LCD, Hitachi confessa

L'azienda nipponica ha ammesso di aver partecipato al gruppo di big di produttori del settore LCD per fissarne il prezzo sul mercato USA. In attesa di provvedimenti è stata sanzionata

Roma - Hitachi ha ammesso la propria colpevolezza: è stata coinvolta in un gruppo di produttori di LCD che hanno negoziato accordi illegali per mantenere alto il prezzo dei dispositivi sul mercato nordamericano. L'azienda ha concordato con il Dipartimento della Giustizia USA il pagamento di un'ingente penale.

Come ben sanno i lettori di Punto Informatico il tutto è iniziato con la maxi-sanzione comminata dall'antitrust statunitense nei confronti di LG, Sharp e Chunghwa Picture Tubes, alcune delle aziende coinvolte nella fissazione dei prezzi dei dispositivi. Le indagini sull'operato nella vicenda di Hitachi sono iniziate lo scorso anno, periodo in cui il DOJ statunitense ha iniziato a ritenere l'azienda connessa ai fatti.

Dalle indagini sarebbe emerso che alcuni esponenti di Hitachi avrebbero preso parte ad alcuni incontri tenutisi dal 2001 al 2004 volti a concordare il prezzo di vendita sul mercato USA, inverosimilmente alto, ai danni di aziende come Dell. Hitachi è stata quindi accusata formalmente dalle autorità e, in seguito, avrebbe ammesso la propria colpevolezza, acconsentendo a pagare una sanzione pari a 31 milioni di dollari.
"Questo caso dovrebbe mandare un forte messaggio alle aziende multinazionali operanti negli Stati Uniti" commenta Scott D. Hammond, membro della Divisione Antitrust del DOJ.
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