Alessandro Del Rosso

SUSE Linux 11 strizza l'occhio a Windows

Novell ha lanciato la prima major release del proprio OS, frutto della collaborazione con Microsoft. Supportate le applicazioni MS.NET, Hyper-V e i tool di management per Windows

Roma - A quasi tre anni di distanza dall'ultima major release del proprio sistema operativo Linux-based, Novell ha rilasciato la versione 11 di SUSE Linux Enterprise (SLE). Questa release beneficia del controverso accordo stipulato nel 2006 tra Novell e Microsoft, accordo che ha permesso alla mamma di NetWare di integrare in SLE diverse implementazioni di tecnologie Microsoft, tra le quali Mono.

SUSE Linux 11 se la fa con WindowsNovell afferma che SUSE Linux Enterprise Server (SLES) 11 è la prima distribuzione Linux a fornire supporto commerciale per Mono. Il motivo per cui tale software - che come noto implementa la suite di strumenti MS.NET - viene "maneggiato" con molta cautela dagli altri vendor di Linux è che esso non si limita ad includere le tecnologie che Microsoft ha sottoposto all'organo di standardizzazione ECMA, ma implementa anche componenti di cui BigM potrebbe rivendicare la proprietà.

Se Novell può utilizzare Mono "a cuor leggero" è proprio grazie alle protezioni legali pattuite con Microsoft nel 2006, protezioni che mettono al riparo lei e i suoi clienti da eventuali cause per violazione di brevetto. Queste garanzie, che Microsoft generalmente fornisce in cambio proprietà intellettuali e cooperazione, sono il punto più contestato da Free Software Foundation e da molti membri della comunità open source.
Le tecnologie di MS.NET fanno il loro ingresso in SLES con il nome di Mono Extension, e permettono alle aziende di far girare le applicazioni MS.NET su Linux senza doverne ricompilare il codice. Tale estensione è disponibile anche per i mainframe System Z di IBM ma non per le altre due piattaforme supportate da SLE, Power e Itanium.

Mono Extension non è gratis: per averlo i clienti di SLES 11 devono infatti sborsare 200 dollari a server.

Nell'edizione Desktop (SLED) di SUSE Linux fa invece capolino Moonlight, implementazione del plug-in Silverlight di Microsoft che proprio di recente ha raggiunto la versione 1.0.



Novell afferma che le aree in cui il proprio sistema operativo fornisce interoperabilità con Windows comprendo virtualizzazione, system management, identity/directory federation, documenti, multimedia e accessibilità.

SLES è ottimizzato per girare sotto gli hypervisor VMware ESX, Microsoft Hyper-V e Xen con performance che Novell definisce "quasi native". Inoltre questo sistema operativo può essere gestito con gli stessi strumenti utilizzati dalle aziende per Windows, incluso Microsoft System Center Operations Manager: ciò consente la supervisione e la gestione di server Windows e Linux da un'unica console.

La compatibilità con i documenti di Office è invece fornita dalla presenza in SLED di OpenOffice 3, famosa suite open source che Novell ha condito con qualche add-on e diversi contenuti extra.

A partire dal terzo trimestre dell'anno SLES 11 potrà anche essere abbinato all'High Availability Extension, una suite di strumenti a pagamento dedicata ai sistemi mission-critical. Essa fornisce funzionalità per il clustering policy driven e per la replicazione dei dati, e secondo Novell semplificherà la migrazione dei carichi di lavoro da Unix a Linux consentendo alle aziende di "costruire un'infrastruttura conveniente e flessibile".

Da segnalare anche la presenza, in SLES 11, di JEOS (Just Enough Operating System), un sistema operativo ai minimi termini utilizzabile dagli sviluppatori per assemblare un'appliance virtuale utilizzando solo le parti di SLE necessarie per supportare una specifica applicazione. Le appliance che supereranno i test di sostenibilità di Novell potranno ricevere il supporto tecnico di quest'ultima.

