Gaia Bottà

Stallman: mecenatismo, non disconnessioni

Una proposta per arrestare la dottrina Sarkozy. Il netizen potrà scambiare e condividere di tutto e di più, a prezzo di un contributo fisso. Ciascuno sceglierà come ripartirlo fra gli artisti. Per creare un mercato più equo

Roma - Ha definito la dottrina Sarkozy una legge "iniqua e crudele", ha invitato i cittadini della rete a non trincerarsi nei comportamenti in cui l'industria dei contenuti vorrebbe confinarli per tutelare dei modelli di business stantii. Richard Stallman, padre di GNU e presidente della Free Software Foundation, si è schierato apertamente contro il clima di terrore che potrebbe crearsi con l'avvento del regime di avvertimenti e di disconnessioni: propone di sostituire all'effetto deterrente delle ghigliottine sulla connettività uno schema secondo cui i cittadini della rete pagheranno per foraggiare gli artisti che ritengono meritevoli.

La dottrina Sarkozy si sta discutendo presso l'Assemblée Nationale: ferve il dibattito e si moltiplicano le proposte per disinnescare il rischio di abusi nei confronti dei cittadini della rete e per tentare di sostituire alla repressione dei modelli di business di cui possano godere netizen e industria. C'è chi parla di licenza globale, c'è chi, come Stallman, parla di mecenatismo.

Il padre di GNU ha collaborato alla stesura di una proposta insieme a Francis Muguet, rappresentante della Société française de l'Internet (SFI): basandosi sull'assunto secondo cui ciascun cittadino della rete pagherebbe volentieri una somma equa per finanziare gli artisti di proprio gradimento, Stallman e Muguet propongono di coinvolgere tutta la catena del valore dei contenuti online per dare vita ad uno schema innovativo.
Tutti i cittadini della rete, propongono Stallman e Muguet, potranno distribuire copie non commerciali di opere di artisti che siano membri di una società di gestione dei diritti, i corrispettivi della SIAE. Per garantirsi questo diritto, gli utenti saranno chiamati a versare non una tassa ma un contributo fisso al proprio provider. Rispetto alle disposizioni contenute nella dottrina Sarkozy e in altre proposte che fermentano in mezzo mondo, il provider conserverà un ruolo attivo nello schema ma non verrà invitato ad agire da messaggero, da delatore o da boia. Si dovrebbe invece occupare di amministrare i contributi versati dai cittadini della rete e di riversarli nelle casse delle collecting society.

Non dovrebbero però essere la collecting society a spartire i bottini: i netizen potranno scegliere entro certe soglie come ripartire i propri contributi, non sulla base del loro consumo delle opere ma sulla base dell'apprezzamento che nutrono nei confronti degli artisti e della loro creatività. In questo nodo sta il mecenatismo, in questo nodo sta la motivazione che si offre al cittadino della rete: Stallman e Muguet ritengono che basterà per indurli a scegliere di non rivolgersi allo sharing selvaggio ma di condividere e di far circolare la cultura operando nel contempo concretamente per sostenere la creatività.

Sarà il provider a gestire i registri, a comunicare alle società di gestione dei diritti le scelte degli utenti. Le collecting society divideranno i proventi basandosi sulle preferenze dei cittadini della rete e basandosi su schemi che agevolino talenti emergenti e non cariatidi che vivono di rendita. A differenze di quanto potrebbe avvenire se si mettesse in atto un meccanismo di licenza globale, con il mecenatismo proposto da Stallman e Muguet non sarebbe necessario tracciare i comportamenti di sharing a cui i netizen sono incoraggiati: il controllo sulla condivisione delle opere, spiega Muguet, non serve a stabilire le proporzioni delle ripartizioni.

Filantropia e cultura libera di circolare perché possa alimentare altra creatività. Senza controllo sui cittadini della rete, senza minacce, senza abusi. Così Stallman vuole scongiurare l'avvento di manette digitali con cui la dottrina Sarkozy vorrebbe sostenere il mercato della cultura online.

