Vincenzo Gentile

Una community per difendersi dal malware

Dedicato a chi non è sempre al passo con le nuove tecnologie, il nuovo progetto di StopBadware punta alla comunicazione tra utenti. Un'arma in più contro il male che regna sul web

Roma - La rete chiama a raccolta gli utenti per unirsi ed informarsi a vicenda contro virus e malware: questo l'obiettivo di BadwareBusters, community nata dal lavoro di StopBadware, associazione non profit finanziata da aziende del calibro di Google il cui scopo è quello di segnalare la presenza di codice malevolo su siti e applicazioni web-based.

La nuova community, introdotta in collaborazione con Consumer Reports WebWatch e finanziata dal Berkman Center dell'Università di Harvard sembra voler fare della semplicità il suo punto di forza: il sito è strutturato come un forum di discussione in cui gli utenti possono confrontarsi, portare le loro esperienze e pronunciarsi su qualsiasi aspetto relativo alla sicurezza informatica sul web. Il sistema valuta l'affidabilità di siti e programmi grazie all'esperienza diretta e alla reputazione in rete dei soggetti in questione.

Per rendere possibile tutto ciò sarebbe stato integrato un sistema basato su un algoritmo che gestisce la reputazione e la votazione dei vari servizi effettuata dagli utenti. La comunicazione tra utenti viene vista dagli ideatori del progetto come processo naturale utile innanzitutto a stabilire l'entità e l'importanza del malware.
Come definirlo e come classificarlo, quali applicazioni tenere sott'occhio o come proteggere i propri sistemi: questi, in sostanza, i parametri base che muovono le discussioni. Come spiegato sul post introduttivo sul blog di StopBadware, il servizio punta su una sorta di intelligenza collettiva come modello utile a spingere sempre più persone a partecipare e a confrontarsi.

Secondo i suoi creatori, BadwareBusters nasce soprattutto per tutelare i consumatori che si affacciano sul web pur essendo poco ferrati dal punto di vista tecnico: "ci sono molti siti in cui gli utenti possono fare domande in materia con un approccio prettamente tecnico - spiega Maxim Weinstein, manager di StopBadware - Diversamente, non ci sono molti siti che sono facilmente accessibili e consultabili da chi non possieda tali competenze".

Vincenzo Gentile
6 Commenti alla Notizia Una community per difendersi dal malware
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  • Sembra carino davvero il progetto di un'intelligenza collettiva da armare contro il malware, peccato che il Berkman Center si distingua da diversi anni per le sue campagne in favore del trusted system, giustificate, per l'appunto, con la teoria di un internet "postdiluvian", infestata dal computer crime.
    La loro tesi è la seguente:
    "perchè, invece di far prendere il controlo del tuo pc da un badware, non lo fai prendere dagli ISP? sono più buoni e affidabili.
    Come? La net neutrality? Ma quella è un'estetica del design, mica una cultura politica incorporata nel codice.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gabriella giudici
    > [...]
    > La loro tesi è la seguente:
    > "perchè, invece di far prendere il controlo del
    > tuo pc da un badware, non lo fai prendere dagli
    > ISP? sono più buoni e
    > affidabili.

    Altro che buoni e affidabili! Gli ISP sono dei veri e propri supereroi che ci difendono dal male!
    - Inamovibili come una roccia quando cerchi di passare ad altro operatore
    - Invisibili quando ficcano il naso nei tuoi affari di rete
    - Focosi quando reagiscono alle critiche pubbliche
    - e dulcis in fundo, quando hai bisogno di assistenza sono dei veri muri di gomma; non li trovate... Fantastici?

    Battute a parte, quello della fiducia è un nodo, ed è fin troppo facile e rassicurante pensare ad un'autorità vecchia e saggia che tutto sa e garantisce; per fortuna esiste almeno un esempio di alternativa decentralizzata, la web of trust di GPG...
    non+autenticato
  • Hai ragione KaysiX, ma qualcuno (il solito Zittrain, David Calrk) ha già fatto notare che il net non consiste più in «a group of mutually trusting users attached to a transparent network» www.tprc.org/abstracts00/rethinking.pdf. e ti assicuro che ne traggono tutte le (peggiori) conseguenze.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gabriella giudici
    > Hai ragione KaysiX, ma qualcuno (il solito
    > Zittrain, David Calrk) ha già fatto notare che il
    > net non consiste più in «a group of mutually
    > trusting users attached to a transparent network»
    > www.tprc.org/abstracts00/rethinking.pdf. e ti
    > assicuro che ne traggono tutte le (peggiori)
    > conseguenze.

    Non fatico a crederlo A bocca storta
    Maledetti spin doctors, "escono dalle fottute pareti!" Deluso
    non+autenticato
  • Vedrai che il badware smette di essere un problema...!!
    :PPP
    non+autenticato
  • - Scritto da: maxmurd
    > Vedrai che il badware smette di essere un
    > problema...!!
    >Con la lingua fuoriPP

    Ed i pignattari informatici come faranno a guadagnare soldi così? Windows esiste solo per loro.
    non+autenticato