Alfonso Maruccia

HAL 9000 ha il camice bianco

Gli scienziati reinventano se stessi in forma robotica: il primo esemplare di bot-ricercatore sa condurre esperimenti, formulare ipotesi e scoprire leggi fisiche fondamentali. E in futuro farÓ ancora di pi¨

Roma - Se non siamo ancora vicini al secondo rinascimento delle macchine, di certo siamo sulla buona strada: dopo aver largamente sostituito le braccia umane all'interno delle fabbriche e sulle linee di produzione, i robot si affiancano ora agli scienziati portando a termine esperimenti, analizzando e interpretando autonomamente i dati e producendo conoscenza sotto forma di equazioni e leggi matematiche.

Due diversi team di ricercatori, l'uno inglese e l'altro americano, hanno pubblicato i risultati del loro lavoro sull'ultimo numero della rivista Science. Obiettivo principale degli studi, l'esplorazione delle possibilità concrete di una ricerca "automatizzata" che partendo da specifici algoritmi di base riesca a produrre risultati in proprio coadiuvando il lavoro teoretico degli scienziati in carne e ossa.

Nel primo caso lo scien-bot si chiama Adam, è stato realizzato da una partnership tra Aberystwyth University e University of Cambridge ed è stato programmato per gestire esperimenti di micro-biologia sulle interazioni chimiche del lievito. Il lavoro è stato portato a termine oltre le più rosee aspettative dei "padri" dell'automa: Adam è riuscito, tutto da solo, a ipotizzare formule, usare campioni di cellule per verificarle, correggere il tiro in caso di errori, riformulare e ri-sperimentare.
Il risultato è senza precedenti: grazie ai suoi circuiti, Adam è riuscito a identificare geni che sino a ora la ricerca "umana" non aveva ancora scovato, e il tutto è stato confermato sperimentalmente grazie ai test dei ricercatori umani. Non solo Adam-bot ha processato un gran numero di dati e informazioni ma ha, probabilmente per la prima volta nella storia della robotica, fatto mostra della più alta forma del pensiero con la formulazione di ipotesi teoriche innovative.

E se da Aberystwyth promettono (minacciano?) che Eve, il prossimo scien-bot in via di realizzazione, aiuterà la ricerca nella creazione di nuove medicine per combattere patologie infettive come la malaria e la schistosomiasi, alla Cornell University hanno sviluppato un software capace di ricavare leggi di natura universalmente valide a partire dall'analisi computazionale di gran quantità di dati "puri" e incompleti.

Alla base del software c'è una tecnica nota come "programmazione genetica", che parte con ipotesi casuali per la soluzione di un problema, facendo poi passare tali ipotesi attraverso un algoritmo ispirato ai meccanismi dell'evoluzione (appunto) e ricombinazione genetica per cambiare posto ai termini dell'equazione finché non ne esca fuori una che funziona.

Nel corso delle sperimentazioni riportate su Science, la tecnologia Cornell è stata in grado di scoprire in maniera autonoma e indipendente da qualsiasi intervento umano leggi fisiche come quella sulla velocità e la conservazione dell'energia, e il tutto semplicemente "osservando" un sistema complesso (un doppio pendolo), estrapolandone dati sperimentali e sfruttandoli per giungere a una formulazione matematicamente coerente.

"Uno dei più grossi problemi della scienza di oggi - dice il professor Hod Lipson, autore della ricerca - è la necessità di andare oltre e scovare i principi fondamentali in aree dove ci sono grandi quantità di dati ma dove sono presenti falle nella teoria". Lipson sostiene che il suo software potrà rivelarsi in futuro "un tool importante" per coadiuvare ricerche teoretiche ad alta densità di dati e informazioni, dove gli automi-scienziati potranno portare il loro contributo con ipotesi e formulazioni che la mente umana non ha ancora potuto immaginare.

Alfonso Maruccia
41 Commenti alla Notizia HAL 9000 ha il camice bianco
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  • Fede con fiducia

    IO sono fiducioso sul fatto che il sole sorgera' domani anche se non posso esserne assolutamente certo.

