Gaia Bottà

Perché la musica sia dei musicisti

Una coalizione di artisti britannici plaude alla decisione del governo di opporsi all'estensione della durata del diritto d'autore. Chiede che i musicisti possano fare ciò che vogliono della proprie opere, per tempi più lunghi

Roma - Estendere la durata del diritto d'autore a presidio dei brani musicali, mungere la musica per un numero maggiore di anni. Ma i guadagni e il diritto di decidere il destino delle opere dovrebbe tornare nelle mani degli artisti. Questa la richiesta che la Featured Artists' Coalition ha avanzato nel momento in cui le autorità europee hanno respinto la proposta con cui si vorrebbe garantire agli attori dell'industria della musica 95 anni di diritti sulle performance.

La proposta del Commissario europeo Charlie McCreevy è nell'aria da mesi: per assicurare agli interpreti una serena vecchiaia, per consentire loro di rimpolpare le pensioni spremendo più a lungo le proprie opere, McCreevy vorrebbe portare da 50 a 95 anni la durata dei diritti sulle performance. Si tratterebbe di una questione di ordine morale, capace di sbaragliare le analisi di esperti in materia che prospettano l'inaridirsi dei guadagni per l'industria e l'esaurirsi della creatività alimentata dalle opere in pubblico dominio, una questione capace di prevalere sulle richieste di consumatori che chiedono un equilibrio più equo tra le istanze dei colossi dell'intrattenimento e quelli delle folle di pubblico pagante.

Il Parlamento Europeo si era lasciato convincere, al testo della proposta era stato apposto il sigillo. I 95 anni che seguono alla fissazione delle performance musicali avrebbero potuto rappresentare una fonte di rendita per gli anziani musicisti e per i loro eredi. Ma il COREPER, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti degli Stati Membri, si è opposto: sono undici gli stati che si sono schierati contro la proposta, fra questi anche l'Italia. Anche i rappresentanti del Regno Unito hanno votato contro: le istituzioni britanniche non hanno mai fatto segreto di propendere per un'estensione dei diritti di 20 anni, che possa retribuire interpreti e eredi per 70 anni dall'incisione.
La motivazione dell'opposizione del Regno Unito risiede nella mancata proporzionalità delle condizioni tracciate dalle istituzioni europee: si chiedono più garanzie per gli artisti, si chiede che i denari non rimpinguino le sole casse delle etichette. Sono numerosi coloro che hanno tentato di raffigurare lo scenario che si verrebbe a creare con l'adozione della proposta così come tracciata dall'Europa: se McCreevy aveva prospettato per i performer 95 anni di gruzzoletti annuali che oscillerebbero tra i 150 e i 2000 euro, Open Rights Group aveva calcolato invece che agli artisti rimarrebbero le briciole, l'1 per cento di quanto potrebbero incassare le etichette, guadagni tra i 26,79 euro e i 50 centesimi l'anno. Le autorità dell'Isola non negano di voler tutelare gli interessi dei mostri sacri, ma vorrebbero altresì assicurare agli anziani performer la possibilità di riappropriarsi dei diritti sulle esibizioni che l'industria non sfrutta.

È insorta l'industria della musica, hanno rumoreggiato i discografici: il governo avrebbe disatteso le loro aspettative. Ma non tutti gli attori della musica britannica puntano il dito contro la posizione delle autorità: la Featured Artists'Coalition, un manipolo di musicisti fra cui militano Radiohead e Iron Maiden, Wet Wet Wet e David Gilmour, ha spalleggiato il governo. L'estensione del copyright s'ha da fare, chiedono, ma a favore degli artisti.

La FAC, che da mesi si batte perché gli artisti possano decidere delle sorti della propria musica, invoca l'estensione del diritto d'autore: dopo i 50 anni in cui a trarre beneficio sono soprattutto le major, nel successivo periodo di tutela a godere dei diritti dovrebbero essere i soli artisti. "Possedere i diritti permetterebbe agli artisti di negoziare nuovi accordi con le case discografiche e con gli altri utilizzatori di musica - spiegano - accordi basati sui costi reali della distribuzione digitale".

Se l'industria della musica tradizionale è arroccata su modelli di business stantii, incapaci di far fruttare al meglio le potenzialità di contenuti immateriali che possono essere fatti fluire in rivoli distributivi dalle infinite combinazioni retributive, gli artisti chiedono, una volta trascorsi 50 anni dall'incisione, di poter infondere la propria creatività anche nella ricerca di schemi retributivi che i colossi della musica esitano a sperimentare. "Avremmo anche la possibilità di decidere quando la nostra musica potrà essere fruita gratuitamente - prospettano - e quando ci aspettiamo una remunerazione".

