Giovanni Arata

Regno Unito, a scuola di Internet

Alla fine delle elementari dovranno saper usare Wikipedia, i blog e dovranno persino saper cinguettare. A stabilirlo sarebbe la nuova riforma della scuola primaria

Roma - I computer diventeranno il perno dell'intero processo di apprendimento per gli scolari del Regno Unito. A prevedere tali novità sono i nuovi curricula per la scuola primaria inglese, anticipati nelle loro linee fondamentali dal Guardian. Si riaccende così il dibattito sull'impiego dei computer a fini didattici.

La presentazione ufficiale della riforma è prevista per il mese prossimo, quando l'estensore Sir Jim Rose - già Direttore dell'Ufficio Standard scolastici di Sua Maestà - la introdurrà al Parlamento. Ma intanto qualche gola profonda ha già parlato (o forse mandato un tweet) ai giornalisti del Guardian.

E così sembra emergere che i nuovi curricula saranno composti da percorsi formativi più flessibili, con l'eliminazione di centinaia di prescrizioni sulle nozioni da impartire, e la concessione di una più ampia autonomia agli insegnanti. Ma sull'alfabetizzazione informatica e l'impiego dei computer, per converso, i programmi saranno più rigidi. Prima del completamento delle elementari, i bambini dovranno avere imparato a usare strumenti come le email, i podcast, Wikipedia e Twitter - ci saranno corsi obbligatori per imparare a cinguettare - e la scrittura al computer sarà parificata a quella manuale nella pratica quotidiana. D'altra parte, gli insegnanti avranno maggiore libertà nell'insegnamento di materie come le scienze, la geografia e soprattutto la storia, dove non sarà più obbligatorio coprire per intero i programmi fino al XX Secolo.
"Si tratta di programmi molto azzeccati" dice al Guardian Mary Bousted, segretaria generale dell'Associazione insegnanti e professori. "Anche perché - spiega - danno agli insegnanti strumenti più flessibili per fare fronte alle esigenze dei bambini. I ragazzi hanno bisogno di trovare piacere nelle attività di apprendimento, ed è importante che acquisiscano capacità che li aiuteranno nell'apprendimento successivo".

Ma non tutti sembrano condividere l'entusiasmo di Bousted. Parlando al Telegraph, ad esempio, il portavoce del partito liberal-democratico David Laws ha espresso il timore che le riforme siano eccessivamente radicali. "Nessuna riforma - dice - dovrebbe anteporre l'insegnamento dei meccanismi che servono a navigare rispetto ai fondamentali che servono ai bambini per crescere".

Le sei aree di conoscenza previste dal nuovo curriculum sono: inglese, comunicazione e linguaggi, matematica, scienze e tecnologie, scienze umane sociali ed ambientali, scienze della salute e del benessere, arti e design. E nell'insegnamento di ciascuna di esse, chiosa il Telegraph, il computer dovrebbe acquisire un'importanza accresciuta.

Anche il ministro dell'Istruzione, Jim Knight, è intervenuto nel dibattito. Il responsabile del dicastero ha inteso rassicurare i cittadini d'oltremanica precisando che "Il report di Sir Rose non è neppure stato completato, che già si leggono storie su ciò che sarebbe aggiunto o tolto. La verità è che stiamo lavorando con i maggiori esperti per liberalizzare i curricula nella direzione richiesta dagli stessi insegnanti. E l'insegnamento della storia è, e sempre sarà, un perno dei nostri programmi".

Il dibattito sull'impiego dei mezzi informatici per la didattica si fa di anno in anno più acceso. Da una parte, iniziative che fanno dei computer gli strumenti - quando non addirittura gli ambienti - del processo di apprendimento. Dall'altra le riserve di coloro che, appoggiandosi anche a survey e ricerche scientifiche, contestano l'utilità dell'insegnamento mediato dalla tecnologia.