Gaia Bottà
37 Commenti alla Notizia Stallman: mecenatismo, non disconnessioni
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  • La loro preoccupazione non è di remunerare l'artista, ma di rimanere in posizione di privilegio e di rendita. Guardate quanti milioni e quante energie stanno riversando nella battaglia contro il progresso: il loro vero lavoro non è di scoprire e proporre al pubblico nuovi artisti, ma di mantenere lo status quo.

    Una proposta ragionevole, equa, sostenibile come quella si Stallman li spazzerebbe via. Non l'accetteranno mai.
    non+autenticato
  • Stargazer wrote:

    Una proposta ragionevole, equa, sostenibile come quella si
    Stallman li spazzerebbe via. Non l'accetteranno mai.

    Appunto, così come sbeffeggiarono Lessig quando proponeva di disattivare il meccanismo automatico che impedisce alle opere sprotette di passare in public domain (vedi Eldred II).

    Operazioni come quelle di Stallman non solo sono inutili, ma persino dannose quando trasmettono l'idea (carina, ma smentita dalla realtà) che il libero gioco habermasiano della discussione pubblica porti alla selezione democratica delle proposte più ragionevoli ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: gabriella giudici
    > Operazioni come quelle di Stallman non solo sono
    > inutili, ma persino dannose

    Più inutili e dannose degli intermediari che su 1 euro ne danno 0,3 all'artista ed il resto se lo tengono? Pensa se invece tu pagassi direttamente l'artista, diciamo anche 0,5 euro a brano: lui incasserebbe il 40% in più e tu risparmieresti il 50%. L'unica funzione svolta dagli intermediari è arricchirsi indebitamente.

    Se una qualunque idea, di Stallman o no, levasse di mezzo questi parassiti non porterebbe altro che grande beneficio all'umanità.
    non+autenticato
  • stargazer: Se una qualunque idea, di Stallman o no, levasse di mezzo questi parassiti non porterebbe altro che grande beneficio all'umanità.

    Intendevo giusto dubitare della praticabilità della proposta.
    non+autenticato
  • Perchè devono essere sempre gli utenti a pagare? Gli ISP devono pagare destinando una percentuale dei loro LAUTI GUADAGNI, perchè dalla vendita degli abbonamenti ADSL GUADAGNANO TANTO! Non mi vengano a dire che non guadagnano (quanto sono cresciuti gli abbonati negli ultimi anni?)! Soprattutto in itaglia gli abbonamenti sono I PIU' CARI e chi fa un abbonamento ADSL dai 2 mega in su paga già abbastanza! Inoltre devono essere aboliti iniqui compensi e società fuffa parassite ed i soldi devono andare agli artisti VERI votati attraverso un sistema SICURO!
    Arrabbiato
    non+autenticato
  • Ma non basta mettere un bottoncino di Paypal nella homepage dell'artista?
    Se mi piace, scarico dal sito l'album, schiaccio "Donate" e gli dò dei soldi (direttamente nel suo conto corrente!)
    Un pò come hanno fatto i Radiohead...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Joliet Jake

    > Un pò come hanno fatto i Radiohead...

    Colgo l'occasione per segnalare:
    http://www.pornophonique.de/music.php

    Beh, a me la musica piace (Mi ricorda il C=64Fan Commodore64), e quindi ho donato quanto ritenevo equo.
    Questione di onesta'.

    E anche se il 90% della gente non donasse nulla, e se il restante 10% donasse la meta' del prezzo pieno di un CD acquistato in un negozio, credo che l'artista alla fine riceverebbe ancora di piu' di quanto riceve ora.
    11237
  • è più probabile che l'1% di chi scarica la canzone doni 1 euro... e ricorda che molti con la scusa di non voler mettere i dati della carta di credito su internet o di non avere la prepagata non metterebbero un centesimo
    non+autenticato
  • grande mi mancavnao gli 8 bit!
    non+autenticato
  • foraggiare gli artisti che ritengono meritevoli?!?

    bah e chi lo decide? io vorrei vedere se si dovesse foraggiare lui.
    E' sufficiente pagare i brani scaricati e gli artisti saranno foraggiati automaticamente (se compro un brano è perchè quell'artista mi piace).

