Vincenzo Gentile

Turnitin, il plagio è servito?

Il servizio antiplagio impugnato contro gli studenti continua ad avanzare. Fra accuse di inaffidabilità e le proteste dei ragazzi: Turnitin effettuerebbe copie non autorizzate

Roma - Torna a far parlare di sé Turnitin, il servizio che vigila sull'originalità dei compiti assegnati agli studenti, accusati di attingere troppo spesso al sapere del web: mentre il servizio continua ad espandersi in California, una crew di ricercatori texani mette in guardia chiunque utilizzi o voglia utilizzare il sistema, che non manca di fornire alcuni falsi positivi. Intanto, gli studenti protestano e raccolgono firme per smantellare l'odiato strumento.

Turnitin è gestito un'azienda che opera a stretto contatto con enti educativi in maniera trasversale rispetto al grado di istruzione. Il funzionamento del sistema è alquanto semplice: i docenti chiedono agli studenti di immettere i loro lavori scritti sull'apposito form utilizzato dal programma, il cui compito è quello di vegliare l'originalità dello scritto. Turnitin effettua controlli incrociati sul testo volti a trovare eventuali analogie che indichino lo scarso impegno dello studente. In caso di riscontro negativo, il lavoro viene certificato come idoneo e passa alla correzione del docente.

Negli ultimi anni sono state molte le istituzioni scolastiche a dotarsi di tale metodo di controllo, soprattutto in USA e nel Regno Unito. Ultimo in ordine cronologico è stata la San Mateo High School che si è sobbarcate una spesa pari a oltre 9mila dollari per verificare l'originalità dei lavori dei ragazzi. Nel corso del tempo, comunque, si sono ammassati molti dubbi riguardo all'effettiva efficienza del programma: secondo molti studenti ed esperti Turnitin sarebbe particolarmente efficace solo nei casi più eclatanti di plagio, lasciando passare le rielaborazioni più fantasiose e riuscite.
Come se non bastasse, ulteriori dubbi sono stati sollevati da un'equipe di ricercatori della Texas Tech University che hanno esaminato circa 400 scritti passati al setaccio dal sistema. Dai risultati delle analisi condotte è emerso che Turnitin ha più volte segnalato i plagi in alcuni lavori, salvo poi tralasciare di farlo in situazioni praticamente analoghe. Inoltre il sistema avrebbe puntato il dito contro gli studenti in casi dove in realtà non c'era alcuna forma apparente di sovrapposizione, se non per l'utilizzo dello stesso gergo o di frasi di uso comune. Anche le corrispondenze individuate con le possibili fonti originali a cui i copioni avrebbero attinto sono risultate essere largamente imprecise. La conclusione finale dei ricercatori sarebbe che il sistema rimane comunque uno strumento utile, ma del quale non si deve abusare.

Inoltre, a molti studenti sembra non andare giù il modo in cui il servizio è strutturato: al momento dell'immissione di uno scritto, il sistema genera una copia in maniera automatica che viene archiviata. Da qui nascono le innumerevoli accuse che vedono nel sistema una vera e propria violazione della proprietà intellettuale. Già in passato alcuni studenti avevano tentato di trascinare in tribunale l'azienda che offre il servizio: ora è la volta di Gary Lowell, studente del Bridgewater State College in Massachusetts, che ha già raccolto oltre un migliaio di firme tra i suoi colleghi con lo scopo di sbaragliare per sempre il servizio.

Lowell ritiene "sbagliato archiviare ogni singolo lavoro caricato nel sistema. È il mio lavoro - dichiara - e sono io ad inserirlo su Turnitin, quindi non credo che all'azienda dovrebbe essere consentito di tenerselo per sempre". In risposta Katie Povejsil, vice presidente del settore marketing di Turnitin, sostiene che sono le università ad avere opzione di scelta per quanto riguarda l'archiviazione dei lavori. Secondo il suo punto di vista, l'azienda non arrecherebbe alcun danno, bensì un concreto vantaggio: "il nostro database protegge il lavoro degli studenti da futuri rischi di sfruttamento da parte di terzi che potrebbero accaparrarsi gli scritti e - continua - spacciarli per propri per poi rivenderli a qualcun altro".

Vincenzo Gentile
8 Commenti alla Notizia Turnitin, il plagio è servito?
Ordina
  • "Turnitin sarebbe particolarmente efficace solo nei casi più eclatanti di plagio, lasciando passare le rielaborazioni più fantasiose e riuscite."

    E basta!! Se è una rielaborazione fantasiosa e riuscita E' un BUON LAVORO!!!!

    Quanto manca all'eliminazione di quella recente mostruosità detta "Derivative Works"? Se "Rielaboro in modo fantasioso e riuscito" mi ISPIRO ad una opera, ne faccio la mia MUSA, ed uso la FANTASIA per fare qualcosa di NUOVO!

    Nell'antichità le MUSE erano DEE ed ogni opera era frutto di ISPIRAZIONE. Adesso invece devo stare sempre più attento a NON ispirarmi alle mie esperienze, perché magari stavo guardando i SIMPSON ed allora il mio quadro potrebbe essere "derivato" dai SIMPSON.....
    non+autenticato
  • E se domani lo scrittore del testo diventa famoso?

    Un Picasso della tastiera? Un novello Dante Alighieri?

    Di chi sono i diritti? Che c'è scritto nei contratti?

    Possono sfruttare economicamente la cosa?

    Immaginate un libro con tutte le poesie scritte dagli studenti...

