Luca Annunziata

NGN, la via italiana e quella canadese

Bell, oltreoceano, pone un netto rifiuto all'ipotesi di condividere l'ultimo miglio in fibra. Nel Belpaese, invece, all'ordine del giorno c'č il Rapporto Caio: verso la separazione della rete fissa da Telecom?

NGN, la via italiana e quella canadese Roma - Cambiano lingua, nazione e soluzioni tecnologiche, ma la questione resta la stessa: come gestire l'investimento necessario alla creazione di una rete in fibra ottica di nuova generazione e come garantire un serio schema competitivo tra gli operatori sul mercato. In Canada, l'incumbent Bell fa sapere di non aver voglia di sottostare alle regole del Governo per quanto attiene l'accesso alle sue infrastrutture, e arriva fino a paventare il taglio di ogni investimento presente e futuro. In Italia, è ora al vaglio dell'Esecutivo l'atteso rapporto redatto da Francesco Caio: che, secondo le indiscrezioni, porrebbe l'accento sulla necessità di scorporare la rete fissa per garantire innovazione.

Il contenuto del documento consegnato alla fine della scorsa settimana dal vicepresidente di Lehman Brothers e noto esperto del settore delle telecomunicazioni, sebbene al momento resti riservato, sembrerebbe contenere tre possibili soluzioni al problema della NGN italiana. La prima, quella fortemente caldeggiata, porrebbe l'Italia in una posizione di "leadership europea": la creazione di una azienda alla quale verrebbe attribuita la proprietà, la manutenzione e l'espansione della rete fissa, con annesso un massiccio investimento in fibra per coprire cento città italiane e raggiungere così il 50 per cento delle abitazioni coperte.

Per portare a termine questo passaggio viene suggerita l'adozione dello schema FTTH (Fiber To The Home) point-to-point, vale a dire quello che dovrebbe offrire maggiori garanzie in termini di prestazioni ed espandibilità futura. Combinando l'attuale struttura in rame con una nuova in fibra i risultati dovrebbero essere in grado di "fronteggiare la domanda" futura: lo scoglio, in questo caso, è senz'altro lo scorporo della rete fissa da Telecom, argomento che al momento sembrerebbe raccogliere consensi tiepidi tra gli executive dell'incumbent.
La seconda soluzione, meno drastica della prima, consentirebbe a detta di Caio di restare quantomeno al passo con l'Europa: in questo caso il target di copertura è fissato ad un più modesto 25 per cento delle abitazioni. Infine, nella terza ipotesi si parla di un investimento meno consistente da parte dello Stato, puntando alla copertura di appena una decina (massimo 15) città grazie alla nascita di reti gestite in tandem da privati e le istituzioni locali. Secondo quanto trapelato, nel rapporto viene anche sottolineato il valore strategico di questo tipo di scelte: puntare al risparmio oggi potrebbe causare un grave problema competitivo in futuro per l'intero Paese.

La soluzione dello scorporo, fortemente sostenuta da più parti, punterebbe a seguire il modello attuato nel Regno Unito da British Telecom, denominato Openreach: una singola azienda, eventualmente a partecipazione pubblica, assume il controllo e l'onere di gestire la rete fissa e la sua evoluzione, vendendone l'accesso a tutti gli operatori sul mercato. Al momento, Telecom Italia ha varato invece un'iniziativa nota come Open Access: una iniziativa di riorganizzazione interna per creare una divisione che si occupi unicamente della rete, molto discussa da alcuni dei soggetti coinvolti nella questione.

Il Governo italiano sembrerebbe intenzionato a raggiungere un compromesso con l'incumbent, per evitare strumenti regolatori volti ad obbligare lo scorporo, ma occorrerà attendere le valutazioni dei ministri coinvolti e forse persino della Presidenza del Consiglio per sapere quali saranno le iniziative intraprese. Il rischio di complicare ulteriormente la faccenda è estremamente alto: dall'altra parte dell'oceano Atlantico, la richiesta dell'esecutivo di provvedere allo scorporo ha causato il netto diniego di Bell Canada, che ora è scesa sul piede di guerra.