    E' pieno di gente che "parla parla" del lavoro degli altri e poi fa il barone universitario.

    Ho visto che chi deve lavorare per mangiare ha spesso opinioni diverse e Stallman ha trovato il modo giusto di farsi vedere facendo l'esperto di economia (economia delle tasche degli altri).
    Le sue proposte andranno in fumo ma intanto lui riceverà interviste e notorietà.

    Speriamo che si stufi presto
    non+autenticato
  • - Scritto da: baubau
    > foraggiare gli artisti che ritengono meritevoli?!?
    >
    > bah e chi lo decide?
    Tu.

    Metti che paghi 120 euro l'anno e hai una lista, che crei tu, di artisti "meritevoli".
    120 eur/a = 10 euro al mese in piu' sul canone ADSL.
    Per pagarlo dovrei scendere da alice 20m, ma mi andrebbe bene comunque.
    Comunque ogni anno darei 120 eur (e' una cifra di esempio usata per fare tornare i conti) al tuo ISP da pagare alle societa' di raccolta dei diritti o a chi detiene legittimamente i diritti dei brani scelti dall'utente.

    Considera che, al momento, spendo circa 60-70 euro l'anno in prodotti culturali (Audio e video), circa il triplo in libri.
    Ai libri non rinuncio, ma se potessi avere la possibilita' di scaricare su PC e vedere in tutta comodita' i contenuti che mi interessano... be', probabilmente triplicherei il consumo attuale.


    > E' sufficiente pagare i brani scaricati e gli
    > artisti saranno foraggiati automaticamente (se
    > compro un brano è perchè quell'artista mi
    > piace).
    Cosi' dai ad un artista forse il 3.5%, quindi circa 3.5 centesimi, nel caso dei brani a 1 euro.
    Il resto va a finire nelle tasche dell'editore e dello stampatore (diritti connessi).
    Non mi pare giusto, ne' a favore della produzione artistica.

    [...]
    > Ho visto che chi deve lavorare per mangiare ha
    [...]
    > notorietà.

    E se anche fosse? Non e' la prima volta che si parla di pagamento a forfait per il materiale scaricato dalla rete, non sara' l'ultima e di mecenatismo ancora non se ne era parlato. Piu' idee si tirano fuori e meglio e'.


    > Speriamo che si stufi presto
    Chi visse sperando...

    --
    -GT-
  • - Scritto da: Guybrush
    > Considera che, al momento, spendo circa 60-70
    > euro l'anno in prodotti culturali (Audio e
    > video), circa il triplo in
    > libri.
    > Ai libri non rinuncio, ma se potessi avere la
    > possibilita' di scaricare su PC e vedere in tutta
    > comodita' i contenuti che mi interessano... be',
    > probabilmente triplicherei il consumo
    > attuale.

    Io faccio esattamente la stessa cosa. Sono amante dei libri. Soprattutto di libri tecnici ne ho scaricati in formato chm o pdf una grande quantità. Il 90% è robaccia: gli ho dato un'occhiata, non mi piacevano, non li ho mai più aperti e ovviamente mai li avrei acquistati. Il 10% di questi libri elettronici, che invece mi piace, li ho poi regolarmente acquistati in versione cartacea.

    Con questo sistema sono passato da comprare praticamente niente ad acquistare una decina (in media) di libri tecnici all'anno. Prima non ne acquistavo perché non potevo conoscerli, o perché non erano disponibili sul mercato italiano, o per altri motivi. Adesso ne prendo molti e sono contento, così come saranno contenti gli editori che prima del p2p non vedevano da me il becco di un quattrino.
    non+autenticato
  • ma questo è il tuo caso isolato e il tuo modo di fare....