Giovanni Arata
25 Commenti alla Notizia Regno Unito, a scuola di Internet
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  • gia' rincoglioniti fin da piccoli -.- me lo vedo gia' il bambino che dice (giochiamo a prenderci?) e la'ltro (Aspe' avvio prendimi 2.0 lo connetto in rete e iniziamo)

    -.-
    non+autenticato
  • Buona questa!!! Sorride
    non+autenticato
  • Poi magari la rete e' sovraccarica e prendimi 2.0 e' orribilmente laggato, ed alla fine finisce che il bambino che fa da server acchiappa sempre l'altro ragazzino senza che questo possa spostarsi. Uhm....bullismo 2.0!
    non+autenticato
  • Mi sembra di aver letto che l'insegnamento dell'uso di twitter e podcast andrà a discapito dell'insegnamento della storia: gli insegnanti potranno decidere di limitarne l'insegnamento a solo due periodi della storia britannica.
    Si potrebbe introdurre l'insegnamento dell'uso del frullatore o del telecomando della tv. E perché non anche l'insegnamento dell'uso della bicicletta. Anche quelli sono strumenti, no?
    Certo, è questione di priorità.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lele
    > Mi sembra di aver letto che l'insegnamento
    > dell'uso di twitter e podcast andrà a discapito
    > dell'insegnamento della storia: gli insegnanti
    > potranno decidere di limitarne l'insegnamento a
    > solo due periodi della storia
    > britannica.
    > Si potrebbe introdurre l'insegnamento dell'uso
    > del frullatore o del telecomando della tv. E
    > perché non anche l'insegnamento dell'uso della
    > bicicletta. Anche quelli sono strumenti,
    > no?
    > Certo, è questione di priorità.

    appunto...

    e infatti, con quel "genere" di "informatica" che si vorrebbe insegnare nelle scuole, si otterrebbe di condizionare e controllare la gente molto più che insegnando l'uso del frullatore o della bicicletta: ed ecco la priorità!

    Occhiolino
    ciao
    non+autenticato
  • sottoscrivo 'Scimmie ammaestrate' di CCC.

    Ed a proposito della libertà degli insegnanti di decidere cosa insegnare, e soprattutto cosa NON insegnare, ricordo che 'Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla'.

    E così riescono ad abituare le loro scimmiette a rinunciare alla prrivacy fin dalla più tenera età, raccontando tutto di sé stessi su Internet, via posta, e peggio ancora via Twitter.

    Se lo stato non può schedarli attivamente, farà in modo che siano essi stessi a schedarsi fin da piccoli.

    La conoscenza rende l'uomo libero, ma occorre intendersi su cosa si intende per conoscenza: la conoscenza non è saper usare Twitter.
    La conoscenza è quella cosa che ti consente di riconoscere il bene ed il male (e non di prendere per buono quello che ti racconta il primo giornalista prezzolato alla televisione), di farti un'opinione, di scegliere, anche facendo tesoro delle esperienze degli altri (la storia, appunto).
  • Quoto.
    aggiungo: certamente Wiki è una enciclopedia pratica, veloce da consultare, ma in quanto ad affidabilità di informazioni non è certo al primo posto come documentazione.
    Quindi ci si fida di documenti che non possono essere affidabili (prorio dovuto al fatto che numerose persone vi possono inserire testi e tali persone non possono essere esaminate in modo serio), utili per avere una informazione veloce talvolta utili ma sicuramente argomenti da approndire.
    Ma poi pensano veramente che i ragazzi se muniti di computer non riescano (o non imparino in prorio) ad accedere a queste informazioni di cui i motori di ricerca hanno piene le pagine?Perplesso
  • Il modo migliore per imparare a ragionare è quello di conoscere le materie base su cui si basa il mondo, quelle vere come la matematica, le scienze, la storia e l'italiano (lettura e scrittura).
    Io sono in un liceo e quando leggo i compiti d'italiano di alcuni miei compagni rabbrividisco per la scarsità di contenuto e gli "orrori" d'ortografia.
    L'uso di strumenti per la comunicaizone non dovrebbe essere affidato a bambini così piccoli che non conoscono i veri pericoli della rete. Poi magari mettono stupide protezioni e limitazoini sull'uso di internet per combattere la pedofilia.
    Nei primi anni di vita lo scopo di un bambino dovrebbe essere quello d'imparare il più possibile su quelle materie che poi gli permetteranno di affrontare meglio la vita.
    Per non parlare dell'uso di wikipedia; prima si lamentano che wikipedia è una ofnte non attendibile, poi lo fanno aggiornare ai bambini!
    Anche perchè non vedo una conoscenza così alta per poter navigare wikipedia, si tratta di una normale pagina di internet con contenuti enciclopedici.
    L'uso di internet dovrebbe essere insegnato alle scuole medie dove gli alunni sono più consapevoli dei propri mezzi.
  • sarebbe un ottimo modo per imparare la matematica e la geometria
    molto piu' divertente ed istruttivo

    scommetto che cosi' molti che oggi la odiano, finirebbero per apprezzarla.
    non+autenticato
  • accidenti che idea!

