Luca Annunziata

La Baia ora č anche su Facebook

I bucanieri svedesi avanzano, incuranti del processo in attesa di sentenza. E nel frattempo tra i torrenti appare un archivio che punta il dito contro i guadagni del poliziotto amico delle major: Jim Keyzer

Roma - La prossima frontiera del file sharing sono i social network: ci crede pure The Pirate Bay, visto che ha da poco introdotto nel suo portale una nuova funzionalità che consente a tutti gli utenti di infilare un link ad un file torrent sul proprio profilo di Facebook al prezzo di un semplice click. Una sfida alle major musicali e del cinema che molto presto potrebbe scatenare una controffensiva.

Nelle pagine relative ad ogni singolo archivio indicizzato da TPB, che contenga materiale libero o coperto da copyright, compare adesso un link preceduto dall'inconfondibile logo del social network più in voga della Rete: "Share on Facebook" si legge lì accanto. Con un click compare una finestra che consente di inviare un link di segnalazione ad una ristretta cerchia di amici o di postare direttamente tutto sul proprio profilo pubblico: "Spero solo che la gente - commenta il celebre avvocato Ray Beckermann sul suo sito - non utilizzi questa funzione per scaricare materiale coperto da copyright che non sono autorizzati a condividere".

Il rischio che invece sia proprio questa la possibilità più concreta, tuttavia, è tutt'altro che remoto. Da parte sua brokep, vale a dire il portavoce della Baia Peter Sunde, non si dichiara particolarmente preoccupato: "per quanto ne so nessun detentore di diritti ha protestato ancora" per questa nuova feature, anche se ricorda che qualsiasi reclamo giunga nella casella di posta di TPB finisce automaticamente nel cestino. Né tirare in ballo Facebook dovrebbe essere un problema: la Baia non ha informato preventivamente il social network delle sue intenzioni, ma a parere di Sunde "tengono d'occhio il loro portale ogni giorno, l'avrebbero dovuto notare da un bel pezzo".
In ogni caso, il materiale "scottante" sulle pagine di TPB non manca: accanto alla consueta lista di film e album musicali molto spesso additati come principale problema nel corso dei dibattiti e dei processi, si trova molto materiale distribuito legittimamente grazie al protocollo BitTorrent. Fanno ora la loro comparsa anche altri documenti che ci si potrebbe quasi aspettare di trovare invece sul sito principe della rivelazione, Wikileaks. Ultimo dei quali, un archivio contenente molte informazioni personali su Jim Keyzer, vale a dire il poliziotto della divisione scientifica che ha indagato su TPB, accusato dai bucanieri di essersi venduto alle major e poi scagionato.

Keyzer, che proprio tramite Facebook aveva lasciato trapelare la notizia di essere passato per un periodo alle dipendenze di Warner, era scampato ad un'inchiesta grazie al giudizio dei suoi superiori: secondo la polizia svedese non era stato commesso alcun illecito, e dunque non esisteva alcun presupposto per procedere in una indagine per conflitto di interessi. La decisione non era stata presa molto bene dai sostenitori della Baia, Sunde in testa, e un ricorso contro questa decisione era stato promesso.

Evidentemente a qualcuno devono essere saltati i nervi: violato l'account di posta della fidanzata di Keyzer su Hotmail, una serie di informazioni personali sono state collezionate e infilate in un archivio poi distribuito attraverso TPB. Al suo interno una dozzina di documenti, per lo più in svedese, riguardanti la compravendita di un nuovo appartamento da 240 metri quadrati per la coppia e del valore di circa 2,5 milioni di corone svedesi (220mila euro): "Jim Keyzer e la sua fidanzata hanno comprato una nuova casa, ma dove hanno preso i soldi? - ironizzano i cracker - Č questo che si domanda, e sta a te scoprirlo".

Battute a parte, nei commenti al torrent incriminato gli utenti della Baia si dividono: c'è chi plaude all'azione, ripetendo all'infinito quell' "EPIC WIN" cinguettato da Sunde durante il processo poche settimane or sono, e chi invece mette in luce quanto poco etico e molto illegale sia violare l'email altrui e distribuire documenti e password a chiunque. "Essere per la pirateria è un conto, ma attaccare la vita personale di qualcuno solo perché non è d'accordo con te è solo segno di immaturità" dice un utente, "Per me questo è troppo. Non si scherza con la vita personale, nemmeno di un dipendete delle major o di un poliziotto" aggiunge un altro: al momento il file resta online, e non è giunto alcun commento al riguardo da parte dei fondatori di TPB.

Luca Annunziata
13 Commenti alla Notizia La Baia ora č anche su Facebook
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  • mm, e dire che pensavo che il costo della vita in Svezia fosse maggiore del nostro. Da noi quel prezzo lo trovi sono in qualche paese sperduto in campagna e montagna non turistica ..