    Inoltre nulla toglie che Stallman fa sempre guerre religiose ma alla fine non conclude niente.
    Questi sono solo modi per essere intervistati e andare nelle università a sparar discorsi puramente teorici che, tra l'altro, non hanno nulla a che fare con l'economia e/o la realtà.

    Se ritiene che si possa campare con i suoi metodi può fare una sua associazione di autori/editori con un server dove, tramite abbonamento, si possono scaricare libri e canzoni
    non+autenticato
  • - Scritto da: baubau
    > Inoltre nulla toglie che Stallman fa sempre
    > guerre religiose ma alla fine non conclude
    > niente.

    Se tu ritieni che GNU/Linux, il software libero e tutto quello che ne è derivato sia "nulla" è un problema tuo.

    Microsoft per esempio non la pensa così, dato che ormai da molti anni deve fronteggiare sistemi e software liberi di grande qualità che vanno ad erodere sempre di più i suoi profitti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: baubau
    > ma questo è il tuo caso isolato e il tuo modo di
    > fare....
    [...]
    > Se ritiene che si possa campare con i suoi metodi
    > può fare una sua associazione di autori/editori
    > con un server dove, tramite abbonamento, si
    > possono scaricare libri e
    > canzoni

    E' il concetto di "seminario" che ti sfugge.
    In un seminario tu non proponi soluzioni, ma condividi idee e porti i partecipanti a pensare con la propria testa sulla tua visione delle cose.

    Qualcuno scuote il capo come te, qualcuno ci pensa su ed e' possibile che tiri fuori qualche altra idea basata su quella di partenza, ma effettivamente fattibile.

    Il motivo per cui Stallman viene seguito... e' perche' da quello che propone si puo' cavar fuori qualcosa di buono.
    Chiaro: lo 0,5% di un'opera e' ISPIRAZIONE, il restante 99,5% e' TRASPIRAZIONE, ma senza quello 0,5% tutto il lavoro del mondo diventa... inutile.

    --
    -GT-
    non+autenticato
  • - Scritto da: baubau
    > ma questo è il tuo caso isolato e il tuo modo di
    > fare....
    >
    > Inoltre nulla toglie che Stallman fa sempre
    > guerre religiose ma alla fine non conclude
    > niente.
    > Questi sono solo modi per essere intervistati e
    > andare nelle università a sparar discorsi
    > puramente teorici che, tra l'altro, non hanno
    > nulla a che fare con l'economia e/o la realtà.

    > Se ritiene che si possa campare con i suoi metodi
    > può fare una sua associazione di autori/editori
    > con un server dove, tramite abbonamento, si
    > possono scaricare libri e canzoni

    Ad esempio in italia questo non e' possibile, non so in usa.
    krane
    22544
  • Ma che bella idea originale... ormai sono anni che ogni tanto riemerge!
    Tre appunti:
    1. I costi
    2. La ripartizione degli utili fra i vari attori (anche i provvider vorranno la loro fetta!)
    3. La praticabilità

    1. Dovrebbero essere molto bassi, tipo 1 - 2 euro al mese, tenuto presente che per 15 euro posso andare a fare un abbonamento dal videonoleggio sotto casa e vedere tutti i film che voglio, senza dover pagare nessuna connessione ad internet, senza dover masterizzare nulla ecc...
    2. Come si deciderà di dividere gli utili o meglio come si fa ad essere certi che il meccanismo di votazione di ciascun utente non possa venir distorto, faccio un esempio, qualcuno ad esempio potrebbe essere disponibile a pagare a ciascun utente un tot per ogni voto espresso, o ancora potrebbe sfruttando catene di server simulare il voto di milioni di utenti.... sono certo che la fantasia dei truffatori sarà molto più vasta della mia...
    3. Con Major come quelle attuali come riusciranno a radunare una massa critica di opere perchè il sistema abbia un senso?