    NOn c'e' necessittta' di ridimostrare tutte le volte cio'che e' gia' dimostrato o cio' che e' gia' stato sperimentato e cosi' "ci costruiamo sopra" andando avanti, in questo pero' non c'e' un atto di FEDE (che presuppone un dogma) ma di FIDUCIA.

    Tuttavia non e' affatto vero che l' esistenza di DIO presupponga necessariamente la FEDE: tutti i dogmi sono solo umani e in natura NON esistono contraddizioni, eccetto che nella mente umana (se la consideriamo un prodotto della natura....).

    Chi ha detto o scritto che DIO avrebbe bisogno della nostra FEDE e non della nostra FIDUCIA? Uomini.
    Ma piu' in generale: Chi ha scritto e detto di DIO? Uomini...

    POtremmo anche essere PARTE di DIO (qualsiasi cosa significhi dato che nemmeno nella Bibbia c'e' una definizione esatta e univoca di DIO) ... e non lo sappiamo.

    Il fatto e' che tendiamo a definire le cose con le definizioni date dagli uomini che nella storia hanno vinto... (quasi mai sul piano della ragione ma su altri piani, meno "diplomatici") e che hanno scritto la storia a modo loro. Dei vinti spesso non sappiamo quasi niente men che meno delle loro ragioni giacche' quando ci arrivano sono sempre "opportunamente filtrate". Sicche' Oggi tutto cio' che l' uomo occidentale sa di "DIO" lo sa' quasi esclusivamente attraverso il filtro di un certo tipo di personaggi.
    Ma cosi' stiamo facendo delle costruzioni spaculative enormi, complesse ma basate su presupposti del tutto arbitrari... che potrebbero essere completamente sballati. E dificilmente potremo correggere il tiro se non NEGANDO buona parte di cio' che la storia ci ha insegnato fino ad oggi, in particolare tutto cio' che oggi ci e' pervenuto dalla bocca e dalle penne dei "vincitori della storia"... potrebbero 'esserci un MARE DI MENZOGNE e non lo sappiamo...
    EE anche questo "dar retta ai vincitori" e' un atteggiamento, frutto di una tendenza o caratteristica psicologica.

    Fortunatamente le macchine NON hanno atteggiamenti quindi in questo senso sono PURE, CANDIDE e funzionano solo sugli INPUT dati da noi umani, sappiamo quindi individuare bene l' origine delle loro speculazioni e delle eventuali falle nel ragionamento (sostanzialmente negli input forniti) posto che l' algoritmo per arrivare ad un risultato sia stato gia' sperimantato come ragionevolmente valido... deve quindi essere "reagionevolmenet valido SEMPRE" e non solo su cio' con cui siamo (psicologicamente) daccordo...

    Quindi la mia ipotesi su DIO era puramemnte provocatoria, era per comprendere con questo tutto cio' che oggi diamo per improbabile... insomma il piano metafisico in genere.
  • Come ho già spiegato nel thread d'origine, la distinzione fede/fiducia è sostanzialmente quello che voglio spiegare.

    Ho fiducia nella scienza abbastanza per usarla nelle mie attività quotidiane.
    Tuttavia, questo non implica una mia "fede" in essa. Non è necessario, come molti pensano, credere nelle teorie che la scienza elabora per spiegare la natura.

    Se la scienza arriva alla conclusione che non c'è praticamente differenza tra me ed un maiale, non comincerò ad allevare e macellare esseri umani: perché so che quella conclusione è un'ipotesi in divenire, e domani potrebbe rivelarsi falsa.

    Allo stesso modo, se la scienza arriva alla conclusione che Dio esiste/non esiste, non mi adeguerò ad essa.

    Tutto il tuo discorso sulla storia, sui vinti e sui vincitori, beh, non fa altro che dimostrare che i fatti contano eccome per le religioni, che sono tutt'altro che fisse ed immutabili - in risposta a certe polemiche del thread precedente.
    Come nella scienza un fatto nuovo non può scardinare il metodo scientifico e la conoscibilità della natura attraverso l'intelletto, nelle religioni non può modificare l'esistenza di Dio ed i pilastri fondanti (nel cristianesimo, ad esempio, la risurrezione di Cristo).
    Tutto il resto si evolve - con due processi diversi - ma cambia nel tempo, "compiendosi".

