Giuseppe Cubasia

Utonti o software incomprensibili?

di Giuseppe Cubasia - L'attuale tecnologia obbliga tutti a lavorare ed a pensare secondo le modalitÓ del prodotto che si sta usando. E se si realizzasse un computer che pensi come l'utente?

Roma - Qualche giorno fa ho visto il film Iron Man e mi ha molto colpito il computer che Tony Stark stava usando per costruire, testare ed utilizzare l'armatura. In verità i compiti che il computer esegue nel film potrebbero essere benissimo realizzati con l'attuale tecnologia, ma è il come li eseguiva che mi ha affascinato.

Non soltanto il computer era in grado di accettare comandi vocali, il minimo che si pretende in un qualsiasi film ove vi sia un computer, ma era in grado, in modo autonomo, di comprendere lo scopo del suo utente, di suggerirgli soluzioni alternative e di avvisarlo dei pericoli incombenti o potenziali, od addirittura di prendere iniziative ed intuire lo scopo che l'utente voleva raggiungere.

Tralascio le altre meraviglie tecnologiche con cui Stark realizza l'armatura per fare una semplice considerazione: per me il film poteva finire anche lì ed Iron Man poteva anche scordarsi l'armatura con tutto quello che ne derivava.
Ma ve lo immaginate un mondo ove esistessero computer del genere? Sarebbe la fine degli Utonti, ed un balzo per l'umanità incredibile, altro che Iron Man!

Finalmente un computer che è davvero di aiuto per gli Utenti e che non si limiti a funzionare con la logica di un Tritacarne. Un computer che pensa e che mi solleva dal dover comprendere come funziona qualcosa e che mi dà quello che a me serve senza che debba imparare nulla di nuovo. Anzi, un computer che impara cose nuove man mano che le sperimenta, un computer che ricerca per me le informazioni, che mi avvisa degli errori e che addirittura mi impedisce di commetterli.

Con computer del genere al comando delle automobili non esisterebbero più gli incidenti stradali (o ferroviari, o aerei, o civili), in azienda non potrebbero essere realizzati errori nel bilancio (anzi mi avvisa dove ci sono costi superflui e mi segnala come aumentare la produttività), e personalmente penso che per me diventerebbe uno compagno indispensabile, quasi un alter ego. Con Lui al mio fianco non perderei più nulla, non dovrei preoccuparmi di dove mettere le cose o di ricercarle o di cosa mangiare o si come procuramelo o di pensare a quale sarebbe l'azione più profittevole da fare o di come essere in contatto con gli altri o di ricercare le informazioni che mi servono. Insomma, gli usi di un tale strumento sarebbero infiniti come infiniti sarebbero i benefici che se ne potrebbero trarre.

Sarebbe una svolta per l'umanità intera, l'inizio probabilmente di una nuova era.

L'attuale tecnologia, che non è affatto da disprezzare per i risultati raggiunti, obbliga tutti a lavorare ed a pensare secondo le modalità del prodotto che si sta usando, modalità non solo estranee al mondo di pensare delle persone, ma anche avvertite come oscure e da ostacolo alla loro produttività. Quello che si aspetta con ansia è invece qualcosa che pensa come io penso: in pratica un collaboratore "umano" con capacità informatiche.

Insomma, Tony Stark avrà anche fatto i soldi vendendo armi, ma di sicuro ne avrebbe fatti molti, ma molti di più vendendo questo software agli oltre 1 miliardo di esseri umani che attualmente usano tutti i giorni un computer.

Probabilmente passerà ancora molto tempo prima che si possa dire di avere un computer pensante, ma quando questo accadrà sarà un passo per l'Umanità così grande da stravolgere tutto quello che noi conosciamo, così come è stata l'invenzione della ruota o la scoperta del fuoco.

Fantascienza? Forse, ma non lo era anche il Nautilus o il Grande Fratello? O la Vite Aerea, o il voler costruire un'Enciclopedia Universale Gratuita e accessibile a tutti?

Beh, di sicuro al momento, per i prossimi 20 anni, questo discorso è prematuro, ma personalmente ho molta fiducia nel futuro. Per il presente la sola cosa che possiamo fare è prenderla con filosofia e rispondere stoicamente ad ogni richiesta di assistenza nel nostro solito cordiale modo: "Sì, per il suo problema ha fatto il numero giusto, siamo il San Gennaro Team, come possiamo aiutarla?"

Giuseppe Cubasia
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