L'Europa ha solo rimandato la propria decisione in merito all'estensione del diritto d'autore sulle performance. Si tornerà a negoziare, si tornerà a dibattere. Mentre i cittadini della rete continuano a mobilitarsi per chiedere che il diritto d'autore rappresenti uno stimolo e non un ostacolo per la creatività.

Gaia Bottà
35 Commenti alla Notizia Perché la musica sia dei musicisti
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  • max 20 anni alla ditta e poi che tornino all'artista

    cazzo se in 20 anni non sanno vendere sono proprio dei bambascioni.

    e se sono stati bambascioni, dopo il 20mo anno, si spera che all'artista sia data la possibilità di fare la promozione che costoro non hanno saputo dare.

    e direi che devono consegnare i master dopo il 10mo anno, all'artista.

    e se sono più persone, una copia per ciascuno a proprie spese, ma la disponibilità d'accesso per copia IN QUALSIASI MOMENTO, garantito per legge e con previsione di fallimento (ovvero tu non puoi fallire e lasciarmi senza il MIO materiale)

    ecc
    non+autenticato
  • i diritti dovrebbero valere fino alla morte dell'autore

    se guadagna bene e non spende tutti i soldi in alcol o droga e fa investimenti oculati allora

    agli eredi avanzerà qualcosa, come ai figli di ogni persona normale

    i liberi professionisti hanno le loro casse di previdenza, se versano hanno la loro pensione in base a quello che hanno versato

    se comprano immobili terreni titoli alla loro morte questi passeranno agli eredi
    non+autenticato
  • questi si credono (cioe' vogliono far credere a noi!) che il diritto d'autore sia come i diritti umani.
    invece e' nocivo (limita la diffusione) protezionismo commerciale, che deve essere limitato a quanto serve. Per mantenere la produzione non serve farli arricchire,
    se vogliono piu soldi dalle maior li chiedano ora non tra 50 anni.

    se insistono a loro (solo a loro) farei pagare i diritti sul risotto alla milanese, la pasta al pesto, il volante dell'auto (almeno per 300 anni), la tavoletta del gabinetto (500 anni, se non si trova l'autore la paghino ad un fondo sociale per gli scrittori e musicisti sfortunati)
    non+autenticato
  • Beh, che dire..... io son del parere che l'intera visione del diritto d'autore sia profondamente sbagliata.
    In fin dei conti a voler guardare bene, che fa un musicista?
    Prende delle note "open source" per cosi dire, e le riordina.
    Da quel momento non son piu "open" ma sue...
    Benissimo!
    Se vuole tenersele, che se le tenga!
    Se lo registra su una cassetta e se lo ascolta da solo in uno scantinato, e sicuramente nessuno gli "porterà via" nulla.
    Nel momento in cui viene distribuito al pubblico non è piu una cosa solamente sua.
    Ecco la soluzione semplice e ovvia!
    Evitano di distribuire la loro musica, e nessuno gliela "porta via".
    Ah.... dimenticavo....
    Peccato che però in quel caso, si è costretti a lavorare per mantenersi.
    Ma son dettagli!
    non+autenticato
  • > Da quel momento non son piu "open" ma sue...
    > Benissimo!
    > Se vuole tenersele, che se le tenga!
    > Se lo registra su una cassetta e se lo ascolta da
    > solo in uno scantinato, e sicuramente nessuno gli
    > "porterà via"
    > nulla.
    > Nel momento in cui viene distribuito al pubblico
    > non è piu una cosa solamente
    > sua.
    > Ecco la soluzione semplice e ovvia!
    > Evitano di distribuire la loro musica, e nessuno
    > gliela "porta
    > via".
    > Ah.... dimenticavo....
    > Peccato che però in quel caso, si è costretti a
    > lavorare per
    > mantenersi.
    > Ma son dettagli!
    Un altro che vota PDLA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo
    > Un altro che vota PDLA bocca aperta

    che c'entra la politica? lo sai che a sinistra proteggono il diritto di copia esattamente come a destra?
    non+autenticato
  • Eccone un' altro. Vallo a dire a Beethoven o a Bach. E' grazie a tutti quelli come te se l'Italia è il paese degli ignoranti, degli incapaci, dei disonesti, dei furbi e dei violenti, e sarà il terzo mondo d'Europa come già sta diventando.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nerd
    > Eccone un' altro. Vallo a dire a Beethoven o a
    > Bach. E' grazie a tutti quelli come te se
    > l'Italia è il paese degli ignoranti, degli
    > incapaci, dei disonesti, dei furbi e dei
    > violenti, e sarà il terzo mondo d'Europa come già
    > sta
    > diventando.