    Io ho paura che tutte queste iniziative alla fine si traducano in una sorta di equo compenso, come quello sui supporti vergini, senza che il consumatore tuttavia acquisisca alcun diritto, a quel punto meglio la dottrina di Sarcocoso, probabilmente sarà sempre possibile eluderla e ci sono fondate speranze che venga ritenuta incostituzionale.... ma se piazzano una tassa, quella non la toglieranno mai, come insegnano in Italia le varie addizionali provvisorie da 40 e passa anni!
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > 1. Dovrebbero essere molto bassi, tipo 1 - 2 euro
    > al mese, tenuto presente che per 15 euro posso
    > andare a fare un abbonamento dal videonoleggio
    > sotto casa e vedere tutti i film che voglio,
    > senza dover pagare nessuna connessione ad
    > internet, senza dover masterizzare nulla
    > ecc...

    mi pare si parli di musica, qui.. e in ogni caso, non cambia il discorso. ovvio che se poi ti sparano 20/30/50€ al mese possono andare a f*** ** ***o, perché a quel prezzo compro anche 10 cd su play.com, e così facendo io risparmio e loro rimangono senza il becco di un quattrino

    > 2. Come si deciderà di dividere gli utili o
    > meglio come si fa ad essere certi che il
    > meccanismo di votazione di ciascun utente non
    > possa venir distorto, faccio un esempio, qualcuno
    > ad esempio potrebbe essere disponibile a pagare a
    > ciascun utente un tot per ogni voto espresso, o
    > ancora potrebbe sfruttando catene di server
    > simulare il voto di milioni di utenti.... sono
    > certo che la fantasia dei truffatori sarà molto
    > più vasta della
    > mia...

    ovvio che non si tratterebbe di una pagina tipo www.votartisti.com in cui uno va lì, non deve loggarsi, etc. questo non avrebbe senso. si tratta di istutuire un sistema sicuro di votazione, cosa che non dovrebbe essere nemmeno troppo complicata (i codici di login variano ogni mese e vengono rilasciati al pagamento della quota - così uno se un mese non vuole scaricare nulla non spreca nemmeno soldi). per la votazione di per se, basta prendere pari pari i database delle società di distribuzione dei diritti (siae, etc) e renderli ricercabili: presto si fa, metti un elenco e un form di ricerca, magari con ajax e in stile gradevole e semplice, e un'altra lista che contiene la propria classifica mensile. una volta compilata, si conferma e il gioco è fatto... basta max una mezz'ora al mese e si ha pure la ragionevole sicurezza di non aver dato soldi a chi non si vuole darli. io più che sugli eventuali truffatori dall'esterno a quel punto starei attento ai truffatori della siae...

    > 3. Con Major come quelle attuali come riusciranno
    > a radunare una massa critica di opere perchè il
    > sistema abbia un
    > senso?

    non si tratta di avere il consenso delle major ma semplicemente di imporre questa possibilità, che sulle major non pesa nulla ed anzi permette loro di recuperare profitti dove altrimenti non ne prenderebbero. gli unici a rimetterci sono quelli che vivono di rendita su lavori di 50 anni fa o sui diritti di lavori dei genitori... la musica commerciale (purtroppo) non ne risentirebbe moltissimo, ma verrebbe premiata quella indipendente e/o alternativa

    > Io ho paura che tutte queste iniziative alla fine
    > si traducano in una sorta di equo compenso, come
    > quello sui supporti vergini, senza che il
    > consumatore tuttavia acquisisca alcun diritto, a
    > quel punto meglio la dottrina di Sarcocoso,
    > probabilmente sarà sempre possibile eluderla e ci
    > sono fondate speranze che venga ritenuta
    > incostituzionale.... ma se piazzano una tassa,
    > quella non la toglieranno mai, come insegnano in
    > Italia le varie addizionali provvisorie da 40 e
    > passa anni!

