L'Iran sogna la tech-revolution indiana

Il presidente riformista iraniano in visita nel distretto tecnologico indiano non nasconde l'ammirazione per quel modello. E spera che il suo paese segua la rotta tracciata da Nuova Delhi

Roma - I tecnici indiani sono tra i più richiesti nel mondo, l'industria indiana del software è la seconda al mondo, le esportazioni di tecnologie indiane aumentano di anno in anno: lo scenario della rivoluzione tecnologica in uno dei paesi più popolosi del mondo ha del clamoroso. Al punto che il presidente riformista iraniano Mohammad Khatami, in visita in India in questi giorni, ha dichiarato di sperare che anche il suo paese segua questa rotta.

In un intervento tenuto presso il distretto tecnologico di Hyderabad, popolosa città nel centro dell'India, Khatami ha spiegato che l'Iran "dispone di una ampia quantità di risorse umane specializzate. Siamo in grado di imparare molto dall'esperienza dell'India".

In visita a Cyberabad, come viene spesso definito quel distretto dai media indiani, Khatami ha dichiarato di apprezzare il grosso lavoro di investimento e la preveggenza indiana dietro il grande sviluppo dell'industria dell'hi-tech. Un settore nel quale l'Iran intende investire ulteriormente.
Per Khatami la battaglia è naturalmente tutta in salita viste le enormi difficoltà per il suo paese, ancorato ai valori tradizionali dell'Islam, ad accettare, inglobare e far proprie le tecnologie che hanno fatto di Silicon Valley l'ombelico del mondo tecnologico. Internet, peraltro, nel paese è ancora vissuta con estrema diffidenza e conseguentemente soggetta a censure.
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15 Commenti alla Notizia L'Iran sogna la tech-revolution indiana
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  • Quanti indiani programmatori lavorano in italia ?
    credo manco uno visto e considerato che le aziende
    informatiche made in (banana republic) fanno i resellers
    di qualche software straniero...
    Dovete sapere che i managerozzi italiani vogliono comprare
    la tecnologia e non produrla.
    questa linea di condotta ci ha portati ad un decadimento tecnologico
    e culturale di almeno 10 anni con conseguente perdita di credibilita
    agli occhi degli altri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Quanti indiani programmatori lavorano in
    > italia ?
    > credo manco uno visto e considerato che le
    > aziende
    > informatiche made in (banana republic) fanno
    > i resellers
    > di qualche software straniero...
    > Dovete sapere che i managerozzi italiani
    > vogliono comprare
    > la tecnologia e non produrla.
    > questa linea di condotta ci ha portati ad un
    > decadimento tecnologico
    > e culturale di almeno 10 anni con
    > conseguente perdita di credibilita
    > agli occhi degli altri.

    COncordo in tutto bravo.
    non+autenticato
  • Finche in Italia la spesa pubblica sarà tutta per pensioni di vecchiaia, pensioni baby, false pensioni d'invalidità, Pubblica Amministrazione ipertrofica con 10 persone dove ne basta 1, ecc. ecc. non ci sarnno mai i soldi per la ricerca e l'istruzione.

    Ed i migliori cervelli emigreranno

    Ben ci sta!

    Marcello
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Finche in Italia la spesa pubblica sarà
    > tutta per pensioni di vecchiaia, pensioni
    > baby, false pensioni d'invalidità, Pubblica
    > Amministrazione ipertrofica con 10 persone
    > dove ne basta 1, ecc. ecc. non ci sarnno mai
    > i soldi per la ricerca e l'istruzione.

    I soldi della ricerca devono arrivare anche da aziende
    private che stanno dimostrando in italia la loro peggiore
    parte (marketing, publicita, infinocchiamento clienti)
    la ricerca e' considerata una spesa di bilancio.


    > Ed i migliori cervelli emigreranno
    > Ben ci sta!
    Gia

    > Marcello
    non+autenticato
  • > I soldi della ricerca devono arrivare anche
    > da aziende
    > private

    Se avessi un'azienda privata investirei all'estero piuttosto che pagare il triplo di tasse per mantenere una pletora di parassiti

    La ricerca di base, matematica, fisica, ecc. è quasi sempre pubblica, semmai le applicazioni sono private, ma senza ricerca di base e persone istruite decentemente da un sistema d'istruzione nessun privato investe in settori di avanguardia, continua a combattere battaglie di retroguardia pur di rimanere a galla, mentre si scivola lentamente nel baratro.

    Di nuovo ben ci sta!

    Marcello
    non+autenticato
  • "...Internet, peraltro, nel paese è ancora vissuta con estrema diffidenza e conseguentemente soggetta a censure...."

    Hanno molta strada davanti a loro. Kathami guarda all'hi-tech e alle possibilità di sviluppo, ma parte dal lato sbagliato. Il verso giusto è iniziare dai Diritti dell'uomo e del cittadino.

    L'importante è cominciare.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > "...Internet, peraltro, nel paese è ancora
    > vissuta con estrema diffidenza e
    > conseguentemente soggetta a censure...."
    >
    > Hanno molta strada davanti a loro. Kathami
    > guarda all'hi-tech e alle possibilità di
    > sviluppo, ma parte dal lato sbagliato. Il
    > verso giusto è iniziare dai Diritti
    > dell'uomo e del cittadino.
    >
    > L'importante è cominciare.