    parla di ignoranti e citi Beethoven e Bach in merito al copyright, quando al loro tempo il copyright non esisteva sulla musica, complimenti
    non+autenticato
  • @ TieniteleTe
    Ecco un esempio di fancazzista... l'italia è piena di gente che non produce una ceppa.
    Io non ho parlato di fancazzismo dei musicisti, almeno impara a leggere o perlomeno collega i neuroni quando lo fai!
    @Nerd
    L'italia è anche il paese in cui ci stai te!
    Pure colpa tua se sia ridotti come siamo con uno psiconano come premier, e persone che non sanno manco leggere quel che scrivono
    non+autenticato
  • Le tue considerazioni becere sul fancazzismo del musicita, ignorante!
    Continua a lavorare, mi raccomando, anche perchè quando stacchi la testa dal lavoro non è che produci granchè, da quanto si può leggere...
    non+autenticato
  • IL diritto d'attore è lecito se vale, e non se il fancazzismo dei musicisti si innesta per vie trasversali.
    Il copyright ha visto crescere tendenzialmente le proprie aspettative sulla necessità di buoni propositi e leggi bicamerali.
    Il popolo cresce e la limitazione diminuisce.
    E ripeto: NESSUNO VERRà LASCIATO SOLO...piuttosto maleaccompagnato, ma mai solo!
    E Obama mi ha detto che ha piena fiducia in me, non credete a quello che scrivono quei pochi giornali che ancora non mi appartengono. Non sono miei, quindi lavorano male.
    Anzi approfitto per dire ai giornalisti che NESSUNO VERRà LASCIATO SOLO!
    non+autenticato
  • se un falegname fa 'na sedia e la vende poi pe fa artri soldi deve fa 'n artra sedia; questo vonno fa 'na canzone e campacce pe 95 anni? al massimo la durata dovrebbe essere quella necessaria pe scrive 'n artra canzone (famo un anno a di tanto?); che dici? nun poi sape' quanno te vie' l'ispirazione? e sticavoli nun ce lo metti? perche' se io domattina nun so ispirato de anna' a lavora pensi che a quelli per cui lavoro je ne possa frega' quarche cosa?
    Se vedi l'arte come un lavoro allora c'hai pure tutti l'impicci propri de un lavoro, artrimenti e' 'n hobby e nun devi da rompe le scatole si ce fai pochi soldi.
    non+autenticato
  • Scus m riscriv quello 'he volevi dire? nun ci si capisce 'n cazz. Grazie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: dfghsdthsdf gsd
    > se un falegname fa 'na sedia e la vende poi pe fa
    > artri soldi deve fa 'n artra sedia; questo vonno
    > fa 'na canzone e campacce pe 95 anni? al massimo
    > la durata dovrebbe essere quella necessaria pe
    > scrive 'n artra canzone (famo un anno a di
    > tanto?); che dici? nun poi sape' quanno te vie'
    > l'ispirazione? e sticavoli nun ce lo metti?
    > perche' se io domattina nun so ispirato de anna'
    > a lavora pensi che a quelli per cui lavoro je ne
    > possa frega' quarche
    > cosa?
    > Se vedi l'arte come un lavoro allora c'hai pure
    > tutti l'impicci propri de un lavoro, artrimenti
    > e' 'n hobby e nun devi da rompe le scatole si ce
    > fai pochi
    > soldi.

    Da premio oscar ;D
    non+autenticato
  • - Scritto da: dfghsdthsdf gsd
    > se un falegname fa 'na sedia e la vende poi pe fa
    > artri soldi deve fa 'n artra sedia; questo vonno
    > fa 'na canzone e campacce pe 95 anni? al massimo
    > la durata dovrebbe essere quella necessaria pe
    > scrive 'n artra canzone (famo un anno a di
    > tanto?); che dici? nun poi sape' quanno te vie'
    > l'ispirazione? e sticavoli nun ce lo metti?
    > perche' se io domattina nun so ispirato de anna'
    > a lavora pensi che a quelli per cui lavoro je ne
    > possa frega' quarche
    > cosa?
    > Se vedi l'arte come un lavoro allora c'hai pure
    > tutti l'impicci propri de un lavoro, artrimenti
    > e' 'n hobby e nun devi da rompe le scatole si ce
    > fai pochi
    > soldi.

