Quando il notebook cede, pezzo per pezzo

La ricostruzione di un lettore del primo anno di vita del suo portatile Asus, che proprio non ne vuole sapere di funzionare a dovere. Dal pixel bruciato alla batteria, ci sono notebook che sono tutti una sorpresa

Roma - Gentile redazione di Punto Informatico, vi scrivo questo messaggio per raccontarvi la travagliata storia del mio portatile Asus, sperando in una vostra pubblicazione.

Era il Novembre del 2001 quando decisi di acquistare un portatile nuovo, per motivi di studio e "lavoro" saltuario. Dopo diverse settimane di attenta ricerca, il mio sguardo cadde sull'allora famoso AsusLK8470: Pentium-III a 1,13Ghz, 256 Mb RAM, disco da 20Gb, Ati Radeon Mobile da 16Mb, DVD-8x, ecc. a cui bisogna aggiungere una bella borsa in pelle che veniva allegata al momento dell'acquisto.

Così, convinto dalle caratteristiche della macchina, mi decido a metter mano al portafoglio ed ordinare tramite un negozio online il mio Asus, pagandolo la bellezza di 3.500.000 di vecchie lire. Una bella botta, calcolando che sono uno studente e, ovviamente, non percependo uno stipendio mensile ritenevo l'acquisto di un portatile una sorta di investimento a lungo termine.
Effettuo l'ordine ed il 6 Dicembre 2001, mi vedo recapitare il portatile a casa mia e qui comincia la vera storia. Il portatile sembra funzionare correttamente ma ci sono un paio di problemini che non avevo previsto. In alto a destra il display presenta un "bel pixel" di colore blu puffo, cioè mi sono beccato una macchina con un pixel bruciato. Cerco sui soliti newsgroup e noto come una moltitudine di macchine di questo tipo abbiano avuto lo stesso problema del pixel bruciato e come sia impossibile richiedere la sostituzione dell'intero portatile per un solo pixel bruciato; mi rassegno al problemino e mi tengo il portatile...

Successivamente mi accorgo di una cosa terribile: i tasti < > non funzionano! Cerco ancora attraverso i soliti newsgroup e cosa trovo? Che il BIOS del mio portatile (la versione allora era la 003) è una versione bacata e bisogna aggiornarla. Non solo, Asus ha preso un modello tedesco (L8400) e l'ha commercializzato sul mercato italiano rimarchiandolo come LK8470, creando così il caos tra gli utenti in cerca dell'update del BIOS sul sito ftp ufficiale dell'ASUS.

Anche in questo caso mi rassegno al problema (che comunque avrebbe potuto mettere in ginocchio subito un utente inesperto) e mi aggiorno il BIOS del portatile, con tutti i problemi che potrebbero sorgere in questo frangente: e se l'update fosse andato male cosa sarebbe successo? Avrebbero riparato il laptop senza spese?

Nota a margine: il BIOS originale montato sulla macchina aveva la "famosa" revisione 003, ora monto la 0015a, ciò significa che Asus ha creato almeno 13 versioni di BIOS per fixare diversi problemi legati alla macchina. Mi sembra emblematico di come una società che una volta era considerata una delle migliori per la qualità dei suoi prodotti, Asus, abbia rilasciato un prodotto immaturo e semi funzionante.

Passata anche questa, spero di non avere più brutte sorprese, e lavoro col portatile ancora per qualche giorno (ma ormai monitoro giornalmente i newsgroup ed i siti di news che traboccano di messaggi sul mio nuovo acquisto), finché un bel giorno noto una cosa molto sgradita: il portatile non si vuole caricare oltre una certa soglia, cioè la luce arancione di carica rimane accesa anche per giorni ma l'indicatore di batteria non supera mai livelli di carica accettabili (tipo il 30%).

E adesso?

Solita lettura dei gruppi, e decido di fare un refresh della batteria sperando che questo fixi il problema: ne faccio un altro, un altro ancora, un quarto, un quinto... alla fine escludo il problema software (tanto che ci sono aggiorno di nuovo il BIOS alla nuova versione appena rilasciata) e quindi mi decido a chiamare la Asus Italia la quale mi gira al centro di assistenza di Milano (la ISG di Milano), dove porto il laptop che mi viene riparato senza alcuna spesa (dato che era in garanzia), sostituendo il circuito di carica o almeno così mi viene detto.