Per creare versioni personalizzate di JEOS gli sviluppatori dispongono di SUSE Studio Appliance Toolkit, un software che attualmente si trova però ancora in stato di beta testing: il suo rilascio al pubblico è previsto per questa estate.

SLE poggia in gran parte sul codice di openSUSE 11.1, la versione community driven del sistema operativo di Novell: con questa condivide il kernel Linux 2.6.27, Xen 3.3 e Mono 2.0.

Una licenza base di SLES 11 costa 700 dollari per server, mentre una licenza di SLED costa 120 dollari per client. Entrambe le edizioni possono essere scaricate da qui insieme a una licenza che garantisce 60 giorni di aggiornamenti gratuiti.

Alessandro Del Rosso
384 Commenti alla Notizia SUSE Linux 11 strizza l'occhio a Windows
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  • Ultimamente su Punto Informatico si e' parlato di tutti i sistemi operativi del mondo: windows seven, vista, mac os, mandriva, ubuntu, netbsd, openbsd, freebsd, tutti tranne gNewSense.

    gNewSense e' una distribuzione di GNU/Linux completamente libera sponsorizzata da FSF e basata su Ubuntu (per ora):

    www.gnewsense.org

    Purtroppo le piu' famose distribuzioni includono software proprietario al loro interno:

    http://www.gnu.org/distros/common-distros.html

    gNewSense segue la politica di non includere niente di proprietario e di eliminarlo se per errore viene incluso e scoperto.

    Vi invito a provarla.

    Chi desidera maggiori informazioni puo' iscriversi alla mailing list di LibrePlanet Italia:

    http://libreplanet.org/index.php/LibrePlanetItalia

    --
    Graziano Sorbaioli ~ sorbaioli.org

    LibrePlanet Italia
    http://libreplanet.org/index.php/LibrePlanetItalia
    non+autenticato
  • era ora che linux capisse che non e' altro che una nullita' in confronto alla diffusione di xp
    non+autenticato
  • Peccato che sia una diffusione frutto del preinstallato, non c'è molto da andarne fieri.
    non+autenticato
  • Gia' infatti il mio notebook secondo le statistiche di vendita microsoft e' una unita' con windows, peccato che ci sia installato Linux da sempre. E cosi' i notebook di tutti gli utenti Linux.

    Quindi la stitistica del venduto con windows centra ben poco con la situazione reale di uso.
    non+autenticato
  • Anche il mioSorride
    A nulla sono valse le mie proteste per il non voler pagare qualcosa che non avrei usato.
    Ora ho una bel codice di attivazione per Vista che penso terrò come souvenir.
  • Mah... i linari in generale sono sfrontati, superbi, irritanti, astiosi, a volte irragionevoli, se vuoi antipatici, presuntuosi, un filo arroganti, supponenti, impazienti, caparbi, arruffoni ma anche fantasios e parecchio generosi.
    Ma non si piegano.
    Perché dovrebbero?
    Che si pieghino altri, per i quali dovrebbe essere naturale ormai "assumere la posizione"A bocca aperta
  • Opensuse intanto non si paga, ed esiste anche la versione di ubuntu a pagamento, punto primo.

    Opensuse non e' incasinata, opensuse e' una distro che punta tutto sull'interfaccia utente, yast non a caso e' pensato anche per utonti non avezzi all'uso della shell. in ogni caso da utente opensuse (dalla 8.1) posso dire che yast e' comodissimo e non ha eguali su altre distro, in poche ore posso tirare su un server, anche senza X, mentre con una ubuntu passerei giornate di sudo e vi quindi cercate di non paragonare le cose a pari condizioni.

    Opensuse puo' essere pensate perche' installa di default molta piu' roba di altre, ma e' pensata per Pc moderni dove poco importa non per i catorci a 600mhz, prendete ubuntu/debian o quello che vi pare e installate tutte le librerie e i programmi che ha dentro una opensuse e vedrete che poi va uguale. Per contro su opensuse puoi anche disattivare i servizi inutili e disinstallare il software che non serve.