    giusto come dice papert dal 1962 e come ha reso possibile
    con logo a partire dal 1968, come ha permesso kay con
    squeak, il mit con scratch, ecc. ecc. ecc. ecc.

    http://www.papert.org/articles/embodiments.html

    in ogni modo non hai espresso solo(tanto) un opinione,
    ma sottolineato una certezza assodata e purtroppo
    semplicemente ignorata dal mondo della scula,
    per ovvissime ragioni...

    ottimo ricordarlo,
    in ogni modo, perciˇ
    grazie mille e dillo
    a pi˙ gente possibile!

    ciao,
    alex
    non+autenticato
  • Scusate, ma io so usare Wikipedia, i blog, tengo in ordine il pc della mia ragazza, do consigli a mio padre su cosa installare sul suo, so persino usare il comando sudo su Ubuntu...

    ma sono un IGNORANTE TOTALE di informatica.

    Perché a casa mia l'informatica non è cliccare come un pirla i bottoni di un browser.

    Ennesima dimostrazione di come i governanti siano ignoranti e ci vogliano imporre ad ogni costo la loro ignoranza, cercando di rovinare la testolina dei più giovani.

    Capre, capre, capre!

    Poi si legge sul Corriere che in Inghilterra hanno troppe ragazze madri, leggi: ci sono un mucchio di 13enni così stupidi ed ignoranti che non sanno come nascono i bambini. Strano!
    non+autenticato
  • E non sarebbe bello che la tua ragazza fosse in grado di farsi una scansione virus da sola e tuo padre trovarsi da solo i programmi da installare leggendo qualche forum ed informandosi autonomamente?

    Posso capire che chi non ha mai mandato un'email o chi crede che tg1 e tg5 facciano informazione, possa credere che saper usare internet sia superfluo per la formazione di una cultura libera e polivalente...

    Ma da uno che legge PI e scrive sui forum... proprio non lo capisco.
    non+autenticato
  • Non mi sono spiegato bene: avere la patente non significa sapere aggiustare una macchina.

    Saper smanettare con le funzioni base di un'interfaccia grafica non significa conoscere l'informatica.

    Se a scuola ti devono insegnare per 12 anni una cosa che normalmente si impara in mezz'ora la domenica mattina, allora per favore:

    1) non chiamatela informatica, perché non lo è.
    2) non stupitevi se poi i ragazzini diventano stupidi.
    3) ma dove vivono questi? Tutti i ragazzini sanno usare Wikipedia e scrivere un commento in un blog. Sanno anche come crackare una PSP, se è per questo, e farci girare software home brew.

    - Scritto da: Xav
    > E non sarebbe bello che la tua ragazza fosse in
    > grado di farsi una scansione virus da sola e tuo
    > padre trovarsi da solo i programmi da installare
    > leggendo qualche forum ed informandosi
    > autonomamente?

    E' una questione di priorità: io non so rammendare i calzini e non ho voglia di dedicare tempo per imparare, mentre la mia ragazza lo sa fare e rammenda i miei e i suoi. Io preferisco smanettare dol computer e mi prendo cura del mio e del suo. Mio padre sa installare e usare computer da sempre, anni fa si era messo a programmare in basic per il solo piacere di imparare, ma a 60 anni è normale che non hai voglia di stare dietro a tutte le novità disponibili e quindi è normale che io lo aiuti. Lui mi aiuta quando devo fare lavori in casa o aggiustare qualcosa, perché lo sa fare meglio di me.
    non+autenticato
  • A parte che qui stiamo parlando di scuola primaria, fare una polemica sui termini mi sembra superfluo... Qualcuno potrebbe dire che conoscere la data della scoperta dell'america e poco altro non è certo "storia".

    Insegnare a tutti un linguaggio di programmazione sarebbe davvero superfluo (visto anche la rapidità con cui evolvono). Ma saper usare gli strumenti di internet, wikipedia, consultare blog, forum e simili; non può essere equiparato al saper rammendare un calzino, perché rappresenta una porta per la conoscenza e la formazione dell'individuo.

