Luca Annunziata

AAA, App Store piratato cercasi

Non c'č onore tra i ladri, dice un vecchio detto. E tra ladri e derubati? Il successo di iPhone passa anche per il crack della sua piattaforma di distribuzione

Roma - Trentamila, centinaio più centinaio meno: tante sono le applicazioni disponibili sull'App Store di iPhone, il marketplace creato da Apple per la distribuzione e la vendita del software prodotto da terze parti per il suo cellulare. Di queste, solo una minoranza (all'incirca 5mila titoli) è vittima del classico fenomeno della pirateria: che si tratti di una mancanza di sicurezza della piattaforma o della bravura dei cracker non è dato saperlo. In ogni caso, pare che anche tra chi copia indebitamente il software altrui ci sia qualche differenza di veduta su come farlo.

Installous, lo standard di fatto per appropriarsi indebitamente di qualche migliaio di software normalmente a pagamento su App Store, è a sua volta un software pirata: nel senso che per installarlo occorre avere a bordo Cydia, lo strumento di distribuzione dei software non ufficiali per iPhone, per installare il quale occorre aver sbloccato (e quindi aver invalidato la garanzia) del proprio melafonino. Installous è gratis, basa la sua sopravvivenza solo sulle donazioni spontanee dei suoi utilizzatori: ma non è l'unico software di questo tipo sulla piazza.

A fargli concorrenza, da qualche tempo, è arrivato Mega: al contrario di Installous, quest'ultimo dispone di una vera e propria infrastruttura che ospita su appositi server poco meno di 4mila applicazioni trafugate dall'App Store, l'accesso alle quali è regolato da un abbonamento. 10 dollari per un mese, 24 per tre, 42 per sei: si paga la quota, si scarica il software. Un costo necessario a coprire le spese necessarie a tenere in funzione i server e coprire l'acquisto della banda necessaria al trasferimento.
Ma che senso ha, si sono domandati quelli di hackulo.us che hanno creato Installous, pagare per del software pirata? Se dei soldi bisogna sborsare, almeno che vadano ai legittimi autori delle applicazioni: e così quasi per vendetta nasce Grabulous, un'applicazione (sempre pirata e sempre disponibile tramite il circuito Cydia) che consente di piratare i contenuti pirata di Mega. Quasi un ossimoro, ma quanto basta per attirare l'attenzione sulla scarsa eticità (a detta di hackulo.us si intende) di una operazione come quella di Mega, che chiede soldi in cambio di pirateria.

I gestori di Mega pare che il messaggio l'abbiano ricevuto: l'abbonamento è sparito, per lasciare spazio anche in questo caso a donazioni e proventi provenienti dalla pubblicità. Un aggiornamento del marketplace pirata ha consentito di bloccare l'accesso degli utenti Grabulous (anche se i suoi creatori promettono presto un aggiornamento che consenta di continuare a rubare software rubato), mentre non si hanno notizie di un futuro aggiornamento dell'autentico App Store (forse con firmware 3.0?) per affrontare ed estirpare alla radice il problema generale della pirateria su iPhone.

Un problema che, a detta di qualcuno, è più sensibile di quanto si creda: chi cracka il software per iPhone sostiene di farlo per dare a tutti la possibilità di testare prima di acquistare, visto che il modello di business di Apple non prevede versioni trial (l'unica alternativa è creare delle versioni Lite gratuite). L'impatto economico di queste versioni "alternative" abusive per il momento resta sconosciuto: c'è chi ritiene che il ritorno in termini di popolarità bilanci la perdita, chi spiega che la maggioranza dei propri utenti abusa del suo lavoro. L'auspicio dei legittimi occupanti dell'App Store è che molto presto da Cupertino arrivi un'arma capace di mettere la parola fine a questo fenomeno.

Luca Annunziata
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