    Tra parentesi su un Pc bidone dimostrai tempo fa che opensuse 10.3 con XFCE era molto piu' leggera di Xubuntu che arrivava a usare 300mega di swap contro i 4 mega di opensuse, stesso hardware, stessi software utilizzati.

    Non tiratemi fuori la storia di apt-get install ...
    zypper install ...

    funzionamento uguale.

    Per finire vendo e faccio assistenza su dekstop Linux e le varie *buntu sono quelle che hanno il maggior tasso di rinuciatari tra gli utenti normali che vogliono tornare a windows, mentre gli utenti con opensuse resistono e a parte un paio nessuno e' ancora voluto tornare indietro (esperienza degli ultimi 3 anni) proproi perche' agli occhi di un utente normale yast non ha confronti con una shell e apt-get...

    A tra parentesi ancora, visto che molti utenti non opensuse sono ignoranti: YaST non serve solo per installare software, enjoy molti di voi non lo sanno! YaST serve per configurare qualsiasi aspetto del sistema dal software all'hardware, agli utenti/servizi etc... tutto omogeneo e concentrato e comprensibile grafico punta e clicca.
    non+autenticato
  • Ah per finire novell da sola e' l'autrice del 46% delle patch e dei contributi apportati al codice di Linux (inteso un po' tutti i software del mondo Linux), assieme a redhat che anche lei porta una bella fetta, mentre ubuntu e' responsabile dello 0,1% di questi contributi.

    Quindi voi utenti ubuntu che vedete la vostra distro migliorare lodate redhat e novell che lavora non canonical che si limita a fare una ISO e la pubblicita'.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Di_ME
    > Ah per finire novell da sola e' l'autrice del 46%
    > delle patch e dei contributi apportati al codice
    > di Linux (inteso un po' tutti i software del
    > mondo Linux), assieme a redhat che anche lei
    > porta una bella fetta, mentre ubuntu e'
    > responsabile dello 0,1% di questi
    > contributi.
    >
    > Quindi voi utenti ubuntu che vedete la vostra
    > distro migliorare lodate redhat e novell che
    > lavora non canonical che si limita a fare una ISO
    > e la
    > pubblicita'.
    E vai di distro-war.
    non+autenticato
  • e' in risposta di difesa, sono tutti qui a dare giu' contro novell senza manco davvero capire la natura della distro, gente esperta smanettona che si lamenta che yast grafico e' piu' lento per installare un pacchetto rispetto la linea di comando... senza manco sapre che esiste zypper poi.
    non+autenticato
  • > Per finire vendo e faccio assistenza su dekstop
    > Linux e le varie *buntu sono quelle che hanno il
    > maggior tasso di rinuciatari tra gli utenti
    > normali che vogliono tornare a windows, mentre
    > gli utenti con opensuse resistono e a parte un
    > paio nessuno e' ancora voluto tornare indietro
    > (esperienza degli ultimi 3 anni) proproi perche'
    > agli occhi di un utente normale yast non ha
    > confronti con una shell e
    > apt-get...

    Mi sembra di sentire Renji Abarai che spaccia Windows e fa assistenza.

    OpenSuse per me ha solo due problemi che si chiamano
    NOVELL ed RPM (Redhat Package Manager).

    Se sei tanto esperto capirai che DEB ed APT non ha rivali nella gestione delle dipendenze e dei pacchetti

    >
    > A tra parentesi ancora, visto che molti utenti
    > non opensuse sono ignoranti: YaST non serve solo
    > per installare software, enjoy molti di voi non
    > lo sanno! YaST serve per configurare qualsiasi
    > aspetto del sistema dal software all'hardware,
    > agli utenti/servizi etc... tutto omogeneo e
    > concentrato e comprensibile grafico punta e
    > clicca.


    Yast, per lo meno l'ultima volta che l'ho usato, era veramente una ciofeca di configuratore.