    Ti ricordo che la cultura rende liberi e internet attualmente è l'unica cultura "non filtrata" esistente.

    Ti ricordo ad esempio che tutti votano... Occhiolino

    Non tutti i ragazzini usano wikipedia, la maggior parte pensa che internet sia solo porno e facebook! Poi ci sono quelli che internet non ce l'hanno proprio e un pc non l'hanno mai visto (e ce ne sono tanti). I bambini non hanno tutti genitori laureati, per questo esiste la scuola... Ma soprattutto, attualmente chi insegna loro ad usare questi strumenti? Te lo sei mai chiesto?

    Cerca di avere una visione più ampia...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Xav
    > A parte che qui stiamo parlando di scuola
    > primaria, fare una polemica sui termini mi sembra
    > superfluo...

    Non è una polemica sui termini: dicendo ai ragazzini che hanno studiato "informatica" dai loro l'illusione di essere esperti in qualcosa, quando invece è tutto il contrario. Ti ripeto che anche io so usare gli strumenti che mi servono, ma sono consapevole dei miei limiti. Studiare e avere una cultura è anche e soprattutto questo: conoscere i propri limiti.

    E poi, considera che dedicare spazio all'insegnamento di Wikipedia significa toglierlo ad altre materie. Tu cosa preferisci per tuo figlio: che gli insegnino a leggere, scrivere e far di conto (cioè, che gli insegnino a *pensare* col cervello) oppure che lo mettano davanti al PC a sbattere i tasti sul box di ricerca di Wikipedia? E cosa gli insegni, tra l'altro?


    > Qualcuno potrebbe dire che conoscere
    > la data della scoperta dell'america e poco altro
    > non è certo
    > "storia".

    Infatti non lo è. E' il primo passo, però, per poterla imparare. Così come fare gli insiemi non è fare un'equazione di secondo grado, ma è il primo indispensabile passo per arrivare alle equazioni.


    > Insegnare a tutti un linguaggio di programmazione
    > sarebbe davvero superfluo (visto anche la
    > rapidità con cui evolvono). Ma saper usare gli
    > strumenti di internet, wikipedia, consultare
    > blog, forum e simili; non può essere equiparato
    > al saper rammendare un calzino, perché
    > rappresenta una porta per la conoscenza e la
    > formazione
    > dell'individuo.

    Rammendare, mettersi a posto la macchina, aggiustarsi la lavatrice, saper cambiare l'hard disk del computer sono tutte cose che ti permettono di arrivare a fine mese, scusa se è poco.

    Usare gli strumenti di internet non è informatica, internet non è l'informatica e soprattutto non c'è niente da insegnare a riguardo. Cosa insegnerai mai ai ragazzini? "Digitare vuvvuvvù punto ittì punto uichipedia punto orgghe"? Bene, e poi?


    > Ti ricordo che la cultura rende liberi e internet
    > attualmente è l'unica cultura "non filtrata"
    > esistente.

    Internet non è una cultura. Le biblioteche e le librerie non hanno filtri, puoi comprarci tutti i libri che vuoi e fino a pochi anni fa nessuno usava internet eppure...

    Anzi, quando la massa delle persone non solo non aveva internet, ma non aveva nemmeno la scuola obbligatoria e l'analfabetismo dilagava, si era sempre a rischio che prendessero lo schioppo in mano e si mettessero in testa di far la rivoluzione. Oggi invece?


    > Ti ricordo ad esempio che tutti votano... Occhiolino

    Quindi?


    > Non tutti i ragazzini usano wikipedia

    Quindi? Non capisco perché tutto d'un tratto sia diventato fondamentale usare Wikipedia, equiparandola all'apprendimento delle conoscenze fondamentali...

    > la maggior
    > parte pensa che internet sia solo porno e
    > facebook!

    Problemi loro, che ti devo dire? Non vedo perché i bambini debbano perdere tempo dedicato all'apprendimento per sopperire all'idiozia di qualcuno.


    > Poi ci sono quelli che internet non ce
    > l'hanno proprio e un pc non l'hanno mai visto (e
    > ce ne sono tanti).

    Temo quindi che "usare Wikipedia" sia l'ultimo dei loro problemi. Ci sono bambini che non hanno letto un libro, se è per questo. Non viviamo in un mondo perfetto.


    > I bambini non hanno tutti
    > genitori laureati, per questo esiste la scuola...