In quella che potrebbe quasi suonare come una velata allusione (se non una minaccia), il primo operatore dello stato nordamericano ha invitato il Governo a non estendere alla sua nuova rete in fibra gli stessi criteri di accesso all'ultimo miglio messi in campo in passato per la rete in rame. Il rischio, hanno spiegato i vertici di Bell, è che altri possano approfittare dei miliardi di dollari investiti nell'ammodernamento dell'infrastruttura, minando il piano industriale dell'azienda: in queste condizioni, hanno aggiunto i vertici, tanto varrebbe cancellare da subito la spesa deliberata per l'introduzione della fibra. Un avvertimento che non mancherà di causare qualche riflessione nei Palazzi.

Luca Annunziata
18 Commenti alla Notizia NGN, la via italiana e quella canadese
Ordina
  • Titolo provocatorio ma indubbiamente vero, si perchè io faccio parte di quelle zone di montagna dove la copertura non esiste, non sono un felice possessore di villa isolata nel bosco a km da una centralina, ma più semplicemente un abitante di uno dei tanti comuni non raggiunti dall'adsl, faccio parte dello scarto sulla percentuale di copertura nazionale, quindi non sarebbe giusto, prima di ampliare quello che esiste, che si connettesse chi ne è sprovvisto?

    Ben vengano tutti gli ammodernamenti possibili, ma che arrivi a 100 km da casa mia una gigabit e a casa mia devo fare i segnali di fumo per comunicare, abbiate pazienza ma poco mi interessa, sarò egoista ma vorrei anche io, quello che all'85% degli Italiani è concesso, in fondo le tasse le pago anche io, oppure ne sarò esentato perchè non connesso?
    non+autenticato
  • Le indiscrezioni sono infondate, berluscuni adotterà la "quarta soluzione" che consiste in un grande annuncio a reti televisive unificate sul fatto che saranno fatti ingenti investimenti (non con soldi veri, ma addirittura "verissimi") per ammodernare la rete senza necessità di scorporo grazie ad una cordata di "capitani coraggiosi" amici suoi Con la lingua fuori (Per farlò sarà necessario licenziare/mandare in cassa integrazione mezza telecom, ma questo si sa è un effetto della crisi)
    non+autenticato
  • CondividoSorride
    ... Poi quando ci sarà da tirare fuori i soldi per cominciare i lavori ecco che non si potrà fare perché i sindacati si opporranno ai licenziamenti ... E così ancora una volta il Santo Governo avrà tentato di portare ricchezza e benessere nel paese e i cattivi sindacati avranno bloccato il progresso ... E la soluzione proposta sarà quella che da un po' si afferma: più potere al Santo Governo a cui nessuno ha diritto di opporsi.... un tempo detta dittatura.
    non+autenticato
  • In questo momento in italia il governo è in mano ai potenti, ai ricchi del paese

    La prova massima è la recente bocciatura da parte del CENTRO DESTRA della proposta di legge sulla tassa degli alti redditi 1 tantum per SOLIDARIETA' verso i ceti più poveri

    Quindi che leggi volete che usciranno da questo "governo dei ricchi" ?
    Se proprio ma proprio messi alle strette dalla UE il governo DOVRA' dare l'ultimo miglio a qucluno e come al solito se lo aggiudicherà quello che pagherà di più (in nero e in chiaro)
    Ma fino all'ultimo lascerano le cose così per accontetare mamma $ Telecom

    D'altronde ricordo che Telecom è stata "comprata" con soldi che non esistono, con i debiti (offerta pubblica) e quindi l'esigenza massima da qui a 10anni della società è quello di fare cassa, in ogni modo possibile
    non+autenticato
  • > In questo momento in italia il governo è in mano
    > ai potenti, ai ricchi del
    > paese

    Oddio, è mai esistito un paese -Topolinia a parte- il cui governo non sia espressione dei ricchi e potenti?
    non+autenticato
  • Diciamo anche che la fibra ottica (per quello che riguarda la cablatura a lunghe distanze) esiste da molto tempo, ma nè lo Stato nè Telecom vollero mai prendersi la briga di "completare" l'opera portando agli utenti finali la linea (cercate e-Planet, Albacom...tanto per citarne due)
    Poi arrivò Fastweb, che si proponeva come azienda privata e indipendente e per questo (ma non solo) giustificava i prezzi (tutt'ora) elevatissimi. Fastweb l'abbiamo pagata tutti con l'aumento della bolletta elettrica nelle principali città interessate..

    Qui quello che successe all'inizio:

    http://www.decoder.it/approfondimenti.php?task=vie...

