Alfonso Maruccia

IBM e Dell, ancora licenziamenti nell'IT

Il bollettino di guerra dei tagli al personale da parte dei grandi gruppi IT non si č esaurito. IBM sarebbe in procinto di trasferire all'estero un'altra fetta di posti di lavoro, mentre Dell crea scompiglio in Irlanda

Roma - I senatori statunitensi potranno anche preoccuparsi dei dipendenti stranieri assunti al posto di quelli locali, ma il fenomeno del trasferimento di forza lavoro nei paesi emergenti dove le intelligenze si trovano a costi da ingrosso non accenna a rallentare la propria corsa. Tra i protagonisti c'è IBM, che sarebbe infatti pronta a diminuire ancora la quota di dipendenti USA in favore di un travaso consistente diretto soprattutto verso l'India.

Secondo "persone familiari con la situazione", rivela il Wall Street Journal, il colosso dell'IT dovrebbe entro breve comunicare una nuova tornata di licenziamenti negli Stati Uniti, tagliando qualcosa come 5.000 posizioni e trasferendone la maggior parte nel paese asiatico. Si tratterebbe, dopo gli annunci di gennaio, della seconda sforbiciata alla forza lavoro operata da IBM che porterebbe il numero di licenziati (sempre in riferimento agli States) a 9.600.

Che si tratti di indiscrezioni veritiere o meno il trend seguito da IBM non lascia adito a dubbi: nel 2006 la quota di impiegati al di fuori degli USA ammontava al 65% del totale, mentre all'inizio del 2009 tale quota è salita al 71% su 400mila lavoratori totali. La multinazionale non ha commentato le speculazioni del WSJ, ma già nei mesi scorsi era stata paventata la possibilità, per i dipendenti che avessero voluto, di trasferirsi nei mercati emergenti e continuare a lavorare lì per l'azienda. Sarebbero "dozzine" i lavoratori che hanno accettato la proposta, originari nella maggior parte dei casi dei paesi a cui IBM si riferisce con la definizione "mercati emergenti".
I 5.000 licenziamenti, a ogni modo, dovrebbero riguardare la divisione di servizi dedicati al business, le cui competenze vanno dai data center corporate alla gestione delle risorse umane per clienti prestigiosi come Procter & Gamble. Sul perché dei licenziamenti, a parte la crisi economica mondiale, le indiscrezioni parlano di contratti terminati e non più rinnovati da parte dei clienti, o di procedure automatizzate già attive in seno a IBM. Ma le motivazioni non sarebbero solo, o semplicemente, quelle della crisi: a gennaio (giusto in tempo per la notifica dei primi licenziamenti) la corporation ha annunciato utili trimestrali per 4,42 miliardi di dollari.

I dipendenti statunitensi di IBM dicono di essersi spesso ritrovati a dover fare da istruttori per i colleghi indiani, che ora potrebbero prendere il posto di quelli americani. I diretti interessati non hanno digerito la faccenda: l'ex-dipendente IBM Lee Conrad, anima di Communication Workers of America, impegnato nel tentativo di "sindacalizzare" Big Blue, parla di "una pugnalata alla schiena" in riferimento al travaso di lavoro dagli USA all'estero. Il problema, gli risponde a stretto giro di posta il professore della University of Michigan Robert Kennedy, è che sindacati e politici "vorrebbero rallentare il trasferimento di lavoro all'estero, ma si tratta di una cosa quasi impossibile".

"Internet - continua il professore - non sta rallentando, e il business non tornerà agli archivi di carta" quindi è bene che i lavoratori USA se ne facciano una ragione e accettino il trend generale. I lavoratori indiani di IBM, che nel 2007 erano 74mila unità, serviranno all'azienda per competere sullo stesso piano delle società di outsourcing attive nel paese asiatico, società che cavalcando il costo ridotto del lavoro locale vorrebbero soffiare i clienti al gigante dell'IT mondiale.

Nel caso di Dell, infine, non si parla di pugnalata alla schiena ma pare ci siano pochi dubbi sul fatto che la decisione di chiudere l'impianto della città irlandese di Limerick porterà a conseguenze disastrose per l'economia locale. I tagli effettivi di posti di lavoro sono 2.510, ma se si mette insieme l'indotto tale cifra sale a 6.600 per una perdita di 158 milioni di dollari di valore economico.

Alfonso Maruccia
57 Commenti alla Notizia IBM e Dell, ancora licenziamenti nell'IT
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  • Forse non si è compreso a fondo che l'uso di Open Source nelle aziende, rafforza la necessità di servizi di assistenza.
    Ovviamente l'assistenza non potrà essere facilmente prestata da chi vive in India o in Cina (chi si fiderebbe di affidare la continuità dei propri servizi ad una società a migliaia di chilometri di distanza ? ) ma dovrà essere fornita da personale locale , vicino all'azienda ed alle sue esigenze.

