Blog, siti, stampa e direttore responsabile

di Andrea Buti (www.tglex.com) - Blog come prodotto editoriale o come stampa? Blogger come direttori responsabili? Contraddizioni e sovrapposizioni fra leggi dello stato italiano

Roma - La recente sentenza di Cassazione sulla non equiparabilità dei blog alla stampa offre lo spunto per una riflessione. Analizzando il quadro normativo si nota che l'art. 1 della l. 62/2001 prevede: "Per prodotto editoriale, ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici". Sotto tale profilo, dunque, il sito o blog ben potrebbe essere inteso come prodotto editoriale.

Il successivo comma 3 dello stesso articolo prevede poi che: "Al prodotto editoriale si applicano le disposizioni di cui all' articolo 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. Il prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata, costituente elemento identificativo del prodotto, è sottoposto, altresì, agli obblighi previsti dall'articolo 5 della medesima legge n. 47 del 1948". La seconda parte della disposizione è abbastanza chiara nell'imporre la registrazione in tribunale ove sussistano congiuntamente i due presupposti della testata e della periodicità.

La prima parte, non prevede tale obbligo se mancano i requisiti in parola: resterebbero, però quelli di cui all'art. 2 l. 47/48. Ora, tale articolo prevede che "Ogni stampato deve indicare il luogo e l'anno della pubblicazione, nonché il nome e il domicilio dello stampatore e, se esiste, dell'editore. I giornali, le pubblicazioni delle agenzie d'informazioni e i periodici di qualsiasi altro genere devono recare la indicazione: del luogo e della data della pubblicazione; del nome e del domicilio dello stampatore; del nome del proprietario e del direttore o vice direttore responsabile. All'identità delle indicazioni, obbligatorie e non obbligatorie, che contrassegnano gli stampati, deve corrispondere identità di contenuto in tutti gli esemplari". Qui di cose che non quadrano ce ne sono diverse.
Tralasciamo le difficoltà nell'individuare il luogo della pubblicazione e supponiamo che il nome e domicilio dello stampatore possano essere riferite alla persona che "gestisce" il sito o blog: chi dovrebbe essere il direttore responsabile?

Come già chiarito, salvo eccezioni il direttore responsabile deve essere un giornalista iscritto all'apposito Albo non perché lo prevedono le citate leggi sulla stampa, ma poiché così dispone la legge professionale (art. 46 della legge 3 febbraio 1963, n. 69) stabilendo che: "Il direttore ed il vice direttore responsabile di un giornale quotidiano o di un periodico o agenzia di stampa (...) devono essere iscritti nell'elenco dei giornalisti professionisti". In tale legge si fa riferimento, però, a "giornale quotidiano" o "agenzia di stampa" e non ad un blog o sito, che sarà al massimo un "prodotto editoriale" ai sensi dell'art. 1 l. 62/2001.

Quindi, delle due, l'una: o il direttore responsabile di un sito o blog può anche non essere un giornalista professionista (giacché il sito non è di carta) oppure... la legge non si capisce (non sarebbe certo la prima volta). Sarebbe abbastanza inutile, infatti, prevedere due ipotesi diverse (prima e seconda parte del 3° comma dell'art. 1 l. 62/2001) per poi dettare una disciplina unitaria. Le norme, però andrebbero interpretate nel senso in cui possono - mutuando dall'art. 1367 c.c. - avere "qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno".

La sentenza cui si accennava in apertura non sembra indugiare in equiparazioni del tipo carta=bit, per cui potremmo forse aspettarci direttori responsabili che non siano giornalisti professionisti?

Avv. Andrea Buti
www.tglex.com

I precedenti interventi di A.B. su PI sono reperibili a questo indirizzo
9 Commenti alla Notizia Blog, siti, stampa e direttore responsabile
Ordina
  • sono molto curioso di tale argomento perche' stiamo preparando un sito sulla citta' dove non facciamo cronaca inteso come riportare notizie locali ma solo per dare spazio ai problemi della citta' con inteviste ai cittadini video e foto.Ma per fare queste ultime tre cose mi chiedo a quali adempimenti sei soggetto? Devi far firmare qualche cosa ?se si dove reperirlo?
    Il sito (noi non siamo giornalisti ) non e' commerciale ma amatoriale deve necessariamente disporre al suo interno di un Giornalista ?
    non+autenticato
  • Mi sembra di aver capito che esiste una contraddizione di fondo: da una parte l'equiparazione blogger = editore, dall'altra il giornalista (come Pino Maniaci di Telejato) che viene rinviato a giudizio perchè non iscritto all'albo.
    non+autenticato
  • Beh, in realtà non è proprio blogger=editore, ma blog=prodotto editoriale. Sono due cose un po' diverse, il fatto è che per il blog potrebbe volerci un direttore responsabile (non si fa invece riferimento al ruolo dell'editore, questo è un problema diverso e ulteriore..) magari anche non giornalista.
    Il caso di Maniaci, invece, riguarda un'altra ipotesi. Se uno fa il giornalista, di fatto, senza essere iscritto all'Ordine dei Giornalisti, finisce sotto processo penale per esercizio abusivo di una professione (non sto esprimendo alcun giudizio sul caso concreto, ovviamente, ma solo ragionando in astratto).
    Diverso (spero!) il caso di un non giornalista che fa il blog, giacché, come detto all'inizio e confermato dalla sentenza di Cassazione blog e carta sono due cose diverse.
    Il problema è se deve comunque essere indicato un qualcuno come direttore responsabile nel blog. Anche non giornalista..ma cmq responsabile..
    non+autenticato
  • si bhe ma allora chiunque non iscritto ad un albo dovrebbe finire sotto processo per esercitazione abusiva della professione... iniziamo a fare gli albi dei meccanici, degli elettricisti, dei programmatori, dei troll.
    Un conto è un medico che se esercita abusivamente mette in gioco la vita delle persone (ma anche se fosse iscritto all'albo, un idiota resta sempre idiota anche con un pezzo di carta in più), ma un giornalista, con tutto quello che si sente in giro... dai per favore, vogliono proteggere delle categorie che non avrebbe senso proteggere in quanto il lavoro dovrebbe essere riconosciuto in base alla bravura e non al pezzo di carta
    Wolf01
    3342
  • O avvocati... Sorpresa

    non+autenticato
  • Soprattutto avvocatiSorpresa che se sbagliano ci va di mezzo gente innocente e tutto quello che dicono è "eh vabbè, ci andrà meglio la prossima volta, intanto sgancia il malloppo"
    Wolf01
    3342
  • La contraddizione più grossa è usare una legge del 1948 (ottima per la stampa, per carità) per regolamentare Internet.
    Funz
    12991
  • Io avrei usato il codice di HammurabiSorpresa
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Funz
    > La contraddizione più grossa è usare una legge
    > del 1948 (ottima per la stampa, per carità) per
    > regolamentare
    > Internet.

    ottima per la stampa???

    no, praticamente anticostituzionale, semmai
    in quanto in evidente contrasto con l'art. 21 della costituzione:
    "Art. 21.
    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
    [...]"


    tutti è diverso da un direttore responsabile iscritto all'albo dei giornalisti...

    tutti è diverso da giornalista iscritto all'albo dei giornalisti...

    liberamente vuol dire senza limitazioni...

    ogni altro mezzo di diffusione comprende internet...

    lo spirito della norma costituzionale è chiarissimo, e la legge sulla stampa nonché le varie proposte di legge "su internet" sono chiaramente in contrasto con quello spirito
    non+autenticato