    Qui come andò a finire nel Febbraio 2003:

    http://archiviostorico.corriere.it/2003/febbraio/1...

    Aggiungerei anche che spesso da parte delle grosse Aziende vige una interessante regola che sembra abbia voluto seguire la più grossa compagnia telefonica italiana.
    Girava voce che l'intenzione da parte di questa compagnia fosse quella di "lasciare" ad altri il compito di comprare KM di fibra ottica e di stenderli in giro per le città, per poi fare concorrenza sleale (approfittando della posizione dominante) per poi comprarsi la suddetta società (fatta fallire appositamente) a prezzi irrisori rispetto al valore reale... Ma questi sono altri discorsi..

    Di fatto, l'italia protrebbe (e dovrebbe) avere almeno metà del territorio cablato in fibra, e invece siamo ancora qua con una adsl che fa ridere pure i paesi dell'Est...

    Aloha!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Gargilli

    > invece siamo ancora qua con una adsl che fa
    > ridere pure i paesi
    > dell'Est...
    >
    > Aloha!
    xkè "pure"? guarda che è nell'est dove le connessioni sono più sviluppate e potenti XD
    non+autenticato
  • Si, daccordo, ma il senso voleva essere un'altro. Noi abbiamo il digitale terrestre, Loro no..

    Aloha!
    non+autenticato
  • E che c'è di così valido e bello nel digitale terrestre? a parte l'aumento di prezzi per adeguare le TV esistenti?

    Se oggi Rai / Mediaset e quant'altro fanno 6 programmi da schifo domani ne faranno 20 (sempre da schifo ovviamente)
    non+autenticato
  • Girava voce che l'intenzione da parte di questa compagnia fosse quella di "lasciare" ad altri il compito di comprare KM di fibra ottica e di stenderli in giro per le città, per poi fare concorrenza sleale (approfittando della posizione dominante) per poi comprarsi la suddetta società (fatta fallire appositamente) a prezzi irrisori rispetto al valore reale..

    realistico, ahinoi....
    non+autenticato
  • > Di fatto, l'italia protrebbe (e dovrebbe) avere
    > almeno metà del territorio cablato in fibra, e
    > invece siamo ancora qua con una adsl che fa
    > ridere pure i paesi
    > dell'Est...


    Amenità che ascia il tempo che trova: citami un paese dell'est dove siano cablati VSDL o fibra in maniera sistematica.
    Altrimenti taci
    non+autenticato
  • Se vogliamo dirla tutta, buona parte della rete in fibra ottica che ha oggi fastweb l'ha comprata da telecom tempo addietro, che l'ha costruita con fondi statali e europei.
    Quindi praticamente il progetto è rifare quello che è stato fatto tanto tempo fa, ma che poi è stato venduto ad un'azienda privata per far guadagnare qualche soldino a qualche porcellino che intanto aveva preso telecom in gestione.
    non+autenticato
  • Quarta soluzione: rimane tutto com'è, tanto se l'italia va' a rotoli figurati cosa importa il livello di congestione della rete.
    E comunque, a cosa ci servirà tutta questa "propensione al futuro", visto che il futuro della rete, per l'attuale governo, è previsto essere "il vuoto"? Con il ddl Carlucci sarà illegale il p2p e con quello di quell'altro tizio del pdl si abolirà l'espressione del libero pensiero, a cosa dovrebbe servire la fibra ottica? Forse forse che mediaset ha intenzione di dominare anche il settore delle IPTV?
    non+autenticato
  • Forse forse che mediaset ha intenzione di dominare anche il settore delle IPTV?

    eggià

    o quanto meno imbrigliare
    non+autenticato
  • Per alcuni sembra che Internet sia il P2P... mah... dovete per forza tirarlo in ballo in ogni salsa..
    non+autenticato
  • E' certamente ciò che genera più traffico di qualunque altro servizio presente su internet.
    E, perdinci, quando dico p2p intendo dire anche usare bittorrent per scaricare l'ultima distribuzione di linux, cosa perfettamente lecita mi pare.
    non+autenticato
  • e ad ogni modo il progetto Carlucci non bloccherebbe soltanto il P2P...
  • Forse forse che mediaset ha intenzione di
    > dominare anche il settore delle
    > IPTV?
    Hai magiato la foglia! A bocca storta