Luca Annunziata

Processo alla Baia, parola alla difesa

Rispedite al mittente le accuse, negato ogni addebito. Se nel merito gli interventi degli avvocati dei bucanieri erano scontati, Ŕ nei dettagli che potrebbero fare la differenza. Processo finito

Roma - Si è concluso ieri, con le arringhe conclusive dei legali dei quattro imputati, il processo che vede opposti i presunti gestori di The Pirate Bay - probabilmente il più grande website dedicato a BitTorrent in circolazione , di certo il più noto - alla magistratura della Svezia, paese natale del sito e degli accusati, e alle major della musica e della celluloide. Dopo che lunedì l'accusa aveva ribadito le sue richieste di risarcimento economico e di galera per i pirati, oggi la difesa ha respinto le accuse. Tutto come da copione.

Il primo a prendere la parola è stato Jonas Nilsson, avvocato di Fredrik Neij (TiAMO). Mentre il suo assistito provvedeva a sistemare, in remoto mentre era presente in aula, gli inciampi che la scorsa notte avevano paralizzato TPB, Nilsson ha chiarito che la tecnologia che tiene in piedi la Baia è del tutto legittima, e che il suo assistito è solo un tecnico che lavora ad un sito di grande traffico. Per Nilsson l'accusa non ha saputo dimostrare l'illegalità dell'operato di TPB, non ha saputo neppure capire fino in fondo come funzioni il protocollo BitTorrent: il pubblico ministero non avrebbe dimostrato che alcun crimine ha avuto luogo, e dunque Fredrik Neij andrebbe prosciolto da ogni accusa.

Ma c'è un punto, soprattutto, che Nilsson ha sottolineato: la decisione dell'accusa di non perseguire chi ha fisicamente commesso l'eventuale illecito, vale a dire gli utenti, fa sì che l'intero processo sia basato sulla presunta complicità di un crimine di cui non esiste un colpevole. Inaccettabile, secondo il legale, che si possa venire accusati di qualcosa che non è neppure stato stabilito sia o meno un crimine realmente avvenuto: senza contare che nessuna delle prove presentate ha messo in relazione Fredrik (o uno qualsiasi degli altri imputati) con l'effettiva messa a disposizione dei materiali coperti da diritto d'autore.
Un approccio simile, tutto sommato, a quello tenuto da Ola Salomonsson, vale a dire l'avvocato di Gottfrid Svartholm (Anakata): nessuno a parte Peter Sunde, secondo Salomonsson, si è preso la briga di stabilire quanto materiale effettivamente sia stato piratato e condiviso attraverso TPB. Non è stata fornita nessuna prova che lo scambio di questo eventuale materiale sia poi avvenuto effettivamente sul tracker di TPB. Gli incassi del sito tramite la pubblicità, inoltre, sono molto inferiori a quelli prospettati dall'accusa: bastano appena per pagare le spese di gestione. Gottfrid, ha concluso, ha sempre ritenuto di operare in piena legalità: e questa teoria sarebbe corroborata dal fatto che fino ad oggi non è stata spiccata alcuna ingiunzione che lo invitasse a desistere dal suo operato.

Nel pomeriggio è stata poi la volta di Peter Althin, legale di Peter Sunde (Brokep). Per Althin, il suo assistito non è altro che il portavoce di un'organizzazione orizzontale: il fatto di conoscere qualcuno, non significa eventualmente che sia corresponsabile dei reati altrui. "Se chiamassi Saab e gli dicessi di dipingere le loro auto di verde per venderne di più, non avrei alcuna responsabilità per Saab" ha spiegato: dunque, come già affermato per i due imputati precedenti, Peter è innocente. Non ci sono accuse specifiche nei suoi confronti, e andrebbe prosciolto.

Tutti e tre gli interventi sono stati concordi su un punto: le dichiarazioni dei loro teste, in particolare quella del professor Roger Wallis, sono state duramente attaccate dall'accusa tentando di screditare l'autorevolezza degli esperti. In nessun caso, hanno sostenuto gli avvocati, il pubblico ministero o i rappresentati dei detentori dei diritti hanno provato a demolirne le argomentazioni: argomentazioni che, in un modo o nell'altro, gettavano un'ombra funesta sull'impianto accusatorio, poiché la comprensione della tecnologia impiegata da TPB implicherebbe la totale estraneità degli accusati dai reati di cui sono chiamati a rispondere.

