Giovanni Arata

YouTube, un calderone di musica

Novella MTV, la piattaforma starebbe negoziando un accordo con Universal. Per creare una vetrina per musica e artisti che sia anche, un po', modello di business

Roma - YouTube e Universal sarebbero in procinto di creare un premium site dedicato ai video musicali. A rivelarlo, delle fonti anonime: laddove confermata, l'iniziativa potrebbe aprire una nuova stagione nelle relazioni (fin qui travagliate) tra le major musicali e la piattaforma.

Fin da quando l'aveva acquisita nel 2006, Google era alla ricerca di un modello di business valido per "monetizzare" la popolarità di YouTube. Adesso, un'eventuale formalizzazione dell'accordo con Universal potrebbe avvicinarla in modo considerevole all'obiettivo. In concreto, racconta il WSJ, il piano dovrebbe prevedere la creazione di un sito dedicato, all'interno del quale trasmettere i video, le interviste ed altri contenuti collegati agli artisti della scuderia Universal in modalità premium.

Attraverso tale iniziativa, che sembrerebbe ricalcare quella offerta da MTV Music, i partner sperano di poter attirare gli inserzionisti pubblicitari "di fascia alta", fin qui piuttosto restii a investire in un portale (YouTube) dove i contenuti di qualità stanno fianco a fianco con video amatoriali di ogni genere. Inoltre, spiegano le fonti anonime, ulteriori entrate potrebbero essere ricavate dalla vendita di merchandising degli artisti e biglietti per i concerti.
I dettagli dell'accordo, spiegano ancora gli informatori, sono ancora tutti da chiarire. Quello che si sa è che Universal dovrebbe metterci i contenuti, mentre YouTube si dovrebbe occupare di fornire il supporto tecnologico e l'expertise necessaria per raccogliere la pubblicità e diffondere i video anche su altri siti.

Il canale di Universal su YouTube, racconta Cnet è già oggi il più frequentato del portale, con oltre 3,5 miliardi di visite complessive. Salvo che il modello di business corrente - che prevede l'attribuzione alla casa discografica di una quota delle entrate pubblicitarie, più un piccolo contributo per ogni click effettivo sui video - è risultato insoddisfacente per tutti. La stessa Google, che pure non fornisce dati a proposito dei risultati economici di YouTube, ha riconosciuto che trarre profitti dal servizio sia stato stato più difficile del previsto.

Ed è questa una delle ragioni che avrebbero reso irrequiete le major, che temono di perdere il controllo sui propri contenuti senza ricevere nulla in cambio. Adesso il nuovo modello, concettualmente simile a quello impiegato da Hulu per gli show televisivi, promette di garantire a tutti i partner ritorni più corposi e certi per i propri contenuti.

Non è dato sapere se, in parallelo alle trattative con Universal, YouTube stia lavorando a contratti analoghi con le altre grandi etichette della musica. Allo stesso tempo tuttavia, almeno stando a quanto riportato dalle succitate fonti anonime, i tentativi di creare un sito premium che ricomprendesse i contenuti di tutte le major sarebbero iniziati già nel corso del 2008, e si sarebbero bloccati proprio per via dei conflitti sorti tra YouTube e una delle etichette più importanti rispetto alla divisione degli utili.

Giovanni Arata
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