    Nemmeno i miei genitori sono laureati, cosa c'entrerà mai con l'insegnare "Wikipedia"?


    > Ma soprattutto, attualmente chi insegna loro ad
    > usare questi strumenti? Te lo sei mai
    > chiesto?

    Imparano *da soli*: come qualunque essere umano normodotato. Non siamo scimmie ammaestrate che hanno bisogno dell'istruzione di Stato obbligatoria per fare le cose. Non siamo mica parlamentari, noi!


    > Cerca di avere una visione più ampia...

    Io?!?
    non+autenticato
  • non capisco perché sei così polemico e aggressivo, stiamo solo discutendo...

    insegno ad un bambino a leggere perché possa avere accesso alla cultura... saper leggere non serve a niente di per se.

    insegno ad un bambino a cercare le informazioni su internet, come, dove, come selezionarle in maniera critica, come discuterle, porre domande... non si tratta di imparare a digitare un url, ma soprattutto di leggere quello che viene fuori!

    E' vero che le librerie sono piene di libri... ma costano! e ogni libro contiene una singola opinione, attraverso internet posso avere pluralità ed intervenire nella discussione.

    In sostanza imparare ad usare gli strumenti informatici ed internet in modo costruttivo e consapevole non costituisce cultura di per se, ma crea i presupposti per approfondire qualsiasi altra materia, argomento, attualità con la quale ci si confronta nel corso degli studi e della vita.

    Ben venga che la scuola ne tenga conto e non deleghi la cosa all'autodidattica.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Xav
    [...]
    > Ti ricordo che la cultura rende liberi e internet
    > attualmente è l'unica cultura "non filtrata"
    > esistente.

    beata ingenuità...

    1) internet è un mezzo tecnologico, la cultura è un'altra cosa
    2) ma tu davvero credi che internet è cultura "non filtrata"???
    quello che molti qui stanno cercando di farti capire è che la scuola dovrebbe dare alle persone strumenti e modalità in grado di creare in loro una consapevolezza ed una coscienza critica autonoma e non condizionata o filtrata in alcun modo (internet per primo!)...
    quella consapevolezza ed la coscienza critica autonoma che a te sembrano far difetto

    > Ti ricordo ad esempio che tutti votano... Occhiolino

    e con questo?
    peraltro la "cultura" che si voorebbe far passare nelle scuole con certi programmi è proprio, guarda caso, quella del televoto o del sondaggio web...

    > Non tutti i ragazzini usano wikipedia, la maggior
    > parte pensa che internet sia solo porno e
    > facebook! Poi ci sono quelli che internet non ce
    > l'hanno proprio e un pc non l'hanno mai visto (e
    > ce ne sono tanti). I bambini non hanno tutti
    > genitori laureati, per questo esiste la scuola...
    > Ma soprattutto, attualmente chi insegna loro ad
    > usare questi strumenti? Te lo sei mai
    > chiesto?

    mi sa che dovresti informarti un po' meglio su cosa e come si insegna oggi nelle scuole italiane in materia di informatica...

    > Cerca di avere una visione più ampia...

    sì ecco!
    non+autenticato
  • "Meglio sapere un po' di tutto, che tutto di una cosa."

    Anche se poi bisogna scegliere un campo in cui impegnarsi e diventare bravi su cui puntare per il proprio futuro.
  • - Scritto da: Paracelso
    > Saper smanettare con le funzioni base di
    > un'interfaccia grafica non significa conoscere
    > l'informatica.
    >
    > Se a scuola ti devono insegnare per 12 anni una

    >
    > 1) non chiamatela informatica, perché non lo è.

    tsk tsk ... non chiamatela ... SCUOLA! Va bene informatizzare, ma l'uso della wiki in alternativa al sussidiario e' solo un cambio di strumento per insegnare sempre e comunque la storia. Qui invece - a quanto sembra - pensano di istituire ore di lezione sull'uso della wiki, etc. perche' a chi le istituisce son servite delle lezioni per impararne l'uso ... mentre ai ragazzini viene spontaneo farlo; ma gli adulti sono cosi' limitati da non rendersene conto (o educatori presuntuosi; o ancora, peggio, truffaldini nei confronti dei loro sudditi). Purtroppo si perde di vista il fatto che la comunicazione, almeno fino ad un certo livello, si impara comunicando ... non a lezione.

    ciao

    mfp
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