Nel periodo tra Gennaio e Luglio, il portatile fa il suo dovere e non mi lascia in asso (o quasi), ma verso Luglio inizio a notare una cosa strana: la batteria pare non voglia più caricarsi completamente (ho un dejavu...). Seguono altri refresh della batteria, aggiornamenti vari del BIOS, lettura dei gruppi e siamo di nuovo giunti al problema hardware.

Passano altri mesi, in cui non posso lasciare il portatile per motivi di studio/lavoro vario e quindi rimando la riparazione della macchina a Novembre 2002, quando mi decido a ricontattare la Asus, quindi la ISG di Milano per la riparazione. Da notare che la mia garanzia scadeva il 6 Dicembre, ed io ero quindi fiducioso di potermi ancora avvalere di essa.

Dopo circa 15 giorni in cui il mio portatile rimane nel limbo di ISG, cosa si scopre? Che questa volta il problema è la batteria, che è fuori garanzia (le batterie hanno una copertura solo per 6 mesi), e che quindi mi dovrei accollare in prima persona la riparazione (68.33 euro per essere precisi). Con sempre più angoscia, accetto e dopo altri 15 giorni circa (cioè 1 mese in totale più o meno) vado a ritirare il portatile e pago il dazio.
nota a margine: ma Asus/ISG non garantisce la riparazione in 5 giorni lavorativi? Me lo sono sognato o cosa? E poi scusate, prima mi si rompe il circuito di carica della batteria e poi la batteria stessa? Siamo sicuri che non c'è un nesso tra le due cose?

Arriviamo così a gennaio 2003, quando il mio portatile ha appena compiuto il primo anno di vita e indovinate cosa? I log del mio caro FreeBSD mi fanno notare come ci siano dei "problemini" nel leggere alcune parti del disco: per i non addetti ai lavori significa che l'hard disk del portatile sta per tirare le cuoia.

Se fosse successo a qualcun altro non avrei certo creduto ad una storia simile, ma è tutto vero ed è successo a me. Ora che faccio? Tengo il disco finché non esplode, oppure mi accollo un'altra spesa e travaso tutti i dati dal disco morente a quello nuovo? Cara redazione di Punto Informatico e lettori di questo quotidiano, la domanda la rivolgo a voi: che faccio?

Se non ci credete, fate pure voi un giro sui vari gruppi dedicati all'hardware, per vedere quante persone abbiano avuto problemi con questa macchina, a dimostrazione che questo messaggio non è un delirio isolato. Bah, sono stufo della situazione, ed onestamente non mi va più di ridare il mio portatile in mano a degli sconosciuti per un indefinito (5 giorni lavorativi?!?!) lasso di tempo, per poi rivedere gli stessi o altri problemi tra poco tempo. Con me Asus ha chiuso.

Paolo Pisati

p.s. infine, a volte utilizzando il portatile e toccando la rotellina che regola il volume degli speaker o solo battendo alla tastiera si riceve una sgradevole scossa elettrica. Ormai non commento nemmeno più.

Caro Paolo
abbiamo segnalato la tua vicenda ad Asus Italia e, come già accaduto in passato, siamo certi di poter presto offrire su queste pagine la versione del produttore e capire meglio cosa e come sia accaduto. A presto! La Redazione
TAG: hw
137 Commenti alla Notizia Quando il notebook cede, pezzo per pezzo
Ordina
  • 2 anni di funzionamento senza problemi a parte il lettore dvd poi il pc nn si è mai più avviato.............. alla asus dicevano ke ormai nn conveniva più spenderci soldi sopra..........ma io ora nn posso comprarmene un altro...ke dovrei fare?
    non+autenticato
  • .... è stato non esercitare il recesso in quanto anche se dovevi perderci le spese di spedizione cmq avresti rimandato indietro un notebook che non si presentava di certo bene
    IL pixel bruciato (a meno che non si aun semplice torsione del cristallo rimasto bloccato, cosa cmq spesso risolvibile) è un sintomo di cattiva qualità elettrica dato che il transistor che comanda il pixel è molto sensibile e se si brucia avrà avuto i suoi motivi.