    Spiego meglio: c'era un leggero effetto collaterale che modificando una parte dei file di configurazione a mano e poi usando Yast le modifiche venivano assolutamente sovrascritte.

    Adesso:
    Non mi pare proprio il caso di fare un configuratore che fa come gli pare, inteso nel senso di riscrivere il file di conf come intende lui invece di leggere le impostazioni da esso ed integrarle con le nuove modifiche.

    Ai tempi per di piu' ad ogni piccola modifica quello si ricreava tutti i file di configurazione di un sacco di servizi e configurazioni di sistema mettendoci un sacco di tempo.

    Un configuratore che decide lui mi pare proprio che non vada bene. Che facciamo come windows? Se non usi la grafica non sai dove poi mettere le mani? Partiamo dal basso che e' meglio e leggiamo sti' benedetti files di configurazione a modo, ma soprattutto scriviamoli in maniera incrementale (tipo svn o cvs per intenderci).

    Yast era negativo.

    Probabilente le ultimee versioni di yast potrebbero aver risolto questi problemi ma mi spiace non ho ne' voglia ne tempo di usare OpenSuse.
    non+autenticato
  • ho gli rpm che schifo, solo perche' lo hai scritto non ho proseguito oltre alla lettura del tuo post.

    avete rotto le p4ll3 con sti rpm brutti deb belli... la gente non lavora 8 ore al PC solo installando e disinstallando software.

    siete ridicoli, ed e' praticamente l'unica vostra sterile argomentazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Di_ME
    > ho gli rpm che schifo, solo perche' lo hai
    > scritto non ho proseguito oltre alla lettura del
    > tuo
    > post.
    >
    > avete rotto le p4ll3 con sti rpm brutti deb
    > belli... la gente non lavora 8 ore al PC solo
    > installando e disinstallando
    > software.
    >
    > siete ridicoli, ed e' praticamente l'unica vostra
    > sterile
    > argomentazione.
    Distro war 2.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Di_ME
    > ho gli rpm che schifo, solo perche' lo hai
    > scritto non ho proseguito oltre alla lettura del
    > tuo
    > post.
    >
    > avete rotto le p4ll3 con sti rpm brutti deb
    > belli... la gente non lavora 8 ore al PC solo
    > installando e disinstallando
    > software.
    >
    > siete ridicoli, ed e' praticamente l'unica vostra
    > sterile
    > argomentazione.

    Sei veramente un poverello.
    Io sono 15 anni che uso Linux. Quando gente come te si puliva le chiappe col Dos e Windows 3.1.
    Sin dall'universita' e poi fino al lavoro ho sempre avuto la fortuna di usarlo e di lavorarci.
    Di Distribuzioni ne ho provate una marea, a partire dalla Slackware, RedHat (quando venivano distribuiti con i CD della Valnut Creek che tu ovviamente ignorerai), Suse e Mandrake (oggi Mandriva), Gentoo e Centos.

    Ma come DEBIAN non ce ne sono.

    Povero ometto punta e clicca ometti pure di leggere le mie argomentazioni ma non ti permettere di sparare boiate casuali su di me.

    Se sei capace di controbattere a livello tecnico ti staro' a sentire.
    non+autenticato
  • Guarda che io non parlo per me, anche io ho usato debian... io parlo che opensuse e' fatta per gli utenti desktop... e te ci dai dietro a dire che bisogna editare a mano i file di configurazione...

    Ma lo vuoi capire che c'e' tanta gente che se gli dai un sistema Linux completamente grafico come opensuse e' stracontenta, tanto i file di conf non sa cosa sono e NON vuole saperlo e cercare di imporglielo causa il ritorno a windows?

    Non puoi pretendere che segretarie, casalinghe imparino la linea di comando di buona voglia senza protestare, yast va benissimo messo in mano a questa gente, per configurare una stampante e fare altre cazzatine di basso livello tecnico. E intanto sono persone in meno a usare Windows, persone in piu' felici di avere un PC che finalmente non prende virus si pianta ed e' da riformattare ogni 2 mesi.