    Come dimostrazione, si legga la Bibbia. Le leggi, i precetti, le abitudini, il giusto/sbagliato, cambiano radicalmente nel corso dell'antico testamento e vengono completamente rivoluzionate nel nuovo.
    Poi, si guardino gli ultimi 2000 anni di Chiesa. Vi sembra non sia cambiato nulla?

    La tua è stata un'ottima provocazione, perché mi ha ulteriormente convinto della netta separazione tra fisica/metafisica: anche qualora la fisica arrivasse a dire qualcosa riguardo la metafisica, sarebbe irrilevante, perché il metodo scientifico con cui vengono elaborate le teorie prevede la falsità delle sue stesse conclusioni.
  • - Scritto da: Alessandrox
    [...]
    > POtremmo anche essere PARTE di DIO (qualsiasi
    > cosa significhi dato che nemmeno nella Bibbia
    > c'e' una definizione esatta e univoca di DIO) ...
    > e non lo sappiamo.
    [...]

    E soprattutto, chi dice che dio dovrebbe essere definito nella bibbia... scritta dagli uomini Occhiolino

    E perché la bibbia sarebbe migliore del corano o delle barzellette da osteria o dei riti woodoo...
  • Donald Gillies

    Intelligenza artificiale e metodo scientifico.

    http://www.raffaellocortina.it/catalogo_scheda.asp...

    Interessante libro sull'induzione scientifica "meccanizzata".
    non+autenticato
  • Questi trabiccoli arrivassero a dimostrare l' asistenza dell' anima e di Dio?
    Gli daremo retta? O penseremo ad un difetto di fabbrica?
  • E se invece deducessero che l'anima sarebbero loro ad averla e noi no?
    non+autenticato
  • Ho trovato questa strana riga di codice nel mio software:
    if (humans.obsolete) delete(humans)

    Cylon
    non+autenticato
  • bella, la metto come pesce d'aprile nel mio software per il prossimo anno
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Alessandrox
    > Questi trabiccoli arrivassero a dimostrare l'
    > asistenza dell' anima e di
    > Dio?
    > Gli daremo retta? O penseremo ad un difetto di
    > fabbrica?

    Dargli retta non significherebbe fidarsi ciecamente(ovvero, avere fede), dal momento che le teorie sono state ricavate da dati sperimentali e quindi sono state già verificate con concretezza.
    non+autenticato
  • Nessuna collezione di dati sperimentali può fondare una teoria scientifica indubitabile, in quanto un dato nuovo può sempre ribaltarne il significato.

    Il fatto stesso che per una collezione di dati sperimentali debba esistere una sola teoria scientifica migliore di tutte le teorie possibili, costituisce una ipotesi non dimostrabile.

    La scienza, al pari della fede, si fonda sempre su postulati indimostrabili, accettati dalla comunità di scienziati (o fedeli) che ci lavora.
  • Ma non diciamo sciocchezze, non puoi sminuire il metodo scientifico paragonandolo alla religione ed agli atti di fede.

    Una teoria scientifica che ha avuto sufficienti conferme sperimentali può benissimo essere considerata una legge di natura, anche se c'è gente che gioca sul significato della parola "teoria" per insinuare che sia qualcosa di incerto o non dimostrato, solitamente al fine di infilare nel discorso i propri dogmi irrazionali.
    Una teoria può non essere sufficiente a descrivere tutta la realtà, e può essere soppiantata da una teoria più ampia e generale di cui è un caso particolare. Non per questo essa ha minore validità.
    Un esempio tipico è la legge di gravitazione universale (come tutta la fisica classica) alla luce delle nuove scoperte della relatività generale e della meccanica quantistica, che a loro volta si sta cercando di unificare in una "teoria del tutto" ancora più generale.

