Luca Annunziata

Tutti clonano Apple

Adesso ci si mette pure l'azienda che copia il piede dell'iMac. Mentre Psystar rilancia con i suoi OpenPc

Roma - Si chiama Podium, serve a tenere in piedi un iPod Touch o un iPhone, e la sua colpa è contenere la parola Pod nel nome e somigliare un po' troppo alla base di un iMac. Quanto basta per convincere i legali di Apple a mandare una lettera di diffida al produttore, invitandolo a mettere la parola fine a produzione e commercializzazione (almeno con questo nome) del suo prodotto: Pivotal ci dovrà pensare su e dare una risposta, oppure prepararsi ad affrontare i denti e le unghie degli agguerriti avvocati di Cupertino.

Il Podium di Pivotal"Il termine POD - si legge in un estratto della lettera pubblicato da TUAW - è stato ampiamente ed estesamente impiegato nel mercato dai consumatori come abbreviazione per riferirsi al player IPOD di Apple. I marchi IPOD e POD indicano per il consumatore una vasta gamma di prodotti, che comprendono dispositivi elettronici portatili, software per computer, beni relativi e servizi che si riferiscono a questi marchi o a marchi simili che in ogni caso hanno origine o sono sponsorizzati o sostenuti da Apple". Vale a dire: Apple detiene il controllo del termine POD, e nessuno a parte lei può usarlo senza il suo consenso.

Di diverso avviso naturalmente Scott Baumann, il presidente di Pivotal: "Se si guarda il nostro prodotto e poi si guarda il significato nel dizionario della parola Podium, risulta chiaro dove nasce l'idea per il nostro marchio". Secondo il dizionario Oxford, la definizione di Podium è la seguente:
podium
noun ( pl. -diums or -dia)
a small platform on which a person may stand to be seen by an audience, as when making a speech or conducting an orchestra.
- a lectern.
- a continuous projecting base or pedestal under a building.
- a raised platform surrounding the arena in an ancient amphitheater.

ORIGIN mid 18th cent.: via Latin from Greek podion, diminutive of pous, pod- 'foot.'


Le origini del termine, quindi, affonderebbero nientemeno che nel greco e nel latino, e altro non sarebbe il Podium che un "piede" al quale appoggiare il proprio lettore MP3. Che poi questo si chiami o meno iPod, è una questione che per Pivotal ha poco o nessun valore: in ogni caso, riguardo la questione del nome e l'eccessiva somiglianza con l'iMac, l'azienda chiederà assistenza ad un legale e deciderà il da farsi. Come detto, affrontare le truppe cammellate di Apple non deve essere un'avventura facile per nessuno.

Lo sanno bene quelli di Psystar, il più noto e agguerrito produttore di cloni Mac che ormai da qualche mese è invischiato in una complessa disputa sul copyright, la violazione della proprietà intellettuale e delle licenze di Mac OSX. Incurante della propria precaria situazione in tribunale, comunque, il produttore della Florida ha annunciato fiero la messa in produzione di una nuova versione del suo OpenPC, soprannominato per l'occasione Open(3).

Più snello e accattivante del precedente modello, per 599 dollari mette a disposizione un processore Core2Duo E7400 da 2,8GHz, 2GB di RAM da 800MHz di frequenza, un disco rigido da 500GB, scheda grafica Nvidia GeForce 8400GS con 256MB di VRAM e ovviamente Mac OSX Leopard 10.5. Niente Bluetooth, niente WiFi, niente Firewire, niente tastiera e niente mouse: di serie c'è un masterizzatore DVD, mentre il Blu-ray si paga a parte. Espandendo la configurazione al massimo, si arriva tranquillamente a superare i 1.500 dollari. Niente male, anche per un clone: a questi prezzi, probabilmente, si può pensare tranquillamente di optare per un modello originale.

Al momento, nessuna replica è giunta da Cupertino riguardo il nuovo modello messo in commercio da Psystar.

Luca Annunziata

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