    E se questa virtuosissima società comincia a rivendersi il testo? O le statistiche sulle parole più usate? O altre diavolo di aggregazioni di business intelligence, behavioral analysis e chi più ne ha più ne metta???

    Ogni volta è la stessa storia: se ce di mezzo un computer o un altro coso tecnologico i concetti legali di FIRMARE un contratto prima di fare qualsiasi cosa vengono sempre lasciati in secondo piano...

    Altri autorizzano a posto nostro oppure è tutto automatico, se usi lo strumento è AUTOMATICO che qualsiasi cosa ci metti diventa proprietà / dominio di un altro...

    Sta scritto nella licenza, nella User Policy o come diavolo vogliono chiamarla...

    Estremizziamo la cosa ora:

    Un bel bagno pubblico, vi scappa, sulla porta un bel cartello che voi neanche guardate pur di correre dentro...

    Peccato, ne cartello c'è scritto, in piccolo, Arial 4 magari:

    Se pisciate in questo bagno raccogliamo il vostro DNA e lo usiamo per farci i nostri comodi.

    Che volete, è il progresso...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Uzigh
    > E se domani lo scrittore del testo diventa famoso?
    >
    > Un Picasso della tastiera? Un novello Dante
    > Alighieri?
    >
    > Di chi sono i diritti? Che c'è scritto nei
    > contratti?
    >
    > Possono sfruttare economicamente la cosa?
    >
    > Immaginate un libro con tutte le poesie scritte
    > dagli
    > studenti...
    >
    > E se questa virtuosissima società comincia a
    > rivendersi il testo? O le statistiche sulle
    > parole più usate? O altre diavolo di aggregazioni
    > di business intelligence, behavioral analysis e
    > chi più ne ha più ne
    > metta???
    >
    > Ogni volta è la stessa storia: se ce di mezzo un
    > computer o un altro coso tecnologico i concetti
    > legali di FIRMARE un contratto prima di fare
    > qualsiasi cosa vengono sempre lasciati in secondo
    > piano...
    >
    > Altri autorizzano a posto nostro oppure è tutto
    > automatico, se usi lo strumento è AUTOMATICO che
    > qualsiasi cosa ci metti diventa proprietà /
    > dominio di un
    > altro...
    >
    > Sta scritto nella licenza, nella User Policy o
    > come diavolo vogliono
    > chiamarla...
    >
    > Estremizziamo la cosa ora:
    >
    > Un bel bagno pubblico, vi scappa, sulla porta un
    > bel cartello che voi neanche guardate pur di
    > correre
    > dentro...
    >
    > Peccato, ne cartello c'è scritto, in piccolo,
    > Arial 4
    > magari:
    >
    > Se pisciate in questo bagno raccogliamo il vostro
    > DNA e lo usiamo per farci i nostri
    > comodi.
    >
    > Che volete, è il progresso...

    Estremiziamo un po di meno, tanto per battere due tasti..Sorride

    Se Facebook aprirebbe oggi stesso un servizio (ad accettazione volontaria dagli utenti) per la raccolta dei dna a pro della ricerca sulle malattie genetiche, magari con una bella interfaccia grafica e con qualche sponsor benvoluto e altisonante..

    Credo proprio che un 70% buono degli utenti accetterebbe senza nemmeno pensarci ("...cavoli" disse l'utente: "questi sono i grandi progressi che cambieranno il mondo!")...

    Sarebbe ben contenta, insomma, di dare il proprio contributo..

    E volendo o non volendo è successa la stessa cosa anche con il "gps" o le "celle GSM"..

    Che bello il progresso!
    non+autenticato
  • - Scritto da: XYZ
    > Se Facebook aprirebbe

    AAAAARRRGGGHHHH!!!!
  • - Scritto da: r1348
    > - Scritto da: XYZ
    > > Se Facebook aprirebbe
    >
    > AAAAARRRGGGHHHH!!!!

    eh, anche questo e' il progresso Triste
    non+autenticato
  • - Scritto da: diegot
    > - Scritto da: r1348
    > > - Scritto da: XYZ
    > > > Se Facebook aprirebbe
    > >
    > > AAAAARRRGGGHHHH!!!!
    >
    > eh, anche questo e' il progresso Triste

    in effetti.. ^^"
    non+autenticato
  • Pensate anche al pericolo di schedatura, al pericolo di eventuali analisi "pisico-nonsoche" dei testi, al pericolo di controllo delle idee espresse dai ragazzi.

    <<No, non ti assumiamo perché quando andavi a scuola hai scritto che .... / la pensi .... >>

    <<No non ricoprirai quel ruolo perché a noi serve una persona con una attitudine diversa da ... >>

    Questo è uno dei pericoli che si corre quando una istituzione pubblica, come dovrebbe essere la scuola, si avvale di "servizi" offerti da privati
    non+autenticato
  • - Scritto da: Uzigh

    > Se pisciate in questo bagno raccogliamo il vostro
    > DNA e lo usiamo per farci i nostri
    > comodi.
    >
    > Che volete, è il progresso...

    Basta solo incazzarsi, a me tocca farlo al lavoro perchè la gente quando subisce dei supprusi non si ribella, potrete sembrare dei rompiballe, ma a mio parere meglio passare per tali che per fessi rassegnati.

    Ci levano ogni giorno un pochino di libertà, finche vi risveglieremo con le catene senza sapere nemmeno perchè!!!
    non+autenticato