    Pertanto l'open source può essere una GROSSA occasione per evitare l'emorragia di posti di lavoro nell'IT nostrana che DEVE trasformarsi (pena la sua sparizione) da mera venditrice di licenze di prodotti statunitensi a fornitrice di servizi su prodotti Open Source

    Ora penso anche a quei lavoratori di Oracle che rischiano il loro posto di lavoro: è evidente che il personale tecnico altamente specializzato DEVE reinventarsi come imprenditore di se stesso e vendere la propria competenza al di fuori di Oracle , FACENDO CONCORRENZA proprio all'azienda che (spero non accada) un giorno li possa considerare come esuberi.
    In passato è già successo che i fuoriusciti di aziende di grido, si siano messi assieme ed abbiano fondato piccole e medie aziende (di servizio) di successo.
    In alternativa il governo dovrebbe "scoraggiare" le aziende che si comportano in questo modo (fare + utili mandando a casa le persone) ma siamo sicuri che questo governo lo voglia davvero ?
    non+autenticato
  • Non 6600.
    9500 di cui 2500 licenziati da Dell, 6600 nell'indotto piu' altri licenziamenti sempre da Dell.
    non+autenticato
  • la gente ha capito che non c'e' futuro nel closed source, le multinazionjali che hanno fondato i loro dominio sulla umiliazione e sulla derisione del prossimo ormai sanno di essere agli sgoccioli....

    Linux per fortuna e' pronto a colmare questo vuoto.

    finalmente
    non+autenticato
  • anche il vuoto lavorativo?
    non+autenticato
  • ti sei scordato di terminare il tuo pensiero con l immancabile
    "questo e' l 'anno di LInux !!" ahaha
    (e dal 1998 che lo sento ripetere)
    crediciii
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rag. Bambocci
    > ti sei scordato di terminare il tuo pensiero con
    > l
    > immancabile
    > "questo e' l 'anno di LInux !!" ahaha
    > (e dal 1998 che lo sento ripetere)
    > crediciii

    Sarà perche sei un bamboccino ancora a giocare con le macchinette.
    Io lo sento dire da molto prima, allora era il 92 e linux aveva grossi problemi a rimanere acceso.
    In 10 anni ha fatto talmente tanti passi in avanti che se continua cosi mi spiace per te piccolo msfanboy il futuro sarà solo linux.
    Caro msfanboy l'informatica a cambiato il mondo (grazie anche a ms) ora è giunto il momento di cambiare ancora, l'informatica di massa esiste ed è una cosa ignobile, una marea di ignoranti che usano il computer alla stregua di una macchina da scrivere senza accorgersi di damocle che aspetta ansioso alle loro spalle.

    Il mondo sta cambiando, esatto, il futuro potrà solo essere linux, gli altri non reggeranno alle pressioni e piano piano le grandi aziende chiuderanno si smembreranno, una unica software house che possiede tutto lo scibile informatico non è piu immaginabile, se ne è accorta l'unione europea, se ne sta accorgendo l'america, russia e cina sono già passati al contrattacco.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rag. Bambocci
    > ti sei scordato di terminare il tuo pensiero con
    > l
    > immancabile
    > "questo e' l 'anno di LInux !!" ahaha
    > (e dal 1998 che lo sento ripetere)
    > crediciii

    Sarà perche sei un bamboccino ancora a giocare con le macchinette.
    Io lo sento dire da molto prima, allora era il 92 e linux aveva grossi problemi a rimanere acceso.
    In 18 anni ha fatto talmente tanti passi in avanti che se continua cosi mi spiace per te piccolo msfanboy il futuro sarà solo linux.

    Infatti caro msfanboy l'informatica ha cambiato il mondo (grazie anche a ms) ora è giunto il momento di cambiarlo ancora, l'informatica di massa esiste ed è una cosa ignobile, una marea di ignoranti che usano il computer alla stregua di una macchina da scrivere senza accorgersi di damocle che aspetta ansioso alle loro spalle.

    Il mondo sta cambiando, il futuro potrà solo essere linux, gli altri non reggeranno alle pressioni e piano piano le grandi aziende chiuderanno o si smembreranno, una unica software house che possiede tutto lo scibile informatico non è piu immaginabile, se ne è accorta l'unione europea, se ne sta accorgendo l'america, russia e cina sono già passati al contrattacco.
    non+autenticato
  • Stiamo tutti reclamando regole di supporto sociale, iniziamo tutti a comprendere (perché prima ce lo eravamo dimenticati maliziosamente?) il valore di collaborare in team per risolvere i problemi e poi... accettiamo come assolutamente logico che chi sta guadagnando ottimizzi ancora di più!?