Infine, è stata la volta di Carl Lundstr÷m difeso da Per Samuelson. Quest'ultimo ha ribadito che il suo assistito altro non è che un uomo d'affari, ma soprattutto ha precisato che il pubblico avrebbe trascurato durante il dibattimento un punto importante: The Pirate Bay è legale oppure no? Le accuse mosse non sono state indirizzate genericamente alla Baia, senza mai precisare chi avrebbe fatto cosa: e questo, secondo Samuelson, basterebbe a mandare tutti a casa prosciolti, mancando per così dire una pistola fumante per ognuno di loro.

Il processo si è chiuso con la richiesta di risarcimento della difesa. Neij, tra l'altro, ha chiesto di venire rimborsato per un volo prenotato per la Thailandia che non ha potuto prendere per via del processo. La Corte ha quindi dichiarato chiuso il dibattimento: la sentenza è stata annunciata per il prossimo 17 aprile.

Luca Annunziata
61 Commenti alla Notizia Processo alla Baia, parola alla difesa
Ordina
  • l'industria non ha avuto argomentazioni convincenti e a mio parere perdera'!

    Non ci credo che i giudici dichiareranno colpevoli gli imputati con prove contro cosi' deboli e generalizzate.

    Questa sara' una vittoria storica per il popolo del p2p e lo scambio delle conoscenze gettando una base importantissima sul diritto sacrosanto al libero scambio delle idee e del materiale via internet.

    i loro modelli di vendita sono ormai cosi' superati e obsoleti che dopo questa sentenza cambieranno del tutto.
    non+autenticato
  • ...intellettuale e della cultura libera.
    In questo processo hanno abbandonato tutte le loro velleità di grandi difensori della cultura, al grido "ognuno si salvi per sé / Io non sono responsabile".

    Peter Sunde ha dichiarato di essere solo un portavoce e di non avere altre implicazioni nella gestione del sito,
    Neji ha detto che era solo un amministratore di sistema e Gottfrid, quello che ridicolizzava le lettere ricevute dagli studi legali, ha portato avanti la linea del "Non perseguitate noi, perseguitate i 22 milioni di utenti".
    Questa è la baia dei pirati, una semplice nave fantasma.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zephyr
    > ...intellettuale e della cultura libera.
    > In questo processo hanno abbandonato tutte le
    > loro velleità di grandi difensori della cultura,
    > al grido "ognuno si salvi per sé / Io non sono
    > responsabile".
    >
    > Peter Sunde ha dichiarato di essere solo un
    > portavoce e di non avere altre implicazioni nella
    > gestione del
    > sito,
    > Neji ha detto che era solo un amministratore di
    > sistema e Gottfrid, quello che ridicolizzava le
    > lettere ricevute dagli studi legali, ha portato
    > avanti la linea del "Non perseguitate noi,
    > perseguitate i 22 milioni di
    > utenti".
    > Questa è la baia dei pirati, una semplice nave
    > fantasma.

    E' giusto che sia cosi : che risponderebbe la fiat se la si accusasse di essere complice di chi fa le rapine usando le sue auto ?
    Non capisco perche' la loro strategia di difesa ti stupisca, forse ti sei perso qualche cosa ???
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: Zephyr
    > > ...intellettuale e della cultura libera.
    > > In questo processo hanno abbandonato tutte le
    > > loro velleità di grandi difensori della cultura,
    > > al grido "ognuno si salvi per sé / Io non sono
    > > responsabile".
    > >
    > > Peter Sunde ha dichiarato di essere solo un
    > > portavoce e di non avere altre implicazioni
    > nella
    > > gestione del
    > > sito,
    > > Neji ha detto che era solo un amministratore di
    > > sistema e Gottfrid, quello che ridicolizzava le
    > > lettere ricevute dagli studi legali, ha portato
    > > avanti la linea del "Non perseguitate noi,
    > > perseguitate i 22 milioni di
    > > utenti".
    > > Questa è la baia dei pirati, una semplice nave
    > > fantasma.
    >
    > E' giusto che sia cosi : che risponderebbe la
    > fiat se la si accusasse di essere complice di chi
    > fa le rapine usando le sue auto
    > ?
    > Non capisco perche' la loro strategia di difesa
    > ti stupisca, forse ti sei perso qualche cosa
    > ???

    Forse tu ti sei perso tutti i proclami guerrafondai e il passato della Baia. Ora se ne stanno con la coda tra le gambe. Hanno immediatamente abbandonato tutti gli ideali rivoluzionari di una cultura libera a favore di una più semplice filosofia, abbracciata da imputati criminali da tempo immemore: "Non ho fatto niente".