    il punto fondamentale è che deve essere completamente opzionale. se uno vuole scaricare, paga questo canone (che diventa nulla di più del canone di sky ad esempio) e poi è libero di prendere quel che vuole, chi non vuole non lo paga. ovvio che se poi uno che non paga viene beccato a scaricare lo stesso gli si fa il culo
    non+autenticato
  • - Scritto da: rock3r
    > - Scritto da: Enjoy with Us
    > > 1. Dovrebbero essere molto bassi, tipo 1 - 2
    > euro
    > > al mese, tenuto presente che per 15 euro posso
    > > andare a fare un abbonamento dal videonoleggio
    > > sotto casa e vedere tutti i film che voglio,
    > > senza dover pagare nessuna connessione ad
    > > internet, senza dover masterizzare nulla
    > > ecc...
    >
    > mi pare si parli di musica, qui.. e in ogni caso,
    > non cambia il discorso. ovvio che se poi ti
    > sparano 20/30/50€ al mese possono andare a f***
    > ** ***o, perché a quel prezzo compro anche 10 cd
    > su play.com, e così facendo io risparmio e loro
    > rimangono senza il becco di un
    > quattrino
    >

    Se posso noleggiare dal Videonoleggio sotto casa per 15 euro al mese quello che voglio, anche i video musicali su dvd (ne ha un'ampia raccolta), capisci bene che 1-2 euro al mese sono il giusto ma solo a patto che poi possa scaricare veramente tutto, ma questo non potrà mai avvenire.... sai i casisi che pianterebbero le varie TV? Già Mesiaset impedisce a Vcast di registrare i suoi canali, figurati cosa farebbero di fronte ad una eventualità simile... pensa a sky e a Mediaset premium....

    > > 2. Come si deciderà di dividere gli utili o
    > > meglio come si fa ad essere certi che il
    > > meccanismo di votazione di ciascun utente non
    > > possa venir distorto, faccio un esempio,
    > qualcuno
    > > ad esempio potrebbe essere disponibile a pagare
    > a
    > > ciascun utente un tot per ogni voto espresso, o
    > > ancora potrebbe sfruttando catene di server
    > > simulare il voto di milioni di utenti.... sono
    > > certo che la fantasia dei truffatori sarà molto
    > > più vasta della
    > > mia...
    >
    > ovvio che non si tratterebbe di una pagina tipo
    > www.votartisti.com in cui uno va lì, non deve
    > loggarsi, etc. questo non avrebbe senso. si
    > tratta di istutuire un sistema sicuro di
    > votazione, cosa che non dovrebbe essere nemmeno
    > troppo complicata (i codici di login variano ogni
    > mese e vengono rilasciati al pagamento della
    > quota - così uno se un mese non vuole scaricare
    > nulla non spreca nemmeno soldi). per la votazione

    Tu dici? E mettiamo che qualcuno mi offra per le mie recensioni favorevoli soldi, buoni, sconti ecc non riuscirebbe a falsare il mercato? Poi dici che sarebbe assolutamente sicuro... riescono a penetrare nei siti bancari....

    > di per se, basta prendere pari pari i database
    > delle società di distribuzione dei diritti (siae,
    > etc) e renderli ricercabili: presto si fa, metti
    > un elenco e un form di ricerca, magari con ajax e
    > in stile gradevole e semplice, e un'altra lista
    > che contiene la propria classifica mensile. una
    > volta compilata, si conferma e il gioco è
    > fatto... basta max una mezz'ora al mese e si ha
    > pure la ragionevole sicurezza di non aver dato
    > soldi a chi non si vuole darli. io più che sugli
    > eventuali truffatori dall'esterno a quel punto
    > starei attento ai truffatori della
    > siae...
    >


    Stai sicuro che troverebbero un sistema per modificare le votazioni.... mi ricorda tanto il televoto da casa... guarda caso hanno scoperto che sono gli artisti stessi (o le major) che pagano appositi centralini per aumentare fraudolentemente il loro punteggio.... e anche in questo caso ci sono dei costi da supportare non indifferenti... ma lo fanno, figurati se non lo farebbero per influenzare la ripartizione degli utili!