    Luigi
    non+autenticato
  • A Roma in periferia Porta di Roma, siamo a 390.000 per 90mq.
  • Prima di tutto un dubbio: non mi sembra e non credo che ci sia un signor Facebook che ogni giorno tiene d'occhio il sito.
    Credo proprio che risparmino anche su quello, visto che all'indomani dei contestati gruppi pro-mafia ne ho trovati almeno 50 a favore di Riina. Quindi IMO il controllo si basa molto sulle segnalazioni degli utenti rispetto alle violazioni e che la cancellazione/sospensione avvenga in modo random.
    Quindi Sunde può dire ciò che vuole ma non vi è nessuna tacita accettazione di FB.

    Per le domande direi:
    1) Dove sta scritto che 220.000 euro siano in contanti? Esistono i mutui.
    E poi.....beh se hai contanti magari hai venduto una casa, azioni, titoli di stato o si tratta di un'anticipo sulla liquidazione di lei o di lui o di entrambi. Insomma di motivi ce ne sono miliardi.
    2) La violazione dell'email è allucinante. E anzi Sunde in tal modo avvalla il contrario di quella libertà che afferma di voler difendere tramite la pirateria. Quindi se passa che il fine giustifichi i mezzi, beh... signori non solo il vostro ip quando scaricate non è affatto sicuro ma tutta la vs vita privata lo è (magari già è così) ma fino a prova contraria non è legale farlo per la pubblica sicurezza finchè non siete colpevoli o sospettati di un reato ( e in quest'ultimo caso c'è ancora un giudice che deve dare l'ok).
  • La vita privata di un prezzolato delle majors non vale nulla. Come nulla vale quella di un perseguitato dalla majors. Anzi, io sono per la pubblica gogna. Diciamocelo: sicuramente quel pseudo poliziotto ha commesso reati, ma a causa della copertura dei superiori la fa franca. la gogna è il minimo.
    non+autenticato
  • Ancora un po cosi e arriverà la fine di facebook.

    Hanno cominciato con "viris", con offerte promozionali, ora continuano spacciando canzoni.

    Ma utilizzarlo per lo scopo che era nato, era troppo bello?
  • Non vedo motivo di farsi tutti questi scrupoli. Poliziotti e magistrati riescono a ottenere il 99% delle nostre vite con una semplice richiesta al provider, al gestore del sito, o all'azienda telefonica di turno.
    Per quale motivo non si dovrebbe fare altrettanto con loro? Per quale motivo queste persone sono al di sopra delle regole che loro stessi pretendono che noi si rispetti?
    Ben vengano quindi iniziative come questa, specialmente se la vittima è un personaggio squallido come Keyzer.
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    Sempre, sempre dalla parte di TPB.
  • Luco wrote:

    Per quale motivo queste persone sono al di sopra delle regole che loro stessi pretendono che noi si rispetti?

    Beh, forse perchè questo è il cardine delle democrazie liberali: enunciare con grande eticità regole universali e inclusive e praticare concretamente l'assoggettamento e l'esclusione di 3/4 del mondo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gabriella giudici
    > Luco wrote:
    >
    > Per quale motivo queste persone sono al di sopra
    > delle regole che loro stessi pretendono che noi
    > si rispetti?

    Mah, forse perché i primi a non rispettare le regole sono state proprio le autorità. Se invece di insabbiare tutto avessero avviato l'inchiesta, non si sarebbe arrivati a questo. Allora, se loro per primi imbrogliano le carte, si scopre che, giocando sullo stesso terreno, alla fine le prendono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: PeeBee
    > Mah, forse perché i primi a non rispettare le
    > regole sono state proprio le autorità. Se invece
    > di insabbiare tutto avessero avviato l'inchiesta,
    > non si sarebbe arrivati a questo. Allora, se loro
    > per primi imbrogliano le carte, si scopre che,
    > giocando sullo stesso terreno, alla fine le
    > prendono.

    QuotoA bocca aperta
  • le leggi non danno immunitá ai poliziotti e ai magistrati...
    Che poi nei fatti... essendo amici degli amici la passano liscia non toglie che non é il sistema in se sbagliato ma sono le persone ad agire in malafede.

    Mi sembra OVVIO che un poliziotto / magistrato possa eseguire indagini senza che se lo debba scrivere in fronte... altrimenti come indaga???
    MeX
    16876
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > Non vedo motivo di farsi tutti questi scrupoli.
    [...]
    > [img]http://alysonman.files.wordpress.com/2008/05/
    > Sempre, sempre dalla parte di TPB.

    Che non era necessario violare la casella di posta della tizia... o comunque non era necessario rivelarlo.
    Una volta scoperto l'acquisto si andava all'equivalente svedese del registro immobiliare e si chiedeva una copia del contratto di acquisto.

    Dichiarare di aver violato la casella in questione e' stato stupido e controproducente, visto che adesso tutti strillano sull'email violata piuttosto che sui 220mila euro comparsi dal nulla.

    Saluti.
    GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > Una volta scoperto l'acquisto si andava
    > all'equivalente svedese del registro immobiliare
    > e si chiedeva una copia del contratto di
    > acquisto.

    Magari in Svezia un privato non può chiederlo.
    Non è una trollata, sono serio. Non è che se da noi è possibile (ammesso che lo sia) allora è possibile in tutto il mondo...
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