    Volete o no che Linux prenda piede? e' questo il settore dove si deve spingere! e rimanere duri e puri si resta in pochi caro mio.
    non+autenticato
  • > Ma lo vuoi capire che c'e' tanta gente che se gli
    > dai un sistema Linux completamente grafico come
    > opensuse e' stracontenta, tanto i file di conf
    > non sa cosa sono e NON vuole saperlo e cercare di
    > imporglielo causa il ritorno a
    > windows?

    Sono daccordo con te.
    Dico solamente che non e' opensuse quello giusto secondo il mio modesto parere.
    In quanto architetturalmente superiore preferisco le distro basate su debian.
    Ed anche se non mi piace consiglierei Ubuntu che quanto meno ha basi solide : APT.

    Provaci tu con Suse a passare da una major version all'altra semza inbordellare tutto.
    Con Ubuntu quasi ci stanno riuscendo ed i casini sono sempre e solo relativi a sti' cazzo di driver proprietari grafici Nvidia ed Ati.

    >
    > Non puoi pretendere che segretarie, casalinghe..
    Infatti non lo pretendo e sono contento per loro che trovino quanto meno un'alternativa a Windows.
    Pero' se devi passare almeno becca la cosa migliore....

    Comunque prima o poi la gente fara' le sue scelte.
    Io prima ti ho detto le mie.
    Se un utont pretende di installare OpenSuse e poi mi chiede aiuto gli dico tranquillamente che se vuole il mio aiuto deve usarne un'altra di distribuzione. Tutto qui.
    non+autenticato
  • Su ubuntu non ci sono interfaccie evoute come yast che per quanto TU dici che facciano schifo per gli utenti normali sono una manna da cielo.

    Poi deb non e' una soluzione a niente se il package e fatto male, su kubuntu se provavo a disinstallare kmix per dipendenza mi ritrovavo senza piu' l'intero KDE! in debian una volta invece mi sono trovato di fronte ad un loop di dipendenze che mi faceva un upgrade di una cosa ne installava un'altra e poi mi chiedava il downgrade della cosa prima e cosi' ciclicamente finche' nno killavo, peccato che c'erano di mezzo le glib e mi trovato un SO da formattare senza nessun'altra speranza...

    Alle ultime versioni di RPM manca poco rispetto a deb, solo lo xor e forse solo questo, RPM si puo' anche evolvere!

    Suse ha implementato i delta.rpm, patch binarie dei pacchetti, cosi' scarichi un delta minuscolo e fai l'update del pacchetto che hai gia' installato nel sistema senza riscaricare per intero tutto il pacchetto e credimi sugli update del kernel e annessi che sono piu di 60 mega sicuri (il pacchetto intero) e' un bel risparmio di tempo e banda!

    E cmq ti lascio uno stralcio del man di zypper:

    Gestione aggiornamenti:

            update, up             Aggiorna i pacchetti installati con versioni più recenti.

            list-updates, lu        Elenca gli aggiornamenti disponibili.

            patch                   Installa le patch necessarie.
            list-patches, lp        Elenca le patch necessarie.
            dist-upgrade, dup       Esegue un upgrade della distribuzione.

            patch-check, pchk       Verifica la disponibilità di patch.
    non+autenticato
  • Fermo!

    Neanche SUSE si paga, se ti scarichi openSUSE http://www.opensuse.org/en/

    Ed anche Ubuntu si paga se acquisti il supporto tecnico da Canonical http://www.ubuntu.com/support/paid.

    Non diciamo imprecisioni per favore!
  • - Scritto da: Treepwood
    > non si paga

    ma cosa centra???
    non+autenticato
  • è il concetto di opensource visto dal barA bocca aperta
  • e pensare che ai miei tempi eravamo solo quattro amici

    uahahhahaA bocca aperta
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