    Circa le batterie ti dico la mia:
    io ho lavorato per centri assistenza per notebook e sti gingilli li conosco bene e una cosa ancora mi rode; io lo dicevo in tutte le lingue che non costa nulla fare un interruttore manuale che esclude la batteria dal notebook in modo che se io uso il notebook alimentato da rete la bateria non viene alimentata non appena la carica scende del 10%.
    Questo comporta che i cicli di carica della batteria vengono sprecati e la batteria durerà meno, inoltre il circuito di ricarica (che è già per questioni di spazio ridotto all' osso e costipato in un anfratto del barebone) funziona quasi di continuo e oltre a produrre calore prorpio si becca anche quello degli altri componenti aumentando con il passare del tempo il rischio di malfunzionamenti.
    Io risolvo sempre con un metodo spartano ma molto funzionale: incerotto i contatti delle batterie che andrò a scoprire solo quando la batteria mi serve realmente in tal modo miei notebook azianotti e quelli delle persone a cui ho sempre consigliato tale pratica hanno batterie (al litio) che son durate moltissimo.
    Unica pecca che bisogna anche scegliere il notebok che consenta senza problemi tale pratica.


    Ps Non mi dite che ahnno interesse a vendere le batterie perchè alle case madri non piace per nulla investire in magazziono di batterie o ritrovarsi un cliente che ne richiede una a tre anni di distanza.
    non+autenticato
  • la garanzia PER LEGGE non può puù essere di un anno , bensì di DUE!

    prova sui siti delle associazioni dei consumatori.


    Il fatto della batteria mi suona strano ... accidenti ... il fatto che le garanzie non coprano una parte del prodotto ... sarebbe per me come affermare che una parte dei miei soldi ritornerà da sola viaggiano con le proprie gambine, NELLE MIE TASCHE ... invece non mi pare sia così.

    CAZZO.
    non+autenticato
  • si è vero .......

    ma è una legge talmente recente che sicuramente non poteva essere in vigore all'atto dell'aquisto del notebook incriminato, cmq non è applicabile a tutti i prodotti o parti di esso ....

    prima di urlare meglio chiedersi se quello che si dice sia giusto ...... lol .....
    non+autenticato
  • In effetti hai proprio ragione...volevo dire la stessa cosa!
    Quella legge vale dal Marzo 2002...io ho Comprato un Presario 700 a Dic 2001 e la garanzia è di 1 solo anno...ormai scaduta!
    non+autenticato
  • > Il fatto della batteria mi suona strano ...
    > accidenti ... il fatto che le garanzie non
    > coprano una parte del prodotto ...

    su alcune parti funziona cosi', specialmente materiale di consumo.
    non puoi, per esempio chiedere la sostituzione in garanzia dell'olio motore della tua auto.
    non+autenticato
  • Gli artt. 1519-bis ss. c.c., come introdotti dal recente d.lg. 2.2.02 n. 24 estendono a due anni la garanzia sul tuo portatile. Dette norme hanno carattere imperativo e non sono derogabili (valgono anche se la garanzia di cui sei materialmente in possesso prevede un termine inferiore).

    f_belviso@tin.it
    non+autenticato
  • Vi consiglio i ThinkPad IBM,
    forse costeranno un po' di più, ma danno buone garanzie di qualità generale (anche se nessuno è perfetto) e il servizio di assistenza è di alto livello. Driver, aggiornamenti e quant'altro non hanno confronti. Bios e compagni vengono aggiornati anche quando una macchina esce di produzione. Avete un TP 390 acquistato nel '99? Troverete tutto il supporto per Windows XP; avete un TP 365 acquistato nel '95? potrete far arrivare persino il ricambio del coperchietto di plastica che chiude le prese di espansione...(esperienza personale).
    Sono il mio lavoro, li vendo e li assisto. Non sono certo perfetti, ma ne battono molti. (E infine sono belli e "riconoscibili" ...disegnati dal prof. Richard Sapper, uno dei più grandi industrial designer in attività; anche l'occhio vuole la sua parte!)
    non+autenticato
  • Hai perfettamente ragione, io ho un ibm A30, sono delle macchine indistruttibili.Pensa che una volta mi è cascato dal tavolo il lettore dvd, mi ero quasi rassegnato a comprarne uno nuovo, quando a sorpresa lo monto e noto che funziona egregiamente senza manco un graffio!!
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | Successiva
(pagina 1/6 - 28 discussioni)