    Ma tanto è inutile parlare in termini scientifici ad un irrazionale, si attaccherà sempre alla religione rifiutando qualunque altra verità.
    Funz
    12989
  • Con la scienza ci lavoro e mi da da mangiare. Non insinuo e non sminuisco proprio un bel niente.

    Difatti, non hai negato nulla di quanto ho affermato.

    Tu dici che una teoria con sufficienti conferme "può benissimo essere considerata" legge di natura.
    Esatto. Non , bensì è considerata.
    Già, perché il fatto stesso che esistano leggi di natura fa parte di una visione della natura governata da leggi immutabili e conoscibili dall'intelletto umano.

    Per quanto sia irrinunciabile (come per altri, irrinunciabile è Dio, ad esempio) di scientifico questa credenza non ha proprio nulla.

    Alla luce della relatività, la gravitazione universale assieme alle altre leggi del moto si è rivelata essere falsa. Il fatto che teorie false rimangano comunque "utilizzabili" (perché la loro approssimazione ci soddisfa), non le rende vere.

    Nè significa che le nuove teorie siano sempre una generalizzazione di quelle precedenti: la relatività che proprio tu citi è stata una completa rivoluzione, che ha falsificato il vecchio modello.
    Che la vecchia teoria corrisponda con buona approssimazione alla nuova per un numero sconfinato di dati sperimentali, significa semplicemente che la vecchia teoria funzionava bene per quei dati- il ché mi pare ovvio, altrimenti non sarebbe stata accettata per spiegarli!
  • Clicca per vedere le dimensioni originali
    Guarda, questa è la dura realtà nel 99% dei casi (percentuale buttata lì, come nell'altro articolo su SUN e IBM, poi per ognuno può variare)
    Wolf01
    3342
  • A supporto del tuo modello, porto l'evidente evidenza che nulla nelle religioni è mai cambiato dalla preistoria ad oggi.
  • - Scritto da: mythsmith
    > Con la scienza ci lavoro e mi da da mangiare. Non
    > insinuo e non sminuisco proprio un bel
    > niente.
    >
    > Difatti, non hai negato nulla di quanto ho
    > affermato.
    >
    > Tu dici che una teoria con sufficienti conferme
    > "può benissimo essere considerata" legge di
    > natura.

    > Esatto. Non , bensì è considerata.
    > Già, perché il fatto stesso che esistano leggi di
    > natura fa parte di una visione della natura
    > governata da leggi immutabili e conoscibili
    > dall'intelletto
    > umano.
    >
    > Per quanto sia irrinunciabile (come per altri,
    > irrinunciabile è Dio, ad esempio) di scientifico
    > questa credenza non ha proprio
    > nulla.


    Stai giocando con le parole, la scienza riconosce tranquillamente di essere fallibile e che la conoscenza della natura è ancora lontana dell'essere completa. Ciò però non invalida minimamente quello che già conosciamo bene.


    > Alla luce della relatività, la gravitazione
    > universale assieme alle altre leggi del moto si è
    > rivelata essere falsa. Il fatto che teorie
    > false rimangano comunque "utilizzabili" (perché
    > la loro approssimazione ci soddisfa), non le
    > rende vere.

    Ma falsa nemmeno per idea! la relatività descrive fenomeni che avvengono a velocità e campi gravitazionali fuori dalla nostra esperienza, e descrive altrettanto bene quello che accade sulla Terra ad una mela che casca dall'albero. E' proprio quello che intendo quando parlo di casi particolari.

    > Nè significa che le nuove teorie siano sempre una
    > generalizzazione di quelle precedenti: la
    > relatività che proprio tu citi è stata una
    > completa rivoluzione, che ha falsificato il
    > vecchio modello.

    Ma quando mai?

    > Che la vecchia teoria corrisponda con buona
    > approssimazione alla nuova per un numero
    > sconfinato di dati sperimentali, significa
    > semplicemente che la vecchia teoria funzionava
    > bene per quei dati- il ché mi pare ovvio,
    > altrimenti non sarebbe stata accettata per
    > spiegarli!

    La vecchia teoria (la fisica classica) è compresa all'interno della teoria della relatività, di cui costituisce un caso particolare.
    Funz
    12989