Giovanni Arata

EFF, auto-difesa contro la cybersorveglianza

I dati sul proprio computer, quelli che viaggiano sulle reti, quelli che risiedono su database di terzi. Una guida di EFF aiuta i cittadini a proteggerli dalle intrusioni governative

Roma - Una guida per tutelare i propri dati personali di fronte agli sconfinamenti delle autorità pubbliche: è questo l'obiettivo del Surveillance Self-Defense Project di Electronic Frontier Foundation, lanciato in partnership con Open Society Institute. Vi si trovano informazioni e dritte su come difendere i dati sul proprio computer, lungo le reti telematiche, all'interno dei database di terzi.

Le ragioni che presiedono alla creazione della guida vengono espresse con grande chiarezza da Peter Eckersley, staff technologist presso la stessa EFF: "La rete è un grande aspirapolvere, che si porta via tutte le informazioni che lasciamo nei paraggi - spiega - Con il progetto vogliamo mostrare ai cittadini gli strumenti che possono impiegare per cifrare e anonimizzare i propri dati, nonché per difendersi da ogni forma di sorveglianza governativa".

Di qui la scelta di una guida dettagliata, organizzata per sezioni tematiche, che secondo i responsabili del progetto può fornire risposte a due domande fondamentali: quali sono le strategie del governo in materia di sorveglianza sulle attività informatiche e telefoniche dei cittadini, e quali sono le contromisure che i cittadini possono prendere per tutelarsi.
Dopo una prima parte introduttiva, in cui vengono esplorati i concetti di sicurezza e risk management, il sito presenta tre capitoli, dedicato ciascuno ad una tipologia di dati. Il primo tratta dei rischi per i dati che risiedono sul computer dell'individuo, esaminando in dettaglio la normativa in materia e i "trucchetti" impiegabili dai cittadini per difendersi. A seguire, un lavoro analogo viene svolto con riferimento alle informazioni inviate lungo le reti di telecomunicazione (sia Internet che telefoniche) e poi sui dati personali contenuti all'interno dei database di terze parti.

Trasversalmente alle sezioni vengono poi offerte indicazioni e tips su temi come il security assessment dei propri dati, le strategie per massimizzare la propria protezione restando aderenti alle leggi federali, i singoli tool impiegabili per difendersi. "A dispetto dei reiterati casi di abuso dei propri poteri di sorveglianza che hanno costellato la storia del governo in questo paese, molti cittadini statunitensi sanno molto poco sulle tutele offerte loro dalla legge, o sui passi che possono compiere per difendersi" ha detto il responsabile dei servizi legali di EFF Kevin Bankston. "Questa guida offre ai cittadini una cassetta per gli attrezzi".

Certo, in alcuni casi i consigli forniti sono puro buon senso ("Pensa prima di comunicare", "Evita per quanto possibile di lasciare dati a terze parti"), ma anche in questo caso lo strumento è senza dubbio molto utile. Unico neo, allo stato corrente: il progetto non prevede alcun tipo di forum di discussione o blog.

L'attualità della guida - e dell'implicita denuncia - formulata da EFF è stata confermata nel passato recente da alcuni eclatanti casi di cronaca, tra cui quello relativo alle intercettazioni illegali da parte dell'Amministrazione Bush. Per sua parte Barack Obama, che durante la campagna elettorale si era espresso chiaramente a favore della neutralità della rete e contro ogni forma di controllo sui dati individuali, sembra intenzionato a continuare su questa linea anche nella sua funzione di presidente. O perlomeno, sostengono gli osservatori, sembra potersi leggere in questo senso la fresca nomina di Julius Genachowski a guida della Federal Communication Commission. Genachowski ha collaborato alla campagna elettorale di Obama, occupandosi proprio delle proposte riguardanti la tutela della net neutrality.

Giovanni Arata
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