    E' logico dal punto di vista della singola azienda ma in termini sociali è stupido. Mi spiego: se chi può guadagnare non aiuta gli altri allora chi lo fa? Se nell'azienda X si sta bene e si guadagna - parlo per ipotesi volutamente provocatoria - allora bisognerebbe ... assumere non licenziare!

    Faccio un esempio: le aziende X, Y e Z guadagnano ancora e bene; ora licenziano un po' e guadagnano un po' di più. Finita la crisi riassumono quelli che avevano licenziato. Alla fine hai un pareggio di assunti ma nel periodo intermedio qualcuno ha perso il lavoro mentre qualcun altro ha continuato a guadagnare con gli utili.

    Aziendalmente lo capisco (non sono un comunista, lavoro in azienda, sono un economista), non sto dicendo che mi stupisce la scelta della singola organizzazione: dico solo che socialmente è un nonsenso e prima o poi qualcuno inzierà a incavolarsi per questo (vedi il caso di ieri in Francia alla 3M).

    Forse sbaglio: lo spero!
    non+autenticato
  • Si ringraziano software come eclipse che permettono ad IBM di creare delle suite (che mi pare non costino nemmeno poco...) e liberarsi di inutili programmatori.

    Questa è la gente a cui regala stallman
    non+autenticato
  • - Scritto da: baubau
    > Si ringraziano software come eclipse che
    > permettono ad IBM di creare delle suite (che mi
    > pare non costino nemmeno poco...) e liberarsi di
    > inutili
    > programmatori.
    >
    > Questa è la gente a cui regala stallman

    Hai perso un'occasione per stare zitto.
    Sarà per la prossima.
    Ciao
  • tu ne hai persa una rispondendo... sarà per la prossima! ciao
    non+autenticato
  • Incredibilmente stupida e generica questa affermazione. Complimenti!
    non+autenticato
  • Cioè scrivi un mucchio di sciocchezze, ora vedrai che la crisi del settore IT è dovuta ad Eclipse.
    non+autenticato
  • non dico quello ma è ovvio che l'ibm basa i suoi prodotti su un sacco di roba gratuita e quindi ha meno danno a licenziare, inoltre intendo dire che si finisce per regalare prodotti ad aziende senza scrupoli
    non+autenticato
  • Ma tu scherzi e lo fai apposta o davvero ci credi a questa cosa?

    Cioè l'open source permetterebbe a realtà come IBM di licenziare le persone perché IBM prende i prodotti open source e quindi i suoi non devono lavorarci? Ma tu lavori, vivi il mondo reale?

    Eclipse è un progetto di IBM devoluto al mondo open source così come una miriade di altri prodotti. Ovviamente queste scelte non sono per "bontà" dei vari IBM, SUN eccetera, c'è un calcolo strategico ma certo questa strategia ha poco a che vedere con le persone che sviluppano.

    Le aziende danno al (o prendono dal) mondo open source per raccogliere un più ampio numero di contributi e, questa è la vera mossa, perché così possono stimolare la community a lavorare su piattaforme "sorelle" di quelle commerciali (vedi Websphere) e possono anche andare in giro a raccontare che loro hanno prodotti "open".

    Gli unici che riescono a trarre un vataggio direttamente legato alle risorse potrebbero semmai essere gli implementatori, i partner, che possono prendere semilavorati open source e assemblarli con uno sforzo inferiore ma non mi risulta che esistea la mondo nessuna evidenza che la filosofia open source abbia a che vedere con la disoccupazione!! Semmai è dimostrato il contrario: JBoss è sostanzialmente una comunità di sviluppatori che offre propri servizi di consulenza a pagamento mentre "regala" il prodotto a chi vuole utilizzarlo.

    Ma guarda tu se devo stare io - che lavoro sempre con roba di Microsoft - a difendere l'open source!!! Sorride
    non+autenticato
  • Geniale. Nella tua trollata contro l'open source senza volerlo hai beccato un prodotto IBM.
    Eclipse deriva dai sorgenti di Visual Age che IBM donò alla comunità tanti anni fa.

    A parte questo non ti sei neanche reso conto che l'aumento di produttività ha sempre portato ad una maggiore potenza del software, un maggior utlizzo e ad mercato più grande.
    Il motivo dei licenziamenti stanno da un'altra parte.

    Quanto ad IBM non sta riducendo il personale, tanti ne licenzia in occidente tanti (anzi di più) ne assume in India
    guast
    1319
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