Alfonso Maruccia

L'araba fenice degli hard disk

Nuovi risultati di laboratorio lasciano presagire una vera e propria rinascita di una tecnologia data spesso per morta. Ma che di qui a breve potrebbe aprire la strada a capacità di storage eccezionali

Roma - I dischi a stato solido (SSD) sono il futuro dello storage? Forse, ma la conquista definitiva del mercato da parte di tale tecnologia potrebbe essere un futuro ancora molto lontano nel tempo, viste le ricerche portate avanti dalle società di settore su soluzioni avveniristiche per la compattazione nanoscopica della densità di informazioni registrabili per pollice quadrato.

Hitachi ha promesso di immettere sul mercato HD da 4 Terabyte da qui a 3 anni, ma tutti sono concordi nel sostenere che presto le tecnologie di storage magnetico arriveranno a un punto di rottura, un limite fisico invalicabile oltre il quale le testine non potranno riconoscere i bit e i granuli del film che riveste i piatti in rotazione constante e frenetica (5400 rpm? 7200 rpm? 12000 rpm!).

Sarà a quel punto che, augurabilmente, interverrà Seagate, allontanando ancora quel limite invalicabile sino a poter registrare una quantità di dati 50 volte più densa rispetto a quanto possibile con le tecnologie odierne. Molto rimane ancora da fare, e il design della tecnologia ideata dalla corporation americana è tutto fuorché definito, ma anche se in salita la strada pare tracciata: gli SSD non sostituiranno mai il cuore pulsante dei sistemi domestici ad alte prestazioni, grazie al "miracolo" reso possibile da un intelligente uso delle tecnologie ottiche e dei laser nanoscopici.
Alla base della ricerca di Seagate vi è infatti l'utilizzo, assieme alla testina magnetica tradizionale per la lettura e la scrittura delle unità di informazione, di un'ottica laser il cui compito è riscaldare selettivamente i granuli da "incidere" in modo da renderli più stabili e quindi più "malleabili" nel processo di registrazione dei bit.

Seagate sta provando a vincere l'enorme sfida di direzionare selettivamente un fascio luminoso su dimensioni inferiori ai 100 nanometri sfruttando una nuova generazione di laser, nata dagli studi nel campo delle near field optics. Usando antenne ottiche in grado di focalizzare il raggio laser al di sotto di quel limite, i ricercatori sono riusciti a impiegare il processo di stabilizzazione del film magnetico dovuto al calore per raggiungere una densità di informazioni pari a 250 Gigabit per pollice quadrato.

Si tratta, a conti fatti, degli stessi risultati già ottenuti con gli hard disk odierni, ma Seagate avverte che si è avviato un lungo tour de force per raffinare enormemente la nuova soluzione tecnologica: i 250 Gbit per pollice quadro equivalgono a un fascio luminoso delle dimensioni di 70 nanometri, ma nei laboratori di ricerca è già stata dimostrata la possibilità di scendere sino a 20 nm.

Alfonso Maruccia
80 Commenti alla Notizia L'araba fenice degli hard disk
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  • Io crdo che la cosa migliore in questo momento è quello di aumentare un po' in generale tutte le caratteristiche degli HD e non solo la capacità, infatti, in un caomputer normale gli HD rappresentano il collo di bottiglia del suo funzionamento. Per questo bisogna aumentare affidabilità, tranfert rate, ecc., magari tralasciando anche un po' la capacità.
    Magari se qualcuno vuole un pc con molta capacità si arrangia e compra 2 hard disk, ma qualcuno vuole aumentare le altre caratteristiche non lo può fare.
  • - Scritto da: battagliacom
    > qualcuno
    > vuole aumentare le altre caratteristiche non lo
    > può
    > fare.

    Puoi sempre comprare due HD e metterli in raid0

    F
    non+autenticato
  • - Scritto da: battagliacom
    > Io crdo che la cosa migliore in questo momento è
    > quello di aumentare un po' in generale tutte le
    > caratteristiche degli HD e non solo la capacità,
    La parte interessante di queste richieste è che elencano desideri senza nessuna considerazione su quali direzioni di ricerca, trasferimento dei concetti in tecnologie, finanziamenti e valutazioni di mercato stiano tra il "dire" e il "fare".

    Sembriamo bambini molto piccoli che chiedono alla mamma "più di qualcosa", certi che in maniera per noi inspiegabile ma molto gratificante otterremo quanto richiesto.

    Un indicatore sono quelli che dicono "notizia vecchia, ne parlavano due anni fa!" perché credono che i tempi di sviluppo tra il momento nel quale ipotizzi un percorso di ricerca e quello nel quale lo dimostri in laboratorio, e poi in produzione (se riesci) siano istantanei, come gli esami di CSI o gli algoritmi di ricerca di Numb3rs: due minuti sulla tastiera e TAC! RISULTATO PRONTO che in confronto alla Google sono dei lazzaroni a metterci tanto a sviluppare i motori di ricerca.

