connettività. ITU ha tracciato una stima delle risorse che il cittadino deve investire per fruirne: i servizi meno costosi si possono ottenere negli Stati Uniti e a Singapore, mentre la Nigeria è il paese con tariffe
proibitive, dove essere connessi costa poco meno di uno stipendio medio. L'Italia? È il 22esimo paese per accessibilità dei servizi TLC: secondo le stime ITU l'abbonamento a una linea di telefonia fissa rappresenta in media l'1 per cento di uno stipendio, quello ad un servizio mobile lo 0,6 per cento, quello a servizi di connettività broad band lo 0,9 per cento.

Gaia Bottà