    Ti pare poco?
    non+autenticato
  • In un processo non si discute cosa è giusto e cosa non è giusto.
    In un processo si discute se la legge attuale è stata violata o no.
    guast
    1319
  • - Scritto da: guast
    > In un processo non si discute cosa è giusto e
    > cosa non è
    > giusto.
    > In un processo si discute se la legge attuale è
    > stata violata o
    > no.

    esatto ! il fatto di difendere la liberà o la cultura o di
    considerarsi robin hood legalmente parlando non ha valore
  • - Scritto da: Zephyr
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: Zephyr
    > > > ...intellettuale e della cultura libera.
    > > > In questo processo hanno abbandonato tutte le
    > > > loro velleità di grandi difensori della
    > > > cultura, al grido "ognuno si salvi per sé / Io
    > > > non sono responsabile".

    > > > Peter Sunde ha dichiarato di essere solo un
    > > > portavoce e di non avere altre implicazioni
    > > > nella gestione del sito, Neji ha detto che
    > > > era solo un amministratore di sistema e
    > > > Gottfrid, quello che ridicolizzava le
    > > > lettere ricevute dagli studi legali, ha
    > > > portato avanti la linea del "Non
    > > > perseguitate noi, perseguitate i 22 milioni
    > > > di utenti".
    > > > Questa è la baia dei pirati, una semplice nave
    > > > fantasma.

    > > E' giusto che sia cosi : che risponderebbe la
    > > fiat se la si accusasse di essere complice di
    > > chi fa le rapine usando le sue auto ?
    > > Non capisco perche' la loro strategia di difesa
    > > ti stupisca, forse ti sei perso qualche cosa
    > > ???

    > Forse tu ti sei perso tutti i proclami
    > guerrafondai e il passato della Baia.

    Se ne e' parlato qualche giorno fa analizzandoli: i proclami come li chiami tu non erano altro che risposte a chi lanciava loro delle accuse di illegalita' o proponeva loro ricatti; si e' parlato anche al processo di quelle che sono definite "risposte al vetriolo ad accuse ai limiti della legalita'" e non c'e' nulla di strano ne' dio illegale o di "guerrafondatezza" in questo, anzi per essere piu' trasparenti possibile hanno pubblicato tutto.

    > Ora se ne stanno con la coda tra le gambe. Hanno
    > immediatamente abbandonato tutti gli ideali
    > rivoluzionari di una cultura libera a favore di
    > una più semplice filosofia, abbracciata da
    > imputati criminali da tempo immemore: "Non ho
    > fatto niente".
    > Ti pare poco?

    A me sembra normale strategia processuale, forse non ne sai molto a riguardo : http://www.tesionline.com/intl/pdfpublicview.jsp?u...
    krane
    22544
  • E infatti loro non hanno fatto un caxxo.

    E non sai nemmeno di cosa parli.

    L'unica loro colpa è stata mettere in piedi un tracker torrent. E siccome l'industria non poteva chiedere la condanna solo per questo, dato che in Svezia non è reato l'indicizzazione di contenuti anche protetti, l'accusa s'è attaccata al NULLA. Cioè s' è inventata il teorema in base al quale Brokep e compagni contribuivano attivamente allo scambio di materiale protetto, rinunciando (le major) contestualmente a perseguire i reali autori di questo traffico.
    Non solo: gli accusano pure di prendere dei soldi per questa loro attività di agevolazione.

    E giustamente loro replicano come detto sopra: noi non c'entriamo un caxxo. Finché una legge non c'impone di togliere dal tracker i torrent che violano il copyright, noi li lasciamo li dove sono, e teniamo a ribadire che non siamo noi a metterceli. E aggiungiamo, in conclusione, che di come funziona un tracker non ne sapete nulla.

    E' su questi punti che si gioca la partita. Tu in un processo ti difendi a seconda di come vieni attaccato, come in una partita a scacchi.


    Quanto ai paladini, Paladini si, paladini della libertà a casa loro di mettere un sito come thepiratebay senza che qualcuno dall'altra parte del globo rompa le balle. Il tutto a norma di legge: la loro ovviamente, ovvero quella vigente in Svezia.
    non+autenticato
  • se si fossero addossati ogni colpa, questo li avrebbe resi paladini della cultura libera?

    non credo.

    quei ragazzi e il loro sito hanno solo dimostrato al mondo quanto inefficace sia il modello di distribuzione dei contenuti attuale.

    liberare la cultura è un'altra cosa, e ancora ce n'è di strada da fare...
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: tmx
    > > se si fossero addossati ogni colpa, questo li
    > > avrebbe resi paladini della cultura
    > > libera?