    :)
    non+autenticato
  • certo che detto da uno che non sa manco scrivere in italiano...
    allora con lo stesso discorso va abolito il copyright sulle invenzioni, su chi scrive i libri... lo sai che? io nel 2020 passati i cinquant'anni dai Beatles riscrivo tutte le loro canzoni con lo stesso titolo, le registro alla SIAE e gli frego tutti i diritti d'autore, e da li in avanti i diritti d'autore da chi suona quelle canzoni me li becco io. A parte l'ingiustizia (concetto difficile da comprendere a chi non arriva neanche a parlare la lingua del proprio paese), finchè si tratta di loro che sono ricchi sfondati.... ma un musicista che ha scritto qualche buona canzone che gli dà il pane per sopravvivere (giusto il pane perchè come scritto nell'articolo la torta se la mangiano quasi tutta LE MAJOR) vorrebbe dire trovarsi in vecchiaia a fare la fame, dato che in questo PAESE CIVILE la PENSIONE per i musicisti NON ESISTE, mentre in compenso esistono gli stolti che dicono e scrivono in merito a cose di cui non capiscono e non sanno un bel niente.
    non+autenticato
  • non credo proprio che in Italia la pensione per un musicista non esista....
    se tu versi i tuoi bei contributi per tutti i soldi che prendi facendo concerti da giovane, e vendendo i tuoi dischi, hai sicuramente un pensione bella e buona.
    Ma scherziamo?? perchè un musicista dovrebbe avere diritto a vita (e i suoi eredi, e gli eredi degli eredi) a guadagnare su un lavoro fatto 70 anni prima e già venduto e rivenduto?
    non+autenticato
  • - Scritto da: lorenzo
    > non credo proprio che in Italia la pensione per
    > un musicista non
    > esista....
    > se tu versi i tuoi bei contributi per tutti i
    > soldi che prendi facendo concerti da giovane, e
    > vendendo i tuoi dischi, hai sicuramente un
    > pensione bella e
    > buona.
    > Ma scherziamo?? perchè un musicista dovrebbe
    > avere diritto a vita (e i suoi eredi, e gli eredi
    > degli eredi) a guadagnare su un lavoro fatto 70
    > anni prima e già venduto e
    > rivenduto?


    un pittore può vendere un quadro a un milione di euro,
    mentre un musicista guadagna qualcosa come 1 euro a copia
    (legalmente) venduta...
    fermo restando che i contributi siano cosa buona e giusta, è anche vero che in italia chi ne trae giovamento a lungo termine sono solo i cosiddetti "mostri sacri" (che guarda caso comandano anche ai piani alti di SIAE & varie istituzioni statali dell'entertainment).
    poi il paragone con il falegname mi sembra decisamente fuori luogo: chi scrive una canzone ha gli stessi diritti di un designer o di chi deposita un brevetto.
    l'accostamento da prestazione può essere fatto al massimo con un turnista, ma la creazione non ha nulla del lavoro operaio, altrimenti tutti ne sarebbero capaci, no?Occhiolino
    non+autenticato
  • Tu sei capace di fare una sedia che non crolli il giorno dopo? Ad ognuno il suo lavoro in base alle sue attitudini e capacità. Ma chi crea una canzone NON vale più di un falegname!
    Qua si deve lavorare sodo tutti i giorni e un artista non è diverso dagli altri lo vogliamo capire?
    non+autenticato
  • - Scritto da: lucapas
    > Tu sei capace di fare una sedia che non crolli il
    > giorno dopo? Ad ognuno il suo lavoro in base alle
    > sue attitudini e capacità. Ma chi crea una
    > canzone NON vale più di un
    > falegname!
    > Qua si deve lavorare sodo tutti i giorni e un
    > artista non è diverso dagli altri lo vogliamo
    > capire?

    NB: la maggior parte degli artisti ha comunque un lavoro
    "normale", vista la poca considerazione di cui gode la cultura -lato sensu- nel nostro bel paese.
    in realtà non è una questione di valere di più o
    di meno, ma semplicemente di garantire il riconoscimento
    del valore intellettuale all'opera in questione.
    da quando l'utilità è appannaggio dell'arte?
    se mettiamo alla stregua creazione musicale e un qualunque
    oggetto d'arredamento prodotto in serie è solo
    perché la discografia è riuscita ad annullare il senso di unicità che la musica dovrebbe trasmettere.
    chiunque può imparare a fare il falegname...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skyeez
    > chiunque può imparare a fare il falegname...

    chiunque puo' imparare a fare l'artista
    non+autenticato
  • - Scritto da: mattomattom atto
    > - Scritto da: Skyeez
    > > chiunque può imparare a fare il falegname...
    >
    > chiunque puo' imparare a fare l'artista

    non penso proprioSorride
    non+autenticato