    > > 3. Con Major come quelle attuali come
    > riusciranno
    > > a radunare una massa critica di opere perchè il
    > > sistema abbia un
    > > senso?
    >
    > non si tratta di avere il consenso delle major ma
    > semplicemente di imporre questa possibilità, che
    > sulle major non pesa nulla ed anzi permette loro
    > di recuperare profitti dove altrimenti non ne
    > prenderebbero.

    Come no, se le major non danno il loro assenso non puoi fare nulla! Che a loro convenga o meno !

    gli unici a rimetterci sono quelli
    > che vivono di rendita su lavori di 50 anni fa o
    > sui diritti di lavori dei genitori... la musica
    > commerciale (purtroppo) non ne risentirebbe
    > moltissimo, ma verrebbe premiata quella
    > indipendente e/o
    > alternativa
    >
    > > Io ho paura che tutte queste iniziative alla
    > fine
    > > si traducano in una sorta di equo compenso, come
    > > quello sui supporti vergini, senza che il
    > > consumatore tuttavia acquisisca alcun diritto, a
    > > quel punto meglio la dottrina di Sarcocoso,
    > > probabilmente sarà sempre possibile eluderla e
    > ci
    > > sono fondate speranze che venga ritenuta
    > > incostituzionale.... ma se piazzano una tassa,
    > > quella non la toglieranno mai, come insegnano in
    > > Italia le varie addizionali provvisorie da 40 e
    > > passa anni!
    >
    > il punto fondamentale è che deve essere
    > completamente opzionale. se uno vuole scaricare,
    > paga questo canone (che diventa nulla di più del
    > canone di sky ad esempio)


    Ma tu sei fuori e Io dovrei pagare 30-40 euro al mese oltre al canone ADSL per scaricare, quando con 15 euro posso noleggiare quello che voglio già adesso?
    E quando allo stato attuale tutto questo lo faccio già gratis?
    Accomodati pure a pagare allora!

    e poi è libero di
    > prendere quel che vuole, chi non vuole non lo
    > paga. ovvio che se poi uno che non paga viene
    > beccato a scaricare lo stesso gli si fa il
    > culo

    Allora meglio che tutto rimanga così!
  • 1) io pagherei tranquillamente anche 10 euro in + al mese
    2) si vede che non sei informatico(o semplicemente non conosci alcune cose), ci sono mezzi sicuri al 100% dei voti se sono i provider stessi ad applicarli.
    3) le major devono rinnovarsi, prendere esempio dal mercato del porno ad esempio... hanno trasformato la "crisi della pirateria" in un vantaggio.
    pensate 10euro per ogni connessione al mondo le major ci guadagnerebbero e non poco, inoltre i cinema continueranno a far soldi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dupoint
    > 1) io pagherei tranquillamente anche 10 euro in +
    > al
    > mese
    > 2) si vede che non sei informatico(o
    > semplicemente non conosci alcune cose), ci sono
    > mezzi sicuri al 100% dei voti se sono i provider
    > stessi ad
    > applicarli.
    > 3) le major devono rinnovarsi, prendere esempio
    > dal mercato del porno ad esempio... hanno
    > trasformato la "crisi della pirateria" in un
    > vantaggio.
    > pensate 10euro per ogni connessione al mondo le
    > major ci guadagnerebbero e non poco, inoltre i
    > cinema continueranno a far
    > soldi.


    Ecco l'errore, tu vorresti porre 10 euro di tassa a tutti per il solo avere una connessione ADSL, sai cosa succederebbe? Nella migliore delle ipotesi potresti scaricare legalmente solo la parte più vecchia del catalogo, mentre per le novità dovresti pagare soldi addizionali, nella peggiore avresti una sorta di equo consenso, ma senza alcuna garanzia sulla liceità di scaricare file via p2p
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