    > Non è questione di addossarsi le colpe.
    > Prima Affermavano chiaramente che fornire file
    > .torrent è perfettametne legale nel loro paese e
    > pertanto (giustamente, se è vero), mandavano a
    > cagare tutti coloro che li minacciavano con
    > missive di legali.

    > Ora, *NON SONO PIU' AFFATTO SICURI* che fornire
    > file .torrent sia perfettamente legale nel loro
    > paese, altrimenti non avrebbero nulla da temere e
    > non direbbero cose come 'io sono solo il
    > sistemista'.

    > La loro posizione è cambiata eccome. Da arrogante
    > (ripeto nel giusto se è vero che .torrent è
    > legale) è passata ad un 'io non so nulla' di
    > stile nostrano.

    E' normale strategia difensiva, nei processi di qualsiasi tipo la prima cosa e' convincere il giudice che sei "un bravo ragazzo" sia che tu sappia di aver ragione o torto.
    Sei mai stato anche solo davanti ad un giudice di pace per una multa ?
    krane
    22544
  • contenuto non disponibile
  • quindi tutto è legale.

    Quindi anche il fatto che per le mie foto la SIAE chiede il rimborso è legale.

    Il fatto che i politici fanno i loro comodi è lagale.

    Il fatto che se uno mi viene addosso è colpa mia, deve essere legale.

    Quello che conta è aggirare le leggi e fare i propri comodi?

    Purtroppo approfittare del lavoro altrui è comodo.
  • > Purtroppo approfittare del lavoro altrui è comodo.

    Proprio quello che fa la SIAE, la MPAA e compagnia...
    e infatti io non compro mai niente: o tutto gratis o rinuncio.
    non+autenticato
  • Nel caso del processo alla baia, come nel caso di analoghi interventi contro gente colpevole di violare la proprietà intellettuale, non ci si fa scrupolo di tagliar corto: "i torrent non sono di per se' illegali, ne' copyright, ma ti chiudo il sito lo stesso perche' sai benissimo che vengono usati per piratare". A me va anche bene, discutiamo pure sull'entità del danno, ma il principio non è proprio sbagliato.

    Ma perche' all'interno dello stesso sistema giudiziario e' lecito produrre palloni in vietnam usando i bambini tramite un contractor e non subire ripercussioni?
    Perche' le aziende non pagano per i rifiuti in proporzione a quanto producono, visto che fanno prodotti che durano 4 anni e con un packaging esagerato?
    Perche' sono legali le scatole cinesi? perche' quel fottuto 12 settembre 2001 hanno pagato le put options ai terroristi (terroristi o insider traders, fate voi) che scommettevano sul tracollo delle compagnie aeree?
    etc. etc. etc.
    non+autenticato
  • > violare la proprietà intellettuale, non ci si fa
    > scrupolo di tagliar corto: "i torrent non sono di
    > per se' illegali,

    Infatti ci sono migliaia di siti con file torrent che lo fanno in modo tranquillo, non hanno legami con materiale copiato senza il permesso dell'autore.

    > discutiamo pure sull'entità del danno, ma il
    > principio non è proprio sbagliato.

    Infatti, secondo te perchè non vogliono togliere i riferimenti ( indiretti ) a materiale commerciale e copiato.

    > Ma perche' all'interno dello stesso sistema
    > giudiziario e' lecito produrre palloni in vietnam
    > usando i bambini tramite un contractor e non
    > subire ripercussioni?

    Perchè sono in vietnam e le leggi sono diverse.

    >
    > Perche' le aziende non pagano per i rifiuti in
    > proporzione a quanto producono, visto che fanno
    > prodotti che durano 4 anni e con un packaging
    > esagerato?

    Se parli di industrie, ti posso dire che di norme da rispettare ce ne sono e ultimamente sono aumentate, non posso darti al momento dettagli visto che non ho mai approfondito.

    > Perche' sono legali le scatole cinesi? perche'
    > quel fottuto 12 settembre 2001 hanno pagato le
    > put options ai terroristi (terroristi o insider
    > traders, fate voi) che scommettevano sul tracollo
    > delle compagnie aeree?

    Politica, ma questo non credo che renda legale approfittare del lavoro altrui.
    E non parlo solo di major grosse e cattive.
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