Si chiama Planetary Skin , ed è una piattaforma di monitoraggio globale nata da una partnership tra Cisco e NASA pensata per raccogliere, analizzare e decodificare una gran quantità di dati provenienti da svariati network di sensori (in mare, come in cielo e in terra) per estrapolarne informazioni significative sull’ambiente, le emergenze planetarie e le problematiche connesse.
Delusa forse dal clamoroso (e costoso) flop del satellite OCO , l’agenzia spaziale statunitense ha coinvolto l’expertise di Cisco nell’ambizioso obiettivo di analizzare lo stato della Terra attraverso strumenti nuovi, telematici e dunque accessibili in tutto il mondo con velocità e immediatezza sino a ora impensabili.
Supportato dall’ONU, da diverse ONG, banche, società d’affari e think thank, Planetary Skin potrà contare sulle conoscenze e già a disposizione di NASA e sulla capacità di gestire e analizzare massive quantità di dati propria di Cisco, restituendo come output la reale portata dei fenomeni globali come la deforestazione, il livello di CO2 nell’atmosfera e via di questo passo.
Il primo progetto pilota condotto attraverso la piattaforma di monitoraggio, Rainforest Skin , è appunto dedicato a studiare gli effetti della deforestazione: aiuterà i ricercatori a sbrogliare la matassa dei problemi connessi alla misurazione dei cambiamenti del livello di biossido di carbonio nelle foreste pluviali , basando le proprie analisi sul lavoro di una rete di sensori sparsi in tutto il mondo.
“Mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici è una necessità critica per l’economia e la stabilità sociale del mondo” ha dichiarato il CEO di Cisco John Chambers riguardo alla collaborazione con NASA, provvida occasione di “utilizzare per il bene pubblico” le energie e l’innovazione del mercato dell’informazione. Cisco, a tal proposito, si dice “orgogliosa di lavorare con NASA in questa iniziativa e spera che altri del settore pubblico e privato partecipino” al progetto.
Alfonso Maruccia