    Allora vacci tu in Iran a governare visto che sei così bravo
    non+autenticato

  • > Allora vacci tu in Iran a governare visto
    > che sei così bravo

    magari potessi.. il problema è l'Ayatollah con gli altri capi religiosi che impediscono le riforme..
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Allora vacci tu in Iran a governare visto
    > > che sei così bravo
    >
    > magari potessi.. il problema è l'Ayatollah
    > con gli altri capi religiosi che impediscono
    > le riforme..

    Magari le impediscono pure a lui, quindi non è partito affatto col piede sbagliato. Facile giudicare esternamente.
    Basta guardare nei democratici e libertari USA che fine hanno fatto Lincoln e Kennedy.

    Non si fanno i cambiamenti a 180°, ma con piccoli passi.
    Se riesce a diffondere l'informatica in Iran è già un ottimo inizio.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Magari le impediscono pure a lui, quindi non
    > è partito affatto col piede sbagliato.

    Allora non capisci o non vuoi capire. Internet e l'hiTec non hanno alcun significato slegate dal contesto nel quale si sono sviluppate: libertà di parola, di scritti ed opinione; condivisone libera delle informazioni e confronto culturale.

    In Iran non c'è spazio per questo, ergo non c'è spazio neppure per l'Hi-Tec perchè, adesso, invece che una possibilità rappresenta una minaccia allo status quo.

    Si parte sempre dai fondamentali, non dagli epiloghi.


    > Facile giudicare esternamente.

    No, è facile, basta rgionare un po'.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    >
    > No, è facile, basta rgionare un po'.
    >

    Se avessi ragionato prima di spedire questo messaggio l'avresti sicuramente scritto meglio.
    Comunque il tuo discorso è molto incoerente, te ne accorgerai tu stesso dopo averlo riletto con calma.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Comunque il tuo discorso è molto incoerente,
    > te ne accorgerai tu stesso dopo averlo
    > riletto con calma.

    Di incoerente e, per giunta, qualunquista vedo solo le tue argomentazioni.
    Dai un occhio alla Cina, se ti è più congeniale. Oppure all'Arabia Saudita.
    Se non sei a conoscenza della situazione delirante in cui naviga l'HiTec in questi paesi, faresti meglio ad astenerti da qualsivoglia commento.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Se non sei a conoscenza della situazione
    > delirante in cui naviga l'HiTec in questi
    > paesi, faresti meglio ad astenerti da
    > qualsivoglia commento.

    E il tuo cosa sarebbe?
    Grazie per il commento adesso ne sappiamo tutti molto di piu..
    non+autenticato
  • > Grazie per il commento adesso ne sappiamo
    > tutti molto di piu..

    Senza offesa ne sapevi di più anche prima.
    Non c'è peggior sordo o cieco di chi non vuole sentire\vedere
    E gli uomini struzzi lo sono per loro volontà...

    CMQ fa piacere che la Cina e l'Iran si aprano all'HiTech con i piccoli passi...
    O saranno montagne che partoriscono topolini, oppure non potanno gestire il vaso di Pandora che hanno aperto.

    Esattamente come il più grande curatore fallimentare della storia (che gode di successo e credibilità solo in Italia, chissà perché...)

    O collassano economicamente, perché non tengono il passo dell'innovazione tecnologica, o politicamente, perché l'innovazione gli frana addosso.

    Spiace solo vedere che in Italia abbiamo difensori d'ufficio di dittatori e lapidatori, tra Khatami e Khamenei , tra i quali c'è la stessa differenza che c'era tra il dittatore Dubcek (quello del socialismo dal volto umano) e quelli un pò più impresentabili che lo sostituirono, senza ammazzarlo come fecero con l'ungherese Nagy, infatti era organico al regime.

    Godeva di poplarità solo nella repubblica sovietica d'Italia, ma mi ricordo che quando il regime franò in Italia tutti i commentatori e giornalistoidi si fregarono le mani pensando ad un riciclaggio del loro amato Dubcek:
    la piazza invece fischiò il buffone ed acclamò Havel, premio Nobel e prigioniero politico, nonché altro aspetto positivo, amico di Keith Richards e Frank Zappa Sorride
    ancora oggi presidente rispettatissimo in tutto il mondo e regolarmente rieletto dai Cechi.

    Marcello
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > "...Internet, peraltro, nel paese è ancora
    > vissuta con estrema diffidenza e
    > conseguentemente soggetta a censure...."
    >
    > Hanno molta strada davanti a loro. Kathami
    > guarda all'hi-tech e alle possibilità di
    > sviluppo, ma parte dal lato sbagliato. Il
    > verso giusto è iniziare dai Diritti
    > dell'uomo e del cittadino.
    >
    > L'importante è cominciare.

    Avere molta strada da fare ed essere intenzionati a farla e' molto meglio che aver gia' fatto molta strada sbagliata...
    non+autenticato