    Davvero, sono sconcertato.Triste
    non+autenticato
  • forse hai inteso male il mio pensiero.
    credo che le azienda invece di puntare sulla ricerca per aumentare la capacità dia rciviazzione debbano investire in ricerche sulla velocità di trasferimento, affidabilità, ecc.
    Perhcè ormai non credo che (a parte aziende o chi uso il pc x lavori grossi) la maggior parte degli utenti non abbia bisogna di hard disk con tera e tera di byte che non userà mai. Ma l'utenza comune ha bisogno di hard disk che siano più longevi, affidabili e veloci, in modo da velocizzare i caricamenti, ecc.
    Le tecnologie da finanziare e in cui investire lascio che siano altre a decidere perchè non mi sento competente di poter dire che una è melgio di un altra.
    Ma se non si sa all'inizio in che direzione bisogna investire si va a finire col fare investimenti inutili.
  • sarai mica questo?
    http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Battagliacom
    No, perchè l'articoletto che si legge in quella pagina è pieno di errori di sintassi, oltre a svariate ripetizioni A bocca aperta
    non+autenticato
  • La tecnologia magneto-ottica alla base dei "vecchi" minidisc Sony si basava su principi molto simili.
    Sempre interessante vedere come rivisitare il vecchio alla luce di nuove tecnologie possa sempre dare nuovi frutti.
    non+autenticato
  • non e' proprio la stessa cosa.
    i minidisc sfruttava il sistema usato anche
    nei vecchi dischi magnetottici.
    In realta il laser puntava su un disco,simile a un cd,
    inciso sul retro del piatto magnetico.
    Questo permetteva di allineare la testina magnetica
    alle tracce sul disco.
    Infatti il disco fisso ha una posizione inamovibile
    e quindi per la testina e' relativamente facile
    trovare una certa traccia, cosi non era per queste
    unita a disco estraibile.

    Qua il concetto e' totalmente diverso, si va a scaldare
    una piccolissima porzione di materiale in modo tale
    che possa variare il suo stato sotto l'influsso magnetico.
    Perche il problema attuale, diventando ogni singolo bit
    sempre piu piccolo, e' riuscire ad agire su i singoli bit
    senza interferire con i vicini.

    Sicuramente uno sviluppo interessante pero mi rimane
    il dubbio su come faranno a smaltire il calore in modo
    efficace.
    non+autenticato
  • E basta con questi hard disk sempre piu' potenti!! Proprio ieri ho avuto notizia del quinto hard disk LaCie di amici da 1Tera o da 500Giga che è morto perdendo tutti i dati.

    Chi se ne frega di hard disk sempre piu' potenti e sempre meno costosi: non sono piu' affidabili. Stiamo facendo la stessa fine dei floppy (vi ricordate gli ultimi floppy da 1.4? dovevi fare almeno tre copie quando li dovevi dare a qualcuno, perche' almeno due su tre poi non si leggevano...). Fatemi pagare di piu' e datemi meno Gigabyte, ma fate in modo che il dato memorizzato dopo un anno si legga ancora.
    non+autenticato
  • e pensa che i soliti buontemponi sparano a zero sugli SSD proprio riguardo la durata

    in tutta franchezza ho un SSD Intel da 3 mesi e mai avuto problemi e lo spompo a dovere
  • - Scritto da: pabloski
    > in tutta franchezza ho un SSD Intel da 3 mesi e
    > mai avuto problemi e lo spompo a
    > dovere

    Oddio, tre mesi non sono poi tantissimi... Se si fosse già rotto sarebbe un bel problema...

    F
    non+autenticato
  • 3 mesi lavorando come server 24 ore su 24

    mi si sono rotti 4 hard disc in passato nello stesso lasso di tempo
  • - Scritto da: pabloski
    > 3 mesi lavorando come server 24 ore su 24
    >
    > mi si sono rotti 4 hard disc in passato nello
    > stesso lasso di
    > tempo


    Ho avuto un HD da 120 Gb della Maxtor che ha avuto dei problemi (ma comunque ho potuto recuperare tutti i dati) dopo 5 anni di onorato servizio su un pc acceso 24 ore al giorno (emule), un maxtor 320 Gb da quasi tre anni, per oltre due ani usato 24 ore al giorno e poi solo saltuariamente (ma fino ad oggi perfetto), ora ho un maxtor da 500 Gb e un Western Digital da 1Tb, attivi rispettivamente da ottobre 2008 e da gennaio 2009, sempre 24 ore al giorno e facendo le corna nessun problema.... quindi o sei sfigato o stai raccontando frottole!
  • si ma quante operazioni di i/o svolgevano al giorno?

    oh, occhio a quello da 1 tb hanno il brutto vizio di rompersi molto molto facilmenteA bocca aperta
  • ok la capacita di memoria, ma dal punto di vista di velocita l'hdd e inchiodato li mentre l'ssd ha margini di miglioramento che fanno pensare all ram....che me ne faccio di un pc con cpu a 10 core se poi devo aspettare i dati da un'unita di memoria ferma a 10 anni fa come tecnologia.
    non+autenticato
  • già ne parlava in un bell' articolo.

    questa era una delle possibili soluzioni. Un hard disk veramente "HARD", in cui i bit fossero messi in un materiale che ne rendeva imposibile il cambio di orientamento (anche in presenza di un campo magnetico) senza prima essere "amorbidito", tipo da una luce laser.
    Così si potevano stipare molti più bit a delle distanze l' uno dall' altro impossibili con la tecnologia attuale.

